Barony – Recensione

di Davide “Canopus”

Titolo Barony
Autore Marc André
Lingua versione provata Multilingua (Italiano, Inglese e Francese)
Editore versione provata Asterion Press
Altri editori Matagot, Rebel.pl, Asmodee
Numero giocatori 2 / 4
Durata partita 45 minuti
Anno pubblicazione 2015
Altri titoli Baronia
Meccaniche Astratto, controllo area
Dipendenza dalla lingua Nessun testo nel gioco
Prezzo indicativo (in data recensione) Poco meno di 45€

Giugno 2015, Asterion Gaming Days, quasi mi sedevo contro voglia al tavolo per provare Barony. I commenti di chi lo aveva provato prima di me, malefico Renberche, mi avevano decisamente smontato parlando di un gioco tutto incentrato sul combattimento, risolto tramite la maggioranza di pedine in un’area, e molto freddo e matematico. Di solito il secondo punto per me non è un problema, ma se devo passare tutto il tempo a combattere tendo a trovare l’esperienza ludica un po’ stressante… per la serie interazione diretta si, ma non a farne indigestione. Lo ‘spiegatore’ era in gamba, chiaro e coinciso, inoltre adorava il gioco, cosa che aiuta sempre quando lo si deve spiegare per due giorni di fila a degli estranei. Partita a 3 con io, lui e il Doc. Si inizia come mi aspettavo, titolo calcolatore e matematico, primo posizionamento che tiene conto del vantaggio di iniziare per primi ribilanciando le cose. Dovrebbe essere un controllo territorio ma in realtà la questione non è tanto mantenere le posizioni, quanto guadagnare ‘risorse’ dalla colonizzazione e posizionare alcune strutture in punti cardine per bloccare il passaggio agli avversari. Il combattimento è fondamentale, ma non il centro del gioco e, anzi, non ne facciamo un utilizzo per niente intensivo. La partita fila liscia, nulla lasciato al caso e meccanica assolutamente scacchistica; il gioco termina con una barriera enorme che taglia a metà il tabellone, degna del Trono di Spade, e il Doc che mi soffia la vittoria di una sola mossa, colpa mia che alla fine fui troppo cautelativo ed evitai di rischiare. Mi alzai dal tavolo per nulla sazio, con tanta voglia di rigiocarlo e tentare nuove strategie e configurazioni della mappa per questo titolo dal sapore assolutamente german e un forte retrogusto di scacchi. Per dare qualche dato biografico di Marc André abbiamo già parlato in occasione del suo ottimo Splendor, mentre l’illustratore, Ismaël Pommaz, ha dato la grafica anche al discussissimo Archipelago. Ma ora, messere e messeri, ben venuti nel regno di Barony.

Ambientazione

Come Splendor prima, parliamo di un titolo astratto e ambientazione appiccicata sopra con ben poca fantasia ed impegno. Verosimilmente siamo all’epoca feudale, il luogo non è ben identificato e non è nemmeno importante al fine del gioco, ma secondo il regolamento ci troviamo ai confini di qualche impero dove i giocatori si sfideranno alla testa dei loro eserciti per diventare sovrani della regione. Nulla di più, ambientazione descritta in 3 righe. Unico elemento ambientato del gioco è il segna punti, in cui i giocatori potranno acquistare titoli nobiliari secondo la gerarchia feudale, partendo da Visconti, per passare a Conti, Marchesi e, infine, Duchi.

Materiali

In una scatola quadrata si trovano abbastanza componenti in legno da far piangere la foresta amazzonica.

Pedine

Barony - Pedine

Per ogni giocatore sono presenti in legno e tinta unita:

– 5 città: sono gli elementi più vistosi del gioco, sono luoghi di generazione per le unità e l’edificazione di tutte le città è condizione necessaria per vincere. Indistruttibili una volta costruite.

– 2 fortezze: utilizzate per bloccare il passaggio alle unità avversarie. Anche queste indistruttibili una volta costruite.

– 7 cavalieri: sono le unità militari del gioco, unici componenti mobili, servono sia per l’attacco che per l’edificazione dei villaggi e delle fortezze.

