Alla scoperta dei creatori del Buio di Etherna

di Luca “Maledice79” Lanara

E dopo Essen torniamo a parlare di RPG, o meglio di GDR visto che stiamo parlando di un gioco nostrano. Lucca Comics and Games 2013 si avvicina e, quest’anno, Acchiapasogni presenterà il Buio di Etherna! Una nuova Ambientazione per Destino Oscuro della quale abbiamo parlato già in passato. Tanto per cambiare abbiamo deciso di fare una bella intervista agli illustratori del gioco Stefano Moroni, Davide Quaroni, Biagio D’Alessandro e all’autore/illustratore Luca De Marini. Buona lettura e godetevi alcune immagini in anteprima per voi..

 

 

Che cosa si prova a disegnare un gioco specifico e dettagliato come il Buio di Etherna?

Stefano Moroni: il buio di Etherna offre una sfida interessante. Mi son divertito molto a  matericità alle macchine, cercando di renderne visibili gli ingranaggi e gli innesti, come se lo spettatore potesse giocare con l’immaginazione, provando a salirvi a bordo o a ripararle dopo una battaglia. Volevo che in disegno, guardando uno di questi robot, si potesse cogliere tutto lo sforzo, l’impegno e la lotta per la sopravvivenza di una razza costretta ad un confronto quotidiano con creature terrificanti che già di base possono contare su una migliore fisicità e potenza. Mi piace immaginarmi i più piccoli ma temerari Fayar arrampicarsi letteralmente sui vetri, forti solo del loro ingegno, partorendo incredibili invenzioni con un piede già praticamente nella fossa e l’altro in bilico. Spero di essere riuscito a comunicare col disegno almeno parte della drammaticità di questa sfida straordinaria così ben diretta sul piano narrativo da Luca De Marini.DAlessandro03DAlessandro02DAlessandro01

 Che differenza c’è tra disegnare per il Buio di Etherna rispetto Cielo Cremisi? Quali sono ad esempio le difficoltà tecniche di uno rispetto l’altro?

 Davide Quaroni: La particolarità di Cielo Cremisi è che nella Necropoli convivono realtà molto varie, con livelli tecnologici diversi tra loro, e nelle illustrazioni ho sempre cercato di far notare queste differenze… per il Buio di Etherna questo aspetto è più semplice, la tecnologia è molto steampunk ed omogenea… inizialmente è stato complicato immaginare la razza nativa, i Fayar, che dovevano essere rappresentati con arti più lunghi dei nostri senza che sembrassero semplicmente umani disegnati male.

Luca De Marini: Le atmosfere, per me sono la cosa più importante. Cielo Cremisi deve trasmettere sempre un enorme e profondo senso di misticismo, di disperazione, oltre che di estremo sviluppo tecnologico. Il Buio di Etherna è molto più medievale come stile, molto più spaventoso: le illustrazioni lasciano più spazio ad elementi naturali, alla devastazione e desolatezza degli ambienti.

Quando ti dicono di disegnare un mostro o un personaggio fico, da dove parti? Dalla scelta cromatica, l’ambientazione o piuttosto dalla posa del soggetto?

 Davide QuaroniDi solito leggo e rileggo la descrizione cercando di immaginarlo, poi parto sempre dal lato anatomico, soprattutto se sono creature inventate cerco di dargli un’anatomia convincente e soprattutto funzionale… la parte cromatica arriva verso la fine, anche perchè le mie illustrazioni partono sempre dalle matite.

 Stefano Moroni: Per i mostri, letta la descrizione, cerco di concentrarmi su di un attributo specifico che possa meglio riassumere la creatura in oggetto: ribrezzo, potenza, brutalità, esotismo… Una volta individuata la qualità che meglio riassume la belva, cerco di adattare una fisicità coerente che possa incarnare quell’attributo con eloquenza. Per il personaggio invece, mi concentro soprattutto su di una postura che ne esprima il carisma.

 Biagio D’Alessandro: Di solito leggendo il soggetto mi iniziano a scattare in mente un pò di molle, che riguardano principalmente la posa e la recitazione del personaggio, poi si passa allo schizzo dove decido più precisamente la stazza vestiario equipaggiamento ecc.. in ultimo il colore

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Che cosa diavolo è esattamente la pioggia nera di cui si parla?

Davide Quaroni: Credo che solo Luca sia a conoscenza di questo segreto! Di solito non chiedo spiegazioni ai misteri di Destino Oscuro, preferisco gustarmi i colpi di scena (quasi) in contemporanea con giocatori.

Luca De Marini: Qualcosa la potete capire leggendo l’ultima parte del manuale ma non starò qui a rendervi la vita più semplice :P

Vi siete ispirati a qualche stile particolare per illustrare il Buio di Etherna?

