Ignite – benvenuti al tritacarne

di Francesco “Riivaa” | Ignite

“Basta una giornata storta per trasformare il migliore degli uomini in un folle.
Ecco quanto dista il mondo da me. Una giornata storta.
Anche tu hai avuto una giornata storta, dico bene?
Ne sono certo.
Lo capisco.”

Lo sapeva il Joker, lo so io, lo sapete anche voi.
Arriva per tutti quel giorno.
Magari avete fatto i doppi turni durante tutta la settimana, sorretti dall’idea di un ponte soleggiato adorno di facce amiche. Ma la vita ha altri piani per voi e ve li comunica tra il retrogusto di arabica misto PVC e la profezia di un aperitivo. Quando ormai è venerdì e anche se mancano ancora quaranta minuti alla fine del turno, avete già il cartellino in mano. In quel momento venite a sapere che, purtroppo, a causa di una riduzione del personale e dei turni compilati da una scimmia assunta in apprendistato (e retribuita in noccioline)… dovrete lavorare a Pasquetta.

Dopo un weekend passato in un ufficio semi-deserto a chiamare numeri che non rispondono e a smistare pratiche nel nulla, finalmente strisciate sui gomiti fino alla tappa ludica del Martedì. Pensate che riuscirete a staccare, a pensare ad altro. Ma non appena vi sedete al tavolo è tutto chiaro.

Fissate le facce amiche che vi circondano e le sentite parlare dei bigoli al ragù d’anatra del pranzo di pasquetta, della leggendaria grigliatona american con tanto di salsa barbecue al burbon fatta in casa che ha sfamato abbondantemente (per due volte) tutti i commensali e mezzo canile dei Bolton. Pare addirittura che, tra la millefoglie e il primo giro di amari, si sia aggiunta alla festa una squadra di pallavoliste lituane che si era persa per il contado veneto, finendo con l’improvvisare un torneo di Twister in piscina (non mi è chiaro che gioco sia questo Twister, ma dalle ricerche che ho fatto pare un piazzamento arti nato negli anni ’60 del secolo scorso, nda).

È in quel momento che vi è tutto chiaro. L’unica cosa a cui riuscite a pensare è: “Voglio rompere le uova a qualcuno…”

Ignite è fatto per questo.
È un tritacarne card driven da uno a otto giocatori. Un party-skirmish a base di deck-building dalle meccaniche intuitive, miniature con segnalini ferita infilzabili nelle scapole, plance modulari, pozze d’acido, lava (…tanta LAVA!) e una buona dose di sana e fraterna violenza asimmetrica.

In Ignite ci troveremo ad impersonare una di nove razze fantasy (due ulteriori aggiunte dall’espansione The Freeze), per decidere chi dominerà sulle lande desolate di Oshos dopo un cataclisma magico che ha sconvolto il pianeta. Questi territori devastati sono raffigurati da una plancia rettangolare il cui centro è modulare. Dai margini esterni di questo rettangolo partiranno le razze, per la battaglia che deciderà per sempre l’unico dominatore (o l’unico sopravissuto) di questo mondo in rovina.

Ciascuna razza è dotata di un potere unico che la rende asimmetrica rispetto alle altre, ma tutti i giocatori partiranno con lo stesso mazzo iniziale di dodici carte. Durante ciascun turno i giocatori pescheranno sei carte del loro mazzo. Potranno usarle durante il loro turno in due modi.

Il primo è per guadagnare valuta Honor. Per farlo potranno scartare carte dalla loro mano per guadagnare l’onore contrassegnato in alto a sinistra della carta o venderle al prezzo maggiorato indicato al centro. Se le vendono queste non andranno nella pila degli scarti, ma verranno rimosse dalla partita. Non si potrà accumulare valuta tra un turno e l’altro, come non si potranno conservare carte. Il mazzo di ciascun giocatore potrà quindi progressivamente diventare più veloce o più lento, vendendo o acquistando carte dall’emporio comune, diventando il motore della nostra partita.

