The Castles of Burgundy – Recensione

di Sara “Miss Meeple” Trecate The Castles of Burgundy

Titolo The Castles of Burgundy
Autore Stefan Feld
Lingua versione provata Inglese / Francese
Editore versione provata Ravensburger / Alea
Altri editori  –
Numero giocatori 2 / 4
Durata partita 30 / 90 minuti
Anno pubblicazione 2011
Altri titoli Die Burgen von Burgund
Meccaniche Piazzamento tessere – Dadi
Dipendenza dalla lingua Completa assenza di testo
Prezzo indicativo (in data recensione) Circa 35€

Introduzione

Risale al 2011 l’uscita di The Castles of Burgundy di Stefan Feld, gioco tutt’oggi molto apprezzato, che ci riporta indietro nel tempo, precisamente nella Borgogna del XV secolo. Nei panni di Signori dell’epoca, saremo impegnati a creare il Feudo più invidiato della Regione. Il titolo ci promette castelli, ma costruiremo molto di più: città, fiumi, pascoli, miniere e progressi scientifici sono i nostri obiettivi. Una pioggia di tessere esagonali, care ai german lovers, saranno gli elementi costitutivi del nostro territorio in rapida espansione. Tempismo e tattica saranno la chiave per far fiorire il nostro Feudo.

Rispolveriamo questo grande classico Feldiano, segnalandovi che proprio quest’anno è uscito anche The Castles of Burgundy: The Card Game, versione compatta dell’originale.

Setup

Questo il contenuto della ricca scatola di The Castles of Burgundy:
1 tabellone centrale
6 plance giocatori fronte-retro
164 tessere esagonali (tra cui palazzi, navi, castelli, tessere “conoscenza”, animali, miniere)
42 tessere merci in 6 colori
20 pepite
30 tessere lavoratore
12 tessere punti bonus
1 dado bianco

Inoltre, nei 4 colori dei giocatori:
4 tessere PV da 100/200
8 pedine di gioco
8 dadi

tabellone-the-castles-of-burgundy

Sul tabellone centrale riconosciamo 6 aree, numerate da 1 a 6, in corrispondenza delle quali troveranno posto le tessere merci e le tessere esagonali con gli elementi che acquisiremo nel corso del gioco: castelli, navi, edifici, pascoli, miniere e progressi scientifici. Ogni tipologia è caratterizzata da un colore distintivo: i castelli sono verde scuro, le navi blu, gli edifici beige, i pascoli verde chiaro, le miniere grige, le tessere progresso gialle. Le stesse tipologie di tessere, ma con retro nero si troveranno anche nel deposito centrale.

Coprite con le tessere esagonali gli spazi sul tabellone del colore corrispondente, che riportano il numero di giocatori e i numeri inferiori (ad esempio in una partita a 3 giocatori si copriranno tutti gli spazi tranne quelli con il numero 4).
Suddividete le tessere merci in 5 pile da 5, e posizionate questi gruppi di tessere, coperti, negli spazi Fase A-E. Le tessere della fase A vanno già spostate, scoperte, sugli spazi round 1-5. Lo stesso succederà con le altre pile ad inizio di ogni Fase.

plancia-the-castles-of-burgundySulla plancia personale è raffigurata la nostra proprietà, con combinazioni di aree esagonali di diversi colori adatte ad ospitare le varie tipologie di tessere. A ciascun giocatore vanno consegnati: due dadi nel suo colore, una pedina segnapunti che parte dallo zero, una pedina segnaturno, 3 tessere merci prese casualmente da posizionare in plancia (se ne possono stoccare un massimo di 3 pile di colori diversi) un castello da posizionare sulla proprietà, una pepita, e un numero variabile di tessere lavoratore in base all’ordine di turno stabilito.

Il gioco

Una partita a The Castles of Burgundy si divide in 5 fasi, e ogni fase in 5 round. All’inizio di ogni round una tessera merce va posizionata nel magazzino identificato dal numero uscito sul dado bianco, tirato dal primo giocatore. Tutti lanciano i propri 2 dadi contemporaneamente, poi rispettando l’ordine di turno, ognuno esegue con essi due azioni a scelta (anche la stessa), tra queste:

