Sfide possibili #4: That’s Pretty Clever vs Twice As Clever

That's Pretty Clever vs Twice As Clever

di Daniel “Renberche” | That’s Pretty Clever vs Twice As Clever

Nuovo episodio della serie Sfide Possibili, questa volta saranno due fratelli a sfidarsi letteralmente a colpi di dado. Il confronto è naturale visto che sono uno il seguito dell’altro e in questo anno e mezzo in cui sono usciti hanno avuto un gran successo, nonostante siano due giochi tascabili all’apparenza poco più che dei filler. Ma solo all’apparenza…Buona lettura!

I due giochi, frutto del lavoro di design di Wolfgang Warsch, sono usciti rispettivamente nel 2018 e nel 2019, e sono dei roll & write, quei titoli che vanno decisamente di moda in questo periodo. Se non avete mai giocato con nessuno dei due nessun problema, dalla descrizione delle somiglianze e delle differenze capirete di cosa si tratta. Del primo esiste da poco la versione italiana dal titolo Optimus, importata dalla Devir.

| Somiglianze

In questa situazione le somiglianze sono nel nucleo centrale dei due giochi. In entrambi il turno di gioco e la meccanica base sarà la stessa. Ogni giocatore, a giro, prenderà tutti i dadi presenti, li tirerà, ne sceglierà uno e scarterà, in un piatto comune, quelli di valore più basso. Il dado conservato va segnato nel tracciato corrispondente. Si ripete l’operazione con i dadi rimasti per altre due volte, al termine delle quali gli altri giocatori avranno la possibilità di utilizzare uno dei dadi scartati dal giocatore di turno, e conseguentemente di avanzare in uno dei tracciati. I round di gioco vanno da quattro, se si gioca in quattro giocatori, a sei si è in due o in solitario. Ci sono delle azioni bonus di diverso tipo che si otterranno avanzando nelle diverse scale. Al termine della partita ogni colore fornirà i punti vittoria in base a dove si è arrivati sul tracciato, a questi si aggiungeranno i punti date dalle volpi, le quali ne forniranno tanti quanti il loro numero moltiplicato per il punteggio ottenuto nel colore di minor valore. Il giocatore che avrà ottenuto il maggior numero di punti vittoria sarà il vincitore.

Come anticipato entrambi i giochi prevedono una modalità per giocare in solitario, la quale segue le stesse regole per la fase attiva, mentre per la fase passiva il giocatore tirerà tutti i dadi presenti ma potrà utilizzare solamente i tre del valore più basso. Sono previste delle scale di autovalutazione in base al punteggio conseguito (personalmente raggiungo medi livelli nel secondo mentre sono abbastanza scarso nel primo).

Infine, cosa che può interessare molti, entrambi hanno la loro versione digitale in App, che permette però solamente il gioco nella versione in solitario. Posso garantire che creano dipendenza.

| Differenze

Le differenze principali le troviamo nei tracciati e nei bonus presenti. Partendo da quest’ultimo punto That’s Pretty Clever prevede due azioni bonus, il re-roll di tutti i dadi ancora in gioco e il +1, ovvero la possibilità di copiare un dado già utilizzato. Twice As Clever fa un passo in più e, oltre ai due bonus citati, ne ha uno ulteriore dato dalla possibilità di rimettere in gioco uno dei dadi scartati in precedenza nel turno. Oltre a questo, l’acquisire i bonus fa avanzare su delle specifiche scale che a loro volta forniranno degli ulteriori bonus aggiuntivi, che in questo caso sono delle azioni dado. Queste differenze possono sembrare marginali ma danno a mio avviso un tocco in più al gioco, e la possibilità di riprendere in mano un dado da utilizzato offre un ventaglio di scelte molto più ampio.

Per quanto riguarda i tracciati stessi ci sono delle differenze:

  • i due tracciati gialli sono similari dal punto di vista dell’attivazione degli effetti in base alle righe e alle colonne, però nel primo forniranno punti vittoria al completamente delle colonne, mentre nel secondo solo in base al numero di croci poste sopra (ogni croce sono due risultati uguali di dado);
  • il tracciato blu si ottiene in entrambi i giochi sommando il valore del dado bianco con quello blu ma nel primo i punti saranno forniti in base al numero di valori completati, mentre nel secondo è una scala decrescente di valori dal peso in punti sempre più alto;
  • i tracciati del verde sono diversi, nel primo è una scala crescente da 1 a 5 che si ripete e che da punti in base a quanti se ne segnano (e col sistema di punti crescente), mentre nel secondo si fa sempre la differenza tra il primo risultato segnato e il secondo, calcolando alla fine la somma algebrica;
  • il tracciato dell’arancione e del viola del primo non sono presenti nel secondo, anche se il tracciato rosa di Twice As Clever un po’ riprende l’arancone di That’s Pretty Clever, abbastanza unico è il tracciato grigio, sia per la modalità di punti sia per il modo in cui si segnano i valori: qui si segna il risultato del dado grigio più tutti quelli scartati, in quel round di valore inferiore.

That's Pretty Clever vs Twice As Clever

| Conclusioni

Per quanto possa sembrare poco veritiero in un primo momento, i due giochi possono benissimo stare nella stessa ludoteca e anzi lo consiglio. Tendenzialmente se odiate uno odierete anche l’altro, mentre se questa tipologia di giochi vi aggrada li vorrete entrambi. Diciamo che ho trovato Twice As Clever una evoluzione di That’s Pretty Clever, dove l’impatto della fortuna è leggermente mitigato (sempre di un gioco di dadi stiamo parlando) dalle maggior possibilità di scelta date dal bonus aggiuntivo e dai tracciati aggiuntivi. Forse in più giocatori è meglio il primo, in quanto la partita scorre via più veloce date le meno opzioni di ragionamento mentre in due giocatori, o in solitario, apprezzo di più il secondo. La versione in solitario è valida per entrambi, ed è studiata da rendere il gioco leggermente più strategico, giocando su delle possibilità di uscita dei dadi passivi. Insomma dire che Twice As Clever vince di misura su That’s Pretty Clever, diciamo per quattro volpi a tre.

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