La Top 10 delle migliori avventure D&D Old School (secondo me)

| Posizione #7: Labyrinth of Madness

A mio modestissimo parere uno dei capolavori di Monte Cook che reputo uno dei migliori designer di scenari fantasy e non solo (vedi, per esempio, il recente Numenera).

Si tratta di un mega dungeon di difficoltà eccezionale, paragonabile alla leggendaria Tomba degli Orrori, che impegna un gruppo di Advanced Dungeons & Dragons (seconda edizione) nella ricerca delle chiavi per sconfiggere un orripilante lich yuan ti.

Come ogni buon dungeon della Old School anche il labirinto della follia viene apparecchiato come una prova per un gruppo che ha un qualche motivo per visitarlo. Quale? Cook si limita a fornire alcuni motivi plausibili che affondano nel passato dei personaggi o dei loro nemici. Considerando che l’avventura è progettata per un gruppo di livello 15 o superiore, non mancherà certo al Dungeon Master il tempo per imbastire una storia che porti i giocatori in una valle nascosta nel cuore di una mefitica giungla, dove si snoda, nelle viscere di un vulcano, il malefico dedalo.

Il dungeon si articola in più livelli, ognuno interconesso con gli altri, tanto da dare ai giocatori la sensazione di poter cascare da un momento all’altro dalla padella alla brace. Alcune parti del complesso, poi, sono inaccessibili se prima non vengono trovate e attivate nel modo corretto alcune chiavi mistiche, ovviamente ben nascoste da trappole, creature d’incubo e enigmi spacca cervello.

È uno scenario crudele ma giusto. La morte degli avventurieri può arrivare da ogni dove, ma sempre con una giustificazione, il che rende questo Labyrinth of Madness molto più evoluto della Tomba degli Orrori a cui si ispira. Altra chicca è il booklet in fondo all’avventura con una serie di illustrazioni evocative da mostrare ai giocatori in alcuni momenti cruciali dell’avventura, oltre a una serie impressionante di diagrammi e viste in prospettiva che aiutano il Dungeon Master a visualizzare alcune locazioni del labirinto e che aumentano la sensazione di trovarsi in un diabolico complesso davvero tridimensionale.

| Posizione #6: La Rocca sulle Terre di Confine

Si tratta della prima avventura di Dungeons & Dragons tradotta in italiano dalla Editrice Giochi e quella che ha fatto conoscere il genio di Gary Gygax ai giocatori del nostro Bel Paese. Uno scenario e insieme una guida completa per i DM alle prime armi. Il perché La Rocca sulle Terre di Confine si trova in questa classifica lo si può capire, leggendo la recensione che ne ho fatto sulle pagine di Gioconauta qualche settimana fa.

| Posizione #5: La maledizione di Xanathon

All’inizio di questo articolo ho premesso che tra i motivi per cui un’avventura diventa “memorabile” non ci sono solo elementi oggettivi, ma anche ricordi e sensazioni delle persone attorno al tavolo.

Ecco, La maledizione di Xanathon rientra in questa classifica proprio per il “contorno”. Non voglio annoiare i lettori con reminiscenze e nostalgie di un giocatore Old School, ma la vicenda del malvagio Xanathon in sé non è nulla di particolare, mentre lo è nella mia memoria a causa di un’estate meravigliosa e di un periodo tra i più spensierati che abbia mai vissuto. Quindi, per me, La maledizione di Xanathon entra a fare parte della Top 10.

Entrando nel merito dello scenario, il modulo X3 progettato da Douglas Niles è abbastanza lineare: in città il duca Stefano di Rhoona (peraltro un “collega” del malvagio duca Vana Cullen dell’avventura Crown of ancient glory) si sta comportando in maniera decisamente singolare. I suoi editti sono sempre più frequenti e vessano in maniera illogica cittadini e stranieri: i Nani vengono banditi, viene fatto divieto di mangiare carni che andranno a nutrire i cavalli dell’esercito (!!!), si proibisce di accendere fuochi durante la notte per non offendere il sole e così via. Evidentemente il povero Stefano è diventato matto, ma questa malattia rischia di mettere la cittadina di Rhoona in grave pericolo, poiché i guerrieri enthegariani premono sui confini del regno e potrebbero approfittare dell’infermità del reggente per attaccare le mura e saccheggiare il territorio (e qui si dovrebbe aprire una parentesi sulla scelta naif della prima scuola di D&D che metteva confinanti un regno norreno con una steppa abitata da guerrieri nomadi di ispirazione mongola … ma forse torneremo a parlarne in un altro articolo).

