Per gli amanti delle BGStat(istiche)

BGStats

di Daniel “Renberche” | BGStat

Diversi fenomeni si possono osservare durante una sessione di gioco in casa Gioconauta. La discussione su dove ordinare il cibo, la presentazione del meraviglioso/fantastico/giocopiùbellomaifatto finanziato da Maledice, il resoconto preciso e dettagliato di tutte le serie presenti su Netflix da parte di Canopus, l’elenco aggiornato delle persone odiate da Luna, la domanda su dove sia Alkyla (a no, quello lo sappiamo), l’influenza del Doc, etc. Ultimamente sta prendendo piede un nuovo fenomeno sociale/antropologico. Nello specifico il salvare le partite che si giocano e da qui ripercorrere, come vecchi seduti panchina che ricordano i fasti del sesso giovanile, lo storico ludico delle settimane precedenti. Vediamo come tutto questo sia possibile.

| Prologo

La leggenda narra che Canopus teneva tutte le partite che giocava segnate in un libretto o in fantomatici file di un computer. Per quanto il nauta dal guanto facile (non per sfidare la gente a duello ma per evitare i batteri) sia noto per avere un libretto dove si segna le regole dei giochi, con annesse le proprie considerazioni dopo ogni partita, non sono mai giunte a noi queste informazioni in merito alle sue partite fatte. Il germe dello storico/statistico invece è stato depositato dal sottoscritto. Anni addietro infatti, mi creai un file in Access (sic!) dove, attraverso un database relazionale da me progettato, mi segnavo i giochi fatti, le partite con annessi punteggi, e altre informazioni. Poi, come spesso accade quando si fanno queste cose, in parte Access mi tradì, in parte mi stancai di perdere più tempo ad inserire dati che a giocare e il progetto venne abbandonato.

Fu durante una calda serata di settembre dell’anno scorso che mi ritornò in mente quella mia passione per i dati statistici e mi informai sull’esistenza di App dedicate proprio ad uno dei nostri passatempo preferiti. E così installai Tinder. Che ovviamente disinstallai subito perché avevo sbagliato passatempo e alla fine, chiedendo consiglio ad altri luminari ludici mi venne consigliata quest’app: BGStats.

| Board Game Stats (& love)

Board Game Stats è innanzitutto una applicazione a pagamento. Sì, lo so che molti di voi inorridiscono di fronte a questo scempio, capisco che per voi i programmatori di App sono come Miss Othmar per Linus ma anche loro sono, in parte, umani. Quanto costa? Il prezzo può variare e può arrivare a ben 2,99€, in pratica la commissione di tre ricariche della postepay per pagare tre Kickstarter (la tazza di caffè come unità di misura è ormai superata). Si trova sia per Android che per iOS. Per tutto quello che scriverò farò riferimento ad Android, perché quello ho (e su quello programmo).

L’App vi darà la possibilità di collegarvi al vostro account di BoardGameGeek, in tal modo vi ritroverete già tutta la vostra collezione indicizzata, in più vi è la possibilità di importare le partite già registrate sul portale, in modo da non perdere nulla. Fatto questo poi avrete la possibilità di inserire giochi autonomamente, sempre ricercandoli da BGG, inserire i vostri compagni di gioco (potete anche mettere la possibilità di inserire giocatori anonimi, sia mai che il/la vostr* partner di gioco non sia gelos*; amo/odio la distinzione dei sessi nello scrivere) e ovviamente registrare ogni singola giocata che farete.

Per la singola partita avrete la possibilità di inserire il punteggio, la data, la durata, il primo giocatore, commenti vari, immagini, il luogo e perfino selezionare la partita come incompleta o non valida per le statistiche, cosa che fa regolarmente Canopus quando perde. Un po’ alla volta, partita dopo partita, potrete analizzare le vostre sessioni di gioco, vedere il vostro rank, i giochi più giocati, eccetera eccetera. Volendo è possibile esportare i dati attraverso file CSV.

L’App mette a disposizione altri servizi a pagamento (il programmatore deve essere uno tosto e sicuro di sé), in particolare cito la modalità cloud, per sincronizzare le partite in modo che siano visibili anche su altri dispositivi collegati, una sezione detta Insights, dove vedere tanti bei grafici e tabelle, e una forma di gamification interna dove impostare una serie di obiettivi da raggiungere (quest’ultima ancora mi manca).

| Non solo BG Stats

Ovviamente, non esiste solo BGStats. Sugli store trovate My Board Game Collection, NemeStats, My BGG, Score Pal e probabilmente altre che non conosco. Tra l’altro se volete segnalarne alcune ben venga.

| Si ma quanto hai giocato alla fine?

Dal 20 settembre 2018, giorno del download alla data di questo articolo ho registrato questi dati.

Partite giocate: 360*
Giochi singoli provati: 171
H-index: 7

* (di cui però 41, pari al 11%, impostate come ignorate a causa di una interruzione precoce, tipico nelle fiere come Essen, o per errori nelle regole scoperti troppo tardi).

Ho giocato il 51% delle partite in due, il 21% in quattro, il 16% in tre, il 5% in cinque (il resto in 6,7 e solitaria). Il 70% delle partite fuori casa (sono un nomade ludico), di cui il 14% ad eventi vari. La mia percentuale complessiva di vittorie è del 47%.

Ecco la tabella coi primi cinque titoli giocati:

Monolith Arena 18
Azul 13
Harry Potter: Hogwarts Battle 12
Near and Far 12
Radetzky 9

Si capisce bene quanto lo scrivere una recensione o prevederla abbia un po’ influenzato le scelte di gioco nel mio caso.

Gli ultimi quindici giochi provati sono stati: Seasons, Through the Ages, Spirits of the Forest, Hanabi, Room 25, Flamme Rouge, Too Many Bones, 20th Century, Shipyard, League of Six, Monolith Arena, Patchwork, Dungeon Twister, Manitoba, Aquasphere.

BGStat

Vedremo più avanti, magari confrontando con gli altri nauti quale saranno i dati dell’anno. Certo va detto che i dati e i numeri sono delle brutte malattie, rappresentano il seme della nostalgia, spesso anche dell’arroganza e della cupidigia. Permettono infatti di vantarvi di avere l’istogramma più lungo, la torta più colorata, di mostrare quanto siete scarsi al tavolo per intenerire i vostri avversari o, all’opposto, minacciare il prossimo con le vostre percentuali di vittorie.  Chissà poi se il ripercorrere dello storico delle partite poi non vada ad influenzare anche le nostre scelte quando ci ritroveremo davanti alla nostra collezione (da qui la scelta dell’immagine precedente) e di conseguenza il nostro, già scarso, libero arbitrio.  Per non parlare che, come scritto nell’introduzione all’articolo, se si passa più tempo a discutere su cosa si ha giocato piuttosto che a giocare forse qualcosa non quadra. Ma in fondo non è anche tutto questo un gioco?

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