Fiere di loro: Viaggio nell’ego delle manifestazioni ludiche

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Non è stato facile. Davvero non è stato facile conciliare le esigenze di tutte queste star. Per mesi io e la produzione abbiamo lavorato ininterrottamente per superare ogni ostacolo e fregiarci di un evento esclusivo, senza precedenti nella storia del giornalismo ludico. Abbiamo l’onore di presentarvi la prima tavola rotonda fra alcune delle maggiori fiere del settore. Più d’un dibattito, più d’un confronto: sarà un viaggio alla scoperta della loro natura più profonda per capire se possano veramente dirsi fiere di loro.

Dita: Salve a tutte voi e grazie per essere intervenute. Inizierei con un breve giro di presentazioni a beneficio dei nostri lettori.
Lucca C&G: Perché invece non comincia da me? Mi chieda subito quello che deve chiedermi, così poi posso andarmene.
Dita: Mi perdoni, ma abbiamo concordato con il suo ufficio stampa la partecipazione per l’intero incontro.
Lucca C&G: Inutile. Tutto tempo sprecato.
Dita: Io credo invece che un confronto tra le manifestazioni sia molto utile ai giocatori.
Essen Spiele: Aber es gibt nichts zu essen?
Dita: Prego? Non ci doveva essere l’interprete?
Lucca C&G: Non serve il confronto e non servono i giocatori.
Dita: Sta dicendo che il target dei giocatori è per lei secondario rispetto ai fruitori di fumetti?
Play: Non c’è bisogno che lo dica, lo dimostra da anni.
Lucca C&G: Sto dicendo che parlare di giocatori non ha senso se si vuole creare un evento di alto livello. Altrimenti si resta degli sfigati con i paraocchi che rimbalzano fra le pareti di un capannone crogiolandosi nel ‘vorrei ma non posso’, oppure compiacendosi del proprio nome inglese.
Dita: La prego di moderare il linguaggio.
Play: Non ti permettere di riferirti a me in questi termini! I miei  numeri sono in costante ascesa.
Lucca C&G: Come i tuoi problemi.
Play: Senti chi parla di problemi.
Dita: In effetti negli ultimi anni Lucca Comics & Games ha diviso molto gli appassionati, c’è chi la ama e chi invece ne contesta duramente l’organizzazione.
Lucca C&G: Lei scrive abitualmente per questo sito, giusto?
Dita: Sì.
Lucca C&G: E quanti lettori intrattiene ogni suo articolo?
Dita: Dipende… Qualche centinaio.
Lucca C&G: Ipotizziamo che dal prossimo diventino duecentoventimila e che una parte di essi si lamentino di come scrive pur leggendola costantemente. Cosa farebbe?
Dita: Cercherei di migliorare.
Lucca C&G: Non dica stronzate. Venderebbe i suoi servigi al miglior offerente esibendo sul bavero l’enorme bacino d’utenza. Grazie al numero di lettori che porta in dote le concederebbero le anteprime più importanti e gli spazi più visibili. Delle critiche se ne fregherebbe, non fosse altro perché non si può accontentare tutti.
Play: Quel bacino d’utenza te lo ritrovi solo perché sei nata prima di noi!
Lucca C&G: Continua a ripetertelo, tesoro.
Essen Spiele: Sie können ein kleines Schwein haben? Vielleicht geröstet?
Dita: Quindi secondo lei qual è il segreto del suo successo?
Lucca C&G: Il successo è il segreto del mio successo. Solo i mangiapatate possono essere equiparati al mio livello, perché solo loro creano un vero evento. E l’eco di un evento copre tutto il resto.
Essen Spiele: Auch gebraten in Ordnung.
Play: È questa boria che rovina il nostro settore. Dovremmo essere più costruttivi e meno autoreferenziali.
Lucca C&G: Non c’è nessun ‘nostro settore’. Io non c’entro nulla con quello che fate voialtre. Anzi, con quello che vorreste fare, sempre che vi sia chiaro, e a giudicare dalle tue ultime edizioni non direi proprio.
Play: Ora basta! Non può permettere che io venga trattata così. Non erano questi gli accordi.
Dita: Non posso impedire a Lucca Comics & Games di essere irrispettosa e dozzinale; posso scegliere di non frequentarla, ma è impossibile ignorarla in un qualsivoglia tentativo di confronto. Peraltro, il tema che ha accennato è interessante. In effetti nelle ultime edizioni di Play il pubblico è stato molto critico.
Play: Non si era detto che non si può mai accontentare tutti? Oppure vale solo per Caos Comics & Games?
