Empires: Age of Discovery – Voglia di capolavori

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

La strada è sempre la strada. In macchina o a piedi, viaggiare verso un punto nutre il cervello. È l’idea. Le infinite possibilità a cui potremmo trovarci di fronte là dove stiamo andando. La speranza, fondendosi all’immaginazione e al ricordo d’un passato idealizzato, stimola le endorfine e il piede spinge sull’acceleratore, il passo si allunga. È il tragitto il momento più bello di un viaggio, perché tutto può ancora accadere una volta raggiunta la meta.

Il crowdfunding divide gli utenti. I suoi principali detrattori sono fedeli alla dottrina del “cliente ha sempre ragione”, non vogliono che i rischi di un progetto commerciale siano trasferiti dall’imprenditore al fruitore. Purtroppo la ragione non è un diritto di discendenza. Purtroppo il cliente la ragione deve meritarsela. Purtroppo il giocatore è un cliente come gli altri. Anche laddove la ragione ci sia, comunque dev’essere supportata dalla coerenza. Allora l’acquisto compulsivo subirebbe un brusco stop. Stop all’acquisto indiscriminato di qualsiasi gioco che contenga miniature, di qualsiasi gioco che sia colorato, di qualsiasi gioco che abbia una recensione positiva, di qualsiasi gioco che arrivi nei negozi.

Tempo fa ho partecipato a una festa di diciott’anni. Mi hanno presentato tutti ma non riuscivo ad associare i nomi ai volti continuando a confondermi. Soprattutto con i maschi. Tutti uguali. Uguali in  maniera impressionante. Stesso taglio di capelli, stesso fisico, stessi vestiti. Forse se la barba fosse stata una variabile già a quell’età, avrei evitato di avvalorare la tesi per cui a trent’anni inizia la decadenza. Ho pensato alle diciottenni. Capisco sia un vantaggio scegliere o cambiare ragazzo se sono tutti uguali, e capisco anche che se lo sono significa che quel modello piace e viceversa. Eppure ogni cento ragazze potrebbe nascerne una dai gusti diversi. Potrebbe accadere. E quale destino si presenterebbe allora alla prescelta?

3b93c9a21bc635612970c97dc5663843_originalSi narra che kickstarter sia una piattaforma democratica. Le stesse possibilità per tutti di proporre un progetto, la libera scelta degli utenti di investirci o meno. Io non sono sicuro che alla base della democrazia ci sia la libertà. Punterei su responsabilità e formazione; due caratteristiche dagli imprevedibili incastri. Se  una casa editrice viene creata appositamente per lanciare un gioco attraverso il crowdfunding  e se quello è il suo primo, secondo, quinto titolo e se decido di comprarlo nei negozi o online e se poi mi ritrovo tra le mani il solito gioco al settantacinque per cento come Lords of Ice Garden o Dead of Winter, la responsabilità è della casa editrice che non era abbastanza preparata? Oppure è mia che avrei dovuto sapere che le buone idee possono nascere ovunque ma il professionismo non si improvvisa mai? Oppure è soltanto il frutto della democrazia?

Ho delle difficoltà a capire la vita. La vivo lo stesso e temo di essermici abituato, però mi sento in difficoltà. È l’alternanza di consuetudine e novità a spiazzarmi. Di dovere e voglia. C’è qualcosa che non torna in ciò che accade. Noi continuiamo a sposarci e fare figli da millenni, sembra essere l’unico insegnamento tramandato da padre in figlio, il nucleo del nostro patrimonio genetico. Ad un certa età ci si sposa e ci si riproduce. Qualsiasi variazione sul tema non è contemplata e se è contemplata è un’eccezione e se è un’eccezione è una sovrastruttura del gioco. Nella vita ci piace giocare con le regole classiche, quelle della prima edizione. Poi, nell’altra vita, non possiamo fare a meno di rincorrere le novità. Novità. Ossessivamente, patologicamente, in ogni campo, in ogni sfumatura, molte più di cinquanta. Ecco, io non sono tanto capace a dividere le due vite. Fin dalle elementari ho avuto problemi con le divisioni; non ho mai capito che fine facesse il resto.

