Creature della Notte – Recensione

di Davide “Canopus”

Titolo Creature della Notte
Autore Yasutaka Ikeda
Lingua Italiano
Editore Kosmos
Distributore Giochi Uniti
Numero giocatori 4-8
Durata partita 30-50 minuti
Anno pubblicazione 2011
Titolo originale Shadow Hunters
Genere Party game
Prezzo Circa 25€

Ma sono l’unico che nota che nei film e nei libri i lupi mannari e i vampiri sono sempre in perenne guerra!?!? Io fossi in loro farei un accordo i mi spartirei il mondo. Si, probabilmente ne uscirebbe un film/libro molto più noioso… e questo spiega anche perché nella vita non faccio lo sceneggiatore. Detto questo, oggi parliamo dell’atavica guerra tra lupi mannari e vampiri, con gli umani immancabili “sfigati” presi nel mezzo di questo eterno conflitto. No, non si tratta di un nuovo episodio della saga di Twilight (per fortuna), ma del party game Creature della Notte. Questo è un restyling del gioco Shadow Hunters del 2005, tradotto in italiano e distribuito nel nostro paese nel 2011 da Giochi Uniti.

Ambientazione

Come avrete capito, nel gioco ogni giocatore interpreterà il ruolo di una creatura della notte o di un umano. Mentre vampiri e licantropi avranno l’obiettivo di far vincere la propria fazione e giocheranno a squadre, gli umani avranno obiettivi personalizzati e giocheranno in modo più individuale. Ad aiutarvi nella vostra missione vi saranno fenomenali equipaggiamenti e gli oracoli: particolari carte che vi permetteranno di capire chi è vostro alleato o di combinare grandissime bastardate.

Materiali

Tabellone e carte

Dentro la scatola troviamo il regolamento in due versioni: una su foglio unico quadrato per imparare subito e velocemente a giocare, una in versione a libricino con anche la spiegazione delle abilità speciali dei personaggi e di alcune carte equipaggiamento. Segue un tabellone con sei fori di forma ellittica in cui trovano posto altrettanti tasselli, di stessa sagoma, che rappresentano i luoghi. Sempre sul tabellone, troviamo stampate la scala dei punti vita, che riporta le iniziali dei nomi dei personaggi nel punto corrispondente al relativo valore di vitalità, e le indicazioni su dove posizionare i tre mazzi di carte e i corrispondenti mazzi degli scarti.

Abbiamo poi circa 80 carte, misura Eu standard e di buon spessore (consiglio comunque le bustine protettive dato che vanno mescolate molto spesso), con rappresentati equipaggiamenti di attacco e di difesa, gli oracoli, utili per individuare la fazione di un giocatore, e le carte personaggio, con riportati punti vita, abilità speciali e condizioni di vittoria.

Sia tabellone che carte sono realizzati con grafica stile cartoni animati ma in uno stile, a mio parere, molto puerile. Graficamente si poteva fare molto, ma molto meglio.

Altri componenti

Infine, due dadi, D6 e D4, 8 pedine cilindriche di diverso colore, per segnalare in quale luogo si trova un giocatore, e 8 pedine più piccole, a forma di “pacman”, che segnano i punti vita persi da un personaggio sulla scala dei punti vita sul tabellone. Il dado D4 non ha la solita forma tetraedrica, ma sembra piuttosto un parallelepipedo con due semisfere alle estremità (tra amici lo chiamiamo “la supposta”), la forma particolare lo rende comunque funzionale.

Setup e preparazione

Preparazione

Le regole del gioco sono veramente semplici, si possono spiegare in circa 5 minuti e con semplici esempi. Il tempo per il setup è inferiore ai due minuti e consiste, oltre a consegnare una carta personaggio ad ogni giocatore, ad incastrare sul tabellone i sei tasselli luogo in modo casuale.

I personaggi

Ogni personaggio ha un suo potere speciale unico, in genere utilizzabile rivelando il propria identità, e un valore di punti vita diverso dagli altri. Inoltre, è presente un obiettivo su ogni carta: per i lupi mannari e per i vampiri tale obiettivo è semplicemente di eliminare tutti i giocatori della controparte, per gli umani invece gli obiettivi sono più complessi e richiedono, per esempio, di collezionare oggetti precisi o sopravvivere fino al termine del gioco o, ancora, morire in un determinato momento. Ne consegue che, mentre vampiri e lupi giocano in squadra e vincono in squadra, gli umani giocano in modo individualista e, di solito, vincono in solitario. Il gioco differenzia anche i personaggi base da quelli avanzati, questi ultimi, a detta del regolamento, hanno delle abilità speciali più complicate da utilizzare. Personalmente, io ho iniziato ad usarli già dalla prima partita senza incontrare alcuna difficoltà e non li ho trovati nemmeno più potente di quelli base.

