Spiel’18 – Live Blogging da Essen

Spiel'18

di Gioconauta

Arriva ottobre e come ogni anno con la fine del mese si chiude quello che potremmo definire l’anno ludico. Il perché è presto detto, arriva lo Spiel’18. Di che si tratta? È la fiera dei boardgame, per eccellenza, a livello internazionale e planetario, che concentra la maggior parte delle novità del mercato. Snoccioliamo qualche numero per dare l’idea del fenomeno: nel 2017 ha contato 182.000 visitatori e quest’anno saranno presenti 1.100 espositori, da 51 nazioni, concentrati in 72.000 metri quadri. Ma cosa significano questi numeri? In realtà ben poco, danno solo le dimensioni di un evento che si traduce con una sola parola, GIOCARE! Giocare a titoli di ogni genere da ogni parte del mondo, trovare l’editore italiano come quello malese o messicano; giocare a novità, titoli che vedremo nel nostro paese dopo un mese come mai, perle rare in grado di stupire e provabili solo lì (ogni anno becco sempre almeno un titolo che mi ispira senza possibilità di localizzazione o anche solo recupero nel nostro paese), possibilità di vedere il prototipo dalla meccanica assurdamente originale come il futuro vincitore dello Spiel de Jahres (gioco dell’anno tedesco); giocare con chiunque, dal connazionale incontrato per caso e l’appassionato che si è fatto 20 ore d’aereo per venire almeno una volta allo Spiel. Laggiù, ad Essen, nel cuore della Renania Settentrionale, dal 25 al 28 ottobre, verosimilmente più di 180.000 appassionati sfogheranno la loro passione ludica in un evento annuale senza eguali almeno in Europa. Sarà accompagnato come ogni anno da esaltazioni, magari per aver provato il titolo che “da solo merita il viaggio”, e da delusioni, il gioco che si desidera ardentemente andato sold out in poche ore di fiera. Tutto questo e molto di più è lo Spiel. E noi Nauti? Ovviamente ci saremo. Affronteremo con pazienza e coraggio i 1.100 km che ci separano dalla “capitale del gioco” in andata e in ritorno, inarrestabili, implacabili e non so quali altre parole con la i… e potrete seguirci come ogni anno tramite il nostro inimitabile, istantaneo, e non so ancora quali altre parole con la i, Live Blogging. La novità di quest’anno è che ci seguirà fisicamente il nostro Maledice, nella speranza di trovare american interessanti in Germania (sembra un po’ un controsenso) e la nostra Max Luna, intenta a sperimentale sul campo il suo tedesco. Si unirà quindi anche il loro commento ai nostri pensieri istantanei di quel che proviamo, vogliamo e, spesso, bramiamo con ardore e furia omicida figurata. Montate in carrozza, si parte!

E col report finale chiudiamo l’appuntamento con Essen 2018! Grazie per tutti voi che ci avete seguito, abbiamo anche sistemato l’articolo in modo da rendere più semplice la lettura dei giochi provati. Ora iniziamo a giocare a tutto quello che abbiamo preso (qualcosa nel video trapela). Buona visione!

Giochi provati in ordine alfabetico: A Thief’s Fortune, Arkham Horror 3a ed., Assassin Creed, Crown of Emara, Cryptid, Dark Rituals Malleus Maleficarum, Discovery, Dwarf Winter, Magnificent Flying Machine, Fortune City, Fuji, Hand Circus, Holding On: The Troubled Life of Billy Kerr, Horticulture, Imnia, Justing One, Kero, Monster Lands, Monumental, Nemeton, Princess JingRadetzky Milano 1849, Raiatea, Realm of Sand, Shadows: Amsterdam, Solenia, Tales of Glory, The Stigian Society, Too many bones – UndertowTrappist – One, Treasure Island, Tsikji, Wak’a, Walking in Burano, War Chest, Western Legend, Wildlands.

Report: finale, terzo giorno, secondo giorno, primo giorno.

