Play 2013 – Live Blogging e mie brevi e personalissime considerazioni

di Davide “Canopus” Tommasin

Quest’anno abbiamo deciso di essere davvero fiki! Come direbbe Briatore, al TOOOP! Noi gioconauti, che mastichiamo tecnologie come fossero caramelle mou, abbiamo deciso di provare qualcosa di nuovo, di innovativo, che da quel che mi risulta facciamo solo noi (e qui mi pavoneggio), ossia il live blogging della manifestazione! Confessiamo che è la prima volta che facciamo qualcosa di simile e speriamo che la cosa vi sia gradita, ma vi faremo sapere in tempo reale cosa vediamo, con chi parliamo e, soprattutto, a cosa stiamo giocando e cosa pensiamo di quello a cui stiamo giocando. Ovviamente, per questioni tecniche, non riusciremo a postare al volo le interviste che facciamo (per quelle dovrete aspettare in settimana, se no troppo facile :-P ) ma promettiamo foto a go-go. Buona lettura!!!

Mie personali riflessioni post evento

L’edizione 2013 della Play è finita solo da poche ore, ma ho avuto modo di riflettere abbondantemente sull’argomento durante il lungo tragitto verso casa con il Doc, e già ho potuto formulare delle mie personalissime riflessioni. Condivisibili o no, ora le condivido… se no che gusto c’è!

Innanzi tutto, l’evento Modenese, anno dopo anno, si sta sempre più configurando come il principale evento ludico nazionale. Con buona pace del Lucca Comics & Games, che rimane sicuramente insuperabile per i fumetti, ma dentro al padiglione del Carducci non ci stiamo più dentro, fra un po’ serviranno 2 città per contenere il tutto. La Play è un ambiente molto più tranquillo e gestibile, dove è presente ogni genere di prodotto ludico, dai giochi in legno al softair, passando per il laser game e i giochi per bambini. Dal punto di vista dei boardgames le novità e i titoli imperdibili sono ogni anno di più e ormai la partecipazione dei principali player del settore è scontata. Detto questo, ci sono ancora molte cose da sistemare, in particolare l’organizzazione dei pacchetti VIP, o XL. Il venerdì pomeriggio è stato veramente pesante, dei 3 spazi adibiti al gioco solo quello di cui si sono impossessati i ragazzi dell’Asterion era riscaldato, anche se l’aria all’interno era tutt’altro che salubre, gli altri 2 spazi erano non riscaldati e con poca luce; dato che venerdì il tempo faceva letteralmente schifo, ci siamo completamente congelati. Gli autori c’erano, qualcuno, ma degli editori di cui si parlava era presente solo l’Asterion. Il giorno dopo, il sabato, ci sono state altre cadute di stile, come la cattiva segnalazione del parcheggio XL che ci ha fatto perdere tempo per trovarlo, anche se questa mattina ho ringraziato gli dei di non dover mettermi a cercare posto per la macchina.

Degli autori incontrati, e vi assicuro che sono stati tutti disponibilissimi e gentilissimi, probabilmente quello che mi ha segnato di più è stato Gianluca Santopietro. I suoi giochi possono piacere o no, è una questione di gusti, ma vi assicuro che quando realizza un titolo diventa letteralmente un vero e proprio esperto dell’ambientazione. Avevo notato questa cosa già l’anno scorso quando mi parlò del Titanic, quest’anno ne ho avuto conferma mentre mi parlava della battaglia di Ravenna tra francesi e spagnoli (l’ambientazione del suo attuale prototipo, Ravenna). Sembra di parlare con uno storico. Altra aspetto che mi ha colpito è la sua visione sul lungo periodo e che spazia tra diversi argomenti e tecnologie, credo che per i prossimi mesi ne vedremo delle belle uscire dalla fucina di idee di Sir Chester Cobblepot. La sua ricetta contro la crisi è tanto semplice quanto, a mio parere efficace: produrre molte cose e molto diverse da quello che già c’è sul mercato.