I PG si trovano quindi invischiati in una vicenda che li porta ad affrontare il malvagio chierico enthegariano Xanathon, devoto della sinistra divinità Cretia, responsabile della maledizione che ha rammollito il cervello del duca. Tra gli elementi che ricordo con più divertimento è una creatura introdotta proprio nel modulo X3, l’ipnorettile, che il party incontra nel tempio sotterraneo di Cretia e che, si legge nella descrizione, ha occhi come “una girandola roteante di tutti i colori dell’arcobaleno” … non vi viene in mente Kaa, il perfido serpente del Libro della Giungla di Walt Disney?

| Posizione #4: When a star falls

La medaglia di legno se l’aggiudica un’altra avventura della costola britannica della TSR. Il modulo UK4 When a star falls di Graeme Morris è stato quello che, in assoluto, ho giocato più volte durante la mia carriera di Dungeon Master. Il motivo è presto detto: si tratta di una vicenda intrigante che pone le basi per una campagna incentrata su astri celesti, profezie divine e portenti: insomma, un’antologia di cosa dovrebbe essere una avventura fantasy!

Per la prima volta in un’avventura vengono introdotti i Derro, i malvagi nani del sottosuolo, folli e perversi. Uno degli avversari che ho amato da sempre con le loro armi particolari (le balestre a ripetizione, gli affilati pugnali secari e le insolite clave aklys … oltre al sapiente uso del veleno, naturalmente).

I personaggi devono aiutare un astronomo, tenuto prigioniero da una cricca di cospiratori nella sua stessa fortezza osservatorio, a ritrovare un frammento di una stella caduta dal cielo, per inciso proprio sull’avamposto di superficie dei Derro che sono, comprensibilmente, molto arrabbiati. La meteorite è la chiave per dare seguito a una antica profezia che non viene ulteriormente spiegata, ma che, come detto, può essere sfruttata per dare l’avvio a una campagna epica.

In questa avventura si incontra una serie di personaggi davvero singolari, come il monaco ombra Sion e i suoi servitori (un corvo gigante e un mastino delle ombre) un sicario che incalza il gruppo durante l’avventura o il monaco orientale Pyiarz responsabile della prigionia dell’astronomo.

Avventure nelle terre selvagge, intrighi nella fortezza osservatorio, in cui i PG devono penetrare senza compiere una strage, l’avamposto dei Derro … insomma, che si può desiderare di più?

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13 Responses to La Top 10 delle migliori avventure D&D Old School (secondo me)

  1. Avatar Simone Mancuso ha detto:

    STRACONCORDO SULLA PRIMA POSIZIONE:L’OSCURO TERRORE DELLA NOTTE è un gioiello. Avvincente e strutturato come pochi moduli D&D.

  2. Avatar Ivo ha detto:

    Articolo eccezionale! Uno spasso da leggere.
    Secondo me tra le 10 migliori bisognerebbe inserire anche il modulo X2 Il Castello degli Amber e X1 L’Isola del Terrore. Ma sono opinioni personali.
    Non vedo l’ora di leggere un nuovo articolo della rubrica Old School. Complimenti ai Gioconauti!

  3. Avatar madpoet ha detto:

    e Red Arrow, Black Shield dove lo mettete? quello era un vero capolavoro!
    tra l’altro la chicca era che l’arci nemico era il Maestro dei Nomadi del deserto ed era raffigurato molto somigliante con l’Ayatollah Khomeini (l’avventura è del 1985 solo 4 anni dopo la crisi generata dal sequestro del personale all’ambasciata USA di Tehera) e a voler trovare altre somiglianze il suo mago ricordava anche nell’abbigliamento Gheddafi.
    Un’avventura hyper diplomatica con una parte consistente riservata a un quasi puro wargame contro quelli che erano in quel momento (e per molti anni a venire) tra i grandi nemici degli USA.

