Spiel 19 – Live Blogging dell’evento

Spiel 19 - fonte: www.spiel-messe.com

Giovedì 24 ottobre:

Giochi provati: Black Angel, Sanctum, Botanist, Plunderbund, Undaunted: Normandy#Freshwater Fly, Trial of the temple, Geometric Art, Cloudspire, Imperial Settlers: Empires of the North

11:50 – Abbiamo provato Black Angel alla Pearl Games. Questo titolo condivide alcuni aspetti con il suo predecessore Solenia: di fatto la Black Angel è un’astronave aliena che si muove sul tabellone come il dirigibile di Solenia, mentre i giocatori la utilizzano come punto di partenza per giocare le carte sul tabellone. Ma le similitudini finiscono qui, infatti: in questo titolo i giocatori controlleranno una fazione di robot all’interno della Black Angel nel tentativo di prendere il potere all’interno della nave. Lo faranno eseguendo azioni dall’interno, attivando le varie sezioni operative tramite l’utilizzo dei dadi. Ad aggiungersi a quelle comuni all’interno della nave, i giocatori avranno a disposizione ulteriori azioni attivabili sulle tile posizionate nella loro griglia personale e attivabili per riga giocando sui bordi della griglia le loro carte esplorazione. Se non si volesse utilizzare le carte esplorazione in questo modo, potranno essere giocate sul tabellone per guadagnare bonus quando scorreranno fuori dallo spazio di gioco, come Solenia. In questo caso però i nostri robot saranno inviati nello spazio con dei dischi volanti, per posizionarli sugli spazi presenti sulle carte per ottenere punti bonus. Non mancheranno nemici alieni che cercheranno di danneggiare l’astronave, ma qualora vengano abbattuti potranno essere utilizzati come carte jolly per le attivazioni. A parere di Canopus Black Angel sorpassa decisamente il suo fratello maggiore di diverse lunghezze. Maledice è rimasto piacevolmente colpito dalle variegate e originali possibilità di fare punti. A parere di tutti: tanto bello e avvincente, quanto brutto da vedere… Alieni lovecraftiani esclusi!

14:00 – Abbiamo provato Sanctum alla CGE. Gioco di avventure fantasy che mi ha ricordato per certi versi Adrenaline per il tentativo di trasmigrazione di un videogame in chiave boardgame german. Ogni giocatore controlla un personaggio di una delle quattro classi presenti nel gioco (arciere, guerriero, fuorilegge o danzatrice) e a turno deciderà se: 1) avanzare nel percorso verso il boss, scegliendo dei nemici da affrontare; 2) combattere affrontando i nemici scelti nell’azione precedente; 3) riposare e recuperare tutti i punti azione. Il combattimento si esegue tirando i dadi. Ogni carta mostro presenta una combinazione di valori da ottenere esattamente per batterlo (in genere da uno a tre dadi). Se si riesce nella combinazione, il mostro è sconfitto e la carta diventa parte dell’equipaggiamento, permettendo di muovere delle gemme che liberano carte abilità, utili per ulteriori potenziamenti. Ovviamente potenziarsi tra equipaggiamento e abilità consente di guadagnare flessibilità nel cambiare il risultato dei dadi o attivare scudi per parare le ferite automatiche inflitte a fine turno dai vostri nemici sopravvissuti, ottenendo i punti azione che si dividono in rossi (difesa) e blu (agilità).  Giunti alla fine del percorso si affronta il boss, se lo si sconfigge (e non si muore durante il tragitto) si procede al calcolo del punteggio: il personaggio con più punti vita alla fine del gioco è il vincitore. Sebbene la meccanica sia molto affascinante e dinamica, l’esperienza di gioco è molto solitaria. Per di più si hanno solo quattro personaggi con sempre le stesse abilità speciali da sbloccare. Il che lascia presagire la solita montagna di espansioni, onde aumentare una longevità che altrimenti pare non essere elevatissima a detta di Canopus. Per chi ha paura che finisca per essere un gioco ad eliminazione, Maledice afferma che bisogna essere davvero “nabbi” per morire durante il tragitto (segnatevelo, così sapete chi “flammare”). Detto questo,  un po’ più di trama nel gioco e di lore all’interno degli incontri avrebbero solo che migliorato un gioco che secondo lui presenta delle meccaniche interessanti e crea un feeling vicino a quello dei videogame in app.