– 14 villaggi: forniscono risorse al giocatore che li costruisce in base al terreno su cui sono edificati e si possono evolvere in città.

– 1 dischetto: funge da segna punti.

Tessere plancia

Barony - Tessere

Sono 36 tessere composte da 3 esagoni adiacenti tra loro per 2 lati ciascuno. Ogni esagono rappresenta un tipo di terreno tra acqua, campo, collina, foresta e montagna. A parte l’acqua, gli altri terreni forniscono risorse nel caso si costruisca sopra un villaggio o una fortezza.

Altro

Barony - Altro

Abbiamo un tracciato dei punti in cui il segnapunti si può muovere in due direzioni, verticale e orizzontale, diviso in zone in base ai 4 titoli nobiliari presenti. 4 plance giocatori con riassunte tutte le possibili mosse. Un segnalino primo giocatore a forma di scudo e 80 segnalini risorse a forma di scudetti. Questi segnalini possono essere di 4 tipologie in base ai terreni e riportano due punteggi diversi: i punti che si ottengono per eseguire l’azione “titolo nobiliare”, dorati, e i punti che contano alla fine della partita, argentati.

Setup e regolamento

Barony - SetupIl setup può essere considerato diviso in due parti. Nella prima, che dura pochissimi minuti, si compone l’area di gioco assemblando tra loro 9 tessere per ogni giocatore. L’area va composta casualmente e non ci sono particolari vincoli, ma consiglio di non esagerare con la fantasia o rischiate di trovarvi facilmente in difficoltà con i movimenti. Consiglio un’area di gioco abbastanza uniforme tra larghezza e altezza e niente buchi in mezzo. In effetti, il fatto che il regolamento non dia alcun vincolo di assemblaggio della plancia di gioco potrebbe forse essere un problema per i neofiti. Prima di passare alla fase successiva del setup conviene spiegare il regolamento, il che vi consterà indicativamente 15 minuti: consiglio vivamente di farlo con plancia giocatore alla mano e mostrando i simboli riassuntivi raffigurati su questa per descrivere le azioni, l’aiuto al giocatore è realizzato ottimamente, intervallando ogni tanto con qualche esempio. Per concludere il setup, si sceglierà casualmente il primo giocatore e si procede al piazzamento delle prime 3 città. Il meccanismo è un po’ particolare, partendo dal primo giocatore si colloca una città e un cavaliere in un esagono a scelta, che non sia una foresta o adiacente ad un’altra città, gli altri giocatori fanno la stessa cosa in senso orario, tranne l’ultimo che piazza direttamente 3 città e 3 cavalieri. Ora, in senso antiorario partendo dall’ultimo giocatore fino al primo, ognuno piazza 2 città e 2 cavalieri. La procedura è molto elegante e in effetti ribilancia il vantaggio che teoricamente dovrebbe avere il primo giocatore; per contro è difficile dire quanto tempo vi comporterà questa preparazione in quanto è abbastanza determinante e molto riflessiva, in alcuni casi porta a paralisi d’analisi in chi ne è soggetto.

Meccaniche

La meccanica di gioco fila liscia come l’olio. Al suo turno ogni giocatore esegue una ed una sola azione tra le 6 disponibili prima di passare il turno. Le azioni eseguibili sono:

