Evo – Recensione e confronto con la versione del 2001

Di Davide “Canopus”

Titolo Evo
Autore Philippe Keyaerts
Lingua Italiano
Editore Studio Descartes
Distributore Asterion Press
Numero giocatori 2 / 5
Durata partita 60 minuti
Anno pubblicazione 2011
Titolo originale
Genere Piazzamento, combattimento ed evoluzione
Prezzo Circa 40€

Oggi saliamo a bordo della macchina del tempo immaginaria del Gioconauta e ci rechiamo nella preistoria per parlare dell’ennesimo titolone presente nel catalogo Asterion: Evo! Si tratta di un restyling dell’omonimo titolo del 2001, anche se parlare di restyling, a mio parere, è riduttivo dato che la mole di cambiamenti è stata notevole e non si è limitata a componentistica e grafica, ma anche ad alcuni aspetti del regolamento. Il risultato è un titolo, secondo me, più moderno e accattivante del suo predecessore, ma potrete giudicarlo da voi dato che nell’arco della recensione provvederò, quando possibile, ad evidenziare le differenze tra le 2 versioni. Per correttezza devo avvisarvi che sono particolarmente legato alle ambientazioni preistoriche fin da quando ero piccolo e preferivo i dinosauri di gomma alle macchinine, la cosa si è propagata fino alla mia “età adulta”, quando ho deciso di adottare un clamidosauro (ormai scomparsa poveretta lei). Stiamo parlando di un prodotto che presenta molte meccaniche diverse integrate tra loro, quali: aste, piazzamento, combattimento con dado e modifica delle proprie unità tramite potenziamenti. Si tratta, quindi, di un titolo in grado di soddisfare i palati più raffinati che cercano giochi completi e che offrono ampie possibilità strategiche. E poi, come ho detto, ci sono i dinosauri!!!

Ambientazione

Vecchia versione

Nella prima versione del gioco, l’ambientazione non era molto complessa. Il gioco ci trasportava 217.453.883 anni nel passato (non un anno di più ne uno di meno), quando i primi dinosauri escono dal brodo primordiale (ma si possono già definire dinosauri?) e sono costretti ad affrontare una lunga ed estenuante lotta contro il clima e le altre specie. Unico modo per affrontare e vincere tale sfida è evolversi trovando nuovi geni nel brodo primordiale, così da rendere più resistente e forte la propria specie allo scopo di essere la più diffusa della Pangea (il super continente dell’era Paleozoica). Sfortunatamente questi geni non sono disponibili in modo illimitato ed in ogni istante, quindi le diverse specie devono anche lottare tra loro per appropriarsene, e qui entra in gioco il meccanismo di asta.

Nuova versione

Nella nuova versione troviamo un’ambientazione molto più elaborata e articolata. Siamo trasportanti in un periodo storico non ben precisato, prima che avvenisse l’estinzione si massa che ha messo termine all’era dei dinosauri. All’epoca esistevano creature antropomorfe che vivevano in simbiosi con i dinosauri e che possedevano incredibili conoscenze scientifiche, soprattutto nell’ambito della genetica. Questa popolazione di simbionti è suddivisa in tribù, ad ognuna delle quali è associato una razza di dinosauri: tirannosauri, stegosauri, pterodattili, apatosauri e parasaurolophus. Queste tribù sono in lotta tra loro e contro il clima avverso, per raggiungere il maggior livello di diffusione nelle terre emerse, chiamate Kumtagh dagli indigeni locali. Per raggiungere questo arduo e ambizioso obiettivo, i vari clan useranno le loro conoscenze avanzate nell’ambito della genetica per modificare i propri dinosauri e renderli più potenti, forti e resistenti. Anche in questa versione, ovviamente, i materiali genetici per realizzare le mutazioni non saranno disponibili in modo illimitato ed in ogni istante, quindi le diverse tribù saranno in competizione tra loro per appropriarsi delle materie prime, e qui entra in gioco il meccanismo di asta. Dopo un certo numero di round arriverà il famoso asteroide che metterà termine al gioco (in similitudine a quello che è successo realmente). Il manuale della nuova versione del gioco contiene alcuni particolari, come i frammenti dei diari dei vari capi clan, molto carini da leggere e che aiutano il giocatore a calarsi nell’ambientazione.

Materiali

La grafica del gioco è veramente molto bella e di ottima qualità i materiali, sebbene si potevano fare un po’ più spesse la plance personali dei giocatori. Lo stile grafico è realistico e serioso, ma molto colorato.

