Confessioni di una giocatrice: Non è un gioco da ragazze

di Max “Luna” Rambaldi

 

Nell’Aprile 19[…], un volto noto dello spettacolo, massimo esperto di giochi da tavola e cofondatore della rinomata rivista Gioconautilus, durante una kermesse ludica viene intervistato sulle potenzialità dell’ultima uscita della Orripilanti Balocchi.
Lukas von M
ännlichdice risponde col piglio ironico e scanzonato che l’avevano reso una personalità immancabile ai ricevimenti, ma incappa quel giorno in un errore che si rivelerà fatale. Nel descrivere l’intuitività del gioco, si esprime con quella che di lui resta forse la frase più celebre: E’ un gioco adatto a tutti. Anche alle ragazze.

Come la non meno nota S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche! attribuita a Maria Antonietta, anche quest’affermazione diviene emblema del personaggio e ne decreta la fine che tutti ricordiamo. Con estremo dileggio di un uomo che fu altrimenti simbolo di gioia e baluardo del mondo ludico, il patibolo della piazza viene addobbato a festa, con abbondanza di fiori e nastri rosa a memoria della violata dignità femminile. Quest’incresciosa macchia nella storia della cosiddetta civiltà umana, avrebbe potuto essere evitata? Per scoprirlo dobbiamo fare un passo indietro, a un normalissimo lunedì di 40.000 anni fa.

In un pianoro ocra coperto di bruma si sta svolgendo una caccia. Tre non giovanissimi esemplari di Homo Sapiens rincorrono una renna, armati di giavellotti. Poco distante un quarto uomo arranca, dirigendo le operazioni a debita distanza assicurandosi che i compagni portino a termine l’operazione.
Sorvolando la distesa erbosa raggiungiamo un piccola radura dove una donna raccoglie bacche interrogandosi se siano di colore rosso,  rosso-rosso, o rosso violaceo tendente al borgogna, nel qual caso si abbinerebbero perfettamente al colore delle pareti della grotta ma sarebbero altresì velenose.

E’ qui che la storia dell’umanità come la conosciamo ha avuto inizio, quando gli uomini facevano a gara a chi aveva la lancia più lunga e le donne si davano alla pittura rupestre in mancanza di mobili Ikea con cui arredare la caverna. L’epoca in cui si sono formate le radici della mente umana, predisponendo i maschi a concentrarsi su un solo obiettivo in fuga per volta e le femmine a occuparsi contemporaneamente di piccoli, pulizie, cucito, disossatura e mantenimento del fuoco senza rimanere indietro con le puntate di Cento Palafitte.

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Ragione contro emozione, onore e famiglia, istruzioni passo passo e intuito, calcio e scarpe, queste e molte altre le sottili differenze che hanno accompagnato da allora il nostro cammino evolutivo. Qualcuno già all’epoca pensava che la divisione dei compiti fosse sessista e la combatteva con manifestazioni pacifiche e una società equa. Erano questi gli uomini di Neanderthal, che per evitare discriminazioni cacciavano assieme alle loro donne, invece di rinchiuderle in casa a cucire pelli contro il gelo incombente. Avremmo molto da imparare dalla loro visione paritaria dei ruoli, se questa non li avesse portati all’estinzione.

Se da un canto, come abbiamo appurato, vi sono differenze profondamente radicate tra i generi, dall’altro abbiamo l’ira funesta delle giocatrici poste di fronte ai cosiddetti giochi per ragazze. E come ricorda Lukas von Männlichdice. l’ira è un valido argomento. Ma quali sono questi giochi da ragazze?
Alcuni erroneamente associano questo termine ai giochi semplici, con poche regole, forse memori dell’eterno conflitto tra donne e libretti d’istruzioni. Altri considerano i giochi di scioltezza linguistica quelli più alla loro portata, attribuendo al gentil sesso la capacità di produrre ininterrottamente suoni. C’è anche chi pensa che l’unico gioco a funzionare bene se condiviso con le ragazze sia il gioco della bottiglia… Sentite anche voi questo suono di piccole vite che stanno lasciandoci? Magie della selezione naturale.

Non lasciatevi ingannare, signori, da quelle persone tutte ridolini e push-up che domandano nel mezzo di un Lupus in Tabula cosa significhi se c’è un cane sulla loro carta. Quelle i cui turni durano un cambio di stagione ma che dopo dieci minuti occhieggiano altrove domandando quanto manca. Non confondetele con le ragazze. E nemmeno lasciatevi tentare dal demone seduttore della statistica, secondo il quale solo il 2,7% delle partite a Quantum è stato vinto da maschi. La veduta d’insieme è certo uno dei punti di forza delle vostre compagne ma non è una loro prerogativa, ne’ può dirsi, come altri talenti, una dote comune a tutte le fanciulle. Non cadete dunque nell’errore, non cercate un gioco per ragazze quando volete un testa a testa con loro, perchè è nella definizione il fraintendimento. Non esistono giochi da ragazze, ma ragazze da giochi. Son queste, quelle che dovete cercare.
Con le altre è una partita persa, ma non disperate! Potete sempre e comunque gustarvi i vostri pomeriggi ludici con gli amici, fintanto che loro si godono la vostra carta di credito…

PS: Qualcuno ha forse detto Come la mettiamo con i giochi pucciosi?
Non avete mai visto orde di virili discendenti dell’australopiteco fare a gomitate per delle pucciosissime miniature di Krosmaster? E poi dicono delle donne ai saldi…

4 Commenti a Confessioni di una giocatrice: Non è un gioco da ragazze

  1. ditadinchiostro ha detto:

    Ancora un passo in avanti.. stavolta il consueto stile ironico accarezza un tema d’attualità.. Clap, clap, clap!

  2. Sun of York ha detto:

    Fuck yeah!! …anche noi combattiamo le nostre piccole battaglie!

  3. Bruno ha detto:

    …che poi lo diceva già il buon vecchio Platone: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione.”
    Butti sul tavolo un Seasons, se storce il naso e balbetta qualcosa del genere: “cioè… si, vabbè ok proviamolo ma… è tipo gioco dell’oca?”, sai già cosa fare, scatenare l’inferno. Se invece le si illuminano gli occhi e si mette a far rotolare i dadoni colorati, beh, dacci dentro ragazzo che magari è quella giusta.

  4. Simone Mancuso ha detto:

    “PS: Qualcuno ha forse detto Come la mettiamo con i giochi pucciosi?
    Non avete mai visto orde di virili discendenti dell’australopiteco fare a gomitate per delle pucciosissime miniature di Krosmaster? E poi dicono delle donne ai saldi…”

    Applausi….

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