Ultimo aspetto riguarda i titoli. Ogni anno sono sempre di più i giochi “hot” che attirano le attenzioni dei gamers. Quest’anno anche titoli al di fuori della grande distribuzione come C.O.A.L. e Galaxy Defenders, entrambi veramente molto interessanti. Due dei titoli più importanti, Specie Dominanti della Asterion e Terra Mystica della Cranio già li conoscevo e non ho avuto necessità di provarli, ma mi piacciono un sacco entrambi. Robinson Crusoe e Bora Bora sono state delle folgorazioni e credo che il primo entrerà nella mia collezione quando verrà localizzato in italiano da uPlay, il secondo invece l’ho acquistato al volo. Infine, Doge Ship è stato un titolo che ho un po’ snobbato nei mesi passati a causa dell’ambientazione che non mi attirava molto, mi sono chiaramente sbagliato. Peccato che Cranio non abbia avuto modo di portare all’evento Pirati, il libro game a forma di fumetto, e il prototipo di Steam Park, entrambi titoli che mi ispiravano tantissimo.

Live Blogging

Domenica

16:57 E per concludere la giornata Pierluigi Taddei ci parla del suo interessantissimo prototipo Escalation, un cooperativo con traditore che ricorda per alcuni aspetti Pandemic e WhiteChapel, in cui gli alieni cercano di conquistare Milano.

14:59 Dopo la pausa pranzo proviamo Krosmaster Arena, un gioco esteticamente veramente bellissimo.

12:35 Scopro con piacere che Bora Bora é enormemente più semplice da giocare che da spiegare.

12:24 Stiamo provando Bora Bora, ma ha veramente un regolamento bello tosto da capire.

11:36 Giacomo Santopietro ci mostra il prototipo del gioco lovecraftiano di cui Gianluca ci ha parlato ieri.

10:38 Molto carino Robinson Crusoe, ci sono molte azioni possibili e i turni filano via molto lisci anche se c’é da parlare e ragionare molto. É un cooperativo duro e puro, ma da hard gamers perché é bello tosto.

9:57 Iniziamo la giornata con una chicca da uPlay, Robinson Crusoe – Adventure in the Cursed Island.

Sabato

18:07 E per concludere la giornata ci stiamo facendo una partitina a Doge Ship (la cui meccanica di cambiare le tessere turno che fanno prendere punti quando si costruisce la barca é cattivissima) con l’autore Marco Canetta.

15:57 Gianluca Santopietro é in vena di informazioni e ci parla anche di un gdr solo per tablet.

15:50 Santopietro ci parla di un suo futuro progetto lovecraftiano in cui i giocatori impersonano i cultisti e con una meccanica simile a Kingsburg. Il gioco sará ispirato al racconto di Lovecraft “La Ricorrenza” e ci tiene a far sapere che dentro ci troverete solo ed esclusivamente divinità lovecraftiane.

15:36 Santopietro ci ha spiegato Ravenna facendoci una lezione di storia, fantastico! Comunque si tratta di un wargame fuori dai ranghi fino a 6 giocatori che si dividono in 2 fazioni: francesi e spagnoli. Aspetto interessante è il fatto che vince chi ha l’esercito con il morale maggiore e la possibilitá di disobbedire agli ordini.

14:49 Stiamo per provare Ravenna, prototipo di Sir Chester Cobblepot.

14:41 Giocato a COAL. Da grande voglio fare il pilota di robot a vapore :-)

13:47 Un’altra immagine di Dungeon Venture:

13:13 Nonostante una certa difficoltá nel comprendere le regole, terminiamo forzatamente la nostra partita. Confesso di essere un pelo perplesso sia per la lunghezza del gioco che per la quantità di regolette, ma una sola partita é troppo poco per giudicare.

12:45 Commento del Doc su Dungeon Venture: “sembra il remake di Hero Quest, ma con una grafica delle plance non all’altezza”.

12:39 Ecco una foto di Naufragos:

12:00 Stiamo provando Naufragos alla Ghenos.

10:43 Il Doc si appresta a provare Dungeon Venture.

10:33 Galaxy Defenders é un progetto kickstarter, a seconda della cifra che raggiungeranno stamperanno delle miniature aggiuntive alcune delle quali non ancora rilasciate (le sagome nella foto).

