Cherry Games #1 – Le Havre, ancora in porto + Vampire Empire

di Daniel “Renberche”  e  Chiara “Emytér”

Cari lettori di Gioconauta, inizia con questo primo articolo una rubrica, a cadenza totalmente aleatoria, che riguarda i giochi per due giocatori, categoria spesso tralasciata ma che riteniamo importante nel panorama ludico. Cominceremo trattando giochi studiati esclusivamente per due, ma passeranno sotto la nostra lente anche altri titoli che rendono benissimo in coppia. Ovviamente tutti i giochi sono stati provati e riprovati e speriamo di potervi dare qualche spunto, utile magari per allettare un dopocena con il vostro partner, o magari per un pomeriggio con un amico, oppure, insomma, con chi vi pare! :-P

Al solito, buona lettura :-)

Postilla….

La rubrica, come potete notare, porta la firme dell’ormai consolidato Daniel Renberche e della new entry Chiara Emytér, che ha avuto modo di fare pratica con l’articolo di San Valentino. Tutti gli articoli saranno scritti a quattro mani e troverete sempre un unico giudizio complessivo.

In questo articolo  vi presentiamo due giochi che ci portano a fare un giretto per l’Europa di altre epoche. Il primo ci porta indietro di poco, solo una ventina d’anni portandoci al Nord, a prendere una bella boccata d’aria di mare nel grande porto francese di Le Havre. Il secondo titolo ci riporta invece un po’ più nel passato, diciamo tra Quattrocento e Ottocento, immergendoci nelle terre buie dell’Est Europa, dove ci ritroveremo in un castello nascosto nella foresta. Qui incombe il rischio di incontrare qualcuno… Chi? Beh, oggi li chiamereste chupacabra umani….

Le Havre: ancora in porto

Le Havre_ancora

Innanzitutto sappiate che Le Havre ancora in porto non è Le Havre e qui crediamo di aver già risposto ad un quesito pendente. :-) Il gioco ne condivide però l’ambientazione: anche qui, infatti, sarete chiamati a fare più soldi del vostro avversario sfruttando gli edifici presenti. Per il resto, però, i due titoli possono tranquillamente coesistere nella vostra ludoteca. Qui non arriveranno navi a portare merci, ma sarete voi a procurarvele con attenzione e parsimonia  tenendo d’occhio lo scorrere del tempo. Un gestionale snello e divertente, adatto a tutti i palati, realizzato dall’arcinoto autore di Agricola Uwe Rosenberg.

Setup

Ogni giocatore riceve un tabellone rappresentante il magazzino coi suoi quattro indicatori (Legno, Argilla, Pesce e Grano) da posizionare dove indicato, 3 franchi ed una ruota, da sistemare sul tavolo con la lancetta che punta rispettivamente verso la lettera A e G e rivolta verso l’alto. Gli edifici del round A vengono piazzati disponibili al centro del tavolo, gli altri nella riserva suddivisi per lettera.

Anche se a prima vista potrebbe non sembrarlo, le ruote sono identiche e rappresentano di volta in volta il primo giocatore.

lehavre fonte:bgg

Il Gioco

Il gioco consiste in 12 round, durante i quali si alterneranno i turni dei giocatori. Il conto di round e turni è scandito dalle ruote, prima quella con la A, poi quella con la F. Ogni volta entrano in gioco gli edifici con la lettera del round e si effettuano il numero di turni indicati, partendo dal giocatore la cui lancetta punta verso un timone. Fatto questo si sposteranno le lancette in senso antiorario. Piccolo suggerimento: se non avete venduto edifici, potete tenere conto dei turni  eseguiti contando quanti edifici sono presenti nelle aree 0 delle due ruote.

Il turno del giocatore consta di una sola azione a scelta tra due:

  • Costruire, cioè acquistare un edificio tra quelli disponibili, pagandone il costo in materie o soldi. Quest’ultimo finirà nello spazio al momento Le Havre_ancora3 fonte:bggsegnato dallo zero della ruota del giocatore di turno.
  • Utilizzare, cioè scegliere un edificio presente sulle ruote, in un’area che non sia adiacente alla lancetta e spostarlo nello 0. Facendo ciò si applicherà l’effetto dell’edificio da 2 a 4 volte, a seconda di quanto indicato dalla ruota. Nel caso l’edificio fosse dell’avversario si dovrà pagare a quest’ultimo un piccolo obolo di un franco.