Domenica 27 ottobre:

13:50 – Abbiamo provato alla Post Scriptum Radetzky Milano 1848. Cooperativo puro sulle 5 giornate di Milano in cui i giocatori vestono i panni degli italiani nel tentativo di sottrarre Milano al generale austriaco Radetzky. Lo scopo del gioco e consolidare il controllo su 5 quartieri di Milano prima che lo facciano gli austriaci. Per gli austriaci è sufficiente avere 4 unità in più sul quartiere degli avversari, mentre gli italiani devono prima aver “pulito” il quartiere da tutte le truppe nemiche; poi aver eliminato abbastanza unità austriache da essere arrivati al termine della traccia del morale e reclamare la carte di quel quartiere. Cosa molto carina è che gli scontri sono svolti col meccanismo della morra cinese: la spada per la forbice, la palla di cannone per il sasso e la mappa per la carta. Il combattimento segue una meccanica di push your luck per cui il rischio di non eliminare un’unità nemica aumenta con il numero di unità che si eliminano. Regole semplici ma molte scelte da fare ed elevato ventaglio di possibili strategie, molto bello e attinente dal punto di vista storico: si sente sia la carenza di risorse che la sensazione di assedio. Molto curato nei dettagli, forse sarebbe stata gradita maggiore ricchezza di materiali. 

13:15 – Abbiamo provato lo spagnolo Trappist-One. Gioco di carte sulla colonizzazione planetaria del sistema Trappist. Ogni giocatore ha una sua plancia con 7 pianeti da colonizzare. Per colonizzare un pianeta è necessario costruirci 3 fabbriche, poi si sbloccano delle abilità speciali relative a quel pianeta. Quindi diventa importante l’ordine in cui colonizzare i pianeti per sbloccarsi le abilità. Ogni giocatore ha inoltre un proprio mercato dive acquistare potenziamenti ma a cui possono accedere pure gli avversari pagando una quota all’avversario. Altro aspetto interessante è il guadagnare punti caricando di merci delle navi commerciali, contese tra i giocatori. Gioco dalle regole solidissime in cui sono fondamentali le combo tra le carte, ottimo rapporto qualità/prezzo. Una vera sorpresa positiva. 

12:30 – Abbiamo provato Dwarfs Winter. Tower defense cooperativo o semi-cooperativo in cui i nani dovranno salvare la propria città da dei mostri. Ogni giocatore all’inizio ha a disposizione 8 nani, di questi ad ogni turno deciderà quali utilizzare per fare azioni e quali preservare per il futuro. Con ogni nano si fanno azioni come muovere, reclutare altri nani, ecc. Interessante il fatto che si possano suonare strumenti musicali per attivare le abilità speciali di ogni nano proprio e, volendo, degli altri giocatori. Se da un lato abbiamo meccaniche che sembrano funzionare bene, dall’altro sembra decisamente freddo e le belle miniature non aiutano a compensare la perdita di senso dell’ambientazione. In semi-cooperativo ogni fazione nanica “combatte” anche con le altre per guadagnare punti, ma sembra ci sia poco spazio per il conflitto tra i giocatori. Strano che per uccidere i mostri sia necessario utilizzare risorse come legno, cibo e metallo.

12:00 – Sempre alla Osprey abbiamo provato Wildlands. Il titolo consiste in un tabellone numerato, ogni giocatore ha un set di 10 carte posizione di cui ne tiene 5 e le altre 5 le passa al giocatore successivo. Le 5 carte che vengono ricevute rappresentano le posizioni dove saranno messe le proprie gemme, mentre le 5 carte tenute rappresentano le posizioni dei propri eroi. Con altre carte si muovono o fanno agire i propri eroi allo scopo di catturare gemme avversarie o eliminare eroi nemici, entrambe la azioni valgono un punto. Il primo che arriva a 5 vince. Confermiamo l’opinione di Maledice che era rimasto entusiasta, sebbene sia un Wallace.

11:10 – Abbiamo provato Cryptid alla Osprey Game. Si tratta di individuare la locazione di un mostro all’interno di una mappa composta di vari terreni e con caselle con elementi particolari come monoliti, tane di orso, ecc. Ogni giocatore ha a disposizione un libro degli indizi, ossia un elenco in cui gli indizi sono marcati con un numero, ogni scenario indica come costruire la mappa modulare e che indizi considerare. Al proprio turno un giocatore indagherà gli indizi degli avversari facendo ipotesi su dove può essere il mostro. Praticamente Tobago senza la meccanica di movimento del fuoristrada, decisamente più scarno del predecessore.