    • Avatar Mauro ha detto:

      Purtroppo l’avventura che citi non la conosco, se non di fama, non avendola mai potuta né giocare né leggere :-(
      Avevo invece i moduli dei Nomadi del deserto (X4 e X5) che mi sono piaciuti, anche se devo dire che non mi sono mai immaginato il Maestro dei Nomadi del Deserto come un Ayatollah … me lo figuravo tipo una specie di santone indiano (ovviamente cattivo)

  4. Avatar madpoet ha detto:

    qui potete trovare l’immagine del maestro dei nomadi del deserto e del suo fidato mago.

    http://grognardia.blogspot.it/2011/05/hosadus-and-alrethus.html

  5. Avatar Mattia ha detto:

    Ciao Maurino,

    come va?
    A meraviglia pare, visti i risultati!

    Anzitutto, grazie per aver citato l'”Orto” nell’articolo, lo ritengo un grande onore. Non avevo dubbi, ma confermo che mi sono divertito tantissimo a leggere la tua personale classifica; il bello del gdr è che certi esperienze sono condivisibili al di là delle ore giocate con i propri amici: sono veri e propri aneddoti.

    Tra tutti, quello che più mi ha incuriosito e che non conosco per nulla è “La corona dell’antica gloria”, vedo di farmi una cultura.

    Ah, bada che ti ho scritto in privato, non so se ti sia giunta la missiva. Se così non fosse, prova a scrivermi tu, per favore.

    Ti auguro una buona serata!

    • Avatar Mauro ha detto:

      Grazie Mattia per l’apprezzamento!
      Ti confermo che Crown of Ancient Glory è un bello scenario, anche se in rete si leggono pareri discordanti.
      A me è piaciuta l’atmosfera che riesce a trasmettere e il giusto mix tra nemici tradizionali e politici e avversari decisamente fantasy come la strega del Mare e i chierici del caos.

  6. Avatar Filippo ha detto:

    Ottimo articolo ! complimenti
    Una domanda, sto traslocando e spostando pacchi e pacchetti mi accorgo di non riuscire a trovare le scatole del D&D , ma tutte. Basic-Expert-Companion-Immortal … :( ,,, che esistano in giro in rete dei pdf anche in inglese e a pagamento ?
    Saluti a tt
    Filippo

  7. Avatar Kentervin ha detto:

    Il 22 gennaio 2013 la Wizards of the Coast aprì un portale apposito per la vendita dei pdf di molti manuali, la scelta col tempo si è ampliata e se non hai problemi con l’inglese ti consiglio di darci un’occhiata.
    Prova qui ;)

    http://www.dndclassics.com

  8. Avatar claudio ha detto:

    Ricordo von nostalgia avventure di circa 15-20fa. Le piu’ belle da me giocate con un D&d modificato con personaggi da uno sguardo nel buio ed incantesimi di D&D sono state: x3, la maledizione di Xanaton come giocatore, e come master X4eX5 il signore dei nomadi del deserto, l’oscuro terrore nella notte, ma anche x1 l’isola del terrore direi avventure che hanno occupato piu’di 1anno della mia vita di ragazzo quando si giocava dopo la scuola tutti i giorni dalle17,alle20e 30.
    Mi ricordo ancora l’interpretaxione del drago verde fatta da me che ricevette gli applausi della mia compagnia.
    Penso che qualsiasi modulo tsr possa essere usato con qualsiasi sistema di gioco visto lo spessore storico di quei moduli.
    Purtroppo per come la vedo io giocare di ruolo richiede un tipo di gioco che deve essere continuativo e giornaliero che oggi per me e’ impossibile. Giocare 1volta a settimana non crea lo stesso phatos di avere il proprio personaggio che cresce giorno per giorno.

  9. Avatar Davide Bonetti ha detto:

    Bellissimo articolo. Io Avrei messo anche il Castello degli Amber. Giocato a scuola nel lontano 1989, che spettacolo. Complimenti per il sito.

    • Avatar MaUro ha detto:

      Ciao Davide, hai ragione. Il Castello degli Amber e’ stata un’altra magnifica avventura Old School. La parte di scenario ambientata ad Averoigne, con un po’ di lavoro da parte del Master, diventava una vera e propria campagna tra negromanti, vampiri, licantropi e ghoul.

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