Dita: Veramente alla nostra redazione risulta che il problema sia un po’ più complesso. È diffusa la sensazione che lei abbia raggiunto il valore massimo del rapporto offerta/utenza. L’affluenza continua ad aumentare mentre l’offerta proposta non riesce a tenere il passo; così si finisce col deludere il pubblico correndo il rischio di disaffezionarlo.
Lucca C&G: Con la certezza di disaffezionarlo.
Play: Se la gente continua a venire da te perché non dovrebbe fare lo stesso con me?
Lucca C&G: Perché io sono un evento, tu una manifestazione come tante altre.
Essen Spiele: Wenn Sie nicht haben Schweinefleisch kann französisch frites zu nehmen?
Dita: Le ricerche che abbiamo effettuato hanno restituito dati interessanti: pare che Play abbia raggiunto la crescita massima possibile considerando il concept iniziale. La sensazione che si evince dai nostri sondaggi è che manchino delle idee, delle buone idee, per cambiare marcia e portare la manifestazione a un livello superiore. A tal proposito vorrei chiamare in causa GiocAosta che delle idee fa la propria bandiera.
Play: Ci vuole poco ad avere idee per dieci persone.
GiocAosta: Le idee sono idee. Per dieci o diecimila persone cambia poco. Per immaginarle e realizzarle c’è comunque bisogno di competenze, tanto lavoro e fondi. Aver presente il target e i numeri di riferimento è importante, ma incide meno di quanto si pensi sull’impegno necessario.
Play: Ma siete tutti matti? Ora anche le pulci hanno la tosse! Io già non capivo che senso avesse confrontare realtà così diverse, ora devo anche sentire che una manifestazione locale è più brava di me nell’organizzazione. Fatemi capire: vorreste che facessimo una caccia al tesoro dentro i padiglioni della Fiera di Modena con diverse migliaia di partecipanti?
Dita: Credo che quel che GiocAosta volesse dire è che le idee si sviluppano a partire dall’obiettivo, ovviamente, e da questo dipendono, ma gran parte del lavoro creativo che c’è dietro una manifestazione esiste in valore assoluto, a prescindere dal mero dato di affluenza. È proprio in virtù di questo lato universale della pianificazione che, pur nelle vostre differenze, diventate tutte manifestazioni confrontabili.
Lucca C&G: Non gli fa un gran servizio se le convince che siamo tutte confrontabili. Rischia d’avere sulla coscienza diverse terapie di analisi.
Play: Se il tuo ego crescerà ancora dovrai trovarti una città più grande di Lucca per contenerlo. Comunque sul principio sono d’accordo: non siamo affatto equiparabili. C’è una precisa classifica per le manifestazioni ludiche italiane basata sull’importanza nel settore, la grandezza espositiva, l’affluenza e le vendite.
Essen Spiele: Aber hier Sie nicht essen nie?
Lucca C&G: Ma chi l’ha invitata questa? Che vuole?
Dita: Eppure la valutazione può esser basata anche su altri parametri, come: la vivibilità dell’evento, la location, l’originalità e la varietà delle attività offerte. Dalle nostre ricerche risulta che, basandosi su tali criteri, GiocAosta sale tra i primi posti in classifica, dimostrandosi un vero gioiello nel panorama fieristico e aumentando ogni anno i propri visitatori a dispetto della posizione decentrata. Come riuscite a mantenere standard così elevati? E soprattutto: pensa che il suo format sia esportabile in altre realtà?
GiocAosta: Per esportare qualunque tipo di idea serve la pazienza di studiare altri modelli senza preconcetti, l’umiltà di riconoscere i pregi altrui in relazione ai propri difetti e la volontà di chiedere aiuto collaborando serenamente. Tutti aspetti che, purtroppo, mi sembrano latitare nel settore ludico.
Play: Noi con le collaborazioni non abbiamo problemi: ogni anno ci sono ampi spazi gestiti da associazioni no-profit.
Lucca C&G: Non confondere la collaborazione con lo schiavismo.
GiocAosta: Gli standard elevati sono invece frutto dell’intenso lavoro e della passione che ci spinge. Non perdiamo mai di vista l’obiettivo centrale e cerchiamo ogni anno di migliorare la manifestazione in ciascuno dei suoi aspetti.