L’emporio comune dai quali i giocatori potranno acquistare le carte è costituito da sedici battle decks scelti casualmente durante il setup della partita. Ciascun mazzo è costituito da dieci carte uguali, che una volta esaurite non potranno più tornare disponibili. Non c’è limite al numero di carte di un unico tipo con cui armarsi, potranno essere quindi acquistate tutte e dieci da un unico giocatore. Per accedere all’emporio i giocatori dovranno avere una una delle loro unità sulla tessera “Villaggio” o “Bazaar” e spendere l’Honor necessario dalle carte che hanno in mano.

Le carte del nostro mazzo potranno essere usate altrimenti per le azioni che recano nel riquadro centrale. Queste ci permetteranno di muovere le nostre unità, attaccare con queste quelle avversarie, ottenere bonus durante il turno in corso o garantirci bonus in quelli successivi. Ci saranno carte che ci permettono movimenti altrimenti impossibili, come le carte cavalcatura; ci saranno carte che ci permetteranno potenti attacchi da mischia o da distanza; carte che ci permetteranno di avvelenare o maledire le unità avversarie. Insomma un intero arsenale randomizzato ad ogni partita. I battle decks disponibili nella scatola base sono cinquantuno e ce ne sono altre cinquanta nell’espansione The Freeze.

Il mazzo che andremo così a costruire ha un unico scopo: tritare le unità avversarie. Tutte le unità hanno tre punti ferita (escluso i Ratmen che ne hanno due e gli Orchi che ne hanno quattro, questi ultimi sono acquistabili attraverso l’espansione The Freeze). Ogni volta che andremo a fare una ferita potremo infilare un pugnale di plastica nella schiena della miniatura avversaria (!). Si lo so, non è esattamente come mettere la su testa su una picca, ma che ci volete fare… anche il game design ha dei limiti.

Chi infligge l’ultima ferita all’unità la ucciderà, facendola diventare un suo trofeo. Non appena un giocatore guadagna quattro trofei (cinque in una partita da quattro a otto giocatori) o se non ci sono unità avversarie sopravvissute, la partita finisce. L’unico sopravvissuto o chi ha raggiunto il numero di trofei indicati sarà il dominatore delle magiche lande di Oshos.

Qualora uno dei giocatori perda tutte le sue unità, non verrà eliminato. Continuerà a giocare utilizzando dei minion d’acqua che potranno a sorpresa anche garantirgli la vittoria. Anche se, in tutta franchezza, temo la cosa sarà difficile considerato il fatto che non potrà usare più il suo mazzo e l’abilità speciale della sua razza, ma solo delle azioni generiche tipiche dei minion, uguali ad ogni turno.

La campagna permette contestualmente di acquistare anche due espansioni:

  • The Freeze che aumenta la variabilità del gioco aggiungendo due razze, cinquanta nuovi battle decks, nuove abilità, altri tipi di territorio che potranno formare la mappa e la possibilità di costruire e utilizzare macchine da guerra;
  • A New Enemy, nella quale i giocatori coopereranno contro ondate crescenti di nemici e un drago da 13cm (di cui però non ho trovato il regolamento).

Il pledge del gioco base è di 79 €. Se si vuole anche l’espansione The Freeze la spesa arriverà a 141 €. Se si vuole andare all in, comprendendo anche la modalità coop/solo A New Enemy, la spesa arriverà a 168 €. Spese di spedizione verso l’Italia escluse.

link alla campagna KS

!ATTENZIONE! Il Twister in piscina è un gioco altamente pericoloso, può nuocere gravemente alla salute ed tutt’ora vietato in quasi tutti i reami conosciuti. Se ne sconsiglia la pratica vicino ai pasti, in presenza di atlete straniere e sopratutto se non si è dotati di branchie.

Meglio darsele di santa ragione con Ignite… Quello si che fa bene al corpo e allo spirito.

Buon rientro dalle ferie, per chi c’è stato.

Sigh!

[ Il monologo all’inizio è tratto da “Batman: The Killing Joke” di Alan Moore e Brian Bolland, edito in Italia da Lion, 2017. ]

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