14:39 – Ora della pappa…

15:28 – “Ho potuto dare un’occhiata veloce a Botanists. Il tema “giardinaggio” ormai sforna almeno un paio di titoli per ogni Spiel, quest’anno uno sarà questo puzzle game dalla grafica sicuramente non accattivante. È un titolo semplice dove muoverete i vostri botanici su una griglia e giocherete delle carte per raccogliere le tessere fiore posizionate in un certo pattern rispetto la vostra pedina. L’idea è quella di raccogliere le tessere per formare dei set raffigurati nelle vostre carte giardino oppure completare delle colonne con dei fiori ordinati in un modo preciso. Questo è forse l’aspetto più interessante del gioco perché se completerete in modo ordinato le colonne avrete punti vittoria a fine partita, se ogni tanto piazzate un fiore sbagliato guadagnerete punti negativi ma anche dei bonus da utilizzare subito o che vi daranno punti positivi per altri fattori. Ovviamente anche i fiori non posizionati ma raccolti e stoccati nel vostro magazzino saranno punti negativi. Un’idea che mi sembra intrigante ed interessante, ma ho dubbi sulla longevità del titolo.” (Canopus)

15:28 – “Provato anche Plunderbund. Ambientazione fighissima: un fantasy calato nel proibizionismo di inizio novecento… anche se appiccicata sopra e del tutto ininfluente ai fini del gioco, che rimane un economico a punti basato sul deck-building. Durante la partita ci troveremo a inviare vari agenti e scagnozzi in giro per la plancia. Gli agenti ci permetteranno di raccogliere token relativi alle quattro diverse track su cui ogni personaggio compete. Queste rappresentano le diverse risorse all’interno del mondo di Plunderbund: il prezzo delle merci, l’ingenuità delle persone, l’appeal e così via. Il valore di ogni track salirà in base alle carte che giocheremo ogni turno. Al centro del nostro turno infatti c’è la mano di cinque carte, che andranno giocate tutte, basate sul mazzo che costruiremo durante la partita. Spesso per giocare le azioni delle nostre carte saremo costretti a chiedere “carte favore”, che andranno così ad appesantire il nostro mazzo con carte che saremo costretti a scartare di volta in volta. Il gioco prosegue per quattro stagioni. Al termine di ciascuna stagione si procede al calcolo dei punti: all’interno dei luoghi su cui si sono posizionati sulla mappa, gli agenti raccoglieranno tutti i token relativi ; mentre gli scagnozzi prendono un unico gettone tra quelli presenti. Il token dello scagnozzo varrà due punti secchi ai fini del calcolo dei punti. I token presi dagli agenti invece andranno associati alle risorse che si conseguono all’inizio di ogni turno, relative alle quattro track a cui si accennava in precedenza. In sostanza quindi i giocatori competeranno su questi quattro tracciati per aumentare le quantità di merci che potranno acquisire, a cui si aggiungeranno i punti secchi degli scagnozzi e le eventuali combo che costruiranno con le carte del mazzo.

Sensazioni: Il gioco non mi fa gridare al miracolo, ma è carino e funziona. Consigliato a chi vuole provare ad abbinare il deck-building a un economico a punti. Forse la meccanica dei favori potrebbe creare dei turni morti durante la partita, tenendo presente che con un po’ di sfortuna potremmo trovarci la mano piena di carte da scartare. Va detto però che tutte le carte hanno sempre due azioni alternative, una delle quali è possibile senza gravare il mazzo di favori. Quindi, anche se ci trovassimo nella fastidiosa eventualità di avere un turno morto, sarà stato la conseguenza di una eccessiva spregiudicatezza. (Doc)

16:24 – Se invece siete come me (riivaa) e il proibizionismo non fa per voi, potreste trovarvi al tavolo con Maledice a provare Undaunted: Normandy. Un deck-building militare a scenari per due giocatori dalla grafica delicata ma efficace. Durante la preparazione dello scenario andremo a comporre una plancia comune. Su questa schiereremo e muoveremo una serie di unità con ruoli e proprietà diverse per conquistare i nostri obiettivi. Al termine della partita il gioco brilla per una componente tattica di tutto rispetto e una ambientazione ben riuscita. “Purtroppo qui niente miniature… sigh!” (Maledice)

16:43 – Pausa churros

17:10 – Siccome dopo i churros Canopus aveva voglia di pesce. Abbiamo dato un’occhiata a Freshwater Fly, la pesca con la mosca fatta boardgame. Sostanzialmente è un gioco di collezione pesci (le carte), che dovranno essere pescati con le esche più disparate, per aumentare il valore del set e guadagnare punti extra. Durante il suo turno il giocatore sceglie un’esca e un dado dal pool di dadi. Il dado gli permetterà di scegliere una riga del tabellone su cui lanciare l’esca. A quel punto si estrae una carta in modo casuale dal mazzo che indicherà se il pesce ha abboccato o no. Se fallisce, la lenza scorre giù per il fiume nel tentativo di far abboccare qualche altro pesce, fino a un massimo di altri due tentativi. Viene da pensare che conviene sempre prendere dadi con valori elevati, ma il valore del dado servirà anche per ruotare il mulinello della vostra canna, rappresentato dalla rondella sulla vostra plancia. Far abboccare il pesce infatti non sarà sufficiente, per portarlo a riva  dovrete anche utilizzare le azioni sulla rondella. Diciamo quindi che si implementa una sorta di meccanica di push your luck alla rondella del mulinello, che rimbalza tra l’aumentare i tentativi di far abboccare un pesce e l’utilizzare le azioni della rondella. L’idea è interessante, ma tema e materiali sembrano essere davvero poco entusiasmanti. Diciamo che non è riuscito a saziare i nauti che tengono il giudizio su questo titolo in sospeso… forse un po’ troppo fortunoso.