  • Barony - Esempio di giocoReclutamento: si colloca su una città fino a 2 cavalieri, o fino a 3 cavalieri se è adiacente ad un lago.
  • Movimento: si muovono 2 cavalieri diversi di un esagono. Non c’è limite al numero di cavalieri dello stesso colore che può stare in un esagono, ma un cavaliere non può mai entrare in un esagono lago, in una città o fortezza avversaria, in un esagono di montagna in cui sia presente un villaggio o un cavaliere avversario e in qualsiasi altro esagono in cui sono presenti due unità avversarie dello stesso giocatore (quindi due cavalieri oppure un cavaliere e un villaggio dello stesso colore).
  • Costruzione: il giocatore sostituisce quanti cavalieri desidera con villaggi e fortezze, finché ne ha a disposizione perché le riserve di edifici non sono illimitate. Non è possibile costruire fortezze e villaggi in esagoni contenenti già altri edifici o cavalieri avversari. L’edificazione di un villaggio o di una fortezza fornisce al giocatore un segnalino risorsa del tipo del terreno dove si è costruito l’edificio.
  • Nuova città: si sostituisce un proprio villaggio con una città e si guadagnano 10 punti, quindi si sposta il proprio segnapunti in diagonale verso il basso. Non è possibile costruire una città su una foresta, su un esagono adiacente a quello di un’altra città o su un esagono in cui è presente anche un cavaliere avversario.
  • Spedizione: il giocatore prende 2 suoi cavalieri, ne rimette uno nella scatola e piazza l’altro in un esagono libero e non di lago sul bordo dell’area di gioco. Alla prima partita mi è stata presentata come la mossa della disperazione antistallo. In effetti ha un certo “prezzo”, in quanto si rinuncia ad un cavaliere e le pedine sono contate e limitate in numero. Io trovo invece che sia un ottimo artificio strategico per spiazzare gli avversari e implementare strategie complesse, però è fondamentale il momento della partita in cui la si esegue o finisce per essere un’arma a doppio taglio.
  • Acquisire un titolo nobiliare: il giocatore spende segnalini risorsa per un valore pari o superiore a 15, sommando i valori dorati dei segnalini, per acquisire un titolo nobiliare, guadagnare 5 punti vittoria e spostare il proprio segnapunti in orizzontale verso destra.

Come si può notare sono poche regole, certo le eccezioni e i vincoli non sono pochi, ma la plancia di aiuto al giocatore è ottimamente illustrata e dettagliata e spiega con semplici simboli tutte le regole e i loro vincoli.

Barony - DettaglioIl combattimento, che può sembrare il punto critico del gioco, è risolto ottimamente e in freddissimo modo ‘germanese’. Quando in un esagono sono presenti due cavalieri dello stesso colore questi eliminano cavalieri e villaggi avversari presenti. Quando si elimina una pedina avversaria, il vincitore ruba all’avversario un segnalino risorsa, se ne possiede, del tipo che preferisce. Questo fa capire come sia abbastanza importante spendere le proprie risorse al momento giusto, sia per trarne il massimo vantaggio ma anche per non regalare punti agli avversari.

La partita termina nel momento in cui un giocatore raggiunge gli 80 punti, ossia la terza riga dall’alto assegnata al titolo nobiliare di Duca, il gioco continua finché non arriva il turno del primo giocatore. Finita la partita, al valore del segnapunti si sommano i punti indicati su eventuali segnalini risorsa rimasti ai giocatore, però in questo caso si sommano i valori argentati. Chi ha più punti vince.

