Briefcase: quando Dominion si mette in affari

di Federico “Kentervin”

Anche la Artipia dice la sua sui Deck-Building, proponendoci la sua personalissima interpretazione con Briefcase, nuovo gioco di carte ambientato nel mondo dell’industria.

In Briefcase ogni giocatore pesca 4 carte dal proprio mazzo, inizialmente composto da 3 Carte Acquisto, 3 Carte Attivazione e 6 Carte Ostacolo.
Le Carte Acquisto servono per ottenere Risorse (se ne guadagna una per ogni Carta Acquisto giocata) o Società (il numero di Carte Acquisto necessario è indicato in alto a sinistra).
Le prime sono Calcestruzzo, Acciaio, Carta e Personale ed è possibile acquistarle dall’apposita pila Mercato delle Risorse scartando una carta dalla propria mano (una volta esaurita una pila, è possibile acquistare le risorse dalla pila Risorse da Importazione, ma occorrerà scartare 2 carte).
Esiste anche una quinta risorsa, l’Energia. Al contrario delle prime 4, di cui non è possibile immagazzinarne più di 5 in tutto, non v’è limite alla quantità di Energia che un giocatore può tenere per sé, posizionando le carte nella propria area di gioco.
Le Carte Società sono il cuore del gioco: esse vengono giocate e rimangono nell’area di gioco per tutta la partita. Alcune di esse, una volta attivate, hanno effetti permanenti mentre altre richiedono di essere attivate di volta in volta per ottenere l’effetto su di esse riportato. Riportano in alto a sinistra il loro costo di Acquisto, in alto a destra i Punti Vittoria guadagnati a fine partita, in basso a sinistra il loro costo di attivazione ed in basso a destra quello che il giocatore ottiene non appena esse vengono attivate (Carte Acquisto, Carte Attivazione, eccetera).
Per fare ciò è necessario giocare una Carta Attivazione per ogni società che si desidera attivare, più le Carte Risorse necessarie, indicate sulla Carta Società stessa. Le società possono essere di 1° o di 2° livello, per poter acquistare una società di 2° livello è necessario possederne almeno due del 1°.
Gli effetti permettono di utilizzare 3 carte dello stesso tipo come se fossero una Carta Acquisto o una Carta Attivazione, utilizzare una Carta Risorsa come se fosse una Carta Personale (ce n’è una per ogni tipo di Risorsa), scartare una carta dalla propria mano e pescarne un’altra, pescare una carta aggiuntiva, tenere fino a 8 Carte Risorsa nel proprio magazzino anziché 5, ignorare un Blocco Risorse, guadagnare 1 Punto Vittoria per ogni società attiva alla fine della partita, fare scartare una Carta Acquisto o una Carta Attivazione agli avversari, disattivare una società di 1° livello ad ogni avversario, eccetera.
Le Carte Attivazione ci permettono anche, se abbiamo già costruito due diverse società di 1° livello, di attivare la Banca, grazie alla quale potremo ottenere Punti Vittoria, uno per ogni Carta Acquisto scartata (le carte così giocate vengono rimosse dal gioco).
Altri due tipi di carte presenti nel gioco sono le Carte Ostacolo e le Carte Blocco.
Le prime permettono (utilizzandone due) di spostare le Carte Blocco. Queste sono due carte che vengono posizionate all’inizio della partita vicino a due Mazzi Risorsa, rendendole di fatto indisponibili. Altre due carte (una se i giocatori sono solamente 2) invece sono invece utilizzate per bloccare le società in gioco.
E’ possibile poi ottenere un altro tipo di carta, la Carta Affitto, tramite la costruzione di specifiche società. Queste carte permettono di attivare anche società di un altro giocatore, previo il pagamento di metà delle risorse richieste al proprietario.
Una volta che il giocatore ha finito con la propria fase di acquisto/attivazione, egli scarta l’intera mano, pesca altre quattro carte ed il turno passa al giocatore successivo.