Tabelloni e simili

La scatola di gioco presenta numerosi tabelloni. Per prima cosa troverete 2 tabelloni alternativi di gioco, entrambi bifacciali. Il tabellone più grande vi permetterà di giocare in 4 e 5 giocatori, il più piccolo sarà invece per 2 e 3 giocatori. Tutti i tabelloni riportano il disegno di una mappa che rappresenta un’isola che emerge dal mare, chiamata Kumtagh (anche se io ci vedo la Pangea), composta da diverse caselle di forma irregolare e di 4 tipologie diverse: montagna, collina, foresta e spiaggia/deserto. Le caselle, anche se di forma irregolare, sono assimilabili a degli esagoni: ogni casella è a contatto con un minimo di altre 3 caselle e un massimo di 6, a seconda che sia situata sul bordo o meno. A seconda del numero di giocatori, la plancia corrispondente riporta un’isola costituita da più o meno caselle. Graficamente, i terreni delle varie aree sono ben realizzati e molto colorati (non che ci volesse poi molto dato che sono semplici terreni in tinta unita): le montagne sono bianche, le colline rosse, foreste verdi e le spiagge/deserti gialle. Così come sono ben realizzati gli elementi sui bordi dei tabelloni che fanno capire che sono delle mappe, quindi: compasso, rosa dei venti, schizzi degli appunti, ecc.

Vi è poi, di misura più piccola, un tabellone ausiliario, detto “Laboratorio di biologia”, in cartoncino spesso, che riporta disegnate 5 provette con scale numerate da 0 a 6, utilizzato per le aste e per tenere traccia dell’ordine di turno. Sempre in cartoncino spesso troviamo la ruota del clima, il cuore hardware del gioco, che è utilizzata per individuare in quali tipi di terreni i dinosauri sopravvivranno o periranno e a quali condizioni. La ruota è composta da 3 componenti: il disco vero e proprio, il cursore a forma di forbice, che delimita un preciso “spicchio”, e il meccanismo di aggancio in plastica. Sia la ruota del clima che il laboratorio di biologia sono realizzati in grafica stile “tecnologie degli antichi”. Vale la pena soffermarsi qualche riga sulla ruota dal clima dato che ho notato come alcuni giocatori hanno problemi a capirne il funzionamento. In realtà l’utilizzo è banale, il cerchio della ruota è diviso in settori concentrici che indicano 4 precise situazioni, dall’esterno verso l’interno: il settore più esterno indica i terreni in cui il clima diventa più freddo e vi serviranno delle pellicce per far sopravvivere i vostri dinosauri, il secondo settore indica i terreni in cui i dinosauri non possono in nessun caso sopravvivere, il terzo le zone che diventano aride e quindi vi serviranno degli strati termoregolatori e, infine, il quarto settore indica i territori in cui i dinosauri sopravvivono senza problemi. La confusione nasce dal fatto che, mentre nei primi 3 settori i terreni sono rappresentati da dei cerchi colorati, nella quarta zona il terreno è indicato dallo sfondo del settore. Certo, questa idea non è molto “user-friendly” e può creare confusione soprattutto a chi affronta il gioco per la prima volta, sarebbe stato preferibile mantenere lo stesso stile per tutti i settori. È comunque sufficiente qualche turno per comprenderne il funzionamento e si può ovviare al problema spiegando di turno in turno cosa succede nei vari terreni.

Gli ultimi tabelloni presenti nella scatola sono le plance personali dei giocatori. Queste sono realizzate in carta spessa e rappresentano, dal punto di vista grafico, l’elemento più rilevante del gioco. Ogni plancia riporta, magnificamente illustrati, il dinosauro associato ai vari clan e un’illustrazione di quello che ritengo essere il capo-tribù. Ogni plancia mantiene un colore predominante che identifica univocamente una precisa tipologia di dinosauri. Sono poi presenti gli spazi in cui posizionare i vari geni, divisi per tipologia di gene, e sopra a questi degli schizzi che danno un’idea di come si modificherebbe il dinosauro se avesse quel dato tratto caratteristico. Le singole tipologie di dinosauri non sono differenziate tra loro (purtroppo, sarebbe stato bello) e riportano alcuni geni base prestampati: 2 zampe, che danno 2 punti movimento ognuna, e un uovo, che indica il tasso di riproduzione.

Altra roba in cartoncino e le carte

Sempre in cartoncino abbiamo i segnalini dei punti vittoria, punti mutazione, utilizzati sia per le aste che per determinare il vincitore. Questi sono più o meno a forma di stella a 6 punte, riportano tre valori possibili, 1, 5 e 10, e hanno un solo lato visibile, in modo da poter tenere nascosto l’ammontare di punti durante il gioco. Nello stesso materiale e stile troviamo la tessere clima, che indicano di quanti settori ruotare la ruota del clima e in che verso. Abbiamo 4 possibilità: un settore in senso orario, 2 in senso orario, 1 in senso antiorario e non muovere la ruota. Vi è poi un quinto tipo di tessera che riporta il disegno di un asteroide. Anche in questo caso i segnalini sono monofacciali così da poterli tenere coperti. Entrambi i segnalini descritti non riportano particolari elementi grafici.

Discorso diverso per i segnalini gene, di forma irregolare e finemente illustrati (mi piacciono un sacco). Questi sono di 7 tipologie diverse:

  • Provette alchemiche: danno uno sconto nelle aste, scontato dire cosa vi è illustrato sopra.
  • Corni: con illustrato sopra la testa di un triceratopo, aumentano la probabilità di vincere un combattimento.
  • Paia di zampe: danno un punto movimento per ogni tessera, anche qui è scontato cosa c’è disegnato sopra.
  • Uovo: ogni uovo consente di piazzare un nuovo dinosauro sulla mappa in ogni turno, riportano un bellissimo cucciolo squamoso che esce da un guscio.
  • Strati termoregolanti: ogni strato consente di far sopravvivere un dinosauro nel clima torrido, riportano l’illustrazione di uno scheletro su sfondo rosso e una cresta ossea.
  • Pellicce: ogni strato consente di far sopravvivere un dinosauro nel clima gelido, riportano l’illustrazione di uno scheletro su sfondo azzurro e una montagna di pelo.
  • Geni unici: ogni tassello è unico sia come effetto che come illustrazione.