Durante il proprio turno c’è anche la possibilità di vendere edifici per metà del loro valore, prima o dopo aver affettuato l’azione. La vendita diventa obbligatoria per quegli edifici che finiscono all’immediata sinistra della lancetta.

Finito il gioco, la vittoria andrà al giocatore col maggior punteggio ottenuto dalla somma dei valori degli edifici con i franchi rimasti.

Valutazioni & Considerazioni

  • Longevità: buona. È vero che il setup iniziale e gli edifici che usciranno di volta in volta non mutano da una partita ad un’altra, ma il ventaglio di azioni possibili rende ogni partita abbastanza diversa dalle altre.
  • Durata: la durata indicata, 30 minuti, viene sempre sostanzialmente rispettata. Di contro, soprattutto con lo scorrere della partita, il gioco può essere soggetto a “paralisi da analisi”. Comunque non si contano grosse pause, anche perché la meccanica di alternanza nel round di gioco porta a dei turni molto brevi, quasi immediati.
  • Materiali: in linea di massima sufficienti, anche se nella copia utilizzata le fustelle erano tagliate in maniera non ottimale. Le plance di gioco sono un po’ troppo leggere.
  • Regolamento: ogni aspetto del gioco, inclusa la spiegazione di tutti gli edifici, è presente e non lascia adito a dubbi di alcuna sorta.
  • Meccaniche: dipendenza dal caso nulla dato che si conosce in anticipo quali edifici entreranno in gioco nei vari momenti. Meccanica di selezione delle azioni mediante la ruota molto interessante, in quanto viene modificata la possibilità di fruizione dell’edificio stesso e quindi la produzione delle risorse, fondamentali per acquisire nuovi edifici. La griglia del magazzino, oltre ad essere una soluzione molto intelligente per ridurre l’uso dei token, presenta un’altra singolarità: le risorse vanno spese seguendo la griglia e si può quindi essere costretti a pagare più del necessario a causa di una errata gestione dei rifornimenti.
  • Interazione: prevalentemente indiretta ma molto variabile da come i giocatori affrontano la partita. La possibilità di utilizzare un edificio dell’avversario pagando un solo franco può infatti invogliare il bastonarsi a vicenda. Sicuramente non è il classico gioco dove ogni giocatore si coltiva il suo orticello.
  • Grafica: abbastanza curata, si fa piacere.
  • Dipendenza dalla lingua: praticamente assente.

Giudizio personale: riteniamo il gioco un piccolo gioiellino tascabile, dal prezzo contenuto, adatto a tutti, sia per i palati più raffinati che per i giocatori non ancora esperti. Per noi merita un 7+.

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Vampire Empire

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Le informazioni in città volano come gabbiani al vento e girano voci che tre noti cittadini non siano come tutti gli altri, ma che siano in realtà dei vampiri assettati di sangue! Potrebbero essere solo voci, ma chi può vivere tranquillamente? Ognuno potrebbe essere sospettato e magari ucciso ingiustamente…menomale che il castello è protetto e sicuro…

☻ Setup

vampirecard fonte:bggPrima cosa da fare è decidere i ruoli: un giocatore parteggerà per i vampiri, l’altro per gli umani. Al centro del tavolo verrano sistemati i nove personaggi presentati su carte bifronte (lato umano e lato vampiro, inizialmente tutti umani), sei a faccia in giù a comporre la città e tre scoperti nel castello. A questo punto il giocatore vampiro pescherà dal sacchetto tre gettoni personaggio che, dopo aver guardato, sistemerà coperti davanti a sé: questi saranno i vampiri in gioco. Il giocatore umano ha ora il diritto a pescare due gettoni ed avere quindi una parziale informazione sulle fazioni. Ultima cosa è prendere il proprio mazzo da 40 carte, mescolarlo e piazzarlo davanti a se. Bisogna anche prepararsi ad avere due mazzi degli scarti: uno definitivo e uno temporaneo, detti rispettivamente fossato e scantinato.

☻ Il gioco

Il gioco segue il passare del tempo, con l’alternarsi di notte e giorno (rispettivamente turno dei vampiri e degli umani). Il turno comincia col portare la propria mano a otto carte, tenendo o archiviando negli scarti, temporanei o definitivi, quelle rimaste dal turno precedente.

