Darwin’s Chioce: adattarsi per sopravvivere… e per vincere!

di Alberto “Doc”

L’evoluzione delle specie è un argomento per me molto affascinante e può diventare una ambientazione intrigante su cui poter realizzare un gioco da tavolo. Alcuni esempi sull’argomento già sono stati realizzati come in passato come Evolution o Bios Megafauna. Oggi invece vi parlo di un nuovo gioco di carte approdato su Kickstarter l’otto di maggio che vuole farci vivere l’evoluzione andando a creare propri personalissimi animali che dovranno far fronte a cambi climatici, eventi catastrofici e ovviamente alla legge della natura, dove in questo caso non è tanto la forza bruta, quanto l’adattabilità di ogni cratura ai cambiamenti che farà la differenza fra la vita e l’estinzione. Proprio su questo ultimo punto si basa l’dea di Darwin’s Choice progetto realizzato dall’autore Marc Dür. Conosciamolo meglio insieme.

In Darwin’s choice cerchiamo di costituire diverse specie animali e di farle sopravvivere attraverso quattro ere temporali. Per raggiungere questo scopo dovremo fare in modo che gli animali si adeguino alle condizioni nell’ambiente in cui si trovano e se non possibile, pensare a farli migrare in luoghi per loro più idonei.

Il tutto si traduce in un gioco di carte composto da diversi mazzi, rappresentanti parti di animali da assemblare, zone climatiche ed eventi. Vi sono poi vari segnalini per indicare i punti vittoria (punti Darwin), le risorse di cibo delle zone climatiche (vegetali e carni per erbivori e carnivori) ed altri ancora per determinare i punti alla fine di ogni turno di gioco.

In fase di setup si dispongono i mazzi sopra citati, e da quelli degli animali (sono due) ogni giocatore pesca a piacere dall’uno o dall’altro fino a costituire una mano di 10 carte. Vengono poi disposte tante carte zona climatica quante sono indicate dal regolamento (dipendono dal numero di giocatori) e vi vengono apposti sopra dei gettoni numerati così da identificarle oltre che hai corrispondenti segnalini cibo indicati dalla carta. Determinato il primo giocatore si è pronti ad iniziare.

Una partita a Darwin’s Choice si compone di quattro turni (che rappresentano quattro ere) ognuno dei quali si sviluppa in tre fasi: Azione, Valutazione, Transizione.

Nella fase azione, Al proprio turno ogni giocatore può compiere una azione principale fra le seguenti: costruire un animale, mutarlo oppure migrarlo. Ne può fare una per ogni animale che ha in gioco che sta per creare (nel caso dell’azione di costruzione).

Con l’azione di costruzione i giocatori mettono in gioco un nuovo animale che abbia quantomeno un corpo e una testa come tipologia di carte con cui è stato assemblato. Il giocatore sceglie una zona cliamtica e pone l’animale sotto di questa. Vi devono essere risorse alimentari sufficienti per poter posizionare l’aniamle.

Con l’azione di mutazione vengono rimosse, sostituite o aggiunte una o più carte ad un animale già esistente (effettuare più modifiche costa punti Darwin: si veda più avanti).

Con l’azione di migrazione il giocatore muove un animale da una zona climatica ad un’altra purché vi siano sufficienti risorse per sfamare l’aniamle.

Oltre a questo il giocatore può svolgere due azioni opzionali: cambiare tutte le carte eccetto una prima di svolgere il suo turono ed eseguire una azione di commercio con cui scambiare le proprie carte (solo quelle del mazzo animale) con gli altri giocatori.