10:45 – Apriamo l’ultimo giorno di fiera con la Matagot dove abbiano provato Treasure Island. Titolo particolare dove dovremo trovare il tesoro di Long John nell’isola del tesoro. Un giocatore che impersonerà Long John fornirà indizi, alcuni veri e altri falsi, ai giocatori che cercheranno il tesoro in una mappa segnando e cancellando zone con pennarelli colorati. Decisamente un po’ casuale, qui si narra di un giocatore che ha trovato il tesoro al primo turno, certamente un rischio dovuto ad una simile meccanica, ma ci ha divertito molto.

Sabato 26 ottobre:

23:30 – Dopo aver fatto un numero assurdo di acquisti e aver cenato con hamburger, patatine dolci e limonata ecco il terzo report live da Essen, sempre più stanchi e provati ma mai domi. Buona visione!

17:20 – Lasciate un pezzo di cuore e gli occhi al tavolo di Fortune City. Direttamente da Taiwan ci arriva questa specie di sim city in miniatura, un gioco ad alto tasso di zucchero, che Hello Kitty levate. Con meeple pastellati col testone da superchicche e tile per ampliare la città che sembrano caramelle, ogni giocatore-sindaco potrà comprare il progetto di nuovi edifici, costruirli seguendo semplici regole di posizionamento, abbinare cittadini colorati ai loro negozi preferiti per ottenere bonus, e anche far passare un delizioso furgoncino lungo la strada per raccogliere punti e spazzatura per evitare malus alla fine. In breve un gioco appagantissimo per le componenti, molto easy e funzionale che permette tuttavia di impegnarsi abbastanza nella pianificazione da rendere felici e kawaii anche i propri neuroni. Shut up and take my money!

16:00 – Una piccola cricca di nauti si è fatta trascinare dal richiamo di Too many bones – Undertow, gioco dai componenti molto appariscenti e di chiaro stampo american. Il gioco prevede almeno tre ore di partita, quindi mettetevi comodi. Ogni giocatore ha una plancia di playmat dove è possibile inserire i milioni di dadi a disposizione, sia per migliorare le proprie caratteristiche base, sia per decidere come far evolvere il proprio albero di skill, cercando di richiamare in se lo spirito di crescita del personaggio tipico dei gdr. L’avventura si svolge in cooperativo, ed è formata da un susseguirsi di carte scenario tutte da leggere, che propongono ciascuna delle specie di quest. Ciò che ha totalmente incantato Maledice è stato il sistema di combattimento, estremamente intuitivo (basti pensare che la vita è data da una pila di fiches, per cui si vede immediatamente chi è lì lì per tirare le cuoia) veloce e limitato a una piccola plancia-playmat, che tuttavia permette di muoversi sufficientemente da attuare un minimo di strategia. Purtroppo l’ultima copia è stata praticamente strappata dalle falangi del nostro povero american, che tuttavia si è già ripromesso di ordinarne una online..

15:40 – Abbiamo provato The Stygian Society alla APE. Titolo cooperativo dove si esplora una torre sconfiggendo nemici e non solo, la torre è anche la torre lancia cubetti, tipo Shogun per intenderci, e che sostituisce i dadi. Quindi ad ogni turno nella torre si lanciano i cubi residui dei lanci precedenti, cubi per i nemici e per gli eroi. Poi, a seconda di quello che esce fuori, si attivano attacchi nemici o abilità degli eroi. Ovviamente non mancano boss, nemici sempre più grossi e crescita a livelli dei personaggi. La grafica ci piace poco, ma la meccanica è molto divertente e particolare, piace molto a Maledice, per Canopus dubbi sulla longevità.

15:05 – Alla Medusa Games abbiamo provato Magnificent Flying Machines. Nonostante l’estetica da titolo tecnico ha una grande componente fortunosa nel lancio dei dadi per superare dei test. Per esempio per decollare si devono ottenere ai dadi un certo numero di eliche in base al motore che si possiede. Analogamente per l’atterraggio, con la differenza che potreste finire la benzina e dover planare. Potrete fare acrobazie aeree per guadagnare punti, diventare una compagnia di trasporto oppure lanciare bombardare gli avversari, per dare un po’ di interazione. Per Maledice titolo sorprendentemente divertente e molto profondo nonostante i dadi.

