Fuji – Recensione

fuji

di Davide “Canopus” | Fuji

Titolo Fuji
Autore Wolfgang Warsch
Lingua versione provata Italiano
Editore versione provata Cranio Creations
Altri editori Feuerland Spiele, Super Meeple
Numero giocatori 2 / 4
Durata partita 45 minuti
Anno pubblicazione 2018
Altri titoli
Meccaniche Cooperativo, gioco di dadi, gioco di percorso, gara contro il “tempo”
Dipendenza dalla lingua Un po’ di testo nelle carte equipaggiamento
Prezzo indicativo (in data recensione) Tra i 25 e 30 euro

Sono sempre stato molto attratto dal genere cooperativo, spesso indipendentemente dal fatto che sia german o american. Tra i primi titoli “seri” da me giocati c’era Arkham Horror e ho adorato giochi come Yggdrasil, Pandemic e Le Leggende di Andor, anche se il penultimo scenario era davvero troppo fortunoso per me. Purtroppo con gli anni il genere ha subito una certa inflazione diminuendo il mio interesse. Il troppo stroppia! Come spesso mi accade, i titoli più interessanti li scopro in fiera, camminando per i tavoli e buttando l’occhio, lasciandomi catturare. Fuji mi ha catturato, ormai due Essen fa, un po’ per la grafica particolare, un po’ per la particolare configurazione della plancia che sembra un percorso multiplo. Purtroppo all’epoca lo trovai sold out, quindi all’ultima Play sono stato molto felice di scoprire che Cranio lo aveva localizzato.Gioco dato alla luce da Wolfgang Warsch, autore dell’incomprensibile, almeno per me, The Mind e di I Ciarlatani di Quendlinburgo, altro titolo che ha fatto molto parlare di sé. Fuji è un cooperativo particolare, dovrete fuggire (e qui i giochi di parole si sprecano) dall’eruzione del monte Fuji e per farlo dovrete utilizzare dei dadi per cui, a seconda della casella di destinazione, saranno rilevanti precisi valori dei dadi la cui somma deve essere superiore a quella dei giocatori ai vostri lati. Qui c’è un’affinità con The Mind in quanto non potrete condividere informazioni sui vostri dadi, ma Fuji è meno “ermetico” in quanto potrete comunque scambiarvi informazioni relative alle caselle di destinazione. Ma ora scappiamo dal monte Fuji a suon di dadi…

| Ambientazione

Ben poca roba, giusto il fatto che il monte Fuji è un vulcano e sta in Giappone. Per il resto vi spiegherà che dovrete scappare dall’eruzione tutti insieme, se no non era un cooperativo, e che rischiate di morire orribilmente sciolti dalla lava o sfiniti per la fatica.

| Materiali

Scatola rettangolare e bassa, al cui interno fanno da padrone tante carte, tutte quadrate e rigorosamente fuori formato, che non vi venga voglia di imbustarle, sia mai.

Direi che la prima cosa che salta all’occhio sono le 69 carte, divise in:

  • Fuji - CarteCarte territorio: che compongono il percorso che dovrete percorrere per scappare dal monte Fuji fino al villaggio più vicino. Quindi avrete una carta vulcano, due carte detriti, 24 carte paesaggio attraverso cui muovervi, e che riportano le condizioni per poter entrare nella carta, e 6 carte villaggio, che indicano il punto sicuro in cui sarete salvi, e che comunque riportano anche queste delle condizioni di ingresso.
  • Carte personaggio: sono 4 e hanno solo scopo estetico.
  • Carte abilità: differenziano i vari personaggi dando a loro abilità particolari e statistiche di gioco tipo il numero di dadi da lanciare, in tutto sono 6.
  • Carte equipaggiamento: 15 carte con effetti one-shot particolari sul gioco.
  • Carte scenario: 7 carte che descrivono come piazzare le varie tipologie di carte territorio e che disegno deve seguire il percorso.
  • Carte livello: 4 carte che riportano diverse varianti con cui assegnare le ferite per cambiare il livello di difficoltà.

Chiudono la carrellata dei componenti:

  • Fuji - ComponentiLa plancia della resistenza dove registrare i punti ferita per ogni giocatore;
  • Elementi in legno e tinta unita come i cilindri che indicano la resistenza e la carta destinazione, oltre al meeple che indica la posizione attuale del giocatore;
  • I 24 dadi D6, 6 per ogni giocatore individuabili dai bordi colorati, con le facce numerate che presentano sfondi in 3 colori possibili tra rosa, giallo e blu;
  • Schermi giocatori per nascondere i dadi;
  • Segnalini in cartoncino di diversa tipologia i cui più importanti sono gli equipaggiamento, che rappresentano oggetti da raccoglie, e i vulcani, che accelerano le eruzioni una volta superati.

| Setup e regolamento

Fuji - SetupIl setup vi occuperà circa 5 minuti. L’attività più “corposa” è la costruzione della plancia in base a quanto indicato dalla carta scenario scelta tra le 7 disponibili. Tutti gli scenari prevendono che la plancia stia entro una griglia di 8×8 carte, quindi un quadrato di circa 50 centimetri di lato. La costruzione della plancia prevede sempre il piazzamento della carta vulcano vicina alle due carte detriti, che sono sostanzialmente degli spazi per evitare che i giocatori si trovino la lava dietro le spalle già dal secondo turno. Poi ci sono una serie di quadrati verdi che rappresentano le carte paesaggio su cui può scorrere la lava, possono non entrare tutte in gioco, infine le 6 tessere villaggio dove i giocatori devono trovarsi tutti insieme per vincere la partita. Il percorso prevede strade e bivi e indica dove piazzare i gettoni equipaggiamento e le tessere vulcano, oltre ad indicare il punto di partenza dei giocatori. Altro aspetto interessante è che ogni giocatore sceglierà una carta personaggio, solo al fine estetico, e sceglierà casualmente una carta abilità, che indicherà alcune statistiche di gioco, quali il numero di dadi a disposizione del giocatore, il numero di carte equipaggiamento con cui iniziare la partita e una abilità speciale del personaggio. Esempi di abilità sono la possibilità di dare carte equipaggiamento ad altri giocatori che non si trovano nella stessa carta, muoversi fino ad uno spazio aggiuntivo, o, ancora, avere rilanci di dadi addizionali. Il resto consiste nel dare ad ogni giocatore carte equipaggiamento e gli elementi del proprio colore tra pedine e dadi e preparare la plancia della resistenza con la carta livello di difficoltà scelta.

Le regole si spiegano rapidamente in pochi minuti. Pochi semplici esempi sono sufficienti e il regolamento è piuttosto chiaro e lineare, con un esempio per ogni concetto. Nella spiegazione ho notato una certa difficoltà, comunque superabile, nel comprendere la meccanica di base del movimento per cui, date le condizioni indicate dalla carta destinazione, bisogna confrontare il proprio lancio di dadi con quello dei giocatori ai propri lati.

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