Tesseract – Recensione

di Davide “Canopus” Tesseract

Titolo Tesseract
Autore Giuliano Acquati, Lorenzo Tucci Sorrentino
Lingua versione provata Italiano / Inglese
Editore versione provata Giochi Uniti / Stratelibri
Altri editori
Numero giocatori 2 / 4
Durata partita 30 minuti
Anno pubblicazione 2016
Altri titoli
Meccaniche Gioco di carte, astratto, filler
Dipendenza dalla lingua Completa assenza di testo
Prezzo indicativo (in data recensione) Circa 17€

Il Tesseract, o il Tesseratto in italiano, è probabilmente la figura geometrica che più turba la mente di amanti della fantascienza, scrittori e fumettisti… e pure qualche artista (consiglio di guardarvi il Corpus Hypercubus di Dalì). In realtà si tratta di un costrutto geometrico molto interessante in cui si immagina un cubo, o ipercubo, costruito in quattro dimensioni: analogamente come per costruire un cubo in 3 dimensioni si uniscono i vertici di 2 quadrati, per costruire un ipercubo quadridimensionale si uniscono i vertici di 2 cubi tridimensionali. Detta così temo di aver spogliato il Tesseract di molta della sua magia, ma l’idea di poter immaginare un qualcosa in 4 dimensioni spaziali è sicuramente molto affascinante, come fosse un oggetto divino. Deve essere la stessa cosa che hanno pensato Giuliano Acquati e Lorenzo Tucci Sorrentino per questo gioco, entrambi della Cranio Creation e il secondo coautore di altri titoli quali 1969, Dungeon Fighter e Steam Park. Abbiamo quindi un gioco di carte, praticamente astratto, dove i giocatori, che impersonano divinità, cercano di costruire dei precisi schemi, pattern, al fine di prendere punti e guadagnare l’onnipotente Cubo Cosmico (ogni riferimento ai fumetti Marvel è puramente casuale, anche perché il Cubo Cosmico è chiamato Tesseract solo in un paio di film). Ma vediamo come riplasmare l’universo…

Ambientazione

Ogni giocatore veste i divini panni di una delle quattro divinità tra Atena, Odino, Anubi e Kali, che si sfidano per il possesso del Tesseract, il misterioso e onnipotente Cubo Cosmico da cui, a detta del regolamento, dipende l’equilibrio e il destino di tutto l’universo. E qui la descrizione dell’ambientazione termina, lasciandoci con 4 divinità avide di potere e nulla più. Aggiungo che per ottenere questo obiettivo dovrete chiedere “l’aiuto” di volta in volta di divinità minori quali Loki, Ganesha, Fortuna, Atlante, Iside e Cthulhu… e si, c’è pure lui.

Materiali

Tesseract - ComponentiIn una piccola scatola di dimensioni molto contenute trovano spazio i seguenti componenti:

– 9 cubetti di legno, uno più grande arancione che indica il primo giocatore e 8 di piccole dimensioni gialli (cubi potere) che fungono da punti vittoria addizionali.

– 88 carte quadrate praticamente fuori formato, dico praticamente perché per trovare delle bustine protettive 75×75 mm bisogna andare nell’estremo oriente sul sito SwanPanasia. A loro volta abbiamo 4 carte divinità, che indicano i giocatori, 30 carte equilibrio, che rappresentano dei pattern in 3 colori da realizzare nell’area di gioco per guadagnare punti, e 54 carte intervento divino. Queste ultime sono il cuore del gioco e raffigurano 6 divinità minori con una raffigurazione iconografica dei loro “effetti speciali” sul Tesseract e in 3 colori di sfondo: blu, rosso e giallo. Saranno l’elemento fondamentale con cui si andranno a comporre i pattern.

Setup e regolamento

Tesseract - SetupIl setup è veramente rapido, pochi minuti, ma presenta due criticità. Ma andando per ordine per prima cosa si prepara sul tavolo il Tesseract, ossia un quadrato 3×3 di carte intervento divino pescate a caso dal mazzo. Qui c’è una prima criticità: le carte possono essere di 3 colori e per mantenere un certo equilibrio non ce ne possono essere più di 5 dello stesso colore. Se questo accade si rimescolano le 5 o più carte nel mazzo e se ne pescano di nuove, questo può allungare un po’ il setup, ma non eccessivamente. La seconda criticità, secondo me più gravosa, è che serve un tavolo quadrato o quasi perché ogni giocatore si deve sedere ad un lato del Tesseract libero. Si conclude consegnando ad ogni giocatore 2 carte intervento divino coperte, scoprendo sul tavolo un numero di carte equilibrio pari al numero di giocatori e, infine, consegnando il cubone arancione al primo giocatore.