Nella fase di valutazione che si verifica alla fine di ogni era, avvengono una serie di conteggi per determinare gli animali che sopravivono e quelli che si estinguono e fra i primi quelli che meglio si sono adattati alle condizioni climatiche. Si procede infatti ad una prima fase in cui verificare se gli animali si sono adattati all’ambiente, ovvero se hanno rispettato gli obiettivi di sopravvivenza indicati sulla carta zona climatica. Per farlo, sulle carte che compongono l’animale vi sono dei simboli che indicano le loro caratteristiche come animale (capace di volare, di arrampicarsi, di nuotare etc..) e ne devono avere un numero pari o superiore a quelli richiesti. Gli animali che non riescono ad ottemperare alla richiesta si estinguono.
Avviene poi la nutrizione. Ogni animale si alimenta con le risorse disponibili, in base a quanti simboli “cuore” sono visibili sulle sue carte. Più ne ha e più dovrà nutrirsi. Prima saranno gli erbivori a mangiare e poi i carnivori e l’ordine verrà indicato da quanti simboli di adattabilità saranno presenti sull’animale. Nota interessante è che i carnivori se non hanno cibo a sufficienza prima di estinguersi hano la possbilitià di mangiare gli erbivori, solamente però se il loro valore di adattabilità supera quello delle loro prede.
I sopravvissuti a questo punto conseguiranno tutti un punto Darwin per essere riusciti a superare l’era e ad accedere alla successiva. Altri punti Darwin vengono conseguiti per i punti “forza competitiva” rappresentati da delle coppe sulle carte animale. Chi ne ha di più ottiene tanti punti Darwin quanti sono quelli indicati sulla carta zona climatica. Infine vengono premiati i 3 animali che meglio si sono adattati ai loro rispettivi ambienti ovvero considerando chi ha il maggior numero di punti adattabilità in assoluto. I primi tre riceveranno a scalare 3, 2 e 1 punti.

Chiusa la fase di punteggio avviene la fase di transizione in cui viene pescata una carta evento e se ne applicano gli effetti: meteoriti, desertificazione, indondazioni… avremo a che fare con diverse situazioni che il più delle volte metteranno a dura prova gli animali da noi creati. Sempre in questa fase vengono posizionate nuove carte zona climatica e i relativi segnalini cibo. Quindi si è pronti per una nuova era.

Alla fine di quattro turni la partita si conclude e chi ha conseguito più punti darwin sarà il vincitore.

Due sono i principali punti di forza che a mio avviso caratterizzano Darwin’s Choice. Il primo è l’ambientazione che grazie a delle meccaniche calzanti è ben resa in fase di gioco, facendo percepire il senso della natura, benevola e crudele, con i suoi eventi catastrofici e con una catena alimentare che non ammette eccezioni. Il secondo è l’azione di costruzione degli animali. E’ sicuramente il momento più divertente in cui vedremo nascere le creature più bizzarre e strampalate che ci possano venire in mente o che magari scopriremo casualmente combinando le varie parti. Le battute e le risate qui non mancheranno.
Dal punto di vista delle meccaniche siamo di fronte ad un mix fra puzzle game e controllo territorio a cui si aggiungono alcuni spunti interessanti: come già citavo in precedenza ho apprezzato molto la parte in cui i carnivori possono alimentarsi con gli erbivori.  Il turno di gioco sebbene lineare può creare qualche tempo morto nella fase di creazione degli animali o delle loro mutazioni, soprattutto dopo la prima era quando vi sono già animali in gioco e le possibilità strategiche su cui riflettere sono diverse. Altra nota a cui fare attenzione è la fase migratoria: non è molto pratico spostare tutte le carte di un animale da una zona all’altra e lo è ancora meno quando ve ne sono diversi da muovere. Ma l’autore sembra già indirizzato a modificare questa parte rendendo più comoda l’applicazione di tale azione, sia con carte più piccole e più pratiche da gestire sia con l’utilizzo di segnalini. E per quanto rigurda i materiali e òa grafica, li ho trovati ben fatit e piacevoli, belle a mio avviso in particolare le illustrazioni.  Darwin’s Choice tirando le somme è un gioco non banale, ben ambientato il cui regolamento, anche se non definitivo, fa capire perfettamente l’idea di gioco. La prova del prototipo non mi è dispiaciuta è mi lascia la curiosità di vedere come evolverà la campagna Kickstarter.

 

 

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