Nella confezione troverete anche un sacchetto di tessuto nero per posizionare i segnalini gene e pescarli in modo casuale ad ogni turno.

Le carte sono spesse, di formato usa standard, e magnificamente illustrate su entrambi i lati. Il dorso di ogni carta riporta un’illustrazione generica con un alchimista e alcuni dinosauri; il lato giocabile invece riporta nome della carta, illustrazione personalizzata, momento in cui giocare la carta e descrizione. Le illustrazioni personalizzate sono veramente molto belle, quella della carta “timor panico” è addirittura inquietante, ma è la mia preferita!

Elementi in legno

Prima cosa in legno che noterete nella scatola sarà il dado, di colore nero con simboli in bianco. Il dado è utilizzato nei combattimenti e non riporta i normali numeri, ma dei simboli che illustrano il risultato dello scontro:

  • Una “X” che indica che l’attacco è fallito.
  • Un corno per indicare che l’attacco ha avuto successo in qualsiasi condizione.
  • Un corno con un “=” per indicare che l’attaccante vince se ha almeno lo stesso numero di corna del difensore.
  • Un corno con un “+” per indicare che l’attaccante vince se ha almeno un corno in più del difensore. Questo simbolo è riportato su 2 facce del dado.
  • Un corno con un “++” per indicare che l’attaccante vince se ha almeno 2 corni in più del difensore.

Sempre in legno troviamo le pedine dinosauro, 8 per ogni giocatore, che ovviamente rappresentano i dinosauri delle varie tribù. Questi sono realizzati in tinta unita e a forma di piccoli apatosauri, personalmente avrei preferito delle pedine di forma personalizzata per ogni clan, ma comprendo la necessità di contenere i costi dei componenti. Termina la panoramica dei componenti i pedoni clan realizzati in forma cilindrica e a tinta unita.

Il confronto con la vecchia versione

La vecchia versione del gioco presenta una grafica in stile fumettoso e, sicuramente, meno serio. Immagino dipenda dai gusti, ma io personalmente preferisco quella della versione nuova (e di molto). Soprattutto ritengo un miglioramento immenso l’aver sostituito gli inguardabili e insensati ombrellini (che nulla centravano con l’ambientazione del gioco) con i più seri e sensati strati termoregolatori. Per quel che riguarda le plance personali, molti si lamentano del fatto che almeno nella vecchia versione si potevano mettere direttamente i geni sul dinosauro così da cambiarne la forma, mentre nel nuovo Evo questa simpatica possibilità è stata preclusa. Di solito rispondo con il fatto che è un piccolo prezzo da pagare pur di non essere costretti a vedere quell’inguardabile cavallo (si, non assomiglia per niente ad un dinosauro) viola su due zampe stampato sulle plance. Anche il dado di combattimento speciale è molto più intuitivo da utilizzare del classico D6 con tabella allegata della vecchia versione. A livello di componentistica, unica cosa che preferisco della vecchia versione rispetto alla nuova sono i dischetti che rappresentano i dinosauri e che riportano la sagoma del rettile sopra. Sempre a proposito dei segnalini dinosauro, questi sono passati dal numero di 10 ad 8, dalle partite che ho fatto sembrano sufficienti. Altri cambiamenti sono la sostituzione del tabellone del clima, con la molto più estetica ruota, e l’eliminazione del gene “coda”, ma vedremo nel capitolo dedicato alle meccaniche cosa questo comporti. È inoltre cambiato il tabellone di gioco che non è più componibile tramite le 2 parti come nella versione precedente. Per concludere le osservazioni relative a componentistica e grafica, direi che vince di molte lunghezze la nuova versione, donando tutto un altro “appeal” al titolo.

Setup e preparazione

Preparazione

La preparazione è semplice e veloce e richiede meno di 5 minuti. Ogni giocatore sceglie il proprio clan e prende plancia e segnalini dinosauro associati. La posizione di partenza sul tabellone è prefissata e, quindi, ogni giocatore mette 2 dei suoi dinosauri nelle caselle contrassegnate da una stella bianca più vicine alla propria posizione. Si compone la pila delle tessere clima, tenendone una esclusa dal gioco in modo casuale così da mantenere una certa variabilità tra una partita e l’altra. Per la tessera meteorite, che segna il termine del gioco, si fa in modo che sia situata in una posizione casuale tra le ultime 3 tessere della pila. Come ultima operazione, si pongono i segnalini gene all’interno del sacchetto di tessuto, avendo cura di inserire solo 8 segnalini gene unico dei 12 presenti, sempre per aumentare variabilità e longevità. Ogni giocatore ha una dotazione iniziale di 6 punti mutazione.