13:40 – Sempre nella zona dei giochi coreani abbiamo provato Hand Circus. Gioco di abilità dove si devono ricostruire dei pattern raffigurati su delle carte utilizzando le mani e delle pedine di legno, in genere incastrandole tra le dita. Idea bella su carta, ma non poi così esaltante, inoltre alcune carte non sono chiarissime.

13:30 – Alla Korea Pavilion (spazio dedicato agli editori coreani) abbiamo provato Justin Oh. Frenetica corsa di biglie e gioco di abilità dove i giocatori girano una manovella per far uscire delle biglie e quando sulla pista ne sono presenti due dello stesso colore bisogna essere i più rapidi a togliere una bandierina che libera altre biglie. Decisamente più scenografico che divertente: le biglie sono solo una scusa, è un titolo di abilità realizzabile con carte e tessere, inoltre le biglie obbligano a mettere in bolla il tabellone.

13:00 – Sempre alla Brazilian Boardgame abbiamo provato Tsukiji. Gioco di compra e vendita pesce. All’inizio di ogni turno si hanno delle carte per dare il prezzo del pesce, che è dato dalla somma delle carte giocate per un dato pesce dai vari giocatori. Determinato il prezzo si procede ad acquistare il pesce, o i bonus, lo scopo è quello di aumentare il valore dei pesci collezionati. Carino ma decisamente già visto.

12:40 – Alla Brazilian Boardgame (non abbiamo saputo resistere alla possibilità di provare giochi brasiliani) abbiamo provato Wak’a. Simpatico titolo fatto di minigiochi. In pratica si ha un tempo limitato, nascosto al giocatore di turno, per pescare gemme e se del colore giusto eseguire alcuni minigiochi come prendere gemme al volo, cercare tessere con un dato disegno, costruire una struttura con dei pezzi di legno, ecc. Simpatico anche se tanto banale per i nostri gusti.

11:50 – Sempre alla Matagot abbiamo provato Princess Jing. Purtroppo non ci hanno spiegato la versione completa del regolamento, che anche delle carte, ma in pratica consiste nel muovere particolari pedine su una scacchiera nel tentativo di farla attraversare alla propria principessa. La particolarità del gioco è che le pedine sono dei contenitori che permettono a chi è dall’altro lato di non vedere cosa c’è dentro. Quindi, mentre l’avversario cerca di portare la propria principessa dall’altro lato della scacchiera, cercherà anche di individuare il contenitore con la vostra principessa per farla ripartire dal fondo e rallentarvi. Non mancheranno pedine speciali, come il servitore con lo specchio per vedere cosa nasconde il vostro avversario. Sulla carta un’idea carina e originale, ma non ci esalta.

Aggiornamento: provata la versione completa, ha più sagome e vanno trovate in un certo senso in “sequenza”. Più interessante ma sempre un titolo molto leggero.

11:00 – Alla Matagot abbiano provato Western Legends. Gioco decisamente sand box, nel senso che impersonerete dei personaggi western e potrete fare letteralmente quello che vi pare. Per esempio, se vi recate in una casella del tabellone in cui c’è una banca potrete decidere se depositare oro per guadagnare soldi o rapinarla combattendo contro una guardia. I combattimenti sono risolti a suon di carte, con il meccanismo della carta più alta. Per guadagnare ulteriori bonus si deve progredire in determinate carte storia disponibili a tutti i giocatori e che danno degli obiettivi per il round, per esempio guadagnare punti ricercato o sceriffo durante il proprio turno (si, ci sono gli allineamenti). Semplicissimo da giocare e con un foglio di aiuto al giocatore davvero ben fatto. Ci ha divertito, ma Canopus ha dubbi sulla longevità (funzionerebbe meglio a scenari) e in 5/6 giocatori va un po’ lento.

Venerdì 25 ottobre:
E anche se stremati dopo il secondo giorno di fiera non potevamo non pubblicare il secondo video! Buona visione e a domani!

18:00 – Abbiamo provato Shadows: Amsterdam, ovvero Dixit + Codenames visual + tempo reale = gioco tutto sommato divertente. Due squadre si contendono l’obiettivo di ricercare tre indizi attraverso la città prima dell’altra, cercando di evitare di incappare nella polizia. I suggerimenti vengono dati da uno della squadra (l’informatore) che ha una tessera con le zone della città dove inviare gli altri compagni di squadra (e qui la parte codenames), in tutto ciò i suggerimenti vengono dati attraverso delle carte illustrate (vedi Dixit). Se si incappa tre volte nella polizia si ha perso. Niente di particolarmente nuovo come si può intuire, ma il fatto di giocare in tempo reale e in maniera abbastanza sostenuta danno un piccolo tocco in più ad un titolo che invece sarebbe stato la solita minestra con gli avanzi del gioco dopo.