 Luca De Marini: Per me è stato determinante il videclip della canzone “Little Talks” degli Of Monsters and Men, ne parlo anche in un post specifico nel blog di Acchiappasogni. Inutile negare che lo stile grafico di quel video è stato per me sconvolgente: in realtà tutto il Buio di Etherna deve la sua nascita a quel video! Di conseguenza, molte mie illustrazioni seguono uno stile simile di collage iper elaborati, a partire dalla copertina.

Vi sono state date direttive particolari rispetto i disegni da creare, o vi è stato dato un brano da leggere ed interpretare liberamente?

Davide Quaroni: Abbiamo ricevuto la bozza del manuale, ed insieme a Luca abbiamo deciso quali parti illustrare; il compito ci è stato facilitato poiché ogni capitolo inizia con un racconto molto evocativo da cui sono tratte le doppie immagini di inizio capitolo… per i dettagli abbiamo avuto completa libertà di esprimerci.

Stefano Moroni: Si, ci è stato dato materiale da leggere e l’ambientazione è stata da subito ben delineata. Al di là di questo, la forza di Luca risiede nel lasciare ampio spazio interpretativo ai suoi operatori. Questo sul lavoro ti fà sentire investito da una grande fiducia e ti stimola ad esprimerti al meglio, in quanto sai che al tuo scrittore-art director non interessa tanto una trasposizione visiva meramente didascalica ed asettica dell’universo che ha creato, ma riesce a capire che il modo in cui esso ti suggestiona ed influenza può contribuire in maniera decisiva ad una migliore resa complessiva del prodotto. Lavorando sul Buio di Etherna e Cielo Cremisi ti senti un interprete oltre che un esecutore. E’ una sensazione molto bella.

Biagio D’Alessandro: Luca e è molto elastico rispetto allo stile e il lavoro fila sempre liscio, chiaramente è sempre tra le mie priorità mantenermi in linea con il prodotto e con gli altri lavori che ho realizzato per loro.

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Chi si è occupato dell’impaginazione e della veste grafica generale? E’ stata decisa di comune accordo?

Luca De Marini: Me ne occupo sempre io, della grafica. Non abbiamo discusso tra noi per quanto riguarda questi lavori d’impaginazione: solitamente penso a qualcosa, a come vorrei sfogliare il libro, cosa vorrei vederci dentro e quali emozioni dovrebbe trasmettere. Per me è molto importante, nel design e nell’ambito della grafica, che ci sia una correlazione ferrea tra ambientazione e feeling trasmesso dal libro. Nel senso: non illustrerei mai con uno stile minimal e moderno un libro che parla del medioevo, ecco. Per cui, dopo aver creato una bozza, la posto sul gruppo di sviluppo di Acchiappasogni e ne parliamo! Ogni commento e correzione è d’oro, per me. Quando arrivo ad una sintesi precisa di quello che avevo in mente e che pare stupendo per tutti (mai accontentarsi di un OK), so che si può procedere!

Quando giocate a quest’espansione, quali sono i vostri personaggi preferiti, quelli che tendete di più ad interpretare?

Davide Quaroni: Non ho ancora avuto tempo di fare una partita al Buio di Etherna, ma quasi sicuramente sarei uno Sterminatore… mi piace picchiare!

Luca De Marini: Non abbiamo giocato con gli illustratori, purtroppo. Io però sto giocando parecchio via Hangout di Google + in internet, sono stato sempre master, per ora. Trovo molto affascinante la figura dell’Esploratore, credo che giocando interpreterei un PG di quel genere. Mettersi continuamente in gioco, viaggiare per le terrificanti Lande Dannate sapendo che potresti non tornare mai più a casa… la vita di un Esploratore deve essere una sfida continua. E non penso neppure per un secondo che lo facciano solo per denaro, anche perché i Fayar si accontentano di poco… penso che per fare una professione del genere deve prima di tutto esserci una fiamma ardente nell’animo di chi percorre quella strada. Un desiderio di rivalsa verso i Mostri, di riconquista della libertà ed una sete di conoscenza non indifferente. Se qualcuno vuole unirsi a noi nelle partite online, basta cercarmi su Facebook o Google +! :D

Se ve lo chiedo con un sorriso, ci fate un disegno per Gioconauta?

Stefano Moroni: Why not? Smile!

Biagio D’Alessandro: se mi beccate di persona volentieri!

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Cosa consigliereste a coloro i quali volessero intraprendere questa carriera, oltre all’ovvia risposta Scegliete un’altra carriera?

Stefano Moroni: Di avere tanta pazienza.

Biagio D’Alessandro: Disegnate tantissimo, datevi una meta e studiate con attenzione chi questa meta l’ha raggiunta, non vi fate scoraggiare da critiche o rifiuti e soprattutto siate determinati!

Se poteste scegliere, quali manuali vi piacerebbe illustrare? Restereste nell’ambito fantasy o si fa un po’ quel che passa il convento?

