D&D 4: Comunque vada sarà un successo

di Marco “Kastle”

Dopo l’ ultimo articolo, ho voluto veramente ben sviscerare il gioco prima di tornare a parlarne; perchè come detto in fase di presentazione, D&D 4 non è un gioco facile da assimilare, nemmeno per i miei giocatori. Dopo varie sessioni nelle quali abbiamo provato anche ( orrore ) qualche house rule per alleggerire i combattimenti, siamo giunti alla conclusione che il gioco ha in sé tutte le caratteristiche per essere definito il miglior D&D mai creato finora. Nello scorso articolo ho definito D&D 3 la peggior versione prodotta, senza spiegarne perchè, prendo quindi la palla al balzo per riassumere le varie versioni di questo gioco e il loro stile principale. Parlerò, per forza di cose, delle sole versioni italiane, visto che la scena qui da noi è stata diversa da quella americana ed europea.

D&D BECMI: In questa versione si gioca Sandbox: il regolamento è fatto apposta, vi sono numerose tabelle per ogni evenienza ( stanze del dungeon, reazione del padrone di un castello al passaggio dei pg, reazioni dei mostri, mostri erranti dentro e fuori i sotterranei ) e spunti per il Dungeon Master. All’ arbitro basta uno sputo per vederne un’ avventura, mentre i giocatori possono fare bene o male quello che vogliono. Il rapporto fra l’ Uno e il Gruppo è pari: lui propone, loro se hanno voglia fanno, altrimenti si propone qualcos’ altro. Il mondo è comunque nelle mani del Master, ma il regolamento casuale permette improvvisazione e belle serate. Questo stile lo abbiamo sviscerato negli articoli precedenti, non è una novità quindi sapere che lo trovo un ottimo modo di giocare di ruolo.

AD&D II: Una miglioria? O un peggioramento del gioco? In questa versione i giocatori hanno più possibilità di scelta nei propri personaggi, i quali ai primi livelli sono anche più forti, ma il ruolo di arbitro viene decisamente sostituito dalla vera e propria figura del Master. A lui vengono dati in mano le redini del gioco ( e quindi del divertimento dei giocatori stessi ), e si comincia ad avere la figura di “ quello che prepara tutto “. Il Master deve farsi i mostri erranti, i dungeon, creare location approfondite ( senza l’ aiuto della mappa esagonata, che farà capolino in pochissime ambientazioni ) e una storia nella quale buttare i giocatori. Un lavoro titanico, che ha portato il Master a “ pilotare “ la sessione, di modo che quello che aveva faticosamente preparato venisse perlomeno visto dai personaggi. Certo, il regolamento da solo non impone questa scelta, ma nel capitolo riguardante i punti esperienza viene detto chiaramente che è il Master a decidere quanti px assegnare alla fine dell’ avventura, in base al comportamento dei giocatori. Nei manuali non c’è la sensazione di libertà e improvvisazione della precedente edizione.

D&D III: Una sorta di AD&D II + Skills and Power portata all’ eccesso e con un regolamento finalmente omogeneo. La terza incarnazione di D&D esalta e incancrenisce tutti gli aspetti della precedente edizione, creando forse una frattura tra giocatori e Master ancora più netta che in passato. Adesso i giocatori hanno numerose razze, talenti, abilità, classi di prestigio, carriere e quant’ altro per poter esaltare il prorpio personaggio, che anche al primo livello ora è una discreta macchina da guerra. Peccato però che dall’ altra parte vi sia sempre e solo una figura a decidere il bello e cattivo tempo; figura che spesso vede male i personaggi troppo potenti o pieni di combo, perchè rei di rovinargli la storia o di far sembrare il cattivone di turno ( preparato con l’ intenzione di spaccare tutti ) un bamboccio. I commenti sui giocatori Power Players, quelli che spaccano le balle perchè “ sempre con il libro del giocatore in mano “, saranno la gioia e il dolore di Master ormai frustrati, che non sanno più cosa vuol dire giocare per divertirsi, sostituito ormai dal classico “ giocare la storia inventata da me “. Il peggior gioco di ruolo negli intenti, rafforzato da un regolamento che ha preso il passaggio di rotta tra Sandbox e Railroading portandola all’ ennesima potenza. Ecco perchè la definisco la peggiore versione fin’ ora; non si può gasare un giocatore facendogli creare un personaggio “ da paura “ e poi lasciare che tutto vada nelle mani di uno e uno solo: e se non è un’ illuminato? Bè… Non passerà alla IV edizone.