Il gioco termina quando ci sono solo due tipi di Risorse nel Mercato delle Risorse, non vi sono più Carte Società acquistabili o non vi sono più Carte Acquisto disponibili.
A questo punto i giocatori sommano i Punti Vittoria riportati sulle loro Società attivate, eventuali Punti Vittoria derivanti dalle abilità delle loro Società attivate, i Punti Vittoria acquistati dalla Banca e 1 Punto Vittoria per ogni 4 Risorse (Energia inclusa) che i giocatori hanno davanti a loro.
Briefcase reinterpreta a modo suo il concetto di Deck-Building, da un certo punto di vista avvicinandolo ad un gioco di gestione risorse, distribuendo la gestione delle carte su più livelli. Le varie società non vanno solo costruite, ma anche attivate e Briefcase scinde la classica “moneta” di Dominion in ben 5 risorse, rendendo il processo di acquisizione delle carte più articolato (carte per acquistare le società, carte per attivarle, 5 risorse da gestire). Insomma, la “pipeline” del gioco si allunga, richiedendo ai giocatori una gestione della propria mano oculata: ad ogni turno si pescano 4 carte e le Carte Blocco rendono le risorse difficili da ottenere. Considerato che nel proprio magazzino il posto a disposizione è sempre poco, occorrerà un po’ di tempo e di esperienza per riuscire a trovare il giusto equilibrio tra quello che si vuole e quello che si può fare nel proprio turno.
L’ambientazione è sicuramente particolare (anche se potrebbe risultare un po’ posticcia) e se da un lato risulta sicuramente originale, dall’altro potrebbe risultare penalizzante visto che non è certo accattivante. E’ sicuramente funzionale, ma costruire ed attivare società non è poi così seducente come fondare regni o sconfiggere malvagi criminali.
L’interazione è assicurata dalle Carte Blocco e dalle Carte Affitto e può aumentare o diminuire a seconda delle Società in gioco, sono trenta e dovrebbero garantire una certa longevità. Sono proposti anche alcuni setup per partite più o meno lunghe e con differenti livelli di interazione, ovviamente il bello di questo genere di giochi è anche sperimentare per cercare di scoprire la combinazione di società che meglio sposa il nostro stile di gioco.
La grafica è affidata, come negli altri giochi della Artipia, ad Antonis Papantoniou e devo dire che svolge egregiamente il proprio compito, anche se ci sono diverse icone che dovranno essere assimilate per poter giocare in maniera disinvolta.
Personalissima nota di demerito va invece alla Artipia ed alla sua politica di vendita. Pubblicare carte promo disponibili solo per chi ha fatto il preordine o per chi ha acquistato a questa o quella fiera, per un collezionista come me, non è il massimo. Comperare il gioco sapendo che vi sono carte promozionali difficili (se non impossibili) da recuperare non mi esalta: so già che poi mi metterei a cercarle in giro a prezzi esorbitanti per avere il gioco “completo”. Spero che, magari a distanza di un anno, decidano di pubblicarle tutte in una mini-espansione in modo da renderle fruibili a tutti.

In definitiva Briefcase si presenta come un Dominion più articolato e con un’ambientazione (nel bene o nel male) originale. Chi non ha ancora un Deck-Building nella propria collezione potrebbe aver trovato un degno esponente del genere. Chi non ha apprezzato Dominion perché troppo semplice, potrebbe dare una chance a Briefcase, di cui mantiene l’impostazione introducendo comunque qualche idea originale e dando una sua personalissima interpretazione del genere.
I limiti di questo titolo potrebbero essere una longevità minore rispetto al suo progenitore (Dominion può contare su di una miriade di espansioni), la forte concorrenza (Seasons fra tutti) ed una ambientazione “debole” rispetto a quanto già uscito, senza considerare che l’arrivo di Legendary potrebbe metterlo ben presto in ombra.

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