  • Prendere tessere lavoratore: è possibile usare un dado, qualunque sia il suo risultato, per prendere due tessere lavoratore. In qualsiasi momento si possono usare i lavoratori per modificare il risultato di un dado di +1 o –1 (si può anche passare da 1 a 6 e viceversa e si possono usare più lavoratori contemporaneamente)
  • Prendere una tessera esagonale: il giocatore preleva dall’area del tabellone identificata dal valore del dado che sta utilizzando, una tessera esagonale a sua scelta, e la posiziona in plancia, nella zona di stoccaggio tessere. Ogni giocatore può custodire in plancia al massimo 3 tessere contemporaneamente.
  • Posizionare una tessera esagonale: il giocatore sceglie una tessera dalla riserva della sua plancia e la posiziona sul proprio Feudo facendo attenzione al colore della tessera, che deve corrispondere a quello dello spazio da occupare, e al numero del dado utilizzato per eseguire l’azione, che deve essere lo stesso raffigurato sullo spazio da occupare. Inoltre, ogni tessera posizionata deve essere adiacente ad almeno una già nella proprietà. Nel momento in cui si posiziona una tessera, se ne attivano le abilità speciali, a seconda della tipologia:
    – I castelli permettono di eseguire un’azione aggiuntiva a scelta tra tutte quelle possibili
    – Gli edifici regalano azioni o bonus, in base alla tipologia (vedi regolamento per l’elenco completo). Non è possibile posizionare due edifici uguali nella stessa città (zona della proprietà costituita da spazi beige adiacenti)
    – I pascoli con gli animali danno immediatamente tanti punti vittoria quanti sono gli animali raffigurati, più tanti punti quanti sono gli animali dello stesso tipo sulle tessere già presenti nello stesso pascolo (zona di spazi verde chiaro adiacenti).
    – Le navi permettono di avanzare di 1 nel tracciato ordine di turno, e permettono di prelevare tutte le merci presenti in uno dei 6 magazzini del tabellone centrale a scelta, da stoccare in plancia
    – Le miniere forniscono una rendita di una pepita alla fine di ogni Fase (A-E)
    – Le tessere conoscenza gialle danno punti a fine partita o a fine di ogni Fase (vedi regolamento per l’elenco completo)
  • Vendere merci: il giocatore sceglie di vendere una pila di merci dalla sua plancia (identificata dallo stesso valore del dado utilizzato per questa azione) e la posiziona a faccia in giù nello spazio dedicato in plancia. Guadagna immediatamente 1 pepita, più 2-3-4 PV per tessera venduta, a seconda del numero di giocatori

Inoltre, una volta per turno ogni giocatore può pagare due pepite per comprare una tessera a scelta dal deposito centrale nero e metterla nella propria riserva in plancia.

Al termine di ogni Fase si ripristina il tabellone, togliendo tutte le tessere esagonali rimaste e rimpiazzandole con altre prese dalla riserva.

Bonus The Castles of Burgundy

In The Castles of Burgundy, sono fondamentali i bonus da conquistare nel corso del gioco: chi completa un’area composta da tessere adiacenti dello stesso colore (città, fiumi, pascoli, ecc…), ottiene i punti vittoria indicati sulla propria plancia in base alla grandezza dell’area (da 1 a 36 PV per aree da 1 a 8 tessere), più altri PV variabili, che diminuiscono man mano che si susseguono le Fasi di gioco. Inoltre, il primo giocatore che copre tutte le tessere di un unico colore sulla propria plancia ottiene il segnalino bonus grande di quel colore e tanti PV quanto indicato (in base al nr. di giocatori). Il secondo a riuscire nell’impresa, otterrà il segnalino bonus piccolo, con meno PV.

Alla fine del quinto round della quinta Fase, termina la partita. I giocatori ricevono:
– 1 PV per ogni merce invenduta
– 1 PV per ogni pepita
– 1 PV per ogni 2 tessere lavoratore
– I PV indicati dalle eventuali tessere conoscenza gialle

Chi ha più punti è il vincitore!

 

Considerazioni

Grafica e componentistica

Tante, tantissime tessere! The Castles of Burgundy è una gioia per chi ama defustellare. Solido il tabellone, mentre le plance lasciano un po’ a desiderare, troppo leggere. Il difetto maggiore dei componenti è la scelta cromatica: ogni tipologia di tessera ha una tinta pastello, ma sono troppo simili tra loro, rendendo faticoso suddividerle. La scatola non ci aiuta perché prevede solo ampie vaschette in cui comunque vanno mischiati i vari elementi.
La grafica è molto gradevole, anche se semplificata e senza troppa varietà.

Ambientazione

Il regolamento ci dice che siamo Principi di Borgogna, impegnati a fare del nostro meglio per avere la Corte più fiorente. Purtroppo la sensazione di essere in Borgogna svanisce nel momento in cui si apre la scatola. Le fredde plance con le griglie ad esagoni poco restituiscono di quelle terre affascinanti per la loro storia e i loro paesaggi. Il posizionamento delle tessere più che la creazione del proprio Feudo, ricorda la realizzazione di un puzzle e i benefici della costruzione di ogni diverso elemento non sono propriamente giustificati dall’ambientazione.

