CV – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Titolo CV
Autore Filip Miłuński
Lingua versione provata Inglese
Editore versione provata Granna
Altri editori Heidelberger Spieleverlag
Numero giocatori 2 / 4
Durata partita 60 minuti
Anno pubblicazione 2013
Altri titoli
Genere Gioco di dadi, combinazione e collezione simboli
Dipendenza dalla lingua Qualche frase nel gioco
Prezzo Poco meno di 25 euro

La compilazione del Curriculum Vitae è una pratica ormai diffusa, in alcuni casi tristemente diffusa, tra le persone in età lavorativa. Devo però dire che il titolo del gioco è un po’ forviante, in quanto più che compilare il proprio curriculum si finisce per vivere una vita alternativa a suon di lanci di dadi. Non a caso il sottotitolo del gioco è “what would have happened if…”, tradotto in “cosa sarebbe successo se…”, ossia come sarebbe la vostra vita se foste dentro un gioco in scatola dadoso dove ottenete dei simboli da combinare in sequenze per ottenere carte che vi faranno ottenere altri simboli per guadagnare altre carte ancora più costose? Sicuramente avreste una grafica da cartone animato deformed e molto colorata. Ma vediamo nel dettaglio…

Ambientazione

Il gioco è sostanzialmente un astratto dove dovrete rivivere una seconda vita parallela. Gli eventi, le conoscenze, le proprietà, lo stato di salute, le esperienze lavorative e i legami personali saranno tutti rappresentati da carte che dovrete acquistare utilizzando i simboli che ottenete dal lancio dei dadi e da altre carte davanti a voi. Le nuove carte che acquistate dovrebbero fornirvi sempre più simboli o dadi aggiuntivi da lanciare, così da riuscire a comprare carte via via più costose. Lo scopo sarà quello di aver più punti, dati da obiettivi o dalla quantità di carte davanti a se, al termine della vecchiaia, e presumibilmente delle vostre vite.

Materiali

Dadi e gettoniCV - Dadi e gettoni 7 dadi a 6 facce, bianchi ma senza numeri. Ogni faccia di un dado ha un simbolo e i simboli sono 6: una faccia allegra che rappresenta la fortuna, una faccia triste per la sfortuna, il simbolo del dollaro per i soldi, una coppia per le relazioni personali, una croce svizzera per la salute e una lampadina per le conoscenze. Con i dadi sono presenti anche 49 gettoni di cartoncino fino con i simboli dei dadi su sfondo bianco. Tra i gettoni è presente anche il simbolo jolly, non presente sui dadi, e un gettone più grande con una bicicletta disegnata che indica il primo giocatore. I gettoni servono a ricordarsi i simboli dati dalle carte e a combinarli con i dadi per avere meglio visualizzate davanti a se le combinazioni di simboli.
CarteCV - Carte 87 carte divise in 6 mazzi caratterizzati da un colore e un’icona sul dorso: infanzia, gioventù, maturità, vecchiaia, obbietti e 4 carte riassuntive con le fasi del turno e i nomi dei simboli. Ogni carta, a parte quelle obiettivo, presenta, partendo dall’alto, il titolo della carta, il prezzo in simboli, l’immagine indicativa e l’effetto. Riguardo l’effetto in genere le carte forniscono simboli aggiuntivi, come il donatore di sangue che costa due simboli salute e fornisce un simbolo relazione ad ogni turno. Altre carte, però, forniscono altri effetti come la possibilità di pagare una carta di una data categoria un simbolo in meno, oppure punti vittoria a fine partita. Le categorie delle carte sono 6 e caratterizzate da un colore e da una icona in alto a destra: grigio per gli eventi, arancione per la salute, giallo per le proprietà, viola per le relazioni personali, verde per le conoscenze e la formazione, azzurro per i lavori e grigio per gli obiettivi. Gli obbiettivi indicano i punti, sempre rappresentati dal disegno delle 2 dita che formano una V, che si ottengono per ogni data combinazione di carte. Ogni carta presenta un numero in basso a sinistra che serve come riferimento per il manuale di istruzioni che spiega l’effetto di alcune carte. Il formato purtroppo non è standard quindi se vorrete imbustarle non sarà semplice trovare la bustina adatta.
AltroCV - Tabellone Nella scatola troverete anche un blocchetto segna punti e una matita. Infine, troverete un tabellone con sfondo nero dove piazzare i tre mazzi di carte gioventù, maturità e vecchiaia, gli obiettivi pubblici e le carte che è possibile acquistare durante il turno. Sul tabellone è presente anche una tabellina che indica i punti in base al numero di carte di una data categoria.