Play: Ma quale schiavismo?! Grazie a me quelle associazioni riescono a svolgere il compito per cui esistono.
Essen Spiele: Wenigstens ein Bier? Wir reden besser mit einem Bier.
GiocAosta: Ci sono molti modi di gestire le collaborazioni.
Play: E il mio è quello sbagliato, vero?
Lucca C&G: Sì.
GiocAosta: Non dico quello, semplicemente io preferisco portare avanti un modello diverso di collaborazione. Ci tengo a coinvolgere e responsabilizzare tutte le persone impegnate nell’organizzazione, mantenendo sempre prioritaria l’amalgama del gruppo.
Dita: Il punto non è fare la lista degli atteggiamenti giusti o sbagliati, bensì evidenziare le vostre differenze e capirne i motivi alla base, a vantaggio del pubblico che, in questo modo, può scegliere con maggior consapevolezza quali di voi frequentare.
Lucca C&G: Se lo scopo non era parlare degli errori perché avete invitato anche lei?
Dita: Carrara Show è stata invitata in rappresentanza delle fiere più giovani, le quali, prima di affermarsi, riscontrano molte difficoltà nelle apparizioni iniziali.
Lucca C&G: Pensavo fosse qui in rappresentanza delle fiere che durano una sola edizione.
Carrara Show: Non sarà così.
Play: Cosa ti fa pensare che qualcuno ti darà ancora credito?
Carrara Show: Il fatto che i nostri errori sono stati talmente macroscopici che non possiamo metterli sotto il tappeto e andare avanti come fate voi. Noi possiamo solo migliorare. E molto.
Dita: Capisco ciò che dice, però nel suo caso si deve parlare di un vero e proprio flop. Quali crede siano state le cause maggiori di questo fallimento?
Carrara Show: Per prima cosa è stata sbagliata la scelta della data, in secondo luogo la campagna d’informazione si è rivelata totalmente inadeguata.
Play: Certo, invece l’organizzazione degli spazi interni è riuscita benissimo, vero?
Carrara Show: No, ma quell’aspetto rientra tra i problemi di gioventù che andranno migliorando con l’esperienza, edizione dopo edizione.
Lucca C&G: Sempre che di edizioni ce ne siano altre. Dai troppe cose per scontate.
Carrara Show: E tu parli solo per paura. Sai che in pochi anni posso contenderti il ruolo di fiera italiana di riferimento.
Play: Tu? Ma per piacere…
Carrara Show: Non ostenterei tanta sicurezza fossi in te. Già in questa prima edizione è stato evidente che ho potenzialità ben superiori alle tue.
Dita: In effetti, al di là delle criticità già enunciate, i nostri feedback parlano di un’offerta per il pubblico assai ampia e variegata, servizi all’altezza e spazi talmente ampi da poter far concorrenza alla fiera di Essen.
Essen Spiele: Hast du meinen Namen sagen? Es ist Zeit zu essen?
Play: Certo, prima devo sentire che una piccola manifestazione come GiocAosta è la migliore d’Italia e poi che Carrara Show, un flop perfino maggiore della defunta Ludica Roma, può diventare l’evento italiano di riferimento nel settore. Vi rendete conto che sono assurdità assolutamente slegate dalla realtà?
Lucca C&G: La realtà è che tutti giocano a fare i grandi, ma solo io lo sono davvero. A questo punto direi che vi ho concesso fin troppo tempo, me ne vado, ci rivediamo a fine ottobre. Tanto lo so che parlate, parlate, ma alla fine da me venite sempre. Non potete farne a meno.
Essen Spiele: Es ist vorbei? Schließlich essen Sie?
Carrara Show: A proposito, io conosco un po’ di tedesco. Credo che abbia fame.
Play: Certo, come no. Ora vuoi ridicolizzare anche il punto di riferimento incontrastato dell’ambiente ludico?
Carrara Show: Veramente…
Play: Ecco, allora fai silenzio! La fiera di Essen è l’unica che è impossibile criticare, dovresti pendere dalle sue labbra invece di mistificarne il messaggio per farle fare brutta figura.
Dita: Bene, direi che possiamo terminare qui il nostro incontro. E’ stato un confronto movimentato e ricco di spunti; spero che anche il pubblico che ci ha seguito ne abbia ricevuto una piacevole impressione. Ringrazio tutti gli ospiti per essere intervenuti e dò appuntamento ai lettori al prossimo imperdibile reportage dal titolo: “Asservire & Polemizzare: Viaggio negli irrisolti dei blogger ludici”.