Quello che vedo in D&D 4 e non vedevo nemmeno nel BECMI, è la partecipazione dei giocatori nel mondo di gioco. Il sapere che loro POSSONO, ha aperto un varco di idee e genialità come poche altre volte ho visto. Adesso i miei giocatori non hanno più PAURA di fare, non chiedono più “ Master ma possiamo..? “, anzi, si lanciano in sfide di abilità ( che vengono sempre accolte volentieri ) al fine di ottenere quello che vogliono, OTTENENDOLO ( ricordate? Comunque vada sarà un successo ). Il fatto che, da regolamento, i personaggi ce la facciano sempre ( e se si perde, si aggiunge un ostacolo, ma ALLA FINE si vince ) ha liberato nei giocatori infinite possibilità! Volete cavalcare un drago? Certo! Trovatelo, combattetelo e poi, sfida, sottomettetelo! Volete andare da Stefano di Karameikos a convincerlo ad intervenire contro la Baronnia Dell’ Aquila Nera? Wow! Sfida di abilità! Fatto! I giocatori adesso HANNO il potere di cambiare le sorti di un regno, POSSONO fare e decidere, VOGLIONO intromettersi in quello che fino ad ora era il mondo del Master, carpendo informazioni, entrando come parte attiva nella storia e nel mondo! Finalmente i giocatori non chiedono, pretendono, grazie ad un regolamento fatto apposta! Mai come adesso la preparazione di una sessione è stata così veloce, mai come adesso i giocatori, consci di non pendere più dalle labbra di uno ma dalle loro, ignorano la figura seduta dietro alla valigia di tiles e libri, e parlano tra di loro, VIAGGIANO con la loro fantasia, rivolgendosi all’ arbitro solamente per la mera parte meccanica. Ripeto: sarà per questo che i cari e vecchi Master non l’ hanno voluta, questa edizione? Se avete paura che i vostri compagni vi pestino l’ orticello segreto in giardino, osando pure chiedere ed ottenere quello che vogliono… Bè… Cambiate genere. I videogiochi forse fanno più per voi.

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7 Responses to D&D 4: Comunque vada sarà un successo

  1. Avatar Marco Valtriani ha detto:

    Forse, a meno che uno non cerchi un gioco “tattico”, la risposta è Dungeon World, praticamente un Old School con un motore che va a “fiction”: dacci un’occhiata.
    http://www.dungeon-world.com/

  2. Avatar Mr_Gogio ha detto:

    Mai trovato tante fandoine tutte assieme unite a un analisi lacunosa e davvero fuori luogo..passo al dunque:

    Accostare BECMI aD&D è già di per sè sbagliato perchè sono due prodotti e due linee editoriali diverse nati per diversi tipi di giocatori e contesti (è come se oggi si paragonasse D&D Encounters a D&D 4e) fermo restando che le tabelle “RANDOM” ci sono in ogni manuale di D&D pre-4e (la 4 è l’unica cella linea a non prevedere modelli sandbox) basta guardare il DMguide della 3.5 unito a i vari Manuali setting della stessa medesima edizione…la AD&D non fa eccezione

    Punto secondo: il sandbox e railroad a D&D esistono insieme da quando esiste lo stesso D&D (lo stesso BECMI ci viveva di railroad in interi cicli di avventure) dunque non è mai esistito un cambio di gioco semai ci son stati cicli temporali dove i giocatori preferivano uno stile a un altro (e il railroad non è che uno dei stili di gioco dunque non IL MALE assoluto, che a tanti pensa un pò persino piace)

    Punto terzo: la 4e non da libertà , è e rimane un gioco DMcentrico dove tutto è gestito dal DM dove i PE vengono sparpagliati nell’avventura come da 30 anni a questa parte (prima mettevi le Monte d’oro in giro per il dungeon ora ci metti i mostri e le varie difficoltà ,poco cambia è un gioco di preparazione DMccentrica) …i giocatori non fanno altro che rispondere a imput (CD, Sfide,Mostri) ineestati dal master e questo lo differenzia da un indie/new wave così come è stato per 30 anni? io giocatori vogliono un drago? bene in 4e come in 3 e in AD&D devono attendere l’avventura CON IL DRAGO perchè in D&D nons i ha alcuna autorità narrativa e le cose accadono se il DM mette mano post richieste dei giocatori…na roba che io facevo tranquillamente da AD&D

    Altri punti li tralascio per non smontarti ogni pezzo di questo ridicolo articolo che non ho capito che cosa dovrebbe dimostrare di concreto

  3. Avatar Lorenzo ha detto:

    Mi accodo a Mr Gogio, se questo articolo non lo scrivevate era molto meglio! ;)

