Sezione: Giochi da Tavolo

Kingdoms - fonte: boardgamegeek

Kingdoms – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Kingdoms è un gioco di Reiner Knizia, autore prolifico famoso per produrre dei giochi piuttosto carini, ma con le ambientazioni appiccicate sopra con poca logica (una delle poche eccezioni è Star Trek Expeditions di cui ho già parlato). In particolare, Kingdoms è un gioco particolare, è un po’ come la gramigna che non muore mai (un detto delle mie parti). In effetti la prima edizione risale al 1994, da cui sono poi seguite una serie di riedizioni, adattamenti e localizzazioni nelle lingue più disparate (pure giapponese), più precisamente nel 2002, 2003, 2011 e l’ultima nel 2012. Dopo la prima versione del gioco, targata Hans im Glück, tutte, o quasi, le altre versioni sono a cura del colosso Fantasy Flight Games. Il gioco è stato addirittura riadattato per sfruttare il marchio commerciale del film di Beowulf, abbiamo quindi il boardgame di Beowulf: The Movie, che però vede una sostanziale modifica del tabellone (da quadrato diventa a spina di pesce, non sto scherzando), sufficiente a considerarlo tutto un altro gioco. Ma cosa avrà questo titolo, praticamente senza ambientazione, da renderlo un eterno ritorno? Proviamo a scoprirlo insieme.

mappa

Ticket to Ride: anche la Sardegna ci prova

di Marco “alkyla” Oliva

Ma come? Per giocare a Ticket to Ride (l’arcinoto ferroviario per famiglie) non bastavano le mappe aggiuntive dei Paesi Nordici, di Svizzera e India, del Cuore d’Africa e di tanti, tantissimi altri? Anche la Sardegna ci si doveva mettere? Ma sì! Innanzitutto valorizziamo i prodotti del territorio. E poi valorizziamo anche quelli gratuiti!

Già, perché in questo caso parliamo di una splendida fan made expansion, di cui è creatore Davide Fornasini, che ci mette completamente a disposizione i risultati del suo progetto sul sito dedicato appunto a Ticket to Ride SARDINIA. Sarà anche un’espansione non ufficiale, ma, data la cura del progetto e del sito, dell’ufficialità sembra averne tutti i crismi.
copertina Navegador

Navegador: il videotutorial

di Marco “alkyla” Oliva

Nel quindicesimo secolo, il Principe portoghese Enrico il Navegador ingaggiò i migliori cartografi e navigatori del tempo, per esplorare le coste dell’Africa. Essi divennero ancora più esperti nella navigazione, dando inizio all’Era delle Esplorazioni e consentendo successivamente al Portogallo di trovare una via diretta per l’India e la Cina. Al culmine del suo potere il Portogallo controllava le tratte marittime dal Brasile al Giappone e ottenne una ricchezza spropositata grazie al monopolio delle spezie.

I giocatori rappresentano ricche dinastie di mercanti che prendono parte alla costruzione dell’impero coloniale Portoghese. Il primo obiettivo è di esplorare le regioni di mare sconosciute. Il giocatore che per primo entra in una di queste regioni è ricompensato con un esploratore e un p remio in denaro, ma deve sacrificare una nave. Insiemi agli altri possedimenti del giocatore (colonie, fabbriche, cantieri navali, chiese), gli esploratori forniscono punti vittoria a fine partita.

Tutti i dettagli del funzionamento del gioco in questo nuovo videotutorial di TOCCA A TE

Keyflower - fonte: boardgamegeek

Keyflower – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Già sento le prime obiezioni: ma non era Mayflower? Si, è vero. Ma il gioco ha in comune con la barca che trasportò i padri pellegrini veramente solo la storpiatura del nome e qualche richiamo grafico. Keyflower è un gioco che unisce tra loro in modo molto buono 3 diverse meccaniche: aste, piazzamento tessere e posizionamento lavoratori, qualcuno dirà anche collezione oggetti,ma questa ultima solo in piccolissima parte. Aspetto sicuramente lodevole, ma l’ambientazione è praticamente assente e il gioco appare un astratto con una grafica molto colorata. Questo non significa che non sia un titolo divertente, non per niente è considerato il miglior titolo della serie Key. Cos’è la serie Key? È una serie di 8 giochi firmati da Richard Breese e che hanno come unico reale aspetto comune l’autore e la parola key nel titolo. La serie Key prende vita nel 1995 e molti dei titoli che la compongono sono considerati ormai fuori produzione. Dei 7 titoli, solo gli ultimi 3, Keyflower, Keymarket e Keyharvest, condividono anche lo stesso impianto grafico. Giusto per completezza vi dico che gli altri 4 titoli della collana sono, dal più giovane al più vecchio: Keythedral, Keytown, Keydom e Keywood. Ma ora non perdiamo tempo a rinvangare il passato e parliamo dell’ultimo nato della famiglia.

copertina dreadfleet

On the Board #2: Dreadfleet

di Marco “alkyla” Oliva

Eccoci di nuovo sul tavolo dei Gioconauti ad ascoltare i commenti a caldo dopo una serrata partita a Dreadfleet.

Stavolta è alkyla a ricambiare il favore, trascinando il Doc in una serrata partita a questo gioco a scenari per 2 partecipanti dal sapore piratesco, ambientato tra i mari infestati del mondo di Warhammer. Si tratta della simulazione “da tavolo” di un gioco di miniature, che alkyla ci illustrerà bravemente, prima di passare ai commenti a caldo del post-partita.

