Author Archives: Canopus

Creepy Falls | Recensione

di Davide “Canopus” | Creepy Falls

Non so voi ma ho sempre provato una certa simpatia per i team up e i cross over tra mostri presi da film horror, in genere di serie B. Anche se capivo bene che tali creature avrebbero dovuto essere manifestazioni antropomorfe delle nostre paure e perversioni, non è che i mostri mi facessero proprio paura, più che altro avevano la loro genesi, il loro background, i loro poteri e punti di debolezza, un po’ come i supereroi. Quindi direi che più o meno hanno sempre suscitato in me lo stesso interesse dei cattivi dei fumetti. Se poi posso vederli collaborare tra loro, come nel film Waxwork (da piccolo mi piaceva un sacco, oggi se lo rivedo non mi fa decisamente lo stesso effetto), o scontrarsi, come nel videogioco Darkstalkers, sono ancora più contento.

Mysterium | Recensione del gioco base, delle espansioni e confronto con Il Sesto Senso

di Davide “Canopus” | Mysterium

Non citare Dixit quando si parla di Mysterium è impossibile. Per quanto il genere deduttivo esistesse già prima, Dixit è stato un fenomeno ludico e commerciale che ha dato la spinta ad un intero sottogenere incentrato sul trasmettere agli altri giocatori, o parte di essi, concetti tramite immagini.  Abbiamo potuto quindi vedere il fiorire di molti titoli, tra cui Muse, When I Dream, Icon, giusto per citare i primi che mi vengono in mente, e ovviamente Mysterium. Ma la storia di questo titolo e della sua presenza in Italia è decisamente confusa ed è sicuramente interessante provare a fare un po’ di ordine.

Gioconauti a Play 2019

Play 2019 | Live Blogging dell’evento

di Gioconauta | Play 2019

Si dice “Aprile, dolce dormire”, ma per noi dovrebbe essere “Aprile, dolce giocare”, ovviamente grazie alla Play. Play 2019, “Festival del gioco” se vogliamo essere formali, si svolge, come ogni anno, al polo fieristico di Modena, e questa edizione durerà la bellezza di 3 giorni pieni, da venerdì 5 a domenica 7 aprile. Personalmente trovo sia il più importante evento italiano dedicato per il nostro settore (certo, c’è anche Lucca Comics&Games, ma, come dice il nome stesso, non è decisamente una fiera focalizzata). Quest’anno l’evento sembra decisamente interessante, con un gran numero di novità, in particolare localizzazioni, da scoprire e provare. Perché Play è un nome e una garanzia, è letteralmente piena di giochi e, salvo qualche momento di saturazione, si gioca come non ci fosse un domani.

Sagrada

Sagrada – Recensione

di Davide “Canopus” | Sagrada

Non ho mai visto la Sagrada Família a Barcellona, ma per scrivere questa recensione mi sono documentato. In particolare mi chiedevo come potessero essere fatte le vetrate se qualcuno ne era rimasto affascinante al punto tale da realizzarne un gioco in scatola. Dopo aver visto qualche immagine su Google ho decisamente capito tutto. Provate a cercare anche voi, se non le avete già viste, sono meravigliose. Detto questo, se qualcuno pensava che una scatola strapiena di dadi potesse essere il desiderio di ogni american, con Sagrada potrete ricredervi. Il titolo contiene 90 dadi, splendidamente colorati e semitrasparenti, e non li utilizzerete per determinare i valori di attacco e difesa dei vostri architetti catalani; bensì saranno i pezzi di vetro colorati e con le varie sfumature, rappresentate dal valore del dado, che utilizzerete per costruire le meravigliose vetrate della Sagrada Família. Non per niente il sottotitolo di Sagrada è “Un gioco di dadi e vetrate colorate”. Sagrada è un puzzle game dove dovrete cercare di costruire dei pattern di determinati colori e valori su una griglia, rispettando determinate e rigide regole di piazzamento. Ma bando alle ciance e andiamo ad addobbare il più visitato monumento spagnolo…

