Spiel 19 – Live Blogging dell’evento

Spiel 19 - fonte: www.spiel-messe.com

Venerdì 25 ottobre:

Un nuovo giorno di fiera è iniziato, vediamo in questo venerdì d’autunno cosa i nostri inviati andranno a provare. Oggi è il turno di Renberche fare da (invidioso) trascrittore. Nella pagina successiva trovate tutti i giochi provati ieri, in fondo a questa il riassunto visivo del primo giorno, se avete domande e curiosità non esitate a farcele!

Giochi di oggi: Fuji Koro, Ice Team, Ishtar: Gardens of Babylon, Era of Tribes, Ni No Kuni II, Glen More II: Chronicles, Arkeis, Mutants, Marvel Champions: The Card Game

19:01. E dopo i mutanti è il turno degli eroi Marvel con Marvel Champions: The Card Game, della Asmodee. Si tratta di un LCG cooperativo a campagna. Ogni giocatore avrà a disposizione un eroe tra Iron Man, Captain Marvel, She-Hulk e Spider Man, ognuno con delle abilità specifiche ma tutti con due modalità: civile o attacco. La prima sarà meno potente ma permetterà di tenere più carte in mano mentre la seconda viceversa; è possibile, una volta per turno passare da una modalità all’altra. La risorsa in gioco sono proprio le carte. che verranno scartate per giocare altre carte e l’obiettivo è quello di sconfiggere uno dei cattivi presenti, nella prima missione Rhino. Per sconfiggere questi si dovrà batterlo con la forza tenendo però sotto controllo i segnalini crisi che andranno posti durante la partita sopra la sua carta, avvicinando così la realizzazione del suo malvagio piano. Il turno di gioco è dato dalla sequenza dei giocatori con poi l’azione del nemico, il quale avrà delle carte attacco che potranno avere effetti verso tutti o verso singoli personaggi, tenendo conto che ci si può preparare a questi.

Come scritto è un gioco a campagna, è già prevista la prima espansione con Capitan America, le sensazioni date sono positive, non si è ai livelli di Arkham Horror LCG ma questo appare come uno dei titoli migliori per quanto riguarda l’ambientazione Marvel.

18:34. Quando la fiera sta per arrivare alla fine giustamente si comincia ad essere un po’ dei mutanti, che vagano per gli stand in cerca di giochi. E sono i mutanti i protagonisti di Mutants, della Lucky Duck Games. Gioco basato principalmente sul deck building, dove si realizzano i propri mostri dai più semplici ai più complessi, utilizzando i geni presenti sulle carte stesse. Vi sono diverse azioni possibili che vengono attivate dai mutanti in vari, ma scelti, momenti del gioco, a seconda di quanto deciso dal giocatore. Si possono combattere le carte degli avversari, ottenere punti dominazione e, parte decisionale del gioco, ottenere punti vittoria congelando i propri mutanti, quindi di fatto scartandoli dal gioco. Più forte è un mutante, in termini di azione e punti dominazione, tanti di più varrà, quindi sarà da trovare il momento giusto per rinunciarvi al fine di portare a casa la vittoria. La partita si articola in cinque round, l’impressione avuta è di un gioco potenzialmente interessante ma che necessitava di un maggiore sviluppo per avere quel qualcosa in più da farlo emergere nel panorama dei titoli, “nulla di speciale” sancisce il Doc.

18:05. Maledice si fionda all’avventura con Arkeis, gioco della Ankama, in uscita via Kickstarter il 5 di novembre, tra i diversi autori si riporta il noto Antoine Bauza. Si tratta di un gioco classico di avventura stile Indiana Jones, dove i giocatori andranno ad esplorare tombe e altri luoghi cercando tesori, risolvendo misteri, fino al raggiungere l’obiettivo richiesto. Diverse azioni attivano vari effetti, ad esempio l’apertura di una porta fa pescare una carta che può richiedere dei test per superarla, oppure sarà una trappola da evitare, un bonus, etc., Le sfide presuppongono il tiro di dado, il cui effetto aleatorio è bilanciato dall’accumulo, in caso di esito negativo, dei risultati in un albero comune di sviluppo che sbloccherà bonus nuove esperienze da fare ed eventi segreti. Particolari e ben riuscite le miniature, si tratta di un gioco dinamico ma profondo nella storia (almeno dalle impressioni date dal tutorial) e dalle meccaniche interessanti. Promosso a pieni voti e appuntamento a novembre, questa volta per le finanze di Maledice. Nota dello stesso nauta “è piaciuto anche agli altri due germanofili”.