10:17 L’ingresso per i possessori del pacchetto XL é oggettivamente un gran casino a causa della mancanza completa di segnalazioni. Comunque entriamo e troviamo subito Kentervin intento a provare Galaxy Defenders.

Venerdì

19:40 River Dragon é un giochino per famiglie simpatico e senza molte pretese in cui si devono costruire percorsi con assi di legno tra le isole. Carino ma non per gamers “professionisti”. Gustatevi la bellissima foto:

18:49 E per concludere la giornata proviamo River Dragon.

18:25 Devo dire che sapendo che Augustus era ispirato alla tombola mi aspettavo qualcosa di molto più incontrollabile. Meno fortunoso di quanto pensassi. Certo, rimane il fatto che estrai casualmente gettoni da un sacchetto, di certo non è roba per amanti dei tedeschi.

17:36 Siamo in attesa per provare Augustus di Paolo Mori, discusso gioco che sembra prendere ispirazione dalla tombola.

17:17 Alla fine Concordia si é rivelato un diesel: parte lento ma accelera notevolmente verso la fine. Interessanti le azioni per cui se si produce in una determinata provincia producono anche gli avversari che hanno li delle colonie. Molto importanti le carte azione che si possono acquistare e danno punti a fine partita. Ecco foto con autore:

15:56 Concordia è un gioco di Gerdts, autore famoso per l’utilizzo delle rondelle. Nel prototipo che stiamo giocando non c’è però traccia di questo particolare meccanismo. Si tratta di un particolare gioco di gestione risorse dove, a turno, i giocatori giocano carte per eseguire azioni nel tentativo di colonizzare il Mediterraneo.  Il gioco non é male ma mi lascia un po’ dubbioso la durata di una partita.

15:38 Una foto di Concordia, il prototipo che stiamo provando.

14:46 Ci apprestiamo finalmente a provare Concordia con l’autore.

14:35 Dopo aver compilato altri moduli (Credo ora di essere abilitato a sapere cosa c’è dentro l’area 51) siamo finalmente dentro. Siamo stati dirottati al primo piano, dove sono presenti dei tavolini di legno e qualche gioco in scatola di imprecisata provenienza. Ma soprattuto vedo tanti spaesati. Al momento non si vedono autori o editori.

Il live blogging inizierà in concomitanza con l’apertura dell’evento, quindi verso le 14 di oggi, venerdì 5 aprile.

Prologo:

Credo sia importante anche sapere cosa è successo prima di giungere alla fiera.