Regolamento

La spiegazione delle regole non è velocissima e vi serviranno più esempi, ci impiegherete quindi probabilmente più di 15 minuti. Il manuale è chiaro e coinciso, contiene un buon numero di esempi e tantissime immagini del gioco. Inoltre contiene molte illustrazioni e trafiletti da leggere per calarsi nell’ambientazione. Complessivamente, la grafica del manuale è coerente con quella del gioco e altrettanto bella da vedere. L’ultima pagina del regolamento riporta la spiegazione dei benefit offerti dai vari geni e del significato delle immagini sulle facce del dado, vi sarà utile tenerlo a disposizione di tutti i giocatori durante la partita.

…e la vecchia versione?

Nella vecchia versione i giocatori partivano con un unico dinosauro, ma avevano anche “in dotazione” uno strato di pelliccia e un ombrellino (strato termoregolatore) che nella nuova versione non sono presenti di base. Quindi, probabilmente, nella vecchia versione del gioco i primi turni erano più semplici e meno limitanti, dato che c’era più spazio a disposizione e i dinosauri erano più “resistenti”.

Meccanica di gioco

Fino all’estinzione di massa

Una partita ad Evo dura dai 9 agli 11 turni, a seconda di quale posizione in fondo alla pila delle tessere clima occupa il meteorite. Al termine della partita il vincitore sarà colui che è in possesso del maggior numero di punti mutazione o, in caso di pareggio, il giocatore con più dinosauri.

Digievoluzione!

Ogni round di gioco si divide in 6 fasi sequenziali che devono essere completate da ogni giocatore prima di passare alla fase successiva.

1) Fase Clima: il primo giocatore scopre la prima tessera clima della pila e ne applica gli effetti ruotando la ruota del clima. Se viene rivelata la tessera meteorite il gioco termina immediatamente. Questa fase è importantissima dato che determinerà in quali zone i dinosauri potranno sopravvivere e a quali condizioni, sarà quindi il driver della vostra strategia.

2) Fase Mutazione: è il cuore strategico del gioco e implementa le meccaniche di asta. Il primo giocatore pesca segnalini gene dal sacchetto pari al numero di giocatori decrementato di 1 e li posiziona sul laboratorio di biologia, il tabellone ausiliario. Questo comporta che, ad ogni Fase Mutazione, un giocatore finirà per pescare una carta evento. Non ci possono mai essere 2 geni identici sul tabellone. In seguito, in ordine di caselle iniziativa, ogni giocatore piazza il proprio segnalino clan per avanzare un’offerta per un dato gene, nel caso l’offerta vada a buon fine si paga tramite i punti mutazione. Ogni giocatore può scalzare l’offerta di un altro giocatore offrendo più di lui, il giocatore che si vede superato deve ora effettuare un’altra puntata su una colonna diversa da quella in cui è stato scalzato. È possibile offrire un massimo di 6 punti mutazione per un gene, quindi un giocatore che fa un’offerta di 6 non può essere superato.

3) Fase Iniziativa: si determina l’ordine di turno dei giocatori per le fasi successive. Tutti i pedoni clan sono piazzati sulle caselle iniziativa in testa alle colonne che occupavano al termine della fase precedente. Vengono poi riordinate in base al numero di dinosauri di un colore presenti sul tabellone, mantenendo l’ordine in caso di pareggio. I giocatori con meno dinosauri agiscono per primi. È interessante notare come l’ordine in cui sono pescati i segnalini gene influenzerà anche l’ordine di gioco.

4) Fase Movimento: in ordine di iniziativa, ogni giocatore utilizza i punti movimento in suo possesso per muovere i propri dinosauri. Si ottiene un punto movimento per ogni paio di zampe in proprio possesso, all’inizio se ne hanno 2 a disposizione. I punti movimento devono essere distribuiti tra tutti i dinosauri di una specie sul tabellone, e ogni punto movimento permette ad un dinosauro di muoversi di una casella. È chiaro che si cercherà di muovere i propri dinosauri verso aree dove questi possono sopravvivere o dove possano sopravvivere eventuali cuccioli appena nati dalle uova. Un dinosauro non può mai attraversare uno spazio in cui è posizionato un altro dinosauro, se un dinosauro entra in uno spazio occupato da un segnalino nemico inizia uno scontro. Il combattimento si risolve facilmente con l’attaccante che lancia il dado e segue le indicazioni relative al risultato. Se l’attaccante vince lo scontro conquista la casella ed elimina il dinosauro avversario, altrimenti, se vince il difensore, l’attaccante torna nella casella da cui è iniziato l’attacco e perde un punto movimento. Se state pensando che questo sia un gioco ad eliminazione vi sbagliate, infatti un giocatore che possiede 2 dinosauri diventa inattaccabile e non può perderli a causa dei cambiamenti climatici.

5) Fase Nascita: in ordine di iniziativa, ogni giocatore piazza una pedina dinosauro su una casella adiacente ad uno dei suoi dinosauri. Una volta che tutti i giocatori hanno posizionato il loro primo “cucciolo”, i giocatori che hanno un secondo uovo a disposizione ripetono la procedura, e così via finché tutti i giocatori non hanno posizionato un dinosauro per ogni loro uovo. Si noti come il gioco permetta la nascita a catena e come sia importante posizionare i cuccioli in aree dove possano sopravvivere al clima.

