Bretagne, mastri costruttori al servizio dei naviganti

di Daniel “Renberche”

Chissà quante vite e quante merci sono state salvate da quando venne eretta a Pharos una torre con un gran fuoco sulla sommità atto a dare un segnale luminoso a tutti quei coraggiosi naviganti che s’imbattevano nei mari a dispetto dei flutti e dei marosi, prima che alla luce visibile venisse affiancata quella all’occhio nascosta. Da sempre simboli di avventura, ma anche di solitudine, i fari sono stati un’attrattiva per molti, e il loro fascino resta tutt’oggi immutato. Ma noi siamo anche giocatori, non solo sognatori, e oggi possiamo assumere le vesti mastri costruttori di queste strutture, in una zona d’oltralpe ma grazie all’italiana fantasia.

Buona lettura

In Bretagne, i giocatori dovranno accaparrarsi merci e forza lavoro al fine di erigere dei fari lungo le coste della Bretagna, a seguito di un piano redatto dalla Commissione dei Fari e dei Fanali (siamo nella seconda metà dell’800). Il gioco è stato realizzato da Marco Pozzi, la grafica curata da Alan D’Amico, e l’editore è Placentia Games (nota in particolare per il, a mio parere, capolavoro Florenza). L’uscita prevista è per ottobre, precisamente per la fiera di Essen.

Numero di giocatori: 2 – 4
Durata: 60 – 120 minuti
Dipendenza dal testo: nessuna

Setup & Materiali

bretagne_cardPosizionare il tabellone al centro del tavolo, ogni giocatore, sceglie un colore e prende i relativi cubetti Operaio e la carta Magazzino. Tutt’attorno alla plancia di gioco vanno posizionate le tessere Faro, sul lato di costruzione. Ci sono tre categorie di fari, in base alle acque in cui poggeranno le fondamenta: Paradiso, Purgatorio e Inferno. Mettere poi le tessere porto, nel lato apposito, nei vari luoghi sulla mappa e preparare il mazzo delle carte Meteo, rivelandone una e rendendo visibile quella successiva. Preparare 3 pile con le tessere Costruzione (rappresentanti i vari pezzi di faro), e mescolare il mazzo Equipaggiamenti (che rappresentano arredamenti, moli, sirene e teleferiche).

Il Gioco

Ogni turno a Bretagne è costituito dalle seguenti 5 fasi:

  1. Preparazione del turno. In base all’ordine di turno ogni giocatore sceglie una carta Chiatta ricevendo il numero di Ingegneri indicati sopra. Ognuno poi otterrà delle rendite generate dei propri porti. Fatto ciò si riempiono i mercati risorse di Brest (in maniera fissa) e quello di Quimper (in base a quanto esce da una carta rivelata ad ogni turno). Aggiornare il meteo e riempire gli spazi Costruzione.
  2. Acquisizione risorse. Seguendo la numerazione presente sulle chiatte ogni giocatore a rotazione fa scorta di merci prelevandole dallo spazio di Quimper. Questa è una fase molto importante in quanto queste sono limitate e si potranno togliere agli altri giocatori.
  3. Azioni. Arriviamo al punto cruciale del gioco, in ordine di turno un giocatore deve obbligatoriamente svolgere una delle seguenti 3 azioni possibili:
    • Costruzione:  si compra una tessera Costruzione fra quelle visibili (ricevendo eventualmente delle ricompense) e la si posiziona su uno dei fari in costruzione disponibili, piazzando su tale tessera tanti ingegneri quanti richiesti dalle condizioni bretagne_tabellonemeteo indicate, oltre che delle risorse extra richieste dai fari Purgatorio e Inferno. Sempre sulla tessera Costruzione scelta vanno posizionati tanti operai quante risorse si sono spese, per poi decidere se lasciarli li (per guadagnare punti in seguito) o riprenderli subito per ottenere immediatamente due punti vittoria per operaio.
    • Mercato: si mandano i propri operai nei due mercati della zona ad acquisire le risorse necessarie per la costruzione dei fari. Da notare che sul tabellone sono indicate le modalità di compravendita possibili.
    • Passare: il giocatore passa e decide di terminare il proprio turno, facendo attenzione che non potrà avere nel proprio magazzino più di tre risorse di un unico tipo.

    Il giro si ripete fino a quando tutti i giocatori non hanno passato.

  4. Valutazione dei fari. Si valutano tutti i fari che sono stati completati. In sintesi i giocatori possono giocare carte Equipaggiamento, acquisire dei diritti sui porti e infine ottenere i punti in base ad un sistema di maggioranze. Molto importanti sono in questa fase gli operai lasciati in precedenza sui fari, visto che determinano l’incidenza con la quale si ottengono benefici dalle azioni indicate.
  5. Fine del turno. Si eseguono delle procedure indicate e la partita riparte dal punto 1. La partita termina alla fine del quinto turno  se tutti i fari vengono costruiti.

Al termine della partita il giocatore con più punti sarà il vincitore.

Considerazioni

bretagne_fariQuanto detto è Bretagne in sintesi, vi sono altri elementi da tenere in considerazione, ma spero di avervi dato un quadro generale di come il gioco sia strutturato e su che meccaniche poggi. L’idea che ne esce è di un gioco che si rivolge a giocatori di medio livello, le regole sono abbastanza semplici e non particolarmente articolate, ma questo non esclude la necessità di imbastire una strategia di gioco efficace. L’ambientazione, sicuramente particolare, sembra abbastanza resa anche se prevale l’aspetto german del gioco. Difficile valutare sulla carta longevità e scalabilità (lo avrò ripetuto fino alla noia ma è sempre meglio precisarlo!), comunque sono previsti dei bilanciamenti di alcuni elementi di gioco per garantirne la giocabilità nel diverso range di partecipanti. Ovviamente non mancherò di provarlo alla prima occasione! (Essen stiamo arrivando….)

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4 Commenti a Bretagne, mastri costruttori al servizio dei naviganti

  1. Bruno ha detto:

    Ho avuto l’opportunità di provarlo per qualche turno allo scorso TorreCon.
    Gioco interessante, semplice afferrare le regole, abbastanza complesso padroneggiarle al meglio, piuttosto classico come meccanica di piazzamento, lo vedo molto “stretto” come risorse ed è facile mettersi i bastoni fra le ruote l’un l’altro, il che comunque è un bene per questo genere di giochi.
    L’ambientazione è affascinante, l’idea della costruzione dei fari è interessante, peccato si senta in effetti un po’ poco perché alla fine ci si concentra molto sull’aspetto gestionale.
    La grafica di carte e tabellone ha un layout leggibile ma forse a livello di illustrazioni è meno evocativa di quanto l’illustrazione della scatola lasci presupporre, forse in tal senso si poteva fare qualcosa di più.
    In definitiva niente di particolarmente originale, prende meccaniche classiche e le incasella in qualcosa di funzionale e ben rodato.

  2. Giovanni ha detto:

    Interessantissimo sono davvero curioso! Spero di provarlo a breve :-)

  3. Massimo ha detto:

    Riguardo la scalabilità a due giocatori cosa riuscite a dirmi?

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