Lo scambio di fuochi incrociati del Dreadfleet li avrà convinti?…ma soprattutto, le bordate reciproche senza ritegno alcuno avranno rotto un’amicizia? Stiamo a vedere…

copertina jaipur

On the Board #1: Jaipur

di Marco “alkyla” Oliva

Benvenuti al nostro tavolo! Venite, accomodatevi…sedetevi qui con noi!

E’ ora di aprire le porte di casa Gioconauta, di accedere al privato delle nostre partite e cominceremo a farlo con questo primo video, che inaugura la nuova sezione di Gioconauta.it. ON THE BOARD vi propone il dietro le quinte delle nostre sessioni di gioco. Uno di noi illustrerà brevemente il regolamento e poi passeremo ai commenti a caldo post-partita.

Che ne dite? Vi va di giocare con noi? E allora saltate su….ON THE BOARD!

In questa prima puntata il Doc propone ad alkyla un gioco di carte per due: Jaipur. Riuscirà a convincerlo della bontà del suo ultimo acquisto? Vediamo un po’ com’è andata…

cranio

Cranio Creation: dalle terre mistiche ai parchi a tema

di Luca “Maledice79″ Lanara

Cranio ci presenta in breve i suoi nuovi cavalli di battaglia:  Terra Mistica – Pirati- Steampark

Ecco in questo video un succoso riassunto, come al solito BUONA VISONE!!

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Goblins inc. – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Ultimamente sembra che siano tornati alla ribalta i giochi con i goblin e imp, questi ultimi sono creature mitologiche tedesche a metà strada tra folletti e demoni ed esteticamente simili ai goblin. Cosa strana è che la maggior parte dei titoli con questi diavoletti finisce per essere irriverente e demenziale. Giusto per citare altri 2 esempi, che hanno conseguito un discreto successo, si pensi a Dungeon Lords e Dungeon Petz. Ma questi 3 titoli non sono legati solo dalla presenza di grottesche creaturine verdognole dentro la scatola, sono anche tutti e 3 opere dello stesso illustratore, tale David Cochard, che sembra avere una certa predilezione verso il genere fantasy demenziale, e che con questi soggetti sembra cavarsela davvero bene. Questo titolo potrebbe essere il gioco perfetto per provetti ingegneri e amanti dei cartoni animanti con i robot, dato che prevede di costruire robottoni e di farli combattere tra loro. Peccato che, dato che sono costruiti da goblin dementi, i risultati saranno molto diversi dal Mazinger o dall’Eva01 e avrete, piuttosto, a che fare con inguardabili aggregati di tessere e armi improbabili. Ma ora armatevi di cacciavite e nastro adesivo (?) e lasciatemi spiegare come si costruisce un bellissimo ammasso di ferragl… ehm, robot, volevo dire robot! :-)

Play2013

Play 2013 – Live Blogging e mie brevi e personalissime considerazioni

di Davide “Canopus” Tommasin

Quest’anno abbiamo deciso di essere davvero fiki! Come direbbe Briatore, al TOOOP! Noi gioconauti, che mastichiamo tecnologie come fossero caramelle mou, abbiamo deciso di provare qualcosa di nuovo, di innovativo, che da quel che mi risulta facciamo solo noi (e qui mi pavoneggio), ossia il live blogging della manifestazione! Confessiamo che è la prima volta che facciamo qualcosa di simile e speriamo che la cosa vi sia gradita, ma vi faremo sapere in tempo reale cosa vediamo, con chi parliamo e, soprattutto, a cosa stiamo giocando e cosa pensiamo di quello a cui stiamo giocando. Ovviamente, per questioni tecniche, non riusciremo a postare al volo le interviste che facciamo (per quelle dovrete aspettare in settimana, se no troppo facile :-P ) ma promettiamo foto a go-go. Buona lettura!!!

Kemet - fonte: boardgamegeek

Kemet – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Ok, meglio tagliare subito la testa al toro e prendere di petto la domanda che ogni boardgamer si sta ponendo davanti a questo titolo. Uno legge Matagot, vede un’ambientazione mitologica e delle bellissime miniature e subito si chiede: un altro Cyclades? Il confronto con il precedente titolo della casa francese è inevitabile data la similitudine del genere, e infatti durante la recensione farò molti paragoni. Ma ve lo dico subito, non ci troviamo davanti ad un remake! I 2 giochi sono diversi per molti aspetti. Ma soprattutto in Kemet spariscono completamente 2 degli elementi più discussi di Cyclades: le aste e i combattimenti con il dado. Riguardo all’ultimo punto non fatevi ingannare, non è che in questo gioco non si combatte, anzi, direi che le meccaniche incentivano lo scontro ai massimi livelli. Scordatevi quindi di potervi fare i fatti vostri per tutto al tempo, perché prima o poi verranno a prendervi e cercheranno di suonarvele! Altro aspetto che personalmente mi manda in sollucchero è l’ambientazione mitologica, che personalmente ho amato molto anche in Cyclades, ma che qui mi stuzzica in modo particolare in quanto in stile egizio, mitologia meno famosa dei quella greca e di cui si sa molto meno. Ma ora lasciate che vi faccia da guida per la foce del Nilo

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