  4. Avatar Kastle ha detto:

    Ringrazio gli utenti Mr Gogio e Lorenzo per i loro interventi.
    Dunque:

    @ Gogio

    1 ) Accostare BECMI a AD&D è corretto, in quanto sono semplicemente edizioni rinnovate dello stesso gioco. Tutto il mondo funziona in questo modo ( elettronica, automobili etc ). Un altro esempio in campo ludico è Warhammer. Io ho giocato alla sesta edizione, ma questo non vuol dire che l’ edizione corrente sia un altro gioco destinato ad un altro pubblico ( quale? ). Sono semplicemente edizioni rivedute e corrette ( e anche cambiate ) delle precedenti.
    Mai scritto che la Terza Edizione non ha tabelle per la gestione random del gioco.

    2 ) Quando parlo di Railroad e Sandbox lo faccio in base a quanto scritto nei regolamenti. Nei miei articoli non faccio mai menzione di avventure e moduli opzionali, questo perchè mi baso seguendo le regole base. Nel BECMI è chiaramente indicato il sandobx. Si gioca infatti con la mappa esagonata e le regole principali sono improntate a questo. Non vi sono regole simili nella seconda e terza edizone, per quanto non sia impossibile giocare sandobx con questi regolamenti ( io stesso lo faccio, quindi ). Sul fatto del Railroad sia un male assoluto è opinabile. Per me sì, lo è. Come giocatore ho sopportato molte avventure Railroad; mi sembrava di giocare ad un gioco in scatola da quanto erano limitate le mie possibilita. Che ad alcuni giocatori piaccia non lo nego, di giocatori passivi è pieno il mondo.

    3 ) La quarta edizione ha intere pagine di regole ( guardati la DM II ) dove si spiega al Master come far entrare i giocatori nella storia, come fargliela cambiare e come adattare il tutto alle loro improvvisazioni. Le sfide di abilità, poi, sono gestite dal sistema e sono fissate già da manuale; che evidentemente hai letto in modo approssimativo.

    L’ articolo non doveva dimostrare proprio un bel niente. Mi dispiace di come queste spinte dietrologiche stiano soffocando (anzi: abbiano soffocato) la creatività. Ad una possibilità di cambiare e svecchiare un gioco che ormai aveva già dato (ripeto: quali cambiamenti da AD&D II a 3a Ed? Un regolamento più omogeneo? E basta?) si è opposta una scena indipendente meno fragorosa e sempre più votata all’archeologia (qualcuno ha detto Pathfinder?). C’è poco da lamentarsi o fare i superiori, tanto per voi tra poco ci sarà D&D Next, visto le derive verso cui sta andando.

    @ Lorenzo

    Non condivido la tua opinione (dire di non pubblicare qualcosa, anche se questa non piace, è censura), ma darei la vita perché tu la possa esprimere.

    Peace

    • Avatar Mr_Gogio ha detto:

      Guarda sono ri-capitato qui per leggere un articolo e ho rivisto con piacere la tua risposta solo ora dunque non prenderlo per un necropost ma a certe cose devo rispondere…

      1- BECMI e AD&D erano due prodotti COMPLEMENTARI e ciò è ben specificato nei stessi (specie nel BECMI) ovvero una era la scatola introduttiva,l’altro il gioco per esperti e questa forma duplice RIPETO era una precisa scelta editoriale come lo è la Beginner Box di Pathfinder a Pathfinder RPG…dunque come diavolo si fa a paragonare un entry box a un gioco advanced è una cosa che non trova spiegazioni se non nella carenza di informazioni dell’articolista che probabilmente ha scambiato le “scatole” per D&D quando le “scatole” erano un pezzo di D&D prodotto e venduto per un preciso scopo ma con un diverso target …dunque parliao di un marchio che aveva due tipi diversi di gioco basati sullo stesso regolamento (uno di nicchia il D&D e il AD&D e uno per i supermercati D&DBECMI)

      2- Citi le mappe esagonali con superficialità , D&D era basato sulle mappe quadrettate per le avventure e le esagonali erano solo per la metrica geografica ripresa dalla moda dei wargame ,il quale in game non aveva nessun peso (anzi era persino una metrica sbagliata per quello che poi aveva in serbo il gioco) ..anche qui carenza di informazioni…. D&DX ERA un gioco di avventure dove le avventure erano per lo più EUMATE e ciò era sia nelle regole che nell’impostazione del gioco, il sandbox era per l’appunto opzionale persino nel BECMI (che anche quello ,dopo la scatola rossa erano solo che supplementi) per altro le tabelle erano riferite a oggetti mostri+porte+tesori…le STESSE E IDENTICHE TABELLE che hanno 3.5 (dm guide) e PAthfinder (DM guide, dove persino ce ne sono di più)… D&D non è mai stato un gioco sandbox per ciò che ilt ermine vuole indicare anche perchè era un gioco dove il DM doveva progettare una storia, costruire una mappa e stilare spesso mostri ,tesori ecc ecc