17: 00 – Vi attira l’idea di inviare il vostro eroe per terre pericolose, pompandolo di poteri magici e forza, con pozioni e monete? Bene, se volete farlo in maniera german e un po’ piatta andate sul sicuro con Tales of Glory. In ogni turno tutti i partecipanti scelgono una loro carta col valore numerico del territorio dove vogliono andare in missione; una volta rivelate, ognuno andrà nella zona scelta e, se avrà abbastanza risorse (si possono comprare all’occorrenza) otterrà la carta che andrà posta nella propria area, attivando dei bonus, in particolari delle chiavi che sbloccheranno delle risorse. Gioco da tre quarti d’ora che fa il suo ma che non ci ha colpiti, ambientazione non pervenuta e niente di nuovo sotto il sole.

16:45 – Abbiamo discusso ai tavoli di due Kickstarter: uno già uscito e in attesa di essere finito a livello di produzione, e un altro in rampa di lancio. Il primo è Quodd Heroes (trovate un’anteprima su questo sito), la copia di pre produzione ha fatto ben sperare il coraggioso finanziatore (Renberche), materiali curati e attenzione da parte dei creatori a tanti piccoli particolari. Se il gioco saprà rispondere alle aspettative lo sapremo solo quando arriverà, ovvero secondo le previsioni dateci a Marzo 2019.
L’altro gioco è Imnia, di prossimo lancio. Nel gioco ogni partecipante sviluppa una città costruendo via via degli edifici, che sono delle carte, con l’obiettivo di essere il primo a costruire una dei grandi monumenti presenti. Tra le caratteristiche vi è il fatto che ogni giocatore tenderà a specializzarsi in un certo tipo di città (religiosa, commerciale, etc) e potrà andare in visita alle altre per commerciare o per sgraffignare qualche risorsa (avendo prima addestrato qualche ladro); a questo si aggiunge un meccanismo di obiettivi personali che daranno risorse via via che verranno risolti. Ci ha fatto una buona impressione e seguiremo il Kickstarter con attenzione quando uscirà.

16:20 – Alla Quined abbiamo provato Raiatea. Ambientato nell’omonima isola, si tratta di un selezione risorse che strizza l’occhio a Puerto Rico: quando si sceglie una tessera azione anche gli avversari eseguono un’azione depotenziata. Presenti poi altre meccaniche tutte splendidamente amalgamate. Particolarmente curioso un meccanismo con cui si applicano delle mollette sulle proprie carte, si mettono in un sacchetto e si estraggono per determinare l’ordine di esecuzione. Piaciuto tantissimo a Canopus e Renberche, qualche dubbio sulla resistenza delle carte.

15:15 – È la Essen di puzzle game per Canopus che è rimasto folgorato alla Mozi Game dive ha provato Horticulture. Puzzle game con i soliti incastri alla tetris su griglia, ma in questo caso i pezzi forniscono effetti speciali quando piazzati e si acquistano tramite delle carte che si prelevano da una griglia, alcune gratuitamente altre pagando delle carte (praticamente delle risorse di secondo livello). Strategicamente interessante e bellissima grafica.

14:50 – Abbiamo fatto qualche turno a Monster Lands. Titolo un po’ sbrigativo in cui dei clan difendono una cittadella, i giocatori sono a capo dei vari clan con eroi e unità speciali. Il Doc lo ha definito sbrigativo perché è tutto incentrato sul piazzare e combattere. Non è il suo genere ma ammette che le meccaniche funzionano.

