Quadropolis: torniamo a edificare con Days of Wonder

di Alberto “Doc”

Piacevolmente soddisfatto da un recente city building provato nelle ultime settimane mi è tornato il pallino per questa categoria di giochi ormai diventata un classico nel mondo dei boardgames. Curiosando fra le novità in arrivo per quest’anno sono incappato in Quadropolis, ultimo lavoro della Days of Wonder. Nota la cura per grafica e componentistica che di solito la casa editrice mette nei propri lavori mi sono ovviamente fermato per approfondire la questione.

Precedentemente conosciuto come City Mania, in Quadropolis ogni giocatore deve costruire la propria metropoli. L’ambientazione per questo è già di per se chiara e non ha bisogno di ulteriori delucidazioni. Andiamo allora a vedere come si sviluppa il gioco.

pic2855634Ogni giocatore ha una propria plancia formata da 4×4 zone edificabili che dovrà completare durante l’arco di quattro turni, tempo di durata della partita. Per farlo dovrà utilizzare i quattro architetti in proprio possesso numerati da 1 a 4. Le tessere con cui popolare la propria plancia sono disposte in una griglia comune 5×5 e durante il turno i giocatori utilizzeranno i propri architetti per reclamare le tessere e posizionarle sulla propria città in costruzione.
L’utilizzo degli architetti avviene come segue: durante il proprio turno un giocatore piazza uno dei propri architetti sulla cima o sul fondo di una riga o colonna della griglia centrale e recupera la tessera corrispondente al numero che porta l’architetto contando le tessere dal punto di posizionamento. Gli altri giocatori in successione eseguono la stessa azione evitando di reclamare zone già svuotate. Queste infatti non vengono rimpinguate immediatamente dopo essere state prese. In aggiunta, i giocatori non possono piazzare un architetto nella stessa posizione già occupata da un altro: non possono essere sovrapposti. Oltre ad ottenere la tessera, associata ad essa viene anche recuperata una risorsa delle due che prevede il gioco: abitanti o energia. Tali risorse non servono per costruire gli edifici ma per essere spostate da tessera a tessera sulla propria città così da massimizzare il punteggio per ogni categoria di edificio.
Il turno si sussegue fin tanto che ogni giocatore non ha piazzato tutti e quattro i proprio architetti. A questo punto il turno finisce, i giocatori recuperano i propri segnalini architetto, le tessere centrali vengono scartate e viene costruita una nuova griglia 5×5 con delle nuove tessere.  Fatto questo ha inizio un nuovo turno di gioco. Completato il quarto turno la partita ha termine.
Il punteggio viene determinato su 6 differenti tipi di edificio (zone residenziali, negozi, servizi pubblici, parchi, porti e industrie) e in base a energia e abitanti presenti.

pic2487235_lgQuesto Quadropolis all’inizio mi ha ricordato Between two cities più che altro per lo schema 4×4 con cui si va a costruire la propria città ma per il resto parliamo di un titolo totalmente diverso in cui il tempismo è la chiave per vincere la partita, oltre a un pizzico di fortuna, dovuta al posizionamento delle tessere sulla griglia centrale. Sicuramente ha dalla sua la semplicità e l’immediatezza oltre che ad un bell’impatto grafico e per questo sarà facilmente proponibile a chiunque. Non manca a mio avviso anche una certa profondità data sia dalle 6 vie con cui fare punti, sia dall’interazione sulla griglia comune con cui si va a prendere (e quindi a sottrarre agli altri) edifici sia infine dalle risorse abitanti ed energia che le tessere permettono di conseguire. In sostanza un gioco che potrà dare qualche soddisfazione anche ai giocatori più scafati. Quanta esattamente non lo so ma ho tutta l’intenzione di provarlo per capire questo e anche quanto possa influire la fortuna nella disposizione della griglia principale durante i quattro turni di gioco. Come sempre, staremo a vedere alla prova dei fatti.

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