      Sul Rail: è semplicemente un ‘idiozia tutta nostra (dei giocatori di ruolo) complice il vecchio metodo di vendita che si spacciava a inizi anni 90 dove di prometteva a i clienti un bel “qui fai quello che vuoi” perchè lo storico concorrente (i videogame) inziaavano a vendere ma avevano il limite di essere “rail”…detto questo oggi miglini di giocatori giocano videogame pesantemente rail roading (tranne alcune eccezioni come GTA , Skirym ecc ecc) e mi pare si divertono senza psicodrammi filosofici…giocano ,hanno una storia e si divertono…noi intanto ci rovelliamo su queste filosofie…fate voi.

      3- Sulla 4edizione non commento se non con un bello “game of combat only” tutto il resto è aria fritta condita da un fallimento editoriale senza precedenti

      Conclusione:
      Si può svecchiare ma per farlo bisogna essere prima di tutto consapevoli di che e come si svecchia (pechè D&D ha una storia e un brand che uno compra appunto perchè VUOLE determinati elementi riconoscibili a prima vista, sennò avrei comprato Runequest) la creatività e la innovazione fine a se stessa produce solo cagate.
      La 4e non ha fallito nel tentativo di fare qualcosa di buono, ha fallito nel produrre qualcosa di profondamente “fatto male” spacciandolo per roba di qualità …per altro mi porti a citare la “scena indipendente” che:
      A- fa numeri talmente irrilevanti che un gioco come D&D non può ancora prendere in considerazione per trarre soluzioni alla “cura del gDR”
      B- è indipendente appunto perchè ha scelte stilistiche che non a tutti piacciono e D&D è un gioco “per tutti” dunque è un no-sense scegliere di formarsi a chi non soddisfa il tuo stesso pubblico
      C- le soluzioni indipendenti sono tutt’ora soggetti a forti critiche e un background ancora troppo risibile per trarre dei giudizi di qualità

      E rimanendo in tema di chi vuole dimostrare qualcosa…ricito

      “”C’è poco da lamentarsi o fare i superiori, tanto per voi tra poco ci sarà D&D Next, visto le derive verso cui sta andando.””

      Questa è una frase a stampo rosica-bimbo che avrei fatto a meno, io non mi sento superiore di nessuno ne sono l’avvocato pagato da wizards o da Paizo per difendere questo o quel titolo (che poi difendi AD&D e Path sarebbe pure paradossale) e Next per ora le derive di cui parli le deve ancora dimostrare a conti alla mano (per altro a me NEXT non piace :D)
      Questa non è una gara , però se uno vuole mettere i puntini sulle I sulla storia di D&D dovrebbe con onestà intellettuale capire i propri limiti e non dire cose palesemente sbagliate o dare idea di un gioco che in realtà non era (come quando si confronta BECMI a AD&D non sapendo che erano due linee editoriali SEPARATE e indipendenti dove lo stesso BECMI a fine manuali “invitiava a passare a AD&D se eri o ti ritenevi un professionista di D&D”) …dunque prima di dire cose almeno controllatina alle fonti :D

      poi possiam anche continuare a sognare su D&D indi , passati mai esistiti ecc ecc..

  5. Avatar alberto ha detto:

    Con tutto il rispetto sembra la recensione di un giocatore frustrato, raramente ho visto una recensione così superficiale. Penso che fare il master per un paio d’anni a qualsivoglia edizione possa aprirgli un’attimo gli orizzonti.

    • Doc Doc ha detto:

      Ciao Alberto e grazie per il tuo commento. In realtà l’autore dell’articolo come egli stesso ha scritto in apertura del pezzo non intendeva fare una recensione, ma un riassunto delle versioni indicando lo stile principale che emerge da ognuna: una sintesi quindi è ben lontana dalle caratteristiche che deve avere una recensione. Per quanto riguarda la sua carta d’identita invece visto che è il mio master posso dirti che ha un’esperienza decennale che contempla titoli anche al di fuori della sfera di D&D. Per tutto il resto lascio a lui la parola non appena avrà la possibilità e il tempo (non troppo in questo periodo) per collegarsi e risponderti.
      A presto :)

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