Giochi di Classifiche

di Daniele “Ditadinchiostro” Ursini

Ad esempio, il Casatiello. Io spunto i giorni sul calendario che mi separano da una Pasqua alla Pasqua successiva. “Ne vuoi ancora?”, “Magari un pezzetto…” ma non è vero, ne mangerei un’altra fetta e poi un’altra, e un’altra. La sensazione di sazietà è un blocco mentale installato dalla natura per limitare la felicità, come i diaframmi degli scooter che da ragazzini cercavamo di smontare di straforo per guadagnare quei dieci chilometri all’ora di pura gioia. Che poi ho scoperto innumerevoli varianti del Casatiello. Il mio è piuttosto classico: salame e pecorino tagliati a cubetti e inglobati in un pane fragrante, appagante come l’abbraccio di un enorme coniglietto pasquale. Ultimamente ne ho però assaggiato un altro che ha distrutto le mie certezze: un’armonia distopica di salame, pancetta, prosciutto e mortadella inglobati in una fusione fredda di formaggi vari che affollano un soffice ciambellone salato. È come passare dal coniglietto pasquale alle conigliette di Play Boy. Ad ogni morso un diverso sapore, indecifrabile e fugace, capace di confondere una mente sempre troppo lenta a registrare i continui input delle papille gustative. Una droga che inebria e ingrassa, che stordisce e stupisce, che istiga e istruisce. Così il calendario resta l’unico carceriere di cui fidarsi e i suoi numeri qualcosa su cui concentrarsi in attesa della prossima sacra infornata.

Da quando mi è balenata in testa l’idea di elaborare una classifica di autori, ho pensato che ne sarebbe uscito un articolo importante nel panorama ludico, ma i fatti hanno di gran lunga superato i miei sospetti. La classifica 2017 degli autori italiani di giochi da tavolo ha mosso numeri imprevedibili, scatenando sui social un dibattito con una rara combinazione di partecipazione e rispetto. Naturalmente anche le domande suscitate sono state moltissime, così come l’insoddisfazione per questa o quella posizione; tutti normali effetti collaterali di questo genere di opere. Effetti collaterali di cui sono stato vittima anche io durante la lavorazione, ritrovandomi a dover soddisfare molteplici curiosità attraverso altrettante modifiche ai parametri base. Ho perciò pensato di prendere spunto da alcune delle indicazioni emerse dai lettori e proporre due diverse classifiche variando il periodo preso in considerazione, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

Non riproporrò la classifica completa, ma solo le prime venticinque posizioni, sufficienti a mostrare i cambiamenti più significativi. I parametri esposti nel precedente articolo restano immutati, a cambiare è soltanto il periodo di riferimento; in questa prima simulazione sono considerati tutti i giochi usciti tra gennaio 2001 e dicembre 2017, aumentando così da dodici a diciassette gli anni presi in considerazione. Ho inserito, all’estrema destra, una nuova colonna per indicare la variazione di posizione di ogni autore rispetto alla classifica base.

POSIZIONE AUTORE GRADIMENTO PRODIFFUSIONE TOTALE VARIAZIONE
1 Simone Luciani 57,296 24,083 83,841 =
2 Daniele Tascini 57,943 18,728 72,377 =
3 Marco Maggi / Francesco Nepitello 54,189 14,848 59,278 +2
4 Roberto Di Meglio 55,215 11,787 53,640 +3
5 Andrea Chiarvesio 45,940 14,874 50,303 -1
6 Paolo Mori 41,393 17,636 49,897 -3
7 Virginio Gigli 49,181 9,962 44,188 -1
8 Luca Iennaco 46,629 10,244 42,422 =
9 Emiliano Sciarra 33,541 15,100 37,030 +13
10 Gianluca Santopietro 46,729 6,893 36,249 -1
11 Gabriele Mari 48,563 5,887 35,716 =
12 Flaminia Brasini 46,119 6,723 35,463 -2
13 Lorenzo Silva 40,951 8,216 33,933 -1
14 Simone Romano / Nunzio Surace 57,273 1,130 31,225 +1
15 Andrea Angiolino 41,161 5,801 30,132 +6
16 Antonio Tinto 41,970 5,326 29,927 -3
17 Stefano Luperto 39,413 6,460 29,891 -4
18 Marco Canetta / Stefania Niccolini 48,907 2,432 29,211 -1
19 Hjalmar Hach 48,255 2,591 29,129 -3
20 Leo Colovini 27,924 13,079 28,571 +12
21 Lorenzo Tucci Sorrentino 38,506 5,981 28,466 -7
22 Pierluca Zizzi 41,525 4,308 27,919 -4
23 Stefano Castelli 43,473 3,540 27,892 -4
24 Andrea Crespi 43,523 3,426 27,726 -4
25 Carlo Amaddeo 53,819 0,074 27,069 -2

La prova che segue invece, diminuisce drasticamente l’intervallo di tempo analizzato portandolo a cinque anni, da gennaio 2013 a dicembre 2017. Anche qui l’ultima colonna a destra riporta la variazione rispetto alla classifica base.

POSIZIONE AUTORE GRADIMENTO PRODIFFUSIONE TOTALE VARIAZIONE
1 Simone Luciani 57,494 41,035 123,119 =
2 Daniele Tascini 58,249 26,421 90,684 =
3 Virginio Gigli 56,292 15,305 62,608 +3
4 Paolo Mori 40,332 25,794 61,779 -1
5 Lorenzo Silva 42,648 16,976 50,284 +7
6 Andrea Chiarvesio 44,776 12,062 43,991 -2
7 Stefano Castelli 43,961 11,574 42,333 +12
8 Marco Canetta / Stefania Niccolini 50,988 7,694 41,186 +9
9 Hjalmar Hach 48,255 8,810 41,133 +7
10 Pierluca Zizzi 43,729 10,901 40,932 +8
11 Andrea Crespi 44,422 10,487 40,844 +9
12 Marco Maggi / Francesco Nepitello 52,933 5,199 37,475 -7
13 Simone Romano / Nunzio Surace 57,273 3,841 37,437 +2
14 Roberto Di Meglio 60,215 2,879 37,041 -7
15 Lorenzo Tucci Sorrentino 39,651 8,777 33,746 -1
16 Luigi Ferrini 47,880 3,152 29,976 +8
17 Andrea Angiolino 53,974 1,384 29,975 +4
18 Gabriele Mari 50,903 0,987 27,461 -7
19 Andrea Mainini 41,976 2,927 25,902 +12
20 Gianluca Santopietro 40,654 3,224 25,569 -11
21 Luca Ricci 45,701 0,972 24,627 +8
22 Emanuele Ornella 40,639 1,034 22,000 +4
23 Thomas Mazzantini / Samuele Sai 41,649 0,326 21,368 +10
24 Emiliano Sciarra 37,020 1,286 20,413 -2
25 Silvano Sorrentino 35,604 1,782 20,340 +14

Al variare dell’arco di tempo preso in considerazione, la classifica subisce notevoli mutamenti dovuti all’entrata o all’uscita, dalla portata delle formule, dei giochi di maggior successo di un autore o dei suoi flop. È interessante confrontare fotografie scattate in periodi così diversi, perché consente di leggere molte informazioni tra le righe. Non mi permetto di approfondire quali siano queste informazioni, poiché, al contrario di quanto si possa pensare, i numeri si prestano a interpretazioni personali decisamente diverse tra loro, e non ho intenzione di togliere ad alcuno il gusto di giungere alle proprie conclusioni. Oppure di non giungerci affatto; anche se so bene quanto forte sia la tentazione d’individuare il sapore predominante in una fetta di Casatiello.

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