Confessioni di una giocatrice: Ho sposato un nerd

di Max “Luna” Rambaldi

Non me ne vogliano le dame, se questo documento lo dedico a lui, al giocatore. V’è molte forme di stranezza in queste lande che soliamo percorrere, ma una delle più affascinanti è sicuramente il nerd, nella forma delineata dalla nomenclatura Homo Ludens. In tempi non remoti, quando la penna che scrive ancora tracciava X sul calendario in attesa di uscire dal sistema scolastico, il giocatore medio soleva radunarsi in piccoli branchi a carattere familiare. Un alfa, chiamato master [Rex Narrator], e i suoi subalterni [Ludens Quaestum]. Questi si ritrovavano in sceltissime aree protette, lontani da sguardi indiscreti, sotto l’occhio vigile di negozianti che passavano il tempo a censire brufoli cercando di stimare a quante miniature di Warhammer potessero corrispondere.


Frequentare questi luoghi, per le felici detentrici di una doppia X nel codice genetico, significava essere oggetto di studi attenti ma discreti, perché il Ludens è un animale dalla natura curiosa quanto timida, che preferisce l’osservazione insistente all’azione. Dato interessante questo, che si spiega con un’insolita selezione naturale nella quale la riproduzione è più un’ipotesi da appurare che non un istinto biologico, mentre l’impulso motore della sua vita è quello di giocare.

In epoche più recenti abbiamo assistito a un mutamento sociale che ha duramente colpito le fondamenta degli appartenenti a questa specie. L’avvento di fattori d’interesse mediatico quali “La Teoria della Grande Esplosione” e “Il Giuoco dei Troni” hanno spostato l’interesse delle masse sui fenomeni legati al mondo dei giocatori. Se dapprima il solo appellativo nerd era motivo di scherno, negli ultimi anni si è visto un generale avvicinamento alla loro cultura, che si è limitato tuttavia a raschiare la superficie senza approfondire la natura profonda di questa affascinante tribù. Come si è già visto più volte nella storia dell’uomo, con l’inserimento di specie esotiche in ambienti equilibrati le conseguenze non si possono immaginare e spesso hanno risvolti catastrofici. Per questo si sono aperte le porte dell’inferno quando nell’habitat dei giocatori si sono introdotti i Sapiens, e con loro le donne.

evolution

Non me ne vogliano le donne se questo documento lo dedico a lui, giocatore, ma nel farlo mi rivolgo a loro. A quelle donzelle che, attirate dalla novità di una specie divenuta improvvisamente alla moda, hanno deciso di addentrarsi in una ludoteca per avvicinare un giocatore. Si riconoscono subito nelle fiere, quelle stesse dame, a distanza di anni.
La Mater Offensus con in braccio la progenie, intenta a lagnarsi in piedi accanto al tavolo dove il consorte giura di star tirando l’ultimo dado. La Meretrix Ambulans, che incantata dai colori e la scarsità di concorrenza sfila a passo di gatto tra le bancarelle accompagnata da un Ludens occupato a trasportare la di lei mobilia. L’Ananas Jelosis, sempre pronta a guardare in cagnesco le Ambulans e qualsiasi altra esponente femminile, ivi comprese le innocue addette alle vendite.
Ultima, ma non ultima perché l’elenco è più variegato di quanto non consenta la tastiera, l’Absens Molestus, creatura mimetica nota per l’assenza del proprio compagno, costretto all’abbandono del tavolo dimostrativo a cadenza di cinque minuti per rispondere al cellulare. Che immancabilmente, non prende.

Il giocatore è una creatura meravigliosa dall’indole spensierata, fragile e ingenua, facile preda se attirata con la promessa di un paio di mammelle personali. Ma questa sua debolezza, accompagnata dalla comparsa di una compagna tutta per lui, non ne modifica la natura.
La sua esistenza si basa sul gioco. Sul parlare di giochi nuovi, pezzi introvabili, l’imbustamento perfetto, gli accessori, rievocare partite encomiabili, affogare la disperazione nella cedrata quando si perde per un solo punto, l’invettiva per i corrieri che consegnano scatole ammaccate, il defustellamento mal tagliato, le prenotazioni per la prossima fiera, i regolamenti scritti male, i siti di recensioni e i forum di giochi.
Se non siete pronte a questo signore, non avvicinate il nerd. Non fatelo invaghire con il vostro profumo di lillà e uva spina perché per quanto possa bramare voi, nulla potrà cancellare il suo bisogno di giocare; impedirglielo lo farà appassire. Se non volete veder sfumare risparmi in pregiate edizioni deluxe o parlare al vento quando il vostro nerd sta cercando d’imparare un gioco nuovo, non sorridetegli nemmeno da lontano. Ma se tentate l’impresa vedrete, vedrete quanto il giocatore sia un compagno eccezionale, divertente e attento. Starebbe ore a spiegarvi un gioco pur di farvelo provare, e giorni interi a cercare un scatola per due che sia di vostro gusto per dimostrarvi quanto voglia passare del tempo con voi soltanto.