14:00 – Alla Hub Games abbiamo provato Holding On: The Troubled Life of Billy Kerr. Titolo cooperativo dal tema molto particolare in cui si ricostruiranno i ricordi di un paziente in fase terminale prima che “passi oltre”. Ci troveremo quindi ad affrontare le crisi di salute del povero Billy Kerr, affrontare quindi carte evento in cui si deve scegliere tra guadagnare bonus o progredire con la storia lasciando peggiorare le condizioni di Billy; oppure spendere bonus per prolungare il più possibile la sua vita. Sebbene la meccanica di affrontare le carte evento sia a tratti pure un po’ noiosa, il meccanismo con cui si ricostruiscono i ricordi di Billy non è male e anzi lascia la voglia di sapere che ha combinato. Dubbi sulla longevità.

11:30 – Alla Asmodee abbiamo provato Solenia. Il gioco è una corsa all’acquisto di risorse intorno ad un dirigibile che avanza tra il giorno e la notte. Ogni giocatore ha un mazzo con carte che hanno un buco al centro. A turno si possono piazzare vicino al dirigibile e raccogliere la risorsa che si rivela al centro della carta. Giocando carte con il simbolo dirigibile si fa avanzare il mezzo e si sposta l’ultima tessera i cima cambiando il lato da giorno a notte e viceversa. Le risorse acquisite permettono di acquistare sviluppi che danno punti vittoria a fine partita, ossia quando finiscono le carte. Il gioco farà sicuramente parlare di se visto che è bello, facile e adatto per tutti i giocatori. La sensazione di volare tra le nuvole durante le fasi giorno e notte è resa in maniera splendida ed interessante che le carte piazzate precedentemente diano extra una volta che finiscono fuori dalla plancia per colpa del viaggio del dirigibile.

11:00 – Alla Feuerland abbiamo provato Fuji, cooperativo dove ci siamo trovati a dover scappare da un’eruzione dal famoso vulcano. Titolo particolare in quanto i giocatori si trovano a muoversi tra le tessere che compongono il percorso soddisfano determinate condizioni con il lancio del dado. I risultati dei dadi, inoltre, influenza anche i giocatori alla nostra destra e sinistra con un originale meccanismo di confronto: considero i dadi del valore e colore che devo utilizzare con quelli dei giocatori seduti ai miei fianchi, a seconda del risultato potrei non muovermi oppure prendere delle ferite. Questo sistema riduce notevolmente l’emergere di un leader prevaricatore. Molto originale e molto bello.

10:30 – Alla Funforge abbiamo provato Monumental. Gioco di civilizzazione che raccoglie diverse meccaniche, in particolare emerge il deckbuilding con piazzamento su una griglia 3×3 delle carte per l’attivazione degli effetti, azioni extra e risorse. Tramite queste risorse poi si eseguono le azioni standard (costruire, reclamare minimamenti, ecc.). Molto originale il meccanismo della griglia ma poco interessante il movimento sulla mappa, interazione limitata solo alla parte militare.

Giovedì 24 ottobre:

23:30 e per concludere la serata in bellezza…

17:30 – Sempre Renberche e Luna hanno provato Kero, gioco molto atteso che ha deluso entrambi i nauti. Alla fine il solito push your luck dove si tirano dadi al tempo di clessidra, posta su una mini auto cisterna. Coi dadi si ottengono carte, token bonus e si cerca alla fine di avere la maggioranza sui territori presenti, sempre con l’obiettivo finale di ottenere più punti dell’avversario. Bocciato. PS: Luna propone di dagli fuoco per stare in tema.

17:00 – Renberche e Luna si sono fatti la guerra a War Chest della AEG. Gioco astratto di bag building dove i due giocatori si sfidano a colpi di gettone con l’obiettivo di giocare tutti i propri portali. Il titolo ha lasciato perplessi i due, gli errori si pagano non poco e il fattore fortuna non è così esente vista la pesca da sacchetto, che può essere frustrante in certe occasioni. Componenti di buon livello anche se il prezzo non è così basso, da valutare.

16:50 – Maledice si è recato alla Artipia a provare A Thief’s Fortune. A differenza di quanto ci si aspettava non è molto ambientato. Si tratta di un gioco di draft dove le carte entreranno in gioco in momenti successivi della partita in base al numero di turno o ad altre carte selezionate. Questa meccanica del tempo è molto marcata, infatti le carte possono essere scartate, quindi andare nel passato, per fare punti. Grafica bellissima e ottimo rapporto qualità/prezzo.

