Nome in codice & Insoliti Sospetti, spie e criminali al servizio delle Lettere

di Daniel “Renberche”

Il detto “Puoi scoprire più cose in un’ora di gioco che in un anno di conversazione” s’addice perfettamente ai due titoli citati, infatti sarà fondamentale capire e farsi capire, interpretare ciò che ci viene detto dai nostri compagni, il più delle volte rischiando figure alquanto disdicevoli. Se non temete l’emergere dei luoghi comuni e i rimproveri dai vostri amici di gioco, vi consiglio di dare un’occhiata a questi due titoli, usciti ad Essen nella lingua d’Albione ma fra poco disponibili nell’italico idioma.

Nome in Codice e Insoliti Sospetti sono due titoli di deduzione, ed entrambi portano in Italia il marchio Cranio Creations, il primo come localizzazione (nasce sotto l’egida CGE) mentre il secondo come editore. Li ho provati più volte entrambi quindi, dopo una breve panoramica di come funzionano, ne farò un confronto. Non aspettatevi una vera e propria recensione, forse nel futuro, ma uno specchio introduttivo. Partiamo dal secondo citato.

NB: le foto sono rappresentanti ovviamente delle versioni in inglese, le edizioni italiane saranno ovviamente…in italiano!

Inssospetti1oliti Sospetti
Numero di giocatori: 3 – 16
Durata: 20 minuti
Autore: Paolo Mori (noto per il recente Dogs of War e altri)
Lo scopo del gioco è trovare il colpevole di un delitto nel minor numero di turni possibile tra una selezione di sospettati. Solo un giocatore sa chi è costui ma l’unico modo che ha per farlo capire agli altri è di rispondere Si o No a delle domande che gli verranno poste in merito al colpevole, domande che non sono inventate al momento ma pescate da un mazzo apposito. Per ogni domanda in base alla risposta del giocatore col cappello (presente all’interno della scatola) si dovranno scartare da uno o più innocenti, fino a giungere entro l’undicesimo turno a scovare il colpevole. Il mazzo dei sospettati è abbastanza corposo e ogni partita ne vengono scelti casualmente dodici, mentre la tre interrogazioni troviamo cose del tipo “Ama la musica Metal?”, “Paga sempre le tasse?” o “Andava bene a scuola?”. Io l’ho ribattezzato il gioco che dei luoghi comuni, in quanto fa emergere, in maniera scherzosa, molti pregiudizi sulle persone con allegate discussioni tra i giocatori.

Nome in Codice
Numero di giocatori: 2 – 8codenames3
Durata: 20 minuti
Autore: Vlaada Chvátil (si proprio lui)
Nome originale: Codenames
Qui i giocatori si suddividono in due squadre, rossa e blu, e lo scopo è di far individuare dallo spymaster tutte le spie del proprio colore. Facile? Aspettate di capire come funziona il gioco. Si ha una griglia di 25 parole, i due spymaster hanno uno schema con la disposizione delle spie, degli innocenti e dell’assassino. Alternandosi dovranno dire una sola parola e un numero che, secondo loro, rappresenta su quante carte sono presenti dei termini riconducibili a quello indicato, dove sono presenti le proprie spie. Ad esempio, se sono presenti Passo e Alpi, e queste sono spie dello stesso proprio colore, potrebbe dire “Montagna 2”. Ovviamente la difficoltà sta anche a non far confusione con tutte le altre parole presenti perché se si sbaglia si potrebbero rivelare spie nemiche, facilitando il lavoro dell’altra squadra, o peggio ancora l’assassino che comporta la sconfitta immediata della squadra. Vi assicuro che il gioco non è per niente facile, sia per lo spymaster che per i membri delle squadra e che si suda freddo quando c’è da decidere quali possibili parole voleva indicare e in caso di errore volano le parole, non quelle cartacee ma quelle letterali.

Chi vince?

Ho fatto un buon numero di partite ad entrambi e devo dire che nessuno mi ha stancato e che anzi, sono molto divertenti. L’aspetto di entrare nella testa degli altri è sempre qualcosa che mi piace in un gioco, infatti adoro Dixit e Il Sesto SensoNome in codice è più raffinato, richiede una maggiore dedizione e il fattore competitivo lo rende più appetibile mentre Insoliti Sospetti invece ha dalla sua una maggiore semplicità, non tanto nelle regole, che sono facilissime in entrambi i casi (da qui la dicitura Sempliciotto usata dalla casa per catalogarli), ma come modalità di gioco. Hanno tutti e due dalla loro parte il grande numero di giocatori che tengono e i materiali sono comparabili dato che alla fine sono carte, anche le durate li portano a livello di filler quindi non è escluso che finita una partita ne parta immediatamente un’altra. Se devo decidere vince ai punti Nome in codice ma sarei curioso di sapere anche voi cosa ne pensate.

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6 Commenti a Nome in codice & Insoliti Sospetti, spie e criminali al servizio delle Lettere

  1. dLgG ha detto:

    mi incuriosisce da matti Nome in Codice…quante partite hai fatto?

  2. emanueles ha detto:

    Tra i due, mi attira di più Nome in codice, però pongo la stessa domanda per entrambi: secondo voi, la longevità è soddisfacente? Insoliti sospetti mi dà l’idea che dopo qualche partita possano ripresentarsi con facilità le stesse situazioni e gli stessi ragionamenti da parte del master. Nome in codice ha forse un po’ di variabilità in più, o mi sbaglio?

    • renberche renberche ha detto:

      In linea di massima direi che non sbagli. Su Insoliti Sospetti il master conviene farlo a rotazione, in modo da avere una certa variabilità, comunque le domande e le possibili scelte di persone non sono proprio poche quindi non credo venga così facilmente a noia. Io al momento penso di aver fatto almeno una decina di partite e non mi ha stancato per nulla.
      Nome in codice per come è strutturato rappresenta una sfida più tosta quindi è sicuramente più longevo, in quanto anche se ricapitano le stesse combinazioni di parole, situazione rara visto che ce ne sono tantissime, cambia anche il quadro delle spie, quindi due partite uguali sono pressoché impossibili.

  3. Pietro ha detto:

    Secondo te, “nomi in codice” é bello anche in 4?

    • Renberche Renberche ha detto:

      Per quanto abbia in sei giocatori la sua migliore configurazione, almeno secondo la mia esperienza, anche in quattro può dare soddisfazioni, per quanto si perda la parte di discussione per le scelte da fare.

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