E’ inutile tentate di cambiare il vostro nerd qualora vi sembri che il tavolo della vicina sia meno verde del vostro, ma una cosa la potete fare: giocate con lui.
Improvvisamente passerete un sacco di tempo assieme, avrete centinaia di nuovi argomenti di discussione e vi ascolterà davvero quando parlate. Senza contare che sarà lui a chiedervi di fare shopping – di giochi s’intende. Vi divertirete anche se lui ama gli american e voi i german, perchè l’amore non conosce genere, e scoprirete che è molto più facile battere il vostro lui al gioco, che non il Gioco stesso.
Io sposando un nerd ho fatto un critico col D20, e voi?

19 pensieri riguardo “Confessioni di una giocatrice: Ho sposato un nerd

  • 12 Luglio 2015 in 16:10
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    Applauso!!!!…questo articolo merita di essere incorniciato ed appeso al muro accanto alla collezione di giochi. Sinceri complimenti.

    Fabio

  • 12 Luglio 2015 in 20:57
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    Ma non avete pensato di farne un volantino con circa 1000000 di copie da distribuire a Play,LuccaComicseGames e simili?Li esaurireste in poco tempo!Quanto può essere fantastico un articolo quando è vero!!

  • 13 Luglio 2015 in 08:11
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    Un articolo splendidamente vero..Quando ho incontrato il mio attuale marito, ormai 11 anni fa, il gioco da tavolo era la chimera che avevo sempre bramato ma mai raggiunto, per la sfortuna di non aver mai trovato amiche che ne fossero attratte quanto me. Dopo un paio di anni, ero la bestia rara che le altre donne osservavano incuriosite ai tornei di Warhammer 40k (“Ma come fai a giocarci? E’ DIFFICILE!!”). Ora, ormai quasi archiviate le miniature e il tavolo 180×120 per mancanza di tempo, con entrambi presi dalle orribili responsabilità della vita ‘adulta’, il boardgame rimane il modo migliore per passare del tempo insieme. Ed è il tempo migliore che io possa volere, da brava moglie nerd che odia le cene mielestrazio a lume di candela, ma non dice mai di no a una manciata di cubetti o a una secchiata di dadi…

    • 13 Luglio 2015 in 11:25
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      Tra l’altro poi, per coloro che bramano un futuro con bimbi sgambettanti, quale padre migliore di un nerd che non farebbe altro che giocare col figlio? XD Altro che mielestrazio, hai perfettamente ragione!

  • 14 Luglio 2015 in 01:06
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    Il mio maritino Drugo sa di avere al suo fianco una originale sostenitrice del nerd ben prima dei giorni gloriosi vissuti negli ultimi tempi, divenuta addirittura una entisiasta compagna di giochi.. Ma da coerente donna e moglie media che sono rimasta gli ricordo sovente che i giochi in casa occupano più spazio delle mie borse e scarpe ;) e che prima o poi inavvertitamente sparirà il cavo del PC e pure quello del generatore supplementare (che Dio non voglia in caso di temporale possa interrompersi una fondamentale missione..) Ebbene si signori sappiate che nella mia crudeltà lo costringero’ contro la sua volonta’ ad una serata a due in cui la master dell’avventura sarò io.. e di certo non rimpiangerà la serata d&d… Garantito!
    Questo è vero amore

  • 14 Luglio 2015 in 15:23
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    Spendido articolo, poi il fatto che per due volte le controparti femminili mi abbiano lasciato rovesciandomi contro e criticando, ciò che invece le attraeva di tutto l’aspetto ludico del sottoscritto, lo teniamo buono per una piccola postilla a margine ^^’

  • 18 Luglio 2015 in 19:40
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    Che ridere! Ma che bell’articolo!!!!!!

    “Starebbe ore a spiegarvi un gioco pur di farvelo provare, e giorni interi a cercare un scatola per due che sia di vostro gusto per dimostrarvi quanto voglia passare del tempo con voi soltanto.”

    questo la giro subito alla mia dolce sventurata compagna che vive nell’incubo di mezzanotte del dover imparare nuovi regolamenti ogni giorno, e non sapere piu’ dove cacciare scatole colorate di ogni materiale, forma e dimensione che traboccano dalla libreria. Per non parlare delle trasferte:
    Andiamo da “Castore e Polluce” che giochi portiamo? Sicuro questi 2 hardcore… e due soft, non si sa mai….mah, nel dubbio porto anche questo, e un fillerino? dai ok …. noooo quello deve restare piatto!.. fss fssssss….scatole che sgusciano…. Ma non c’e’ una cavolo di borsa per questi cosi qua??

    e alla fine sembriamo tutti marinai di Le Havre

    e per quanto riguarda i pargoletti, saremo la loro ossessione… ;) ragazzi che generazione che stiamo per creare

    • 19 Luglio 2015 in 10:25
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      XD imparare regolamenti nuovi è in effetti un po’ il panico, le signore si trovan meglio ad intuito che non a seguire istruzioni, specie se i regolamenti son di quelli scritti da scimmie poco ammaestrate

  • 18 Luglio 2015 in 23:24
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    Ops, ho incasinato la formattazione! La frase di mezzanotte é: “A cosa giochiamo??? :D”

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