6) Fase Sopravvivenza: si eliminano i dinosauri che non sono stati in grado di resistere al clima. Tenendo conto che su terreni torridi sopravvive un dinosauro per ogni strato termoregolatore in vostro possesso e gli altri muoiono, cosa analoga per i terreni ghiacciati e le pellicce. Al termine, per ogni dinosauro sopravvissuto si riceve un punto mutazione.

Ormai avete capito cosa arriva adesso… la vecchia versione!

Vediamo di analizzare le differenze a livello di singola fase:

1) Fase Clima: nella vecchia versione il cambiamento climatico avveniva tramite il lancio di un dado, in cui 4 risultati su 6 facevano avanzare il clima. Questa meccanica rende possibile che in una partita il clima si muova praticamente in un verso solo e continuamente. La nuova versione, grazie alle tessere, garantisce una certa distribuzione dei movimenti e diminuisce la dipendenza dalla casualità. Discorso affine per il termine del gioco, da un certo punto in poi si tira il dado per vedere se termina la partita, con l’andare avanti dei turni aumentava la probabilità che arrivasse l’asteroide aumentando il numero di valori che ponevano termine al gioco. Nella nuova versione, la presenza del segnalino asteroide permette un maggiore controllo e minore incertezza.

2) Fase Mutazione: è la fase che ha subito il maggior numero di cambiamenti. Per prima cosa, nella versione originale i punti mutazione sono pubblici e non nascosti, personalmente io li preferisco non visibili, così da rendere necessario ricordare cosa hanno fatto gli altri giocatori per stimare quanti punti hanno in loro possesso. Cosa invece che preferivo della vecchia versione è che non aveva il limite massimo di 6 sulle offerte per le aste, personalmente l’idea che offrendo subito il massimo si prenda direttamente un gene mi lascia l’amaro in bocca. Buona idea, invece, il divieto di rilanciare sulla stessa colonna da cui si è stati scalzati, cosa non presente nella vecchia versione e che anima di più la partita. Piuttosto, un cambiamento di grande importanza è l’inserimento dei geni unici. Questa meccanica è legata alle carte: rispetto alla  vecchia versione, le carte sono state depotenziate (ma non poi tantissimo eh) e sono stati inseriti dei geni unici che hanno dei poteri che possono anche essere molto vantaggiosi, esattamente come le vecchie carte ma in modo continuativo nel tempo. Una delle principali critiche che vengono poste al gioco è che alcuni geni sono troppo potenti e, considerando anche il fatto che chi fa l’offerta massima si prende sicuramente il gene, rendono sbilanciata la partita. In parte la cosa può essere vera, ma sta anche agli altri giocatori concentrarsi su chi prende un gene particolarmente potente e metterlo in difficoltà, inoltre ci sono diversi geni unici molto potenti quindi più giocatori possono entrarne in possesso. Per il resto l’idea dei geni unici aumenta longevità e variabilità del gioco. Per ultima cosa, nella vecchia versione esisteva un gene per pescare le carte, adesso invece la possibilità di pescare una carta è sempre presente, inoltre chi sceglie questa opzione avrà di fatto un bonus iniziativa.

3) Fase Iniziativa: nella vecchia versione era presente il gene coda che dava maggiore iniziativa a parità di dinosauri posseduti, adesso, invece, nella stessa situazione, l’iniziativa è regolata in base all’ordine con cui sono stati acquistati i geni, con iniziativa massima per chi acquista la carta evento invece di un gene. Dato che i geni sono pescati e posizionati in modo casuale, alcuni giocatori si lamentano che in questo modo la casualità si riversa anche sulla determinazione dell’iniziativa. In effetti potrebbe anche essere, ma sinceramente non lo vivo come un grande limite e non sento per nulla la mancanza del gene coda.

4) Fase Movimento: l’unica differenza è che nella versione del 2001, durante i combattimenti, se l’attaccante falliva l’attacco perdeva il proprio dinosauro, mentre adesso invece questo si ritira nella casella da cui è partito l’attacco e perde un punto movimento. Questo fatto permette ovviamente di utilizzare altri punti movimento per effettuare altri attacchi anche se falliscono. Personalmente la trovo una meccanica molto più strategica.

5) Fase Nascita: la nuova versione permette le nascite a catena mentre nella vecchia i figli comparivano solo intorno ai dinosauri già presenti. La meccanica delle nascite a catena è comunque tenuta controllata dal fatto che i figli vengono posizionati uno alla volta, per ordine di turno, e continuando a replicare la procedura finché non sono posizionati tutti i cuccioli. Nel complesso quindi preferisco questa nuova meccanica che mi sembra più strategica.

6) Fase Sopravvivenza: rimane invariata.