 Setup e preparazione

Setup

CV - SetupIl tempo del setup è piuttosto rapido, direi massimo 10/15 minuti. Le parti più rilevanti sono 2: la distribuzione degli obiettivi, dove ogni giocatore si prende un obiettivo segreto e vengono scoperti degli obiettivi pubblici pari al numero di giocatori meno uno, e il draft per la distribuzione della mano di carte iniziale. Ad inizio, ogni giocatore deve avere 3 carte in mano prese dal mazzo dell’infanzia. Per comporre la mano iniziale, ogni giocatore riceve 3 carte e ne tiene una passando le altre 2 al giocatore a sinistra, la procedura si ripete finché ogni giocatore non avrà in mano di nuovo 3 carte. Nell’insieme di carte per il draft deve essere presente la carta bicicletta, l’unica carta proprietà del mazzo infanzia mentre le altre sono carte evento. Alla Granna devono tenerci molto alla forma fisica dato che la bicicletta vi darà il diritto di essere il primo giocatore e vi consegnerà anche 2 punti vittoria belli freschi.

Regolamento

Gode sicuramente del fatto che il gioco è semplice e con poche regole, il tutto spiegabile in una decina di minuti con pochi esempi. Libricino molto colorato, chiaro, con una gran quantità di immagini e di esempi. Utile la spiegazione di alcune carte in appendice all’ultima pagina.

Meccanica di gioco

Per scrivere un buon CV

La redazione del vostro curriculum procederà per turni individuali e sequenziali. Ogni round inizia il giocatore con il gettone bicicletta, che è sempre lui e non cambia mai, e si procede in senso orario.

Ogni turno si divide in 4 fasi:

CV - Mano iniziale di carte– Lanciare i dadi: il giocatore lancia inizialmente 4 dadi, ma durante il gioco questo numero può variare per arrivare fino a 7. Poi il giocatore può rilanciare qualsiasi numero di dadi per 2 volte, ma i dadi che danno come risultato “sfortuna” sono bloccati e non possono essere rilanciati.

– Scegliere carte: ora può prendere una o 2 carte scoperte dal tabellone. Il giocatore deve pagare il costo indicato dalle carte che prende utilizzando i simboli indicati dai dadi ed eventuali altri simboli fornitogli dalle carte attive piazzate davanti a se. Qui entrano in gioco una delle cose che vi sembreranno inutili ma invece servono tantissimo: i mitici gettoni! Per ogni simbolo fornitovi dalle carte ne potete prendere uno corrispondente e utilizzarli con i dadi per costruirvi le combinazioni dei simboli davanti agli occhi così da facilitarvi la vita. Vi assicuro che è utilissimo e smettete di guardarmi come se fossi pazzo. Qui entra in gioco a mio parere una delle particolarità più interessanti del titolo, i simboli non sono risorse cumulabili, non si può intendere CV come un gioco di gestione risorse, non nel senso tradizionale del termine almeno. Finito il turno, i simboli inutilizzati non sono guadagnati ma va perso tutto. Ovviamente, in questa fase si possono giocare carte evento per aiutarsi ottenendo ulteriori simboli. Se tra dadi e carte si riesce a fare 3 simboli “fortuna” è possibile prendere una qualsiasi carta gratuitamente dalla linea senza pagarla. E se si fanno 3 simboli sfortuna? Beh, si veda oltre.

– Aggiungere le carte al CV: il giocatore piazza le carte che non sono carte evento davanti a se per formare il proprio curriculum. Ogni carta deve essere piazzata in modo tale che tutte le carte di un tipo, cioè con lo stesso simbolo e colore, siano piazzate in pila ma scalandole in modo tale che si riesca a leggere il titolo delle carte piazzate sotto. La prima carta di ogni pila è considerata la carta attiva ed è quella che fornisce benefici al giocatore, come simboli aggiuntivi per il lancio. Quando si deve aggiungere una nuova carta ad una pila relazioni, salute o conoscenza si può scegliere di farla diventare la nuova carta attiva, piazzandola sopra alla precedente carta attiva, oppure piazzarla sotto mantenendola scalata come tutte le altre. Mentre le carte lavoro e le carte possesso prevedono di essere sempre impilate man mano che si acquistano, comprendo sempre la precedente carta attiva. Se si ottengono 3 simboli “sfortuna” il giocatore è costretto a scartare una qualsiasi sua carta attiva. Ma le carte danno tutte simboli? Certo che no, alcune consentono di acquistare carte di un tipo pagando un simbolo in meno, altre aggiungono dadi o rilanci, particolari sono le carte che consentono di fare una seconda pila di carte di un colore, consentendo così di avere 2 carte attive per categoria, peccato le prenderete verso fine partita; infine, le mie preferite, le assicurazioni sulla vita che consentono di evitare, scartandole, l’effetto di 3 simboli “sfortuna”.