Il giocatore attivo svolge ora una tra le tre azioni a sua disposizione:

  1. Passare scartando due carte.
  2. Qui vi è un’azione opzionale differente per le due fazioni:
    • Vampiro: spostare un personaggio dal castello alla città ;
    • Umano: mediante l’uso dell’acqua santa, scoprire se un personaggio sia un vampiro.vampirecard2 fonte:bgg
  3. Combattere, cioè scegliere un attaccante e un difensore tra i personaggi nel castello. Entrambi i giocatori dovranno utilizzare carte combattimento. Le carte hanno un valore in forza e un colore per indicare con quali personaggi possono essere usate (si guarda il ceto di appartenenza e se c’è un vampiro rivelato). Nel caso di vittoria dell’attaccante, il difensore morirà e verrà rimosso dal gioco, con il vampiro che deve rivelarne la fazione di appartenenza.

Vi sono poi delle carte Supporto giocabili anche al di fuori del turno di gioco, normalmente prima dell’azione dell’avversario.

Il gioco termina quando:

  • finiscono le carte, in questo caso si conteggiano i punti dei sopravvissuti, 2 per vampiro e 1 per umano;
  • muore un’intera fazione;
  • ci sono 3 vampiri rivelati nel castello.

☻ Considerazioni

  • Longevità: buona, la componente di casualità data dal setup aiuta indubbiamente. Le partite possono cambiare molto, sia a seconda della distribuzione dei vampiri nei vari ceti sociali, sia a seconda delle carte che si ritrova in mano. Ovviamente non è da trascurare nemmeno la possibilità di scambiare i ruoli.
  • Durata: la durata è di circa mezz’ora, le partite tendono ad essere scorrevoli, con qualche breve pausa legata alla scelta di utilizzo delle carte supporto.
  • Materiali: di ottima qualità. Cominciamo dalla scatola: di latta, resistente e gradevole da vedere. All’interno, incredibile ma vero, lo slot per le carte è stato pensato per contenerle anche se imbustate. Carte comunque molto resistenti dato che, nella copia utilizzata, sono ancora in perfetto stato nonostante le numerose partite. Il gioco contiene anche un sacchetto di  tela per la pesca dei gettoni durante il setup.
  • Regolamento: lacunoso, purtroppo mancano informazioni. Per giocare dovete essere pronti ad usare la logica e/o cercare informazioni sul web.
  • Meccaniche: c’è indubbiamente una componente di fortuna data dalla pesca delle carte e dall’ordine di comparsa dei personaggi. Interessante la meccanica di combattimento con la quale uccidere un personaggio dell’altra fazione ci rende quasi indifesi dall’attacco nel turno dell’avversario.
  • Interazione: alta, il gioco è incentrato sullo scannarsi a vicenda: il giocatore umano farà di tutto per scoprire quali sono i vampiri al fine di ucciderli attaccando direttamente l’avversario. Molto importante il bluff.
  • Grafica: per la maggior parte curata e gradevole. Peccato per le carte personaggio, dove farebbe piacere una differenza più eclatante tra lato umano e vampiro.
  • Dipendenza dalla lingua: elevata, c’è del testo su tutte le carte, di particolare importanza quello sulle carte supporto.

Giudizio personale: riteniamo il gioco meritevole di attenzioni nonostante le pecche nel regolamento, adatto per una mezz’ora di divertimento tranquilla. Si guadagna un 7.

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2 Commenti a Cherry Games #1 – Le Havre, ancora in porto + Vampire Empire

  1. kaos ha detto:

    Mi piace la rubrica, si addice perfettamente a tutti gli amanti dei giochi da tavolo che per tempo e necessitá si trovano il piú delle volte a giocare in coppia. Come dite, spero proprio di trovarvi anche molti titoli che non siano esclusiavamente da due giocatori, non potendo ancora allestire una stanza dedicata alla passione ludica, nel tentativo di trovare sempre un buon compromesso tra gioco a due e partita con gli amici!

  2. Massimo ha detto:

    Ottima idea! Una rubrica utilissima per chi come me si ritrova spesso a giocare con la moglie. Molto utile anche il fatto che vengano presi in considerazione giochi per più giocatori ma che funzionino bene anche giocati solo in due. A volte non è facile ritrovarsi con i propri gruppi di gioco e quindi sarebbe perfetto avere un gioco che sia possibile sfruttare in entrambi i casi, cioè quando al tavolo si riesce a riunire più persone e quando invece al tavolo ci si siede soltanto in due.
    Una bella iniziativa, complimenti.

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