Io non sono un buon redattore per un blog. Io scrivo solo se ho in mente un’idea che mi piace. Finché non ce l’ho non scrivo. Se l’idea si nasconde a metà del pezzo non scrivo. Se non mi piace più non scrivo. Se sono stanco non scrivo. Se sono affamato non scrivo. Se sono sazio non scrivo. Se c’è silenzio non scrivo. Se ci sono i rumori sbagliati non scrivo. Non scrivo se sono incazzato, euforico, se fa troppo freddo o troppo caldo. Non scrivo se ho tanto tempo a disposizione. Non scrivo se sono di fretta. Se la mente è stipata di pensieri non scrivo. Se sono deconcentrato non scrivo. Se ho sonno non scrivo. Se non mi va di scrivere non scrivo.

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Age of Empire III si presenta sul palcoscenico dei giochi da tavolo nel 2007 e a distanza di otto anni rimane tra i migliori giochi di piazzamento mai creati. Anche se è riduttivo definirlo gioco di piazzamento, in quanto condensa in sé meccaniche diverse perfettamente amalgamate tra loro. Age of Empire III è semplicemente un capolavoro. Un capolavoro con dei materiali superbi. Così, quando è partito il kickstarter della versione Deluxe, ad un migliaio di persone nel mondo sono brillati gli occhi, permettendo subito al progetto di raggiungere cifre vertiginose. Empires: Age of Discovery. È questo il nome della nuova edizione al termine della battaglia legale sui diritti del vecchio titolo. Eppure, dopo un inizio travolgente, il contatore dei finanziamenti ha rallentato inesorabilmente. Chi aveva ancora negli occhi la campagna di Conan da poco conclusa con numeri a sette cifre, ha dovuto amaramente constatare la veridicità della saggezza popolare: ‘Tira più un gioco nuovo che un gioco bello’.

Mia nonna dice che è ora che mi trovi una moglie. Mia mamma dice che è ora che mi trovi una brava ragazza. I miei amici dicono che è ora che mi trovi una donna. Le mie amiche dicono che è ora che mi trovi qualcuna che me la dà.

Ogni giorno un giocatore si sveglia, fa colazione, si veste e apre un nuovo sito di giochi da tavolo. “Giocaciquà”, “Il gioco è bello quando è lungo”, “Giocaci Ancora!”. La pluralità di testate però non coincide con la pluralità di contenuti. Né con la pluralità di stili. Sarà colpa del mercato italiano, come sempre. Troppo piccolo. Un paesello dove tutti si conoscono abbastanza da sapere di non voler lavorare insieme, ma non abbastanza da rischiare d’essere critici fra loro. Sia mai che qualcuno si offenda, sia mai che si perdano i propri privilegi. Così tutto è bello. Solo qualche piccolo difetto qua e là, soprattutto su titoli geograficamente più lontani. Se tutto è bello però, allora niente è bello davvero. E se niente è proprio brutto, allora tutto diventa brutto.