CV - Esempio turnoPulizia: il giocatore sposta tutte le carte sul tabellone a sinistra così da riempire gli spazi vuoti e pesca nuove carte dal mazzo attivo per riempire gli spazi liberi più a destra. Se si esaurisce un mazzo si passa al successivo, finché non rimangono meno carte nel mazzo vecchiaia del numero di giocatori, cosa che causa la fine della partita. Quando termina il turno dell’ultimo giocatore, quello che gioca a destra del giocatore con la bicicletta, si procede anche ad eliminare la prima carta a sinistra sul tabellone, quella sullo spazio arancione. Questa operazione va eseguita al termine di ogni turno in una partita in 2 giocatori così da non rendere la partita eterna.

Quando termina un mazzo età si controlla se uno o più giocatori possono usufruire dell’assistenza sociale. Un giocatore può utilizzare l’assistenza sociale se è presente almeno un giocatore con il doppio delle carte rispetto a lui. I giocatori che rispettano questa condizione possono prendere una carta gratuitamente dal tabellone senza pagarne il prezzo. Questo dovrebbe evitare che per colpa della sfiga un giocatore rimanga troppo indietro rispetto agli altri… dovrebbe!

Le faremo sapere

CV - Dettaglio di giocoCome detto, il gioco termina se nel mazzo della vecchiaia sono rimaste meno carte del numero di giocatori. Si procede quindi a calcolare il valore del curriculum vitae di ogni giocatore. Questo è dato dalla somma dei punti vittoria indicati sulle carte gialle, le carte possesso, dalle icone con il simbolo delle dita che formano la V di vittoria. Poi, per le categorie salute, conoscenze e relazioni, si guadagnano punti in base al numero di carte su ogni pila, secondo a quanto indicato sulla tabella del tabellone. Ora, tutti i giocatori scoprono i loro obiettivi segreti e sommano i punti in base a come indicato sulla loro carta. Infine, si procede a sommare i punti dagli obiettivi pubblici sul tabellone, ma questi saranno incassati solo dal giocatore che meglio ha soddisfatto l’obiettivo. Il giocatore con più punti alla fine vince, in caso di pareggio vince chi ha meno carte davanti a se (perché è stato più bravo a fare punti con meno carte).