Conclusioni

A chi si rivolge

Evo è un gioco le cui regole possono essere un po’ lunghine da spiegare ma che non sono difficili da comprendere e quindi è potenzialmente adatto a qualsiasi genere di giocatore, dal neofita all’esperto. Si, anche i giocatori esperti lo troveranno interessante dato che offre molte possibili strategie da percorrere ed è veramente un titolo completo. La grafica di questa nuova versione attirerà sicuramente i giocatori più giovani e anche gli amanti dei giochi di ambientazione, ma che potrebbero rimanere un po’ delusi dato che il titolo ha delle componenti quasi scacchistiche per certi aspetti. Dato che la fase di asta è sostanzialmente il cuore strategico del titolo, lo sconsiglio a chi non ama questo tipo di meccanica. La lunghezza di una partita va sicuramente oltre i 60 minuti, anche se non di molto.

Componentistica

Come detto grafica e componenti sono di ottima qualità. Uniche lamentele che posso fare sono relative allo spessore delle plance dei giocatori, sul fatto che i segnalini dinosauro hanno tutti la stessa forma e avrei preferito delle carte telate, ma sono difetti minori. In particolare la grafica è veramente bella e moderna, curato bene anche l’aspetto trama. Per ora tutti quelli a cui l’ho proposto, e che non conoscevano la vecchia versione, sono rimasti subito colpiti da grafica e ambientazione. Molto divertenti il fatto che il libretto di istruzioni contenga tante parti da leggere per calarsi nel gioco e l’idea di aggiungere geni ai propri dinosauri, e fare un tirannosauro con le pinne, 4 zampe e un supercorno, per esempio.

Scalabilità e longevità

Ho avuto modo di provare il gioco in 3, 4 e 5 giocatori. Devo dire che mi ha soddisfatto in tutti i casi, anche se ha reso meglio in 4 e 5 secondo me. A differenza della vecchia versione, questa permette di giocare anche in 2, non so dirvi quanto renda, ma ad occhio mi ispira poco. Inoltre non vi stancherà tanto presto, i segnalini gene unico, le carte evento e le tessere clima vi regaleranno partite molto diverse tra loro.

Dipendenza dalla fortuna

Personalmente ritengo che l’aspetto più casuale sia l’estrazione dei segnalini gene, aspetto amplificato dal fatto che poi questi influiscono anche sull’iniziativa. Personalmente non lo trovo così fastidioso ma comprendo che possa infastidire i più refrattari alla fortuna. Altri aspetti legati al caso, come la pila dei gettoni clima e il lancio del dado per i combattimenti, sono in realtà meno pesanti di quanto possa sembrare dato che in un modo o nell’altro si possono compensare con una buona strategia. Un altro aspetto casuale è relativo al pescare le carte evento nella fase di asta, secondo me se ad ogni turno scoprite la carta che un giocatore è in grado di vincere potrebbe migliorare anche l’aspetto strategico di questa fase, sebbene così facendo si perda parte dell’effetto sorpresa.

Considerazioni strategiche

Le strade praticabili per elaborare una buona strategia sono molte. Ho visto giocatori ottenere ottimi risultati rendendo i propri dinosauri più resilienti equipaggiandoli con un sacco di pellicce e strati termoregolatori, così come ho visto amici “spaccare il mondo” equipaggiandosi con corni e paia di zampe a adottando strategie molto aggressive. Ovviamente, anche tutte le strategie intermedie sono valide. In linea di massima direi che sono importanti le seguenti osservazioni: innanzi tutto non buttatevi eccessivamente sulle provette alchemiche, a mio parere averne una è sufficiente, 2 già stona, 3 è eccessivo, tenente conto che se acquisite 3 provette significa che avete evitato di prendere preziosi geni per l’adattamento o il movimento per almeno 2 turni. Seconda cosa, avere tante uova può essere inutile se non avete sufficienti punti movimento per andare a figliare dove c’è spazio o per crearvi lo spazio uccidendo i dinosauri altrui. Ancora, terza cosa, non disprezzate troppo le carte, possono esservi veramente utili, alcune carte daranno fastidio agli altri giocatori, altre invece permetteranno ai vostri dinosauri di sopravvivere alle difficoltà.

Portate molta attenzione ai geni unici, alcuni hanno delle caratteristiche veramente potenti. Secondo me i più fastidiosi sono: pelle cangiante, che permette al difensore che perde un combattimento di spostare il proprio dinosauro sconfitto in una casella adiacente, cuccioli assassini, si possono aggiungere nuovi dinosauri su caselle occupate tirando un dado, con 4 risultati su 6 i cuccioli divorano il dinosauro occupante l’area, e guscio resistente, che permette di posizionare i nuovi dinosauri a 3 caselle di distanza dal dinosauro genitore. Anche se non altrettanto potenti vi consiglio di prendere in considerazione anche le pinne, che permettono di muovere un dinosauro da uno spazio costiero ad un altro al costo di un solo punto movimento, e scarica di adrenalina, che vi permetterà di scegliervi autonomamente la vostra iniziativa.

La partita ad Evo in genere è molto spedita, anche i più riflessivi non ci impiegano tantissimo a prendere delle decisioni. Le partite sono molto diverse tra loro e sarà difficile applicare sempre la stessa strategia. Di solito, dopo un inizio un po’ a rilento, a partire dal terzo turno il ritmo del gioco aumenta e la partita rimane combattuta fino alla fine. Le meccaniche di gioco comprendono elevatissima interazione tra i giocatori, non solo nella fase di asta, questo fa si che si possano implementare strategie molto aggressive e cattive e di vedere grandi bastardate. Cosa che in molti casi lo rende molto divertente.

