Rajas of the Ganges: rendiamo magnifica la nostra provincia

di Alberto “Doc”

Dopo aver vagato in esplorazione tra molti titoli dai regolamenti non sempre facili, ti viene la voglia di qualcosa di solido, di familiare, dove cadrai in piedi sapendo cosa troverai nel bene e nel male. Ecco allora la forte voglia di un bel german quadrato, senza fronzoli, che come un bel ceffone in faccia sa farti capire chiaramente cosa riceverai. E quindi perché non fermarmi sulle rive del Gange per prendermi cura di una promettente provincia dell’impero mongolo? Detto fatto, mettiamoci alla scoperta di Rajas of the Ganges.

L’ambientazione ci porta nel periodo di massima espansione dell’Impero dei Kahn e i giocatori in qualità di Raja dovranno espandere e migliorare le loro proprietà per trasformarle in ricche e rinomate province della penisola indiana stando attenti pero anche a curare il proprio karma. Scopo del gioco sarà quello di raggiungere i più alti livelli nel tracciato di notorietà e in quello di benessere.

Nella fase di setup, ogni giocatore riceve una plancia personale della provincia, i propri lavoratori, un segnalino nave, la statua della dea Kali e 4 dadi ognuno di diverso colore che verranno posizionati sulle mani di quest’ultima. Vengono poi sistemati sul tabellone di gioco i segnalini per il tracciato notorietà, benessere e Karma.

La meccanica principale di gioco è quanto di più semplice possiate immaginare. Si tratta infatti di un classico piazzamento lavoratori in cui a turno ogni giocatore piazza un proprio segnalino su una locazione del tabellone, ne paga gli eventuali costi di accesso e immediatamente ne consegue l’effetto indicato. Quando tutti i lavoratori sono stati piazzati, vengono recuperati dalle loro locazioni e un nuovo turno ha inizio.
I costi da sostenere possono essere nulli, richiedere delle monete o il pagamento di un dado di uno specifico colore e valore.

Differente e più articolata risulta invece la quantità di azioni disponibili ai giocatori: vi sono infatti quattro aree dove sarà possibile andare ad attivare gli effetti di gioco:

  • Rajas of the Gangesla cava: l’azione permette di ampliare la propria provincia mediante il piazzamento sulla propria plancia di gioco di una tessera provincia. Oltre ai costi in monete richiesti dall’azione, il giocatore dovrà inoltre spendere dadi in base alla tessera scelta. Fondamentale poi è’ il posizionamento della stessa in quanto ogni tessera è percorsa da strade che permettono di creare collegamenti con cui conseguire ulteriori benefici. Le tessere una volta piazzate permettono di ottenere denaro e/o punti notorietà.
  • il mercato: i giocatori in quest’area possono ricavare entrate economiche in base ai mercati e ai tipi di merci presenti sulle loro tessere provincia. È possibile rivendicare le entrate di un solo tipo di merce per volta.
  • il palazzo: in quest’area è possibile avere accesso a svariati tipi di azioni in base a quale luogo del palazzo si visita. Le terrazze e la balconata consentono di ottenere soldi e dadi mentre le camere danno accesso a diversi personaggi ognuno dei quali garantisce un particolare beneficio dove i dadi saranno la principale forma di scambio.
  • il porto: anche in questa locazione la merce di scambio è rappresentata dai dadi che consentono in base al valore indicato di avanzare la propria nave da uno fino a tre caselle lungo il percorso del fiume conseguendo i bonus relativi alla casella raggiunta.

Ultima ma non meno importante risorsa è il Karma. Questo infatti ci consente di ribaltare un dado facendo apparire la faccia opposta coperta. Una possibilità che garantirà un maggiore controllo dell’alea di gioco.

La partita ha termine quando uno dei giocatori fa incrociare i propri segnalini notorietà e benessere (i due tracciati corrono lungo la cornice del tabellone ma in senso opposto l’uno all’altro). Viene concluso il turno e se vi è più di un giocatore che ha incrociato i propri segnalini, il vincitore e colui che ha una maggiore distanza in punti notorietà dal proprio segnalino benessere.

Rajas of the GangesDevo dire che già solo dal regolamento Rajas of the Ganges mi ha convinto. È un gioco chiaro, dal turno semplice e lineare in cui la profondità di gioco la fanno le azioni disponibili e le combinazioni che possono crearsi fra di loro. Abbiamo gestione di dadi, gestione del piazzamento tessere, sviluppo di edifici a vari stadi (riportati sulle tessere e su cui non mi sono dilungato), accesso a svariati bonus tramite il palazzo e il porto. E il karma che inserisce non solo una modalità con cui gestire la fortuna ma da inoltre nuove opportunità ampliando un ventaglio di azioni già di per se non certo parco. Certo forse non sarà uno dei titoli più originali, le meccaniche sono conosciute e già di per se utilizzate, ma mi hanno dato un senso di chiarezza e solidità che non mi è dispiaciuto affatto. Come avrete intuito lo reputo un titolo molto promettente e non vedo l’ora di provarlo a Essen o nella sua versione italiana che sarà edita da DV Giochi. Non mi resta che lasciarvi il link al regolamento in inglese per i vostri personali approfondimenti. Buona lettura!

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