Author Archives: Ditadinchiostro

La Posta di Dita #02

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

A questo punto le domande sono due: “Che fine ha fatto Max?” e “Perché è passato così tanto tempo dall’ultima Posta?”. Andiamo con ordine. E’ passato tanto tempo perché… Perché ci avete sovraccaricato di lettere e io leggo piuttosto lentamente, aiutandomi col dito. Max, invece. Girano molte voci a riguardo; si dice che ci sia stata una lite furiosa per la supremazia sulla rubrica. Si vocifera che siano volati meeples, quelli verdi addirittura.

I patemi del giovane Dita

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Mi piacerebbe avere dei fans affezionati; lettori talmente rapiti dalle mie parole da attenderle con trepidazione crescente. Li immagino accendere il pc ogni mattina, maledire i tempi di caricamento di Windows mentre una sigaretta spazientita stenta ad accendersi, poi ricaricare il sito di Gioconauta ancora e ancora, perché il nome Ditadinchiostro non appare. Insomma mi piacerebbe essere come Dado Critico che ha folle di donne che inneggiano al suo nome in ogni uscita pubblica. Lo so perché a volte mi infiltro anche io tra loro; ho comprato appositamente un vestitino niente male, a parte che mi ingrossa un po’ i fianchi. Adoro Dado. La sua barba mi commuove più della scena finale di Titanic, non sopporterei di restare mesi senza un suo articolo. Sì, perché è da alcuni mesi che io non pubblico qualcosa. Sono davvero una brutta persona, fate bene a non roteare i reggiseni per me.

Dixit’s legacy – When I Dream VS Dreams

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Suono di campane. A morto. Infiniti rintocchi vibrano lenti. Leggeri persistono nell’aria ad inquinare ricordi. Ci fu un tempo in cui non avresti mai pensato potesse accadere. Il mondo sembrava girare grazie a lui, per lui, con lui. Rintocchi. Ancora rintocchi. È morto. L’aria è di fango. Dixit è morto. E già dalla prima lacrima comincia a sfumare la sua importanza. Quando ti corichi per la notte, con gli occhi gonfi, non è rimasta che un’ombra del capolavoro che fu. E nel sonno inizia la battaglia. Il re è morto, serve un nuovo re. Vampiri irrompono nei sogni. La guerra di potere si combatte nell’inconscio, nello spazio in cui siamo più vulnerabili, nel momento in cui abbiamo più bisogno di Dixit.

essen spiel 16

Essen Spiel 2016: report d’inchiostro

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Se c’è una cosa inconcepibile per un giocatore da tavolo è andare alla fiera di Essen e non fare un report. E’ un po’ come fare l’amore rimanendo in mutande: hai un pensiero in meno ma non te la godi fino in fondo. Perché in fondo quello che davvero gratifica un giocatore è dare il suo parere su un titolo (e poi possederlo, ma questa è un’altra storia); siccome il mio ego è ben al di sopra di quello di un