Revolution of 1828: YES WE FELD!

Revolution of 1828

di Daniel “Renberche” | Revolution of 1828

Il buon Stefan Feld si rimette alla prova con i giochi per due giocatori, dopo i vari Roma e dopo un semi sconosciuto, ma da me posseduto, I Pilastri della Terra: Duello tra costruttori. Come sarà andata? Buona lettura!

Siamo, come intuibile dal titolo, nel 1828 e precisamente durante le elezioni presidenziali degli ancora giovani Stati Uniti d’America. I candidati sono John Quincy Adams e Andrew Jackson e per la prima volta la campagna elettorale si combatte soprattutto nella pagine dei giornali davanti ad pubblico affamato di notizie. Sarà una delle campagne elettorali più spietate che la storia ricordi. In Revolution  of 1828 i giocatori impersonano i due candidati americani e ovviamente cercheranno con ogni mezzo di raggiungere la Casa Bianca, collezionando il maggior numero di voti. L’autore del gioco è il citato Stefan Feld, la casa che lo produce la Renegade Game Studios.

Numero di giocatori: 2
Durata: 30 – 60 minuti
Link al regolamento: click

| Setup & Materiali

Posizionare il tabellone, che di fatto è la classica plancia divisa in due, al centro del tavolo, posizionare le cinque pedine elettore al centro delle aree campagna elettorale con il rispettivo colore; le aree rappresentano zone degli Stati Uniti dal New England al South Central. La pedina redattore va posta nello spazio indicato, l’area stampa, con le 78 tessere voto vicino.

Riporre le 78 tessere tonde elezione nel sacchetto, scegliere il primo giocatore e affidare a costui proprio tale sacchetto.

Revolution of 1828

| Il Gioco

Una partita a Revolution of 1828 dura quattro round, ognuno dei quali costituito dalle seguenti tre fasi:

  1. Preparazione. Per ognuna delle sei aree si pescano tre tessere elezione dal sacchetto e si posizionano, a faccia in su, nello spazio c’entrale di ogni area.
  2. Campagna elettorale. Alternandosi nelle scelte ogni giocatore prende una tessera elettorale non reclamata, ovvero ancora posta al centro di un’area, e la porta dalla propria parte sul tabellone. Se viene presa l’ultima tessera da un’area immediatamente si reclama anche la pedina elettore o redattore presente e si esegue un altro turno. La fase termina nel momento in cui non vi sono tessere elettorali contese. Ci sono tre tipologie di tessere elettorali: delegati, diffamazioni, e azioni. Quando una viene selezionata si risolve l’effetto associato:
    • Delegati: la tessera va presa e posta nell’area del colore corrispondente, guadagnando di fatto un delegato.
    • Diffamazioni: la tessera va presa e posta in un’area a scelta (in pratica conta come un delegato di qualsiasi colore).
    • Azioni: ci sono sei tipologie di azioni possibili, alcune immediate altre da utilizzare a fine turno, permettono ad esempio di rubare un delegato avversario, eseguire turni extra, etc. Queste tessere vanno poste in una propria pila, detta pila elettorale, a fianco del tabellone.
  3. Conteggio dei voti. Questa fase è a sua volta suddivisa in tre passaggi:
    1. Comparazione delle pile elettorali: il giocatore con il maggior numero di tessere ottiene tre voti.
    2. Punteggio delle aree elettorali: per ogni area si guadagnano da uno a due voti se si possiedono più delegati. Poi se si possiede la pedina elettore si guadagna un voto per ogni delegato posseduto.
    3. Accordi con la stampa: tutte le tessere diffamazione vanno poste nell’area stampa, se si possiede il redattore si dovrà restituire un voto all’avversario per ogni tessera diffamazione posseduta.

Al termine del quarto round (quando rimarranno tra l’altro sei tessere nel sacchetto) si contano i voti e il giocatore che ne avrà di più sarà il nuovo (per modo di dire) presidente degli Stati Uniti.

Revolution of 1828

| Considerazioni

Revolution of 1828 è un gioco per due giocatori semplice, basato su un mix di scelte tattiche e strategiche (immagino che dopo un po’ si inizi a ragionare su cosa rimane da pescare dal sacchetto) con un pizzico di bluff. Il buon Feld continua a rimanere sugli standard di difficoltà visti nelle ultime opere, siamo lontani dai vari Bora Bora o Aquasphere, per quanto nella sua semplicità sarei curioso di provarlo per vedere se farà presa nella pletora dei giochi per due che ho oppure se passerà oltre. Di Stefan Feld ne abbiamo scritto a iosa, se siete interessati trovate pane per i vostri occhi e anche se cercate giochi per due giocatori date un’occhiata alla rubrica Cherry Games.

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