E per finire lo scontro finale

Sarà sicuramente una questione di gusti, ma per me vince sicuramente la nuova versione di Evo. Certo, se qualcuno preferisce la grafica con stile fumettoso e comico, la vecchia versione da questo punto di vista si può considerare superiore. Ma i dinosauri (che ricordo sembrano dei cavalli) di colore viola sulle plance sono decisamente inguardabili, così come utilizzare gli ombrellini al posto degli strati termoregolatori. Per i miei gusti, la grafica della vecchia versione era decisamente puerile. Devo però ammettere che i segnalini dinosauro della vecchia versione erano più belli ed era simpatica la possibilità di mettere i geni direttamente sopra al vostro rettile personale, ma, sempre a mio parere, i difetti superano i pregi.

A livello di meccaniche, io non ritengo che la nuova versione sia più legata alla casualità solo perché la pesca dei segnalini geni influenza l’iniziativa. Personalmente non ne risento più di tanto, così come non rimpiango il gene coda, che secondo me era molto sopravalutato. Credo anzi che i segnalini clima riducano l’impatto della fortuna, inoltre mi piacciono un sacco i geni unici che danno più brio alla partita e ne aumentano longevità e variabilità. Anche qui devo però ammettere che la versione originale del gioco aveva almeno un punto a suo favore: il tetto massimo al valore delle offerte alle aste mi ha molto infastidito. Ma tutte le altre modifiche alle meccaniche riportate dalla nuova versione di gioco mi sono piaciute un sacco.

Ovviamente, come dico sempre, i gusti sono gusti e non sono discutibili, quindi sono certo che ci siano giocatori che preferiscono il titolo originale. Personalmente, da quel che ho notato in base ai gruppi con cui ho potuto provare il gioco (i quali non hanno alcuna valenza statistica) posso dire, scherzosamente, che chi preferisce la vecchia versione o è nato prima del 1975 oppure possiede già la vecchia versione. In effetti ho giocato anche con chi conosceva già il titolo, sebbene in qualche caso ho visto storcere un po’ il naso mentre spiegavo le modifiche al regolamento, alla fine nessuno ha completamente bocciato il gioco, anche se in qualche caso è stata manifestata preferenza per alcuni aspetti della versione originale, in particolar modo relativi alla grafica (cosa che mi ha stupito ma è una ulteriore dimostrazione di come la questione sia molto soggettiva). Se comunque, alla fine di tutto questo discorso, il vostro unico problema è solo capire quale versione acquistare, posso risolvere tranquillamente io il vostro dilemma: la nuova versione dato che quella vecchia ormai è introvabile!

Pro:

Contro:

Grafica e materiali fantastici Anche se c’è chi preferiva la grafica umoristica
Regole facili da assimilare Pessima l’idea di mettere un limite massimo alle aste pari a 6, sconvolge il gioco
Ambientazione molto bella e curata Geni unici troppo potenti (ma, secondo me, se non ci fosse il problema precedente avrebbe un peso molto minore)
Regolamento chiaro e ben scritto Qualcuno si lamenta della mancanza della coda (ma non io)
Alta longevità, ventaglio strategico molto ampio e le partite sono molto diverse tra loro grazie alle diverse combinazioni di geni. Vecchia versione ormai introvabile

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12 Responses to Evo – Recensione e confronto con la versione del 2001

  1. Avatar butch74 ha detto:

    Il mondo è bello perché vario. Io adoro la vecchia versione. I dinosauri viola con l’ombrellino sono impareggiabili e l’ironia delle carte divertentissima. Questa nuova veste grafica ben fatta ma ultra seriosa, si prende troppo sul serio (scusate la ripetizione) e rende il gioco più freddo. Comunque io sono del 74 pertanto confermo la tua ipotesi statistica. Comunque ben venga una nuova edizione di un gioco che io ritengo un assoluto capolavoro di leggerezza e divertimento!

  2. Maledice79 Maledice79 ha detto:

    Io invece sono per la nuova edizione. I cavalli rosa non mi piacevano assolutamente, se poi aggiungiamo che il gioco era praticamente introvabile..

  3. Canopus Canopus ha detto:

    Non so se si è capito dall’articolo, ma i cavalli viola a me facevano letteralmente uscire fuori di testa :D !
    Comunque, da quello che ho potuto vedere e ascoltare, tantissimi giocatori che preferiscono la vecchia versione di Evo, la preferiscono per la grafica in primis… non l’avrei mai detto! Pensate che in alcuni casi le modifiche alle meccaniche gli hanno lasciati abbastanza indifferente e si sono puntati sulla grafica. Fa eccezione un unico caso di un tizio che ha avuto una reazione irrazionale e convulsiva alla visione della ruota del clima e non ha nemmeno voluto provare il gioco per principio, ma era un caso particolare: era nato prima del 1975 e possedeva la versione originale del gioco, tutti e due i fattori insieme :P