17:09. Un sorpreso Canopus si ravvede dall’alone negativo che riecheggiava dai giochi aventi un 2 sulla scatola grazie a Glen More II: Chronicles. Questo perché non si tratta di una banale riedizione ma di un sua, all’apparenza ben riuscita, evoluzione. La meccanica di base resta quella del vecchio Glen More, ovvero col percorso circolare dove si muoveranno i nostri omini scozzesi, intenti ad acquistare tessere, alias edifici, che posizionati forniranno risorse varie attraverso l’interazione con le tessere piazzate in precedenza. A questo si aggiunge la parte nuova data da diversi elementi. Ci sono innanzitutto delle belle carte obiettivo che serviranno alla fine di ogni conteggio intermedio o alla fine della partita per ottenere punti vittoria, similmente al whiskey e agli scozzesi posseduti. Vi è poi un tabellone delle alleanze, ove sono raffigurati degli stemmi di nobili casate europee, che forniranno un bonus aggiuntivo in termini di risorse, punti o bonus, quando andremo a posizionarci sopra con qualche nostro personaggio nobile scozzese (es. Maria Stuard, o Stuarda nella versione italica). Infine la scatola base contiene otto mini espansioni, che va detto non costituiscono una versione legacy o a campagna del gioco ma degli elementi aggiuntivi.

Come scritto Canopus ne è rimasto colpito, riporta di un bell’esempio di ammodernamento di un gioco già molto buono con delle aggiunte che lo svecchiano, materiali di ottima fattura (tanto che le tessere possono essere utilizzate anche come arma) e componenti in legno eccellenti. Il sottoscritto ovviamente invita al nauta a mettere mano al portafoglio e portarlo a casa. Edit: più veloce di un click, ha già provveduto.

16:35. Dal mondo dei videogame ai quello dei boardgame con Ni No Kuni II, della Steamforged Games Ltd titolo che deriva dall’omonimo prodotto digitale. È un gioco di carte dove i vari giocatori hanno un personaggio a disposizione, tra quelli protagonisti della storia, con una sua abilità caratteristica, e un aiutante (il dischetto colorato che vedete nelle immagini). Attorno al tabellone vi sono tutta una serie di missioni da compiere al fine di ottenere risorse e ogni missione è associata ad un mostro che a sua volta porterà dei benefit quando sconfitto. L’obiettivo è quello di utilizzare le risorse acquisite per costruire o potenziare gli edifici presenti in città, edifici che garantiranno una maggiore forza durante gli scontri. Ogni partita avrà un suo boss specifico che influenzerà le regole. Per vincere bisognerà batterlo, avendo una forza complessiva superiore alla sua e a quella degli eventuali mostri rimasti in gioco.

Gioco dalla grafica molto bella, dinamico, veloce (siamo su un filler da venti minuti) ma dalla notevole componente di fortuna data dal dado, per quanto la crescita del personaggio e le costruzioni vadano progressivamente a dare sostegno al giocatore. Ambientazione, per quanto si tratti di una trasposizione da un videogioco, praticamente non pervenuta.

15:30. Combattendo strenuamente contro una connessione ballerina, arriva la preview di Era of Tribes della Black Beacon Games. Si tratta di un gioco basato principalmente sul piazzamento lavoratori, dove i giocatori hanno il controllo di una tribù dal neolitico fino al medioevo, passando per l’appunto su diverse ere. Da un’era all’altra avremo sempre più lavoratori a disposizione incrementando il potenziale di gestione. Le azioni a disposizione sono otto, dall’espansione alla diplomazia, al commercio alle guerre. Sì, sono previste diverse opzioni di interazione con gli altri giocatori, dalla creazione di avamposti commerciali, alla stipula di alleanza fino a propri assalti militari. Per quest’ultima azione la risoluzione è affidata, come spesso accade, al tiro di dado che tende ad essere mitigato nel fattore aleatorio dagli effetti dati dalle differenti truppe in combattimento. Il sistema di alleanza sembra molto importante e il gioco non stimola la rottura di queste. Il gioco può finire in diversi modi (in una delle immagini potete vedere il riassunto delle azioni e delle modalità di fine partita).