d45df19959fe6b54badd3f1296ab44a2_originalEmpires: Age of Discovery riesce nel difficile compito di migliorare Age of Empire III grazie alla collaborazione con la comunità di appassionati nata intorno al gioco. Ci sono due tipologie di miglioramenti in questa versione Deluxe: una legata ai materiali, l’altra alla giocabilità. Si è intervenuto sui piccoli difetti riscontrati nel titolo precedente rendendolo più fruibile. L’eliminazione dell’odioso segnapunti sul bordo del tabellone sostituito da un apposito blocchetto, la plancia ridisegnata, meno evocativa ma decisamente più leggibile e adatta a contenere le truppe di esploratori, le plance personali che permettono di evidenziare agli avversari la dotazione in possesso del giocatore. Poi un regolamento più chiaro, quick reference e dieci monete in più utili per le partite in sei. Sul fronte dei materiali invece abbiamo una scatola più spessa, un organizer in plastica, miniature nuove con un dettaglio maggiore, tessere capitali e risorse più grandi e spesse, monete in metallo, un sacchetto per estrarre le merci, banchine coloniali per ogni numero di giocatori. E si arriva alle modifiche sostanziali: un potere speciale per ogni popolazione stampato sulle plance personali, otto diverse popolazioni presenti, ognuna con il proprio set di miniature, l’espansione ‘Builder’ inserita completamente nella scatola e integrata sul tabellone, otto nuovi edifici oltre a quelli dell’espansione. L’ho scritto tutto d’un fiato. Va letto tutto d’un fiato. Soffermandosi sui singoli aspetti si sarebbe avvertito un brivido ogni volta e troppi brividi avrebbero determinato una contagiosa febbre ludica.

Io ho voglia di capolavori. Ho voglia che ci sia voglia di capolavori. Quell’idea fissa, quell’obiettivo insostituibile che rende sfocato tutto il resto. Perché il resto non c’è e se c’è non ci sarà, non per molto. Il capolavoro si attende, anche per sempre, ti raggiunge solo se vuole e se vuole si ferma. Se vuole e se vuoi. Se hai voglia di riconoscerlo, perseguirlo, custodirlo. Il capolavoro nobilita l’intera esistenza, compreso il tempo speso ad aspettarlo. Il denaro investito, le energie consumate, le brutte serate. Che io sia nel mondo ogni giorno, che incontri persone, che giochi a qualsiasi cosa, che mi informi su tutto e che scriva ciò che penso, non cambia la realtà. La realtà è che io resto concentrato. Sempre. Così, quando arriverà, saprò riconoscerlo. E lui riconoscerà me, perché la voglia di capolavori è una luce accecante che attraversa senza voltarsi l’età delle scoperte.

Al termine di questa campagna kickstarter verrà effettuato il censimento dei Veri Giocatori da Tavolo. Un incaricato passerà porta a porta, chiederà di vedere la libreria dei giochi e includerà nell’elenco chiunque possegga Age of Empire III o Empires: the Age of Discovery. Tutti gli altri no. Qualsiasi sia il motivo. Tutti gli altri no.

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10 Responses to Empires: Age of Discovery – Voglia di capolavori

  1. Avatar Capricornus ha detto:

    Io ho la vecchia edizione.l ho cercata tanto ed alla fine l ho trovata.
    Questa nuova mi piace molto,ma spendere piu di 100 euro per un remake con l espansione non mi interessa.il base va benissimo cosi e giocarci in 6 mi sembra rarissimo..gia é difficile essere in 4.
    Secondo me é da avere solo in caso in cui non si possiede l originale,altrimenti si passa benissimooyyo8

  2. Avatar Agzaroth ha detto:

    Premessa: ho pledgiato Empires AOD in questa nuova edizione deluxe. Concordo che sia uno dei migliori giochi esitenti.
    – che The Lord of the Ice Garden e Dead of Winter siano giochi al 75% dovresti dimostrarlo in qualche modo. Peraltro DOW col crowdfunding non c’entra nulla.
    – che la campagna di E:AOD stia andando male dipende non dal fatto che non sia una novità (come se Conan fosse andato bene solo perchè una novità e non perchè c’è sostanza sotto: ogni giorno novità falliscono anche su ks), ma dalla conduzione della Eagle Games che è penosa, esosa, confusionaria e dilettantistica, molto più di quella di tanti “improvvisati” professionisti come li chiami tu.

    Io non sono un fanatico del crowfunding, ma a volte mi pare ci sia un bel po’ di snobismo attorno.