Conclusioni

Grafica e componentistica All’apertura il contenuto della scatola non delude. Davvero molti componenti in legno e gli elementi di cartoncino sono di ottimo spessore. Certo non brilla per stile grafico, ma le illustrazioni dei terreni non mi dispiacciono e fanno egregiamente il loro lavoro. Le forme di alcune pedine sono un po’ “comiche”, come i villaggi che sembrano candeline, però le città sono ben dettagliate e massicce, danno soddisfazione al tatto. Devo però ammettere che le stesse città, date le dimensioni, possono essere un punto a sfavore perché in certi casi nascondono le perdine cavaliere alla vista. Paradossalmente, l’elemento che mi ha colpito di più è stata la plancia di aiuto al giocatore, che riesce in uno spazio assolutamente contenuto a riassumere tutte le regole e i diversi vincoli con simboli davvero chiari ed efficaci. Utilissima nelle prime partite. Complessivamente il gioco apparecchiato appare colorato e con elementi 3d, dati dalle pedine, che lo rendono accattivante alla vista.
Ambientazione Praticamente inesistente e il regolamento vi dedica 3 righe di numero. Praticamente nemmeno la fatica di inventarsi qualcosa.
Regolamento Veloce, scorrevole, molto schematico e chiaro. Gli esempi e le illustrazioni non mancano e sono assolutamente in numero adeguato.
Meccaniche e dipendenza dal caso Il gioco è completamente scacchistico, la casualità praticamente non esiste. Le meccaniche sono semplici e molto chiare. L’unico dubbio che avevo poteva essere il combattimento, ma è stato risolto in modo elegante e assolutamente german. Si tratta di un titolo di dispersione più che di controllo territorio, il nocciolo del gioco sta nel guadagnare risorse nella “colonizzazione” delle tessere, invece di mantenerne il possesso. Importantissimo il timing del spendere le risorse appena possibile per impedire agli avversari di danneggiarvi rubandovele. Per il resto può essere paradossalmente conveniente vedersi sottrarre un villaggio, così da rimpinguare la propria riserva e avere la possibilità in futuro di riguadagnare risorse dallo stesso esagono. Geniale la presenza della “mossa della disperazione”, la Spedizione, che permette di entrare a sorpresa, o quasi, in un altro lato del tabellone, consentendovi la creazione di un nuovo punto di innesco e l’implementazione di strategie elaborate. Strategica, anche, la scelta della posizione delle fortezze: parte del gioco risulta bloccare i passaggi agli avversari e la presenza di solo 2 pedine di questo tipo rendono la scelta critica. A mio parere due sono i punti di vista particolarmente interessanti delle meccaniche. Per prima cosa è un gioco di colpo d’occhio, è piuttosto semplice perdersi concentrandosi su un’area del tabellone e restare sguarniti altrove, con effetti spesso devastanti. Serve decisamente un’ampia visione di insieme soprattutto al cresce del numero di giocatori. Secondo aspetto importantissimo è la massimizzazione dell’efficienza delle mosse. Le partite si chiudono con una corsa ad arrivare per primi agli 80 punti, capita spesso di perdere per una mossa che magari non era stata massimizzata al massimo, per esempio non sfruttando al massimo la conversione di cavalieri in villaggi. È fondamentale ottenere assolutamente il massimo da ogni azione che si esegue.
Interazione tra i giocatori Elevatissimi livelli di interazione sia indiretta che diretta. La prima è dovuta dal bloccare le strade agli avversari tramite le fortezze, la presenza di pedine sulle montagne o il piazzamento di due proprie pedine in esagoni chiave. Parte importante del gioco è l’accesso a settori che restituiscono risorse di valore elevato per accelerare la corsa agli 80 punti. Fondamentale da questo punto di vista la conformazione dell’area di gioco. L’interazione diretta è garantita dal combattimento. La mia principale preoccupazione era che fosse un aspetto molto pesante, non sono il genere di giocatore che ama andare a creare zuffe con gli avversari. In realtà questo aspetto dipende molto anche da cosa fanno gli avversari, se il gruppo è poco propenso a pestarsi i piedi possono esserci anche partite senza combattimenti. Di norma, però, ho avuto l’impressione che sia quasi impossibile implementare una strategia vincente senza combattere nemmeno una volta. Comunque gli scontri non sono così numerosi e fondamentali, ma mettetevi nell’ordine delle idee che ogni tanto vi dovrete buttare nella mischia.
Originalità Nulla di innovativo, piuttosto una minestra di buona idee già viste altrove. Credo che la cosa più originale sia il movimento per righe e colonne sul segnapunti, per cui si acquistano gli incrementi orizzontali e si guadagnano costruendo città quelli verticali (ok, sono diagonali ma ci siamo capiti).
Longevità Al fine della partita la forma dell’area di gioco è fondamentale, definisce i punti di partenza più allettanti, i varchi strategici e le aree più appetitose al fine di guadagnare risorse. Tenendo conto che la forma dell’area di gioco varia di partita in partita, e in meno di 4 non entrano in gioco nemmeno tutte le tessere, credo che sarà davvero molto difficile vivere una sensazione di eccessiva ripetitività. Tenete anche presente che le partite sono relativamente rapide.
Scalabilità La scalabilità è implementata esclusivamente dalla dimensione dell’area di gioco che varia in funzione del numero di giocatori. L’unica differenza che ho riscontrato nel giocare in 4 piuttosto che in 2 è che in 4 serve più colpo d’occhio ed è più facile, relativamente parlando, distrarsi e restare sguarniti su un fronte. Per il resto gira benissimo. In 4 giocatori l’area di gioco può essere piuttosto ingombrante.
Impressioni giocatori Barony è il classico gioco che o si ama o si odia. Assolutamente sconsigliato a chi non ama i german. Abbiamo davanti un titolo calcolatore, strategico e, ammetto, piuttosto freddo. Nonostante questo, salvo casi patologici, tende a non generare paralisi d’analisi perché il ventaglio d’azione è piuttosto limitato e si ha tempo di pensarci durante il turno degli avversari. Fa eccezione la prima disposizione delle città, dove è assolutamente necessario studiare il territorio. Nonostante l’ottimo lavoro svolto nella realizzazione della plancia di aiuto giocatori, non lo considero assolutamente un titolo per neofiti o introduttivo. Barony fa pagare eccessivamente gli errori e la differenza di esperienza tra i giocatori al tavolo. Basta un piccolissimo errore in una partita tra giocatori che conoscono bene il titolo per generare un gap difficilissimo da colmare fino alla fine della partita. Per contro devo ammettere che si prende dimestichezza piuttosto in fretta.
Giudizio personale Personalmente adoro questo titolo. Probabilmente, come avrete capito, sarà perché sono german dentro. Prima di acquistare questo gioco mi sono ovviamente informato e ho trovato una frase su bgg che è assolutamente geniale e rende perfettamente l’idea di cosa abbiamo davanti: “il Go e gli Scacchi hanno un bambino e il suo nome è Barony”. Ed è proprio così! Abbiamo la specializzazione dei singoli pezzi come negli Scacchi, anche se in modo nettamente minore, e le strategie di posizionamento e del guadagnare posizioni cardine come nel Go. Ovviamente il tutto in totale assenza di casualità come in entrambi i titoli. Per contro presenta anche quello che potremmo definire un difetto di questi giochi, ossia il gap tra giocatori con esperienza diversa di gioco. Per me voto assolutamente positivo, ma per gli stessi motivi per cui mi piace capisco perché molti gamer possano tenerlo a distanza.