Il regolamento conta 7 pagine di numero che si leggono velocemente e che lasciano ben pochi dubbi. Le regole si spiegano in meno di 5 minuti con pochi e semplici esempi.

Meccaniche

I get a power

Il gioco consiste in una serie di turni individuali, in cui i giocatori cercheranno di guadagnare punti componendo dei precisi pattern sul Tesseract, ossia l’area di gioco, in base alle carte equilibrio che hanno davanti. Ogni carta equilibrio riporta il quadrato di 9 carte indicando 3 carte che dovranno essere di 3 colori precisi, quindi una carta sarà gialla, una blu e una rossa, le altre carte in tavola potranno essere di qualsiasi colore, è irrilevante.  La particolarità è che ogni giocatore dovrà costruire il pattern indicato seconda la sua prospettiva. Dato che ognuno è seduto su un lato diverso del quadrato, ne consegue che un giocatore che vuole tenere conto delle possibilità degli avversari dovrà ruotare mentalmente l’area di gioco per capire che mosse potrebbero fare per costruire i loro pattern. Più semplice a dirsi che a farsi.

Ogni giocatore, al suo turno, può eseguire una delle seguenti 3 mosse:

Tesseract - Esempio di gioco1) Prendere una carta equilibrio tra quelle scoperte sul tavolo e piazzarla davanti a se. Il giocatore di turno può farlo solo se non ha già 2 carte equilibrio scoperte davanti. La cosa un po’ scomoda è che le carte equilibrio non sono simmetriche su ogni lato, quindi dovranno essere continuamente ruotate per essere concordi al punto di vista del giocatore di turno.

2) Pescare una carta intervento divino dal mazzo e tenerla in mano nascosta agli avversari. Questa azione non è praticabile se si hanno già 5 carte in mano.

3) Giocare una carta intervento divino sul Tesseract e attivarne gli effetti. Se il giocatore ha carte in mano, ne gioca una sovrapposta ad un’altra sul Tesseract cambiando così la combinazione di colori sul tavolo e cercando di costruire i pattern indicati sulle proprie carte equilibrio. Unico vincolo, non si possono coprire carte del medesimo colore. Inoltre ogni carta intervento divino raffigura una divinità con un effetto che deve essere applicato.

Al termine del proprio turno, il giocatore verifica se sul tavolo è raffigurato un pattern presente su una delle proprie carte equilibrio, se questa condizione si verifica prende la carta e la “nasconde” sotto la propria carta divinità, ha quindi guadagnato i 3 punti vittoria indicati sulla carta. Notate che questo può accadere anche se il giocatore non ha piazzato in tavola carte intervento divino, ma può capitare benissimo in seguito alle mosse degli avversari.

Per la barba di Odino

Come detto ogni carta intervento divino raffigura una divinità con un personale effetto speciale, queste sono:

Tesseract - DettaglioLoki: il giocatore ruba una carta intervento divino casuale dalla mano di un avversario, si può fare anche se si hanno già 5 carte in mano.

Ganesha: il giocatore gioca una seconda carta intervento divino dalla propria mano.

Dea Bendata (Fortuna): il giocatore guadagna un cubo potere, che a fine partita vale come un punto vittoria addizionale.

Atlante: sposta le carte di una riga o colonna del Tesseract, praticamente si prende la carta più esterna di una riga o una colonna facendola rientrare nella direzione opposta e facendo scalare tutte le altre carte della riga o colonna di una posizione (effetto Labirinto Magico, o Room25 se preferite). È possibile farlo anche su una riga o colonna diversa da quella in cui è stata giocata la carta.

Iside: il giocatore pesca 2 carte intervento divino dal mazzo e le aggiunge alla sua mano anche se ha già 5 carte in mano.

Cthulhu: il giocatore pesca una carta equilibrio dal mazzo e la mette davanti a se anche se ha già 2 carte davanti.