Apokalypsis – Recensione

di Davide “Canopus” | Apokalypsis

Squillino le trombe e si rompano i sigilli, sui vostri tavoli sta per giungere l’Apocalisse. No, non sono in vena di visioni catastrofiche relative ai vostri boardgame, ma oggi vi parlerò di un titolo che prende ispirazione dal libro delle rivelazioni di San Giovanni, Apokalypsis. Credo non serva specificare che il gioco non ha alcun risvolto religioso, ma fa riferimento semplicemente all’opera letteraria in sé. In Apokalypsis vestiremo i dannati panni di angeli caduti occupati a manovrare i cavalieri dell’apocalisse per mietere anime mentre Lucifero e San Michele se le danno di santa ragione, è il caso di dirlo. La prima cosa che mi ha incuriosito di Apokalypsis è la grafica, frutto di Alan d’Amico, artista che personalmente apprezzo molto fin dai robottoni di C.O.A.L., che nelle carte prende la forma di meravigliose vetrate gotiche come quelle che si vedono in molte cattedrali, decisamente d’impatto. La seconda cosa è il logo Sir Chester Cobblepot sulla scatola che, almeno per me, significa che nella maggior parte dei casi troverò più pagine di interessanti approfondimenti dell’ambientazione che di spiegazione effettiva delle regole. Tornando al titolo, Apokalypsis è un gioco di carte in cui, a seconda del cavaliere attivato, potrete eseguire effetti infernali o paradisiaci delle carte in gioco che formano, udite udite, l’orologio della fine dei giorni direttamente sul tavolo. Sono stato abbastanza nebuloso da incuriosirvi? Allora continuiamo la lettura…

Gobi | Recensione

di Davide “Canopus” | Gobi

Sarà un po’ per la mia passione per la geografia e i luoghi inesplorati, sarà un po’ per la voglia di un filler che si discosti dalla media, ma all’ultimo Spiel non sono riuscito a fare a meno di buttarmi su Gobi. Per chi non lo sapesse, il deserto del Gobi è il più grande deserto dell’Asia, situato tra Cina e Mongolia, e ha la particolarità di essere per la maggior parte un deserto di pietra e non sabbioso. Nel gioco non troverete nulla di tutto questo purtroppo, le tessere hanno pure un bel sfondo color sabbia alla faccia del deserto roccioso, ma non si può pretendere troppa aderenza all’ambientazione da un filler (ma ne siamo proprio sicuri?), almeno come meccaniche non delude. Gobi è un titolo di piazzamento tessere dove cercherete di riconnettere tra loro le tribù disperse nel deserto in seguito da una tempesta di sabbia. Titolo della casa editrice Capsicum, cha ha avuto modo di farsi conoscere con Noxford e Fleet Commander. Ma ora prepariamoci ad attraversare il deserto del Gobi…

Majesty | Recensione

di Davide “Canopus” | Majesty

Il mio rapporto con Majesty è sempre stato in un certo senso conflittuale. Innamoratomi a prima vista allo Spiel di due anni fa, al punto di acquistare la versione tedesca per non aspettare la traduzione in italiano by Asmodee, ho avuto raffreddamenti rapidi e improvvisi ritorni di fiamma nel corso del tempo, motivo per cui ne parlo solo ora. Attirato sulla carta da una meccanica interessante è un autore che apprezzo molto: quel Marc Andrè che ci ha fatto giocare prima a Splendor e poi al meraviglioso (per me almeno) Barony. Majesty si presenta come un titolo di collezionamento set di carte con la “semplice” logica del “più se ne ha più sarà potente l’effetto la prossima volta che si collezionerà una carta dello stesso tipo”. Perché ho avuto alti e bassi? Cosa rende questa semplice meccanica interessante? Dovrete ovviamente continuare a leggere. Nota rilevante, parlo della versione tedesca, ma le regole sono le stesse per tutte le versioni (e mi pare anche i materiali), quindi continuate pure a leggere senza timore alcuno.

Realm of Sand | Recensione

di Davide “Canopus” | Realm of Sand

Quando si parla di costruire castelli sulla sabbia di solito non si intende qualcosa di positivo. Ma i taiwanesi della EmperorS4 sfidano le convenzioni e i luoghi comuni con questo Realm of Sand, dove saremo chiamati a ricostruire un intero regno, nel senso proprio degli edifici, piazzandoli sul deserto. Come? Avete presente il tetris? Quel videogioco che vi ha insegnato tanto bene a caricare la macchina per le vacanze.

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