Conclusioni

Grafica e componentistica La grafica è a mio parere bellissima! Sono dei disegni molto colorati, fumettosi e tra il comico e l’irriverente. Confesso che è la cosa che mi ha colpito di più del gioco e che mi ha portato a provarlo ad Essen 2013. La qualità delle carte e tutto sommato buona (anche se puzzano di solventi chimici), peccato che siano fuori formato, i giochi di carte sarebbe meglio imbustarli (anche se io ci sono riuscito comunque).
Ambientazione Completamente astratta e il modo in cui si acquisiscono lavori, proprietà o competenze è completamente irrazionale. Vi basti pensare che io sono passato da essere in coda al centro di collocamento a CEO (mi deve essere andato proprio bene il colloquio) in un solo lancio di dadi e da disoccupato avevo già una macchina usata e una casa in campagna. Certo, alcune carte sono particolarmente sagaci, come il figlio che restituisce relazioni e felicità ma fa perdere un simbolo denaro per mantenerlo o lavorare nell’azienda del proprio padre che da soldi ma anche un simbolo sfortuna… e se volete la pensione dovrete pensarci da giovani.
Manuale Semplice, colorato, chiaro e schematico. Di certo vive di rendita a spiegare un gioco relativamente semplice. Ma ci sono molte immagini ed esempi e ho trovato utile sia l’esempio di calcolo del punteggio che la spiegazione dell’effetto di alcune carte al termine del manuale. Molto intelligente l’idea di numerare le carte per spiegarne gli effetti, anche se cosa ampiamente già vista.
Dipendenza dal caso e meccaniche Il lancio dei dadi è pur sempre il lancio dei dadi, non ci si può fare grande pianificazione sopra. Sebbene un minimo di gestione del rischio c’è, soprattutto se lanciate tanti dadi o fate molti rilanci, aumentando quindi la possibilità delle 3 sfighe. Discorso simile per le carte, escono in modo casuale ma si sceglie sempre tra 5 carte, simboli permettendo, e in base a quello che si prende si può seguire una qualche strategia anche se non controllabile in modo completo. Per contro, se cannate le prime carte e vi va male è possibile che vi ritroviate in una situazione di difficile recupero. Poi se proprio butta male temo ci sia poco da fare, sebbene l’assistenza sociale cerchi di mitigare questa eventualità, ma non mi sembra con grande successo. Piuttosto, non sarebbe stato male avere qualche obiettivo in più e mettere i giocatori in una situazione di scegliere una tra 2 carte obiettivo in mano loro. La cosa è giustificata dal fatto che non tutti gli obiettivi sembrano equilibrati: ce n’è uno che da 3 punti ogni carta lavoro e uno che da 3 punti ogni gruppo fatto da una carta lavoro e 2 carte proprietà. Inoltre non sarebbe stato male inserire una variabile oggettiva in cui il giocatore scommette su cosa sarà in grado di fare e cosa faranno gli avversari. Le meccaniche si configurano come gioco di collezione simboli e combinazione per ottenere privilegi e, di conseguenza, punti.
Interazione tra i giocatori A parte qualche carta, poche a dire il vero, che permette di interagire con gli altri giocatori copiando alcuni loro simboli, per il resto è praticamente assente. Pure il discorso di prendere le carte prima degli altri si sente pochissimo.
Idea La cosa più originale è il tema, per il resto è tutto già visto.
Longevità Sebbene le partite siano diverse l’una dall’altra, e molto spesso non per vostra scelta, alla fine gira e rigira finisce per annoiare e dare la sensazione di mangiare sempre la solita minestra. Gli obiettivi sono sempre quelli e in poche partite, in modo pubblico o privato, li vedrete tutti. Discorso analogo per le carte, in una partita si vedono praticamente tutte le carte tranne 2 o 3 della vecchiaia.
Scalabilità Il gioco regge bene, anche in 2 giocatori, con variazioni dei tempi di gioco relativamente contenute.
Impressioni giocatori L’equazione “regole semplici + grafica accattivante + ambientazione intrigante = gioco per neofiti” è quasi una legge fisica. Qui abbiamo tutti e 3: regolamento davvero immediato, bellissima grafica comica e un’ambientazione da un lato molto attuale e dall’altro estremamente originale, anche se slegata dalle meccaniche. I giocatori a cui l’ho fatto provare, che siano neofiti, occasionali o esperti lo hanno trovato un buon titolo anche se non ho visto nessuno perderci la testa. È qualcosa che soddisfa e che fa passare una piacevole ora in allegria e rilassatezza mentale. Ma soprattutto che deve essere preso con lo spirito giusto, caciarone e poco serio, come le sue bellissime illustrazioni.
Giudizio personale CV fa il suo sporco lavoro, che è farvi giocare per un’ora, poco più o poco meno a seconda del gruppo, in spensierata allegria. Ma li si ferma e non va oltre! Non sono un grande amante dei giochi troppo dadosi, ma nella breve esperienza che ho avuto fino ad ora con questo titolo vi dirò che ho sempre raccolto giudizi piuttosto tiepidi. Probabilmente la questione è dovuta ad un mix di fattori, in primis la scarsa aderenza all’ambientazione e la pochezza di situazioni in cui vi troverete dato che vi vedrete da quasi subito tutte le carte possibili. Alla memoria mi salta subito in mente un titolo simile, King of Tokyo, su cui sicuramente CV vince in quanto fornisce delle variabili in più da tenere d’occhio (non oso dire sottocontrollo). Ma ho notato che l’antagonista offre un tema d’ambientazione, che comunque è slegato dalle meccaniche, che attrae sicuramente di più il pubblico neofita più giovane. In conclusione credo sia un buon titolo, notevole per veste grafica, che può riempire un’oretta di gioco (magari per lasciare riposare le meningi dopo una qualche mattonata) ed essere utile come apripista per neofiti, anche non giovanissimi.