  4. Avatar Gianowen ha detto:

    Ho giocato solo alla vecchia versione e non che sia rimasto favorevolmente impressionato dal gioco, non mi era sembrato nulla di che. Simpatica la grafica e l’idea di gioco, ma nulla più; mi riprometto di provare la nuova versione ;-)

    • Canopus Canopus ha detto:

      Non saprei dirti se le differenze tra le due versioni siano sufficienti a permettere di apprezzare una versione e non l’altra. Intendo dire che ce ne può essere una preferita, ma una situazione del tipo: “la vecchia non mi è piaciuta e la nuova invece si” non saprei. Magari, se ti capita di provarlo, poi facci sapere la tua opinione a riguardo, potrebbe essere un dato interessante :)

  5. Avatar Alkyla ha detto:

    Anch’io sono per la vecchia e proprio oggi giunge notizia che su BGG le 2 versioni, prima unite, sono state splittate proprio per le marcate differenze.

    • Canopus Canopus ha detto:

      Sicuramente hanno fatto bene! Io separerei sempre le versioni dei giochi se ci sono cambiamenti nelle regole, anche se pochi, dato che anche piccole modifiche possono variare di molto l’esperienza di gioco e l’opinione su un titolo. Certo, vedere che per il Geek Rating la vecchia versione ha 1,2 punti in più e per il AVG Rating la nuova vince con 0,56, per quanto siano statistiche da prendere veramente con i guanti, da l’idea di quanto siano soggettivi i pareri sulle 2 versioni :D

  6. Avatar kentervin ha detto:

    Uhm, premetto che ho fatto una sola partita con la nuova versione e che ho più esperienza con quella vecchia (grazie al buon Doc per avermela fatta conoscere).
    Devo dire che la nuova versione vince per quanto riguarda materiali e parte grafica (e io sono del 1973), ma non mi ha convinto appieno per quello che riguarda le regole.
    I problemi più evidenti sono:
    – 8 segnalini anziché 10 della versione precedente ridimensionano (e di molto) l’utilità delle uova.
    – I super geni sono troppo… super. Sarebbe stato meglio non renderli permanenti, ma spendibili una tantum (oppure attivabili per un massimo di, che ne so, 3 volte). Alcuni stravolgono completamente la partita, una strategia ben avviata rischia di andare a farsi benedire per colpa di un gene troppo forte. Preferisco non usarli.
    – Chi vuole un gene ed è primo di mano… se lo prende. Nell’edizione precedente si poteva rilanciare ad oltranza, anche uscendo dalla relativa tabella (e quindi un gene poteva costarmi anche 10 punti), ora chi arriva in cima alla tabella non è più scavalcabile.
    – La ruota non è male, direi senza infamia e senza lode. Semplice da gestire, forse manca un po’ di pathos derivante dal lancio dei dadi. Comunque si va a gusti.
    – Il combattimento è più semplice nella nuova versione, anche qui dipende dai gusti e non mi pronuncio (dopotutto ho giocato solo una partita, un po’ poco).
    – Si parte senza ombrellino e senza pelliccia. Preferivo la versione vecchia, c’era più libertà di manovra fin dall’inizio.
    – La coda è stata eliminata in favore di un posizionamento dei dinosauri “a rotazione” (e quindi l’iniziativa non conta più) e anche se a mio parere così è meglio, un po’ mi manca ^_^’

    Che dire, esteticamente il gioco mi piace, ma i pochi dinosauri in campo me lo rendo un po’ statico, salvo poi uscirsene qualche gene che stravolge completamente una partita fatta di appostamenti, controllo del territorio, sapiente miscela tra consolidamento delle posizioni e pionieristico slancio verso territori inesplorati.
    Plauso alla ristampa di un gioco oramai introvabile che però temo non resterà nella storia.

    • Canopus Canopus ha detto:

      Ciao Kentervin, sicuramente il gioco entrerà nella storia per la quantità di commenti e polemiche che accompagnano il confronto tra le due versioni :-)
      Comunque, come ho scritto, la cosa che penalizza di più il titolo è sicuramente la questione relativa al tetto massimo per le aste. Se non ci fosse questo problema, anche l’esistenza dei super geni diventa un problema secondario dato che si risolve in automatico litigandoselo con le aste, anzi… forse l’esistenza dei super geni in questo caso darebbe anche un ulteriore spessore strategico al gioco. Penso che la prossima partita che faccio provo ad eliminare il tetto massimo alle aste e vedo che succede!

  7. Avatar DOMI ha detto:

    Non conoscevo l’esistenza di una vecchia versione. Ho giocato solo alla nuova e trovo il gioco estremamente convolgente con possibili ” colpi di scena ” del tutto imprevedibili. da consigliarsi a tutti, grandi e piccini !

  8. Avatar Eithereven ha detto:

    Intanto grazie per la recensione/confronto.
    Hai poi provato ad eliminare il tetto massimo alle offerte nella nuova versione? Che esito ha dato?

    • Canopus Canopus ha detto:

      No, in effetti non ne ho ancora avuto modo. In genere ci gioco con neofiti e quindi lascio il tetto massimo per evitare bagni di sangue tra giocatori troppo “coinvolti”. Proverò alla prima occasione :-)

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