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Pro

Contro

Ottima componentistica e meravigliosamente realizzate, oltre che utilissime, le plance di aiuto giocatore. Gioco piuttosto freddo e pochissimo sforzo nell’inventarsi un’ambientazione.
Casualità ridotta praticamente a zero, controllo strategico totale. Non perdona gli errori e i recuperi sono spesso molto difficili.
Regolamento con molti vincoli alle mosse ma chiaro, coinciso e di facile da assimilare. Si sente molto la differenza di esperienza al tavolo di gioco.
Elevata interazione. Le città, anche se belle da vedere, in certi casi nascondono alla vista le pedine cavaliere.
Tempi morti molto contenuti durante il gioco.
Elevatissimo ventaglio di strategie percorribili.
Elevata longevità.

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3 Commenti a Barony – Recensione

  1. Simone Mancuso ha detto:

    Radiografia perfetta del titolo. Anche io me ne sono innamorato agli AGD2015 e condivido tutti i tuoi spunti di riflessione.
    Gran Gioco…

    • Canopus Canopus ha detto:

      Grazie Simone. Pensa che lo adoro anche se in più di 10 partite fino ad ora ne ho vinta una sola… ma mi vergognavo un po’ a scriverlo. :-D

      • Simone Mancuso ha detto:

        Ti capisco benissimo. Ci sono titoli che adoro e che per quanto ne abbia assimilato meccaniche, apprezzato dinamiche o iniziato a disegnare strategie più definite per tentare di vincere… non mi riesce di espugnare!!!
        A Barony, in tutte le partite giocate, parto sempre forte ma poi, la foga si esaurisce come un fuoco di paglia e vince qualcun altro. Pazienza :)
        Quella che non si esaurisce, almeno per adesso, è la passione… e quindi ben vengano le partite e qualche mazzata. Poi avete Alkyla in gruppo che sicuramente fa da mattatore quindi… alla complessità del gioco si unisce anche un avversario tosto da battere…

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