DeckScape: l’Escape Room è tascabile! Parola di DV Games

di Federico “Kentervin” DeckScape

Il fenomeno delle Escape Room è in continuo aumento, con associazioni e gruppi in franchising che stanno invadendo a poco a poco le nostre città. Per i pochi che ancora non conoscono l’argomento trattato, un Escape Room prevede che un gruppo di giocatori venga chiuso in una stanza da cui dovranno uscire nel minor tempo possibile ed entro un tempo limite solitamente fissato in un’ora.

Che si tratti di sventare i piani di una multinazionale del crimine, rubare i progetti di un’arma segreta, sventare i complotti di una setta intenzionata a risvegliare un’antica divinità dimenticata o semplicemente scoprire dove il nonno ha seppellito i cimeli di famiglia, i giocatori potranno fare affidamento solo sul loro intuito e sulle loro conoscenze, collaborando insieme per risolvere indovinelli, decifrare oscuri codici e cimentarsi con bizzarri giochi di logica per portare a termine il loro obiettivo.

Come già capitato in precedenza con i murder party, ora anche gli Escape RoomDeckScape sconfinano nell’ambito dei board games, approdando sui nostri tavoli.
Uno di questi, che verrà presentato tra qualche giorno a Play 2017, è DeckScape – L’Ora del Test, un gioco di carte di Martino Chiacchiera e Silvano Sorrentino illustrato da Alberto Bontempi ed edito dalla DV Giochi per 1-6 giocatori.
La definizione “Una Escape Room Tascabile”, riportata anche sulla scatola, non poteva che incuriosirmi: quest’ultima contiene 60 carte numerate che presentano l’ambientazione, il luogo in cui ci troviamo ed i vari enigmi che il Professor Thyme, bizzarro e buffo inventore, ci porrà di fronte.

Il sistema di gioco è molto semplice e flessibile, posso solo immaginare cosa si possa fare con un mazzo di carte. Potremmo ad esempio avere a disposizione una boccetta di acido e trovarci di fronte a due porte chiuse a chiave; scegliendo la prima, verremo mandati alla carta corrispondente, senza però scoprire che cosa nascondesse la seconda. Un sistema a bivi potrebbe permettere una certa (seppur limitata) rigiocabilità.
Ancora, il gruppo potrebbe essere costretto a dividersi a causa dell’apertura di una botola o di un crollo all’interno di una miniera; in questo caso i giocatori si troverebbero ad affrontare due diversi enigmi senza potersi aiutare l’un l’altro.
Innestando elementi già visti nei libro-game (in cui all’inizio della partita solitamente un eroe poteva portare con sé un oggetto), se i giocatori hanno deciso di servirsi di una corda, in questo caso potrebbero scambiarsi di posto. Oppure con una radio potrebbero comunicare ed aiutarsi vicendevolmente, senza però guardare l’uno la carta dell’altro gruppo.
Insomma, nella mia testa già stavano affiorando mille idee e la curiosità di vedere fin dove gli autori si erano spinti con DeckScape era altissima.

DeckScapeIl gioco è composto da 60 carte di dimensione 8,5 x 11 centimetri e rappresentano un buon compromesso tra praticità ed ergonomia.

Queste verranno poste al centro del tavolo in modo che siano accessibili a tutti i giocatori: una volta pescata la prima carta, sarà sufficiente seguire le istruzioni riportate per procedere con lo sviluppo della storia. Dopo un’introduzione del concetto di Escape Room “a prova di babbano”, il gioco ci guida all’interno del laboratorio del Professor Thyme e ben presto ci ritroviamo ad avere a che fare con enigmi e problemi logici.

Nel caso non fossimo in grado di superare un enigma, sono presenti due carte che riportano degli indizi (uno per ogni carta/rompicapo) in grado di metterci sulla giusta strada. Il gioco è a tempo ed è possibile ovviamente sbagliare, in questo caso ogni errore verrà annotato e ci darà delle penalità a fine partita.
Il mazzo è composto da due elementi fondamentali, gli Enigmi e gli Oggetti; questi ultimi vengono solitamente acquisiti risolvendo la carta corrispondente e potranno essere riutilizzati in futuro.
Tramite un sistema molto ingegnoso quanto semplice, gli autori sono riusciti a ricreare il continuo movimento all’interno della stanza, tipico degli Escape Room, in cui gli indizi sono disseminati qua e là.
Vi ritroverete quindi a saltare da un luogo all’altro del laboratorio (rappresentato da una carta che viene posta al centro del tavolo) e spesso si ritroverete a dovervi spostare da un enigma all’altro.

Quello che ho maggiormente apprezzato è stato il fatto che essendo un gioco da tavolo, tutti hanno sempre il pieno controllo di quello che sta accadendo e sono in grado di interagire, di confrontarsi e di scambiarsi opinioni. In un vero Escape Room, per esperienza personale, è possibile che qualche passaggio, qualche scoperta venga perduta o rimanga “indietro” in quanto i giocatori per ovvi motivi di tempo tendono a dividersi e a perlustrare autonomamente la stanza.

DeckScapeIn DeckScape l’azione è “contenuta” al tavolo dove tutti hanno accesso alle informazioni simultaneamente ed il confronto e lo scambio tra i giocatori è più diretto ed immediato.

La durata di un’ora riportata sulla scatola è veritiera ed il gioco fila via liscio, una carta dopo l’altra.
Per il comparto grafico si è scelto uno stile realistico e devo dire che le carte sono tutte ottimamente disegnate, chiare e leggibili.

In definitiva, chiunque sia appassionato di Escape Room o anche solo curioso di provare un’esperienza diversa dal solito (ad una frazione del costo richiesto), consiglio senza riserve DeckScape – L’Ora del Test in quanto adatto ad un pubblico vastissimo (anche chi non ha dimestichezza con gli enigmi può cimentarsi nella loro risoluzione). La rigiocabilità, come in tutti i prodotti di questo genere, è pressoché nulla (a meno che non ci giochiate tra un anno o due, quando avrete dimenticato parte delle soluzioni ai giochi), ma il prezzo è davvero contenuto e potrete sempre prestarlo ad amici o conoscenti (magari sogghignando mentre li vedete alle prese con machiavellici giochi di logica ed astrusi enigmi).

DeckScapeL’Ora del Test è solo il primo di una lunga serie di uscite: gli autori non utilizzeranno un’ambientazione predefinita, ma esploreranno di  volta in volta nuove storie e nuovi temi.

Credo che i limiti a questo sistema inizino dove finisce la creatività degli autori ed ammetto che questa prima prova si è rivelata davvero convincente.
DeckScape è previsto in due edizioni, una inglese ed una italiana.
Aspetto con ansia la seconda uscita, nel frattempo se un certo Professor Thyme dovesse farsi vivo… rispondete al suo appello, ne varrà la pena!

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