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Pro:

Contro:

Bellissima grafica. Carte fuori standard difficili da imbustare.
Regole immediate da spiegare e regolamento chiaro. Elevatissima dipendenza dal caso.
Alcune carte sono davvero divertenti e sagaci. Ambientazione slegata dalle meccaniche.
Ottima scalabilità. Limitata longevità.
Ottimo titolo per riposare la mente per un’oretta o come apripista per neofiti. Qualche obiettivo in più non sarebbe stato male.
I gettoni sembrano inutili ma sono una piacevole sciccheria.

Curiosità

CV - Carte bonus Essen 2013 - fonte:bggA Essen 2013 il gioco è stato distribuito con 3 carte bonus a tema boardgam-esco. Avrete quindi la possibilità di possedere una collezione di giochi in scatola, che oltre ai punti vittoria vi darà anche un simbolo relazione interpersonale (in fine dei conti i boardgame sono un ottimo modo di fare amicizia), di viaggiare verso Essen, cosa che vi donerà molta felicità, e, infine, la possibilità di diventare dei designer di giochi in scatola, che saggiamente non vi fornirà soldi ma felicità, intelligenza e amici. Ho detto che le carte erano sagaci :-)

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9 Commenti a CV – Recensione

  1. NicolaM3 ha detto:

    A mio parere l’ambientazione si sente discretamente, certo non pretende di essere totalmente realistica… però a volte fa sorridere trovare le similitudini con la propria vita, il che contribuisce all’immersione nel gioco.
    Per tutto il resto mi trovi completamente d’accordo, un vero peccato che la longevità sia così ridotta… non dico non ci vorrete più giocare dopo 3-4 partite, ma appunto sarà un continuo dejavu.
    Urge una espansione!

    • Canopus Canopus ha detto:

      Sulla cosa si può discutere e si possono accettare diverse interpretazioni, ma a mio parere il fatto che si riesca a costruire una sequenza di carte simili alla propria vita lanciando dadi non la vedo proprio come un motivo per considerare la meccaniche inerente all’ambientazione. Insomma, rimane il fatto che potrei prendermi una casa senza necessariamente avere una fonte di introiti, giusto per dire. Poi c’è da dire che qualcuno più fiko di me una volta ha detto che la vita è quello che ci capita mentre facciamo altri progetti, quindi tutto è possibile :-)

  2. renberche renberche ha detto:

    Non capisco perché gli autori spesso non facciano uno sforzo in più per rendere un gioco di gran lunga migliore.

    Altra piccola curiosità: ad Essen, oltre alle carte promo, davano il calendario del gioco e una comoda borsa gigante :)

    • Canopus Canopus ha detto:

      Di solito la cosa è motivata dal fatto che devono rosicare il più possibile sui materiali per mantenere basso il costo di produzione. Comprensibile entro certi limiti. Ma in questo caso solo per dare ai giocatori la possibilità di scegliere tra 2 obiettivi diversi, cosa che avrebbe allungato almeno un po’ la longevità e migliorato per bene l’impatto strategico, si trattava di stampare 4 carte in più. Insomma, la scelta appare ingiustificata!

  3. Plautus ha detto:

    Ottima recensione, molto chiara.
    Io direi che i simboli sono “risorse istantanee”, ovvero risorse che il giocatore deve spendere immediatamente, a differenza delle “consumabili” che può conservare e spendere quando vuole.

    Il gioco mi ricorda Um Khrone und Kragen, che però, pur amando i giochi di dadi, ho sempre trovato un po’ freddino. CV non l’ho ancora provato, ma sarei curioso di sentire il parere di chi li ha provati entrambi.

    • Canopus Canopus ha detto:

      Grazie Walter. Si, hai ragione, sono assolutamente risorse istantanee, o non cumulabili come dir si voglia, nella recensione in effetti intendevo che non si può considerare CV un gioco di gestione risorse nel senso tradizionale del termine. Provvederò a fare una piccola correzione.
      Non ho mai provato Um Khrone und Kragen, però non percepisco CV come un gioco freddo, cosa che però forse potrebbe anche dipendere dal gruppo di gioco in questo caso.

    • Alkyla ha detto:

      Io che li ho provati entrambi, invece, non li associo. UKuK è molto più elegante nei materiali e fa leva su un meccanismo di sfruttamente delle combinazioni sui dadi, in stile poker, molto più sopraffino di CV. In UKuK ho la sensazione che siano i dadi il cuore del gioco, mentre in CV lo sono i set di carte che collezioni, mentre i dadi li percepisco molto più come blando strumento per ottenerli.

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