È un gioco che appare abbastanza di peso e interessante anche se non mancano le zone d’ombra. Innanzitutto il meccanismo della guerra, che dai e dai alla fine è un tiro di dado, i materiali sono un po’ poveri (ci sono diversi extra acquistabili separatamente) e infine si può dire che è più un controllo territorio con piazzamento lavoratori al profumo di civilizzazione, più che un vero gioco di civilizzazione.

Ad Essen non si trovano soltanto cibi malsani ma anche dei meravigliosi dolci zuccherosi (il braccio di Canopus non è incluso).

13:00. È il turno di Ishtar: Gardens of Babylon, gioco della Iello che vede tra gli autori il noto Bruno Cathala. Si tratta di un piazzamento tessere, fino a quattro giocatori, bello da vedere e pulito nelle meccaniche. Durante il turno di gioco il giocatore muove su una plancia apposita la pedina annaffiatoio (pagando delle gemme se vuole muoverla di più passi) ottenendo così una tessera da piazzare nel deserto. La logica del piazzamento segue delle normali regole, vanno evitate pietre, altre tessere, etc. A seconda del simbolo sulla tessera ci si potrà posizionare un monaco o abilitare delle abilità speciali che daranno bonus aggiuntivi. Le gemme possono inoltre essere spese per piantare degli alberi, facendo però attenzione al detto “dove c’è albero non c’è fiore”.

Gioco soft, in puro stile Iello, divertente ma molto leggero, materiali come sempre di ottima fattura, in sintesi il classico compito fatto bene.

11:50. Ma quanto belli non sono gli orsetti di Ice Team, gioco della Blackrock? Un gioco per due giocatori con una componentistica davvero accattivante dove l’obiettivo finale sarà quello di aver ottenuto il maggior numero di pesci. Nel gioco ogni partecipante guida una squadra di quattro orsi, caratterizzati dal colore della sciarpa, intenti ad attraversare un lago ghiacciato e, per l’appunto raccogliere quanti più pesci possibili durante il percorso, che terminerà nel momento in cui uno dei due sfidanti non avrà raggiunto la fine con tutto il team di plantigradi. Le tessere del lago attivano diversi effetti quando raggiunte attraverso dei tiri di dado. Alcune si romperanno lasciando dei buchi, altre permetteranno di rubare il pesce altrui, altre permetteranno di creare delle combo di movimenti “a cavallina” non indifferenti. Ad aiutare i nostri amici pelosi ci sono dei pinguini che permettono di salvare fino a tre pesci congelandoli, evitando così che possano essere rubati dagli altri giocatori.

Da un certo punto di vista il gioco è apparso abbastanza carino, c’è un certo aspetto strategico nel creare i percorsi migliori per guadagnare più pesci però vuoi i tiri di dado, vuoi soprattutto il fatto che il quantitativo di pesce è sempre visibile e quindi permette ai giocatori un po’ di stabilire quando far finire la partita, si rischia alla lunga di stancare e rendere il gioco un po’ noioso.

11:30. Il primo gioco provato è Fuji Koro della Game Brewer. Si tratta di un gioco di esplorazione, raccolta risorse, crafting equipaggiamenti e combattimento, tanto combattimento, sia contro gli avversari che contro i draghi. Draghi che potranno comparire al centro delle tessere durante l’esplorazione e forniscono una risorsa chiave se battuti, necessaria per il craft delle armi più potenti.

Ad ogni turno ogni giocatore può eseguire due di tre azioni tra: esplorare nuove tessere, muoversi e raccogliere risorse e monaci (i monaci sono necessari per la crescita del personaggio). Oppure si passa il turno per recuperare i propri segnalini azione e craft equipaggiamenti. Il metodo di crafting è particolare: si posizionano i cubetti nelle griglie di crescita del personaggio, sbloccando aree extra con i monaci per avere più spazio, per comporre dei pattern raffigurati sulle carte equipaggiamento. I combattimenti sono vai dado: se ne lanciano tanti quanti i cubetti che compongono l’arma e dei colori corrispondenti, quindi armi composte da più risorse faranno lanciare più dadi e più le armi conterranno, per esempio, i denti di drago, più lanceranno dadi potenti.

Un titolo molto dinamico ed interessante con degli spunti affascinanti e una componentistica di tutto rispetto anche se senza miniature (per fortuna se no avrebbero fatto casino in plancia). Per contro sicuramente piuttosto fortunoso e qualche dubbio su longevità. Comunque il crafting  delle armi è bellissimo (in allegato è giunta questa emoticon 😍, nd. Renberche) quindi combattimenti american e crafting german.

Il report di ieri

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