Stefano Moroni: Qualsiasi, mi piace disegnare ed ogni contenuto può offrire prospettive sempre nuove e interessanti. Da lettore mi son piaciuti molto i Racconti del Necronomicon di Lovecraft. Mi piacerebbe quindi disegnare, prima o poi, qualcosa sul tema.

Luca De Marini: Sono talmente tante le ambientazioni di Destino Oscuro che finiremo per illustrare di tutto… ma non vedo l’ora di mettermi a disegnare robottoni se devo dirla tutta.

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Qual è il contrario di illustratore?

Stefano Moroni: E’ una domanda complicata, la prendo alla larga per provare ad essere il più possibile chiaro ed esaustivo. Credo che ogni illustratore percorra un proprio personalissimo sentiero che lo porta a compiere costanti scelte, strumentali e stilistiche. Digital art o analogico, paesaggista o anatomista, realista o fumettista…Sono solo alcune delle forbici entro le quali può compiersi l’evoluzione di ogni singolo disegnatore e alcuni di questi individuano traiettorie tanto inusuali e formidabili da cogliere sinergie efficaci sciogliendo quelle che, fino ad una stagione precedente, erano considerate dicotomie incontrovertibili. Mi piace pensare a Maestri come Greg Staples, che, forti di una teoria del colore impressionista, hanno addirittura integrato nella loro arte una conoscenza dell’anatomia degna del rinascimento con soluzioni dinamiche proprie del linguaggio del fumetto ed una attenzione per le luci riconducibile alla più moderna consapevolezza in materia di direzione della fotografia. Una sintesi così potente non può che alzare l’asticella e ridescrivere ciò che fino a quel momento poteva considerarsi l’illustrazione o illustrativemente prevedibile. Penso a Giger, che nel fantasy ha portato la psicoanalisi… Ogni generazione è fautrice di innovazioni che molto spesso culminano nella riformulazione di un passato che torna ad essere vitale e vibrante come non mai. Mi viene in mente Donato Giancola che, con la sua titanica opera di riscoperta, recupero e divulgazione delle tecniche di pittura rinascimentali, applica il senso della storia alla contemporaneità dell’arte fantasy. Un artista di questo calibro è di fatto per i giovani autori analogici di oggi una bussola o un monito, un’icona di continuità trasversale a diverse epoche. Con autori così l’illustrazione commerciale torna ad essere scuola e insegnamento. In senso inverso, ma non a mio avviso di minor valore, cito Aleksi Briclot, Michael Komark e la più recente avanguardia di digital artist che, a tutti gli effetti, per complessità di livelli, scelte compositive e infinita ricerca sul tema della luce, hanno evoluto la grafica digitale al rango di Belle Arti, tanto che, con coerenza e a buon diritto, oggi si può parlare di digital “Art” e digital “Painting”. Ci sono poi autori che, con la loro personale visione, hanno perfezionato e ridescritto a loro immagine un contenuto specifico, trasformandolo in una seconda pelle, divenendo loro stessi delle icone e la loro creatività un brand di successo: i draghi di Ciruelo, i dinosauri di Gurney, i folletti di Froud…

Mi son permesso di citare alcuni dei grandi nomi che oggi popolano la scena mondiale dell’illustrazione, consapevole che tanti altri andrebbero parimerito raccontati. Arrivo al punto: credo che, a parità di messa in gioco e coerenza rispetto ad un obiettivo posto o emergente, anche le traiettorie più divergenti ed apparentemente inconciliabili descrivino un valore certo ed una sicura affiliazione a questo grosso caotico “fuzzy set” che è l’illustrazione. Considerando la storia degli artisti con inflessioni a cavallo tra fotografia, pittura, collage, disegno, regia e quant’altro, oggi l’illustrazione forse smette di essere una disciplina monolitica nella sua didascalicità che ne esprime chiaramente i confini, ma diviene un “contenitore”, una sorte di grande palestra semantica e visiva perennemente “in fieri”. Per queste ragioni, proprio non saprei dire cosa non sia l’illustrazione o teorizzarne il contrario; nè ritengo sia possibile definire questo mestiere in termini esclusivi, in quanto quello che rende tanto bello il lavoro in oggetto è la sua enorme variabilità. In disegno ogni contesto si trasforma sempre in una opportunità di osservazione e apprendimento dove il “diverso” non è misura di “sbagliato” o “immorale”, ma è già una risorsa. Se dipingere significa ritrarre l’effetto che la luce ha sugli oggetti, l’illustrazione si apre per definizione a condividere con la pittura possibilità ancora infinite e la curiosità appassiona da sempre. I love this game!

Ci siete a Lucca Comics, e se sì dove?

 Luca De Marini: Certo, ci trovate con tutto l’arsenale Acchiappasogni allo stand Wild Boar :)

Stefano Moroni: Si, stand Wild e area performance!

 Biagio D’Alessandro: Mi trovate allo stand id Limana Humanita dove offrirò per la vendita una mia stampa in tiratura limitata!

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