  3. Avatar ditadinchiostro ha detto:

    Ciao Agzaroth!
    Credo di aver commesso un errore, ero convinto che Dead of Winter fosse passato per kickstarter, evidentemente mi sono sbagliato, chiedo venia. Per la dimostrazione che si tratti di un gioco al 75% serve un pò di pazienza perchè sto aspettando di farci ancora una o due partite prima di recensirlo. Di Lord of Ice Garden invece ho già parlato in un altro articolo e, seppur non sia andato troppo a fondo all’epoca, credo di aver chiarito il mio pensiero.

    La campagna di Age of Discovery non sta andando male, semplicemente non è “esplosa” come è successo a quella di Conan. Che la Eagle non stia conducendo un kickstarter eccellente è un dato di fatto, che questo sia il motivo della differenza di risultati dei due progetti è una tua opinione, valida quanto la mia, probabilmente ancor più valida combinata con la mia.

    Io devo dire di essere tendenzialmente a favore del crowdfunding. Trovo sia uno strumento che apre molte possibilità interessanti ma che richiede di essere utilizzato con estrema attenzione dagli acquirenti per non innescare dinamiche deleterie.

  4. Avatar Mik ha detto:

    Mi trovo molto in linea con quello scritto da Agazaroth.
    Io possiedo la prima edizione e stavo valutando se prendere la deluxe o l’upgrade che credevo avesse l’espansione che mi manca. Ma la conduzione del ks mi ha fatto totalmente desistere. Mi ha proprio infastidito.

    Concordo quando dici che bisogna scegliere bene un ks. E a mio parere, a meno che manchi la prima edizione nella propria collezione, questo è un ks che non ritengo valido. Visto il gioco, non ritengo neppure avessero bisogno di ks per pubblicarlo.

    E concordo con la tua ultima frase del commento. Solo che questo è prorpio un esempio di ks che, secondo me, usa una dinamica deleteria.

    Mik

  5. Avatar Massimo ha detto:

    Ero intenzionato a prendere Age of Empire III ma oramai purtroppo è un titolo introvabile e se si trova il prezzo è proibitivo. Qualcuno sa dirmi invece quando sarà disponibile in commercio questa nuova edizione?

  6. Avatar ditadinchiostro ha detto:

    Ciao Massimo,
    la data di release del kickstarter è indicata in “Luglio 2015”, nei negozi dovrebbe arrivare subito dopo. Al netto di ritardi e tempi tecnici penso sia realistico ipotizzare che possa essere commercializzata in Ottobre, in concomitanza con Essen 2015.

  7. Avatar franz ha detto:

    orientativamente questa versione a che prezzo sarà in vendita?

  8. Avatar ditadinchiostro ha detto:

    La casa editrice parla di 130$. Sinceramente mi sembra difficile che vada in commercio con un prezzo così alto, trovo più plausibile che si allinei, seppur costando un pò di più, a Railways of the World. Ipotizzo quindi che si potrebbe trovare nei negozi intorno ai 90 euro di listino…

  9. Avatar Alessandro Farnè ha detto:

    Riesumo il posto per chiedere conferma se davvero la versione Deluxe arriverà mai sul mercato?
    E quando?
    Sto leggendo pareri unanimi su questo gioco e quindi vorrei decisamente acquistarlo a patto però di non dover sborsare una cifra assurda, per carità se è bello ci può stare ma mi sembra eccessiva 130$$.

  10. Avatar ditadinchiostro ha detto:

    Ciao Alessandro,
    ho perso un pò di vista lo sviluppo di questo kickstarter quindi non sono aggiornatissimo, comunque credo proprio che entro fine anno la nuova edizione dovrebbe trovarsi sul mercato. Per il prezzo continuo a pensare che si aggirerà sui 90 euro, ma è solo una mia supposizione. Probabilmente dopo Essen ci potranno essere informazioni più precise, considerato che l’editore è sempre presente in fiera.

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