Sarà successo grosso modo 3 settimane fa. Il Doc mi mandò una mail per annunciarmi di voler andare alla Play di quest’anno anche il venerdì e di acquistare, quindi, il pacchetto completo. La prima reazione, pensando a come era organizzata la cosa l’anno scorso e, soprattutto, ai costi, fu “tu sei pazzo!!!”. Successivamente, il Doc mi disse che la cifra da sborsare era di abbordabilissimi 20 euro e decisi che tutto sommato si poteva fare. Ci organizzammo per dormire 2 notti nella casa natia della mia ragazza, situata nel basso veronese, e procedemmo al tentativo di acquisto del biglietto… e ora iniziano le comiche. La sera stessa, il Doc mi contatta e mi informa che ha dei problemi con l’acquisto dei biglietti, più precisamente non sapeva dove inserire i dati. Il mio primo pensiero è che fosse andato a far baldoria e fosse tornato a casa pieno di mojito, ovviamente mi sbagliavo di grosso. Gli segnalai la presenza del modulo da compilare, ma presto mi resi conto che il modulo non era un pdf editabile (quelli con i controlli dei form dove si può inserire del testo, per intenderci) e andava stampato e compilato a mano. Già qui nella mia povera mente iniziarono a prendere forma domande del tipo “ma perché devo fare domanda per avere dei biglietti?” e “a che serve la mia firma?”, ma accettai che da qualche parte vi fosse gente ancora immersa nel medioevo digitale e passai oltre. Peccato che il Doc il medioevo digitale lo aveva veramente cancellato e a casa sua non vi fosse traccia di scanner, fax, carta, penne o matite. Mi offrii, quindi, di pensare io alla compilazione del modulo e all’invio, ma il Doc insistette per utilizzare la sua carta ricaricabile. A quel punto un nuovo allarme partì nel mio cranio: “io dovrei compilare a mano tutti i dati della mia carta di credito e darli ad un estraneo senza che questi passino attraverso i vari livelli di sicurezza di CartaSi?” Orrore!!! Ma la carta del Doc era ricaricabile e decidemmo di procedere. Seh, fosse stato così semplice: il modulo richiedeva la firma del titolare della carta e poi la firma del richiedente dei biglietti! La mia mente iniziò a visualizzare luoghi lontani, dove riposavano creature orribili e tentacolose, ad un passo dal svegliarsi a causa delle mie multiple imprecazioni ed invocazioni. Considerai per un attimo l’idea di farmi 40 km di andata e 40 km di ritorno per andare a prendere la firma del Doc alle 23:00 di sera. Poi la mano divina tirò il freno a mano della mia Nauta-mobile e, preso da sfinimento e completa sfiducia verso l’umanità tutta, decisi di inserire i dati della mia carta di credito… firmai tutto quello che si poteva firmare, scannerizzai e inviai il tutto via mail. Ovviamente, presi anche in considerazione l’idea di pagare con bonifico, ma trattandosi di una richiesta per avere i biglietti, non di un modulo di acquisto vero e proprio, temevo pure che per un qualche motivo mi rispondessero “picche”, cosa non da escludere a leggere il sito, e il pensiero di come avrebbero fatto a rimborsare il mio bonifico mi fece perdere diversi punti sanità mentale. Almeno la macchina organizzativa della fiera si rivelò relativamente efficiente, inviandomi conferma dell’acquisto dei biglietti la mattina del giorno dopo. Anche se non riuscii a fare a meno, davanti alla mail, di pensare a chissà quanta gente avesse rinunciato all’acquisto davanti ad una procedura più complicata di quella prevista per il presidente degli USA quando deve lanciare un attacco termonucleare. Comunque, nonostante i fastidi burocratici, ce l’abbiamo fatta, siamo pronti per la Play, mi piacerebbe dirvi che lo faccio soprattutto per informarvi, ma sarei un gran bugiardo… io ci vado per spaccarmi di giochi! :-P

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3 Responses to Play 2013 – Live Blogging e mie brevi e personalissime considerazioni

  1. Avatar Kentervin ha detto:

    Mentre i nostri eroi se ne stanno in fiera io sono qui a lavorare ^_^’
    Presto qualche commento su Galaxy Defenders ed un po’ (ma proprio poche) di novità, tanto per non rubare il lavoro ai nostri baldi eroi ;)

  2. Avatar Kentervin ha detto:

    Concordo sul fatto che gli autori e gli editori si sono dimostrati tutti ugualmente disponibili e gentili, un vero piacere incontrarsi e chiacchierare su progetti presenti e futuri.
    La fiera si presenta ottima sia nei contenuti che nei posti a disposizione: moltissimi giochi da provare, corridoi sgombri nonostante l’affluenza, effetto “gregge” inesistente. Se ti trovavi un tavolo occupato, potevi sederti a quello accanto e giocare ingannando l’attesa: con così tanta scelta non ci si annoiava di certo.
    Scordatevi LuccaGames, qui non ci sono paragoni.
    Rovescio della medaglia è il problema (costante anno dopo anno) del ricircolo d’aria: tutte le volte che sono venuto in fiera sono sempre tornato a casa con il mal di testa, dato che verso le 15 l’aria si è fatta talmente pesante da farmi desistere dal cercare un tavolo e giocare.
    Infatti dedico il mattino al gioco ed il pomeriggio a gironzolare per la fiera, impossibile fare il contrario.
    Spero solo riescano a risolvere il problema perché per contenuti ed opportunità di gioco Play al momento non ha rivali.

    • Canopus Canopus ha detto:

      Si, la qualità dell’aria è un’altra questione cruciale. Però la domenica era meglio del sabato, non so se per il fatto che essendo una bella giornata hanno aperto qualche finestra o perché hanno finalmente trovato l’interruttore della ventilazione forzata.

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