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15 Responses to Fiere di loro: Viaggio nell’ego delle manifestazioni ludiche

  1. Avatar sbrecco ha detto:

    Ciampino Gioca: Ed a me che alla mia prima edizione in una realtà molto piccola e con pochi organizzatori sono riuscita a fare più di 400 ingressi??Neanche una domanda??Ho gia pronta la campagna informativa per la prossima edizione e dato il successo della prima…….
    Uno Sbrecco dal pubblico: Guarda che il comune se ne frega del tuo successo e dei tuoi volantini e non ti concede più spazi.Da quando i dibattiti sono così mal moderati, facciamo parlare proprio chiunque.
    Ciampino Gioca: Scusate, torno nell’oblio……

  2. Avatar Daniele Ferri ha detto:

    molto, molto interessante

    non ho visto GiocAosta per questioni di distanza ma nelle altre c’ero, col mio VEGEtables.
    dalla mia postazione posso dire che: Lucca assolutamente bocciata per l’inutile dispendio di energie in quattro giorni in cui “far giocare” la gente è un’impresa, Carrara non valutabile per le clamorose debolezze organizzative, PLAY più che promossa: se deve “cambiare” per arrivare a 100.000 visitatori e fare la fine della bolgia Lucchese, allora mille volte meglio che si attesti a 25.000 visitatori

  3. Avatar Plautus ha detto:

    Divertentissimo, bravo dita! “Il successo è il segreto del mio successo” è notevole ;)

  4. Avatar Noctua Cojuntas ha detto:

    Noctua: Eccole in ritardo, Bgeek ed Etnacomics… le terrone… Sono andati tutti via dai che vi intervisto io.

    EtnaComics: Mannaggia non sono riuscita ad incontrare Carrara, siamo state contemporanee.

    Noctua: te la saluto io, fatto buon viaggio?

    EtnaComics: Sì, noi del sud abbiamo una certa abitudine a fare strada non è tutto a portata di mano come per quelli là sopra.

    Noctua: Bgeek l’hai portata la burrata? Dai che si è fatta ora di pranzo.

    BGeek: Sto lavorando alla prossima edizione voglio mettere altra carne al fuoco.

    Noctua: Ancora? Guarda siediti che te lo devo dire, Huzinga è morto se non fai sedute spiritiche non è che puoi evocarlo.

    BGeek: Anche zio Walt?

    Noctua: Anche zio Walt. A propostito, che fine ha fatto Comicon, non era con voi? E’ passata definitivamente dall’altra parte?

  5. Avatar Giovanni ha detto:

    Geniale! È un’articolazione maestoso in ogni caso a mio avviso è impossibile paragonarle sono tutte simili ma allo stesso tempo completamente diverse. Io continuò a preferire la Play perché le altre come dire, nun me garbano!

  6. Grazie a Noctua per avere ricordato il sud … capisco che noi siamo più abituati di altri a fare strada, ma hey Dita, vieni a trovarci ad EtnaComics una di queste edizioni! :-P

    • Avatar ditadinchiostro ha detto:

      Ciao Massimiliano! Appena mi sarà possibile verrò molto volentieri a Etna Comics di cui, peraltro, ho sentito parlare un gran bene. Non vedo l’ora di averne l’occasione!

  7. Avatar Erik Burigo ha detto:

    Essen Spiel mi sta simpatica.

  8. Avatar Federico Latini ha detto:

    Siete dei geni!

  9. Avatar Claus ha detto:

    Ahahah schizofrenico, ma stupendo!
    Und jetzt können sie endlich Sauerkraut essen! :D

    Saluti,
    Claudio

  10. Avatar ditadinchiostro ha detto:

    Grazie a tutti dei complimenti.

  11. Avatar Francesco Caruso ha detto:

    si ma un traduttore per quello che diceva Essen? :)

  12. Avatar Simone Mancuso ha detto:

    Mi aggiungo ai complimenti… articolo spettacolare!!!

    • Avatar Alkyla ha detto:

      Come ho ribadito in settimana agli altri, senza nulla togliere a nessun Gioconauta e senza piaggeria, dita non manca mai di dimostrarsi la nostra punta di diamante, il nostro fuoriclasse.

      • Avatar ditadinchiostro ha detto:

        Ahahahah :) Grazie mille ma Gioconauta è piena di fuoriclasse! Il livello medio delle video recensioni, videotutorial, articoli e special è molto alto e lavorare insieme a voi è un onore e un continuo stimolo a migliorarsi.

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