Meccanica di gioco

Proprio come nei film horror…

Il gioco si svolge in una serie di turni individuali di ogni giocatore svolti in sequenza, fino a che uno o più giocatori non hanno raggiunto la condizione di vittoria indicata sulla carta. Il turno di ogni giocatore si svolge in due fasi: movimento (obbligatorio) e attacco (facoltativo).

Per muoversi si tirano i due dadi e si posiziona il proprio segnalino nel luogo contraddistinto dal risultato della somma dei dadi, il 7 vale come jolly, e si svolge l’azione caratteristica di quel posto, che potrà essere:

  • Pescare una carta equipaggiamento: possono essere rosse, oggetti utili in fase di attacco, oppure blu, oggetti di difesa o di rigenerazione.
  • Pescare una carta oracolo: molto utili per individuare la fazione di un giocatore. Ogni carta indica una condizione e un’azione che deve essere svolta se la condizione è verificata (esempio: se sei un lupo mannaro curati una ferita o prendi una ferita se non puoi curarti). Questa carta viene passata ad un giocatore a scelta che verificherà la condizione e, in caso affermativo, provvederà a compiere l’azione. In questo modo il giocatore di turno, e solo quello di turno, dato che la carta è nascosta agli altri giocatori, potrà, in base al comportamento del giocatore bersaglio, comprendere da che parte sta (o da che parte non sta).
  • Curarsi una ferita o infliggere due ferite ad altri giocatori.
  • Rubare una carta equipaggiamento ad altri giocatori.

Nei mazzi delle carte equipaggiamento sono anche presenti delle carte evento, che hanno effetto istantaneo e una volta sola, che possono infliggere o curare ferite a uno o più giocatori. Questo aumentare tempo e profondità del gioco portando anche a possibili capovolgimenti di situazione. Un giocatore che sta per vincere potrebbe improvvisamente perdere gran parte del suo vantaggio a causa di una carta che cura tutte, o buona parte, le ferite del suo antagonista, è quindi importante non abbassare mai il livello di guardia durante la partita.

Voglio succhiare il tuo sangue

Successivamente, il giocatore di turno, se lo desidera, ha la possibilità di attaccare un giocatore nel suo stesso spazio o nello spazio connesso a quello in cui si trova da una ragnatela (due spazi connessi si definiscono regione). Il combattimento, salvo carte che ne modifichino le regole, avviene tirando due dadi e infliggendo al giocatore bersaglio un numero di ferite pari alla differenza tra i due dadi.

Si comprende quindi come il tabellone semicomponibile aumenti la variabilità del gioco, sebbene i luoghi siano sempre gli stessi. Non tutti i luoghi hanno la stessa probabilità di essere raggiunti con un tiro di dadi. Un luogo che può essere raggiunto con un 6 è più facile da raggiungere di un luogo contraddistinto da un 10. Di conseguenza, se in una partita due luoghi facili da raggiungere compaiono connessi da una ragnatela, molto probabilmente quella partita sarà più “violenta” di altre. Certo, avrei preferito dei tasselli aggiuntivi in modo da cambiare completamente la forma del tabellone, sarebbe stato un modo di sfruttare più efficacemente l’idea.

Conclusioni

Confesso che non ero molto propenso a provare la prima volta questo party game. Innanzitutto, l’ambientazione mi ricordava troppo Twilight, serie di film che proprio non sopporto, le regole mi sembravano eccessivamente semplici e eccessivamente dipendente dalla fortuna a causa dei dadi. Dopo l’insistenza di alcuni amici, ho deciso di “buttarmi” e devo dire che sono rimasto abbastanza soddisfatto.