La partita termina nel momento in cui si verifica una delle seguenti 3 condizioni: terminano tutti i cubi potere, si rivela l’ultima carta equilibrio oppure terminano le carte intervento divino. Verificatasi una di queste condizioni il turno continua fino al giocatore a sinistra del primo. Terminata la partita si sommano i punti delle carte equilibrio nascoste sotto la carta divinità dei giocatori con quelli dei cubi potere in possesso di ciascun giocatore. Chi ha più punti viene proclamato vincitore, in caso di pareggio vince chi ha più cubi potere.

Conclusioni

Grafica e componentistica Oltre agli autori, questo gioco ha anche la grafica marchiata Cranio, Valentina Moscon (Dungeon Bazar) fa un ottimo lavoro e le immagini delle divinità sulle carte sono davvero bellissime, in particolare quelle delle 4 carte divinità. Forse unica critica che posso muovere è che alcune carte sono un po’ cupe, ma la cosa non da minimamente problemi. Peccato per il formato delle carte che è decisamente infelice e risparmiare 5 mm per lato non mi sembrava decisamente impossibile. Inoltre, le carte non mi sembrano robustissime e si devono mescolare parecchio.
Ambientazione Praticamente un astratto. Per quanto gli effetti delle varie divinità minori siano abbastanza relativi alla tipologia di divinità. Per esempio Loki, dio degli inganni e dei tranelli, permette di rubare una carta. Una nota molto simpatica, a mio parere, riguarda Cthulhu: per quanto sia inserito nel contesto puramente per “moda” (vi immaginare il Grande Antico trattare e prestare aiuto ad una qualunque altra divinità in cerca di potere? Io per niente) appare in un certo senso molto ambientato per un contesto lovecraftiano. Infatti, prendere una carta equilibrio a caso dal mazzo permette da un lato di ottenere un vantaggio riuscendo ad andare oltre il limite di 2 carte equilibrio davanti a se, dall’altro può essere un peso trovandosi con un pattern di difficile realizzazione e senza la possibilità di pescare altre carte equilibrio. Mi ricorda molto i patti oscuri con il guardiano della soglia (so che non è un avatar di Cthulhu, ma non facciamo troppo i pignoli).
Regolamento Pochissime pagine di un libricino piuttosto piccolo e che spiega una meccanica molto semplice e che non richiede particolari esempi, anche se non mancano. Grafica coerente con il gioco e il giusto numero di immagini. Regole semplici e veloce apprendimento.
Meccaniche e dipendenza dal caso Il gioco è decisamente un filler con una elevata casualità dovuta alle carte, ma data la durata di gioco può essere tollerata. Non sono infrequenti colpi di fortuna dovuti, per esempio, al refill di una carta equilibrio che presenta un pattern già fatto o quasi sul tabellone, cosa piuttosto antipatica e che era risolvibile con una regoletta banale. Molto bello che ogni divinità abbia effetti particolari che avvantaggiano i giocatori o modificano la forma del Tesseract, in modo anche particolarmente incisivo. Non mi spiace la presenza della Dea Bendata che fa prendere punti vittoria, uno solo, solo giocandola. Però la mia impressione è che ci troviamo davanti ad un gioco le cui meccaniche siano più adatte alle partite per 2 giocatori piuttosto che per 3 o 4. Il motivo è presto detto, in 2 da un turno all’altro il “tabellone” non cambia più di tanto dando modo di impostare anche strategie a medio termine, mentre è più difficile in 3 o 4 giocatori dato che il Tesseract subisce maggiori modifiche. Inoltre è più facile tenere sotto controllo le mosse di un avversario solo piuttosto che di 2 o 3.
Interazione tra i giocatori Se non fosse per la carta Loki, il gioco potrebbe quasi essere un solitario. Dico quasi perché in realtà dipende molto dal numero di giocatori. In 2 si può tenere sotto controllo l’avversario andando a disturbarlo cambiandogli la forma del Tesseract. Ricordo che i pattern raffigurati sulle carte equilibrio devono essere realizzati in base alla prospettiva del giocatore, e quindi in base al lato del quadrato di gioco davanti cui è seduto. È un aspetto importante in quanto ci costringe mentalmente a ruotare l’area di gioco nella nostra mente, cosa decisamente non facile. In 3 o 4 giocatori tenere sotto controllo tutti gli avversari non dico sia impossibile, ma anche per questa rotazione mentale delle carte, diventa piuttosto difficile.