Manuale

Molto comodo: riporta la spiegazione per esteso a sinistra, più una versione sintetica delle regole a destra. Rapido e chiaro, con un fondamentale elenco degli effetti di ogni edificio e tessera conoscenza. Non molto ricco di esempi, ma le regole sono di facile comprensione.

Meccaniche e dipendenza dal caso

Ok, ci sono i dadi, ma The Castles of Burgundy è “German inside”. L’alea non è sicuramente assente, ma è tenuta a bada da altri aspetti del gioco. Innanzitutto il risultato dei dadi può essere facilmente modificabile dai lavoratori, inoltre, non è il valore del dado che impone quale azione compiere, bensì resta molto spazio per la scelta della strada da percorrere e per l’ottimizzazione delle due azioni a disposizione, magari cercando di attivare qualche combo. La meccanica del piazzamento tessere è rivisitata e resa meno banale grazie alla dipendenza dai colori e dai numeri.

Interazione tra i giocatori

Prevalentemente indiretta: riguarda semplicemente il dover prelevare tessere dallo stesso tabellone centrale, mettendo i bastoni tra le ruote agli altri. I giocatori più esperti dovranno fare attenzione anche alle strategie degli avversari, all’andamento delle loro plance e ai risultati dei loro dadi per bloccare loro delle possibilità, ma il livello di interazione vera e propria resta minimo.

Longevità

Il gioco può sembrare piuttosto ripetitivo per la limitata scelta di azioni, ma le molteplici tipologie di tessere offrono una buona varietà nella scelta delle strategie percorribili. A seconda delle tessere su cui si vuole puntare, e dell’ordine con cui si posizionano in plancia, ogni partita sarà diversa. C’è infine la possibilità di utilizzare il fronte o il retro delle plance per dare un po’ di variabilità alla struttura del Feudo.

Scalabilità

The Castles of Burgundy è perfetto in due, ognuno ha modo di portare avanti una propria strategia e ci si intralcia quanto basta. Scala bene anche in 3 o 4 ma si comincia a pestarsi un po’ troppo i piedi e non resta mai quello che serve sul tabellone. In questo caso è molto importante avanzare nell’ordine di turno, posizionando presto qualche nave in plancia.

Impressioni giocatori

Di solito anche i giocatori di primo pelo lo accolgono favorevolmente, complice la durata relativamente contenuta, ma meglio proporlo a chi è già portato a riflettere e pianificare. Se non lo si può considerare un entry level, è solo un gradino poco più in su: il meccanismo dei dadi e degli spazi numerati risulta semplice da imparare, più difficile sarà avere una visione a lungo termine e creare combo che facciano impennare i punti vittoria, per cui servirà macinare qualche partita.

Giudizio personale

Un sempre verde. Uno di quei giochi che, anche a distanza di tempo, mi viene voglia di rispolverare per sfidare gli avversari e me stessa a realizzare un punteggio sempre più alto. E’ un titolo di medio peso che mette d’accordo neofiti e giocatori esperti, ideale per le serate di metà settimana.
Purtroppo dovrete dedicare un po’ di tempo al setup e alla consultazione del regolamento durante la partita per colpa delle decine di tessere dagli effetti diversi (soprattutto gli edifici e le tessere gialle). Per il resto il gioco scorre rapido, anche troppo. Si ha sempre la sensazione di doversi affrettare, sia perché gli avversari potrebbero anticipare le nostre mosse, sia perché i bonus diventano più esigui man mano che si avanza con il gioco. Ma se tutto gira per il meglio, sono possibili anche forti rimonte e la soddisfazione di trovare l’utilizzo migliore per i due dadi, magari incatenando qualche combo per avere azioni in più, è impagabile.
Il tabellone centrale serve solo da mercato/magazzino e come indicatore di punteggio/fase in corso (è fin troppo grande per l’utilizzo che ha), mentre il grosso della partita si svolge sulla plancia del giocatore. La creazione del proprio Feudo risulta molto individualistica e questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma cosa volete rimproverare a Stefan Feld che ha creato una macchina così pulita e precisa? Solo quattro azioni possibili e al loro interno un mondo di alternative. Sotto la sua semplicità apparente, The Castles of Burgundy sa essere sempre fresco e nuovo.
Restano le riserve sui componenti, non propriamente appaganti per noi giocatori più “esteti”, ma la solidità del gioco sopperisce alla grande a queste mancanze.

 

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