Sviluppo della partita

Dalla mia esperienza, posso dire che una partita si divide in genere in due fasi: una prima fase in cui ci si guarda con sospetto e si cerca di capire da che parte stanno gli altri e una seconda fase dove le varie fazioni se le suonano a colpi di dadi. Le carte oracolo, che nella prima fase di gioco sono fondamentali per scoprire la fazione di un giocatore, possono essere molto utili anche nella seconda fase per infliggere danni o rubare equipaggiamenti a giocatori di cui si conosce già l’allineamento. Chiaramente, la parte più strategica e, a mio parere, divertente del gioco è la prima parte, dove si sente la massimo la componente di bluff del gioco, si possono applicare delle strategie a scopo deduttivo e si possono combinare le peggiori bastardate. Nonostante questo, la seconda parte non è da buttar via: il gioco crea molto velocemente lo spirito di squadra all’interno delle due fazioni principali del gioco, licantropi e vampiri, che spinge a fare il tifo e a “guffare” durante i turni degli altri giocatori. In questa fase, la componente bluff persiste comunque, ma in forma minore della fase precedente, ed è ancora possibile combinare bastardate, grazie anche a carte che fanno perdere punti vita a un giocatore a scelta o che consente di rubare equipaggiamenti. Voglio precisare che le due fasi, da me individuate, non hanno la stessa durata, in genere, la seconda è più breve della prima: una volta che tutti i giocatori sono rivelati,a seconda del numero di giocatori, la partita può giungere alla conclusione in relativamente pochi turni.

Dipendenza dalla fortuna e aspetti negativi

Confesso che in Creature della Notte i dadi la fanno veramente da padrone, ma l’alta interazione tra i giocatori e le meccaniche di bluff sono bene implementate e ne fanno un buon prodotto per chi apprezza questo tipo di giochi.

Una leggerissima nota negativa, a mio parere, sono i personaggi umani. Gli umani non giocano in squadra e alcuni di loro hanno degli obiettivi veramente complicati da raggiungere. E’ chiaro quindi che chi impersona personaggi umani sente molto meno lo spirito di gruppo e giocatori alle prime armi potrebbero non apprezzare l’esperienza di gioco. Nella seconda parte del gioco, se un umano viene eliminato, si trova ad aspettare, un po’ noiosamente, la fine del gioco. Anche il fatto che sia un gioco ad eliminazione può essere considerato uno svantaggio, dato che un giocatore eliminato deve attendere il termine della partita, ma questo è mitigato dal fatto che il gioco è molto veloce. A mio parere un lato negativo più rilevante sono, invece, le illustrazioni delle carte: queste sono stile cartone animato, ma io personalmente le trovo un po’ puerili. Sarà una questione di gusto, ma avrei preferito delle illustrazioni di genere più aggressivo e cupo, meglio inerenti all’ambientazione. Devo inoltre ammettere che gli effetti delle carte e le abilità dei personaggi non sono molto equilibrati tra loro: ci sono carte e personaggi fortissimi e altre meno. Essendo però un gioco a fazioni non trovo questo un problema grave. Inoltre i personaggi che hanno abilità meno utili, in genere, posseggono più punti resistenza degli altri.

Altra cosa che secondo me non è stata sfruttata a pieno è il tabellone semicomponibile, come già detto precedentemente, dato che con dei luoghi in più si avrebbe avuto una maggiore variabilità tra le partite e maggiore longevità. Inoltre alcuni tasselli ellittici non si incastrano benissimo sui fori del tabellone, sono troppo grandi e si incastrano a fatica, personalmente non credo si possano rompere così facilmente dato che il cartoncino è abbastanza spesso, ma non mi fido comunque a forzare troppo l’incastro.

Tempo di gioco e scalabilità

Per quel che riguarda il tempo di gioco questo aumenta in base al numero di giocatori. In 4 si attesta sotto i 30 minuti, mentre in 8 si può tranquillamente sfiorare l’ora. Il gioco comunque scala molto bene e in quattro risulta comunque piacevole, anche se, a mio parere, rende il massimo in 6 o 7.

Curiosità

Sul web ho trovato notizie riguardo al fatto che l’ambientazione del gioco sarebbe la stessa dei libri si Cassandra Clare, che in effetti, nella versione inglese, ne condividono il titolo. Nella mia copia però non ho trovato notizie relative a questo fatto sulla scatola o sul libretto di istruzioni. Ammetto di non seguire questa autrice, ma da quel che ho potuto trovare su wikipedia non ho trovato alcuna somiglianza tra i nomi dei personaggi dei libri e quelli del gioco. Forse l’informazione si riferisce alla vecchia versione del gioco e in quella nuova hanno cambiato i nomi dei personaggi per qualche strano motivo.

Pro:

Contro:

Fino ad 8 giocatori mantenendo un tempo di gioco “umano” Grafica puerile delle carte
Semplice ed immediato, ottimo filler Sistema di riposizionamento dei luoghi non sfruttato al 100%
Gioco coinvolgente e a fazioni Longevità poco elevata
Adatto a neofiti Gli umani giocano un po’ in solitario
Alta interazione tra i giocatori Forte dipendenza dalla fortuna (ma non per tutti è un difetto)

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