16:10 – Maledice ha avuto modo di provare la nuova versione dell’intramontabile Arkham Horror. Materiali splendidi, soprattutto la grafica, meccaniche classiche (le solite due azioni da eseguire tra un ventaglio possibile), ma è rimasto molto deluso dall’ambientazione. Nello scenario provato non si è fatto altro che scorrere i mazzi di carte in cerca di carte indizio. Speriamo sia stato un caso dovuto a quel particolare scenario. Rispetto Eldritch ritornano ad avere un peso più elevato i portali.

15:45 – Abbiamo provato Dark Rituals, Malleus Maleficarum. Skirmish a campagna sfondo horror, cooperativo tutti contro uno. Il regolamento e le meccaniche sono immediate ma profonde, in un minuto si capisce subito che fare. Le azioni si eseguono tutte spendendo cubetti energia; interessante il fatto che i personaggi raccolgono oggetti per fare pozioni, ogni personaggio può fare pozioni diverse e più se ne fanno più si migliora, praticamente sono le abilità dei personaggi. Maledice è entusiasta. Kickstarter che parte a gennaio.

15:05 – Maledice e Canopus provano Assassin Creed. Praticamente è V-Commandos con più dadi da lanciare e i cadaveri dei nemici che restano sul tabellone a complicare le cose. Se Maledice ha trovato come unico difetto le miniature, Canopus vi dira che il titolo è apparso troppo incastrato nelle cose da fare, lento e poco scorrevole… si è annoiato molto.

14:20 – Di nuovo alla EmperorS4 abbiamo provato il coloratissimo gioco di carte Walking in Burano. A parte l’ambientazione, che da veneti ci sta molto a cuore, il gioco ha un bellissimo colpo d’occhio. Come meccaniche strizza l’occhio a molti filler di costruzione, tipo La Casa dei Sogni, ma per noi questo ha una marcia in più. Davvero molto interessante.

13:30 – Sempre alla EmperorS4 abbiamo provato Realm of Sands. Al dispetto della grafica e ambientazione, si tratta di un puzzle game astratto, un po’ freddo e con ridotta interazione. Sostanzialmente piazzerete dei pezzi del tetris composti da quadrati colorati sulla griglia della vostra plancia e cercherete di comporre con i quadrettini dei pattern per prendere punti e far avanzare il gioco. Il titolo non ci è dispiaciuto, ma se non vi piacciono i puzzle game non fa per voi.

13:10 – Alla EmperorS4 abbiamo provato il gioco di carte Discovery. Durante la spiegazione non ci avremmo scommesso nulla, invece si è rivelato un filler rapido e molto piacevole. Il concetto è quasi banale: sposterete la vostra barca di uno o due passi (o più se pagate) su delle isole, prenderete dei bonus e poi potrete decidere di investire così da prendere i punti dell’isola a fine partita e guadagnare maggiori bonus quando ci ritornerete. L’interazione, indiretta, è data dal fatto che i vostri avversari potranno investire nelle vostre stesse isole, superarvi e sottrarvi punti. Davvero una bella sorpresa.

12:40 – Alla Blam! abbiamo provato Nemeton. Ci immaginavamo qualcosa di un po’ diverso. Si tratta di un titolo fantasy in cui ogni giocatore controlla un druido e dovrà collezionare foglie di diverso colore per comporre pozioni, stringere patti con gli animali e ottenere obiettivi. Inoltre la plancia viene composta dai giocatori stessi piazzando tessere esagonali che fanno sia germogliare le foglie nelle tessere adiacenti e in linea, che comparire luoghi particolari come cascate o menhir. Ci aspettavamo qualcosa di diverso come detto, ma il gioco è divertente e strategico, forse un po’ costoso per quel che offre.

10:50 – Alla Pegasus Spiele abbiamo provato Crown of Emara. Lascia una bella sensazione di gioco anche per “l’originalità” della doppia rondella: una per la plancia dove si guadagnano risorse primarie e una per la plancia dove si spendono per acquisire effetti (punti o carte bonus) e risorse secondarie. Altre particolarità sono la scelta azioni con le carte per i giocatori (carte che definiscono bonus e punti movimento delle proprie pedine), e due indicatori di punteggio per cui a fine partita si avranno i punti di quello più arretrato sulla scala. Doc e Renberche lo hanno trovato bello ma non esaltante, per loro non presenta grandi novità, Canopus invece è gasatissimo. Molto german.

E intanto siamo in fila…

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