Originalità Unica nota di originalità direi che è appunto l’aspetto delle carte equilibrio che devono essere “risolte” in base alla prospettiva del giocatore.
Longevità La non presenza di strategie dominanti e la grande quantità di carte moltiplicata per il numero di divinità minori rende il gioco, a mio parere, molto longevo.
Scalabilità Forse il vero lato debole di questo titolo. Per prima cosa il problema “spaziale”, ogni giocatore deve stare su un lato del quadrato. Se giocate in 2 nessun problema, in 3 e, soprattutto, in 4 questo può essere difficile. Certo, è possibile anche sedersi in due sullo stesso lato del tavolo e tenere girate le carte equilibrio… ho provato ma è comunque scomodo. Inoltre le carte equilibrio devono praticamente essere ruotate ogni turno nella direzione del giocatore per facilitarne la lettura, sinceramente dopo un po’ mi da noia. Poi ci sono le questioni relative alla meccanica di gioco, già citate nei punti precedenti: in 2 il gioco permette una sorta di pianificazione strategica ed è possibile tenere sotto controllo l’avversario e decidere di ostacolarlo, in 4 praticamente no. Anche la divinità Cthulhu, che potenzialmente può essere molto controproducente se non si pescano le carte equilibrio giuste, in 2 sembra essere più gestibile.
Impressioni giocatori Proposto a diversi gruppi di gioco. La sensazione generale è che in più di 2 giocatori, in particolar modo in 4, al gioco manchi qualcosa. Mentre in 2 è molto avvincente. In tutti i casi, le grafica ha sempre fatto la parte del leone attraendo sia neofiti che giocatore scafati. Se siete maniaci del controllo paradossalmente potreste cadere in una sorta di paralisi d’analisi nel tentativo di ruotare l’area di gioco mentalmente per ogni avversario al tavolo.
Giudizio personale A mio parere, Tesseract è un puzzle game molto divertente. Per quando in 2 dia il meglio di se, comunque in 3 o 4 giocatori permette di passare una mezz’ora in modo divertente, anche se in questo caso ritengo non regga bene contro la concorrenza. Io personalmente ho trovato particolarmente divertente il fatto che i pattern debbano essere costruiti in base al punto di vista del giocatore, causandomi particolari scompensi emotivi quando supervisiono l’attività del mio avversario. C’è poi una considerazione importante da fare, ma ammetto molto personale: tolta l’azione di giocare carte favore divino, le altre due azioni sono piuttosto “misere” in termini di implicazioni sull’area di gioco e non danno tantissima soddisfazione. Ti da quasi l’idea di non aver fatto il turno e ti fa sentire, soprattutto in 4, come se il gioco fosse lento. Però in 2 mi piace molto e ammetto di essere stato catturato anche io dalla grafica davvero molto bella. Chiudo dicendo che anche il costo è ben rapportato sia alla componentistica, che al divertimento offerto dal gioco.

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Pro

Contro

Ottima resa grafica. Carte fuori formato e un po’ leggerine.
Manuale molto chiaro e veloce da leggere, meccaniche di rapido apprendimento. Impatto della fortuna che può essere antipatico.
Molto avvincente in 2. In 4 di difficile controllabilità e pianificazione.
Ottima longevità. Obbliga ad uno spazio di gioco relativamente quadrato e si devono ruotare molto spesso le carte equilibrio per facilitare la “lettura” da parte di tutti i giocatori.
Molto interessante l’aspetto di realizzare i pattern in base al punto di vista del giocatore.
Per quanto Cthulhu sia stato inserito per questioni di marketing, devo dire che ha un effetto molto intrigante.
Tesseract

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One Response to Tesseract – Recensione

  1. Avatar Saramaki ha detto:

    Per la barba di Odino! Si scoprono sempre cose nuove, questa del Tesseratopo mi mancava! Grande e dettagliata spiegazione. Per quello che ho visto, assistendo a un pezzo di partita, un giochino interessante, sicuramente molto bello da vedere, peccato appunto per le carte leggerine

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