17:47 – Trial of the temple alla EmperorS4 è sicuramente un gioco semplice e veloce, ma freddo e secco come il deserto del gobi. Sostanzialmente si piazza la propria pedina su una tessera intorno al tempio, si guadagnano risorse in base alla tessera scelta e alle distanze dagli altri giocatori e poi si entra nel tempio e si spendono risorse per guadagnare cristalli per attivare i bonus della propria plancia. Una descrizione sintetica certamente, ma il gioco non offre molto di più. Matematico, meccanico, senza colpi di scena e in definitiva noioso. Sottotono rispetto a i titoli EmperorS4 delle stagioni precedenti, ma è solo uno dei cinque che la casa Taiwanese presenta a questa fiera. Appena Maledice esce dalla rianimazione magari ne proviamo qualcun altro.

17:55 – Sempre alla EmperorS4 abbiamo provato il roll & draw (qui si lancia e si disegna) Geometric Art. Meccanica semplice e in parte già vista: si pesca una carta che indica la categoria da disegnare (un tuo sogno, un gioco in scatola, un’attrazione di un parco divertimenti, ecc.), si lanciano i dadi e si cercherà di disegnare qualcosa utilizzando tutte le forme uscite. Poi si faranno punti cercando di indovinare cosa hanno disegnare gli avversari. Simpatico, ma sicuramente poco longevo e l’esperienza di gioco è fortemente influenzata da quanto ci si conosce al tavolo. Per fare un esempio, nella categoria boardgame il Doc ha indovinato “compact curling” solo guardando la faccia che ha fatto Canopus.

18:20 – Gli autori di Too Many Bones tornano a Essen presentando Cloudspire, titolo attorno a cui aleggia un po’ di hype da prima della fiera. Quando ci sediamo al tavolo ci troviamo davanti a un boardgame asimmetrico a fazioni, all’interno del quale ci troveremo a muovere e sviluppare degli eroi su una mappa al fine di ridurre a zero vita la base avversaria. Un titolo profondo e molto particolare, incentrato come il suo predecessore attorno ai playmat e le fiches. Rispetto al suo predecessore però c’è stato un grosso passo in avanti, innanzitutto nei materiali. Viene venduto al prezzo di 120€, contenuto se si pensa ai materiali che contiene e alla attuale media dei prezzi. Il gioco è molto bello, impegnativo e parecchio lungo. Lo sviluppo dei personaggi e le regole per i combattimenti a distanza richiederebbero decisamente più tempo dei due turni di demo che possiamo fare in fiera. “Maledice, dobbiamo andare adesso… No, se ti aggrappi così forte lasci i graffi sul playmat e il signore si arrabbia. Dai, torniamo dopo…”

18:20 – Ultima demo della prima giornata è Imperial Settlers: Empires of the North della Portal Games. Il gioco rientra nel mondo di Coloni Imperiali, ma le meccaniche che lo implementano sono leggermente diverse. Di base abbiamo la civilizzazione spiccia del suo predecessore, basata su costruire gli edifici pagando le risorse, ma a questa si aggiungono altre quattro azioni che ampliano non poco la profondità orizzontale e verticale del gioco. Le azioni sono le seguenti: 1) Esplorazione, che ci permette di cercare nel mazzo le carte che ci servono; 2) Raccolta, che ci permette di intascarci le risorse che abbiamo al momento sulle carte costruite; 3) Navigare, che ci permette di conquistare dei territori lontani; 4) Attivazione, che ci permette di sfruttare alcune azioni espresse sulle nostre carte. A livello di design, queste cinque azioni sono piacevolmente realizzate con un cerchio a spicchi che terremo accanto alla plancia e su cui andremo a contrassegnare le azioni di ogni turano attraverso due segnalini. Lo scopo del gioco è raggiungere per primi i venticinque punti, quindi chi riuscirà a realizzare in minor tempo il motore più efficiente vincerà la partita, proprio come il suo predecessore. La scatola ci offre già sei fazioni asimmetriche diverse ordinate in ordine di difficoltà, garantendo di base una certa rigiocabilità al titolo e così da permettere un ingresso graduale nel gioco.

Sensazioni: Imperial Settlers: Empires of the North non è male e funziona, anche se non mi ha colpito particolarmente. Non credo il suo intento sia quello di rimpiazzare il predecessore, quello che è certo è che può stargli egregiamente accanto sui nostri scaffali. (Doc)

Mercoledì 23: l’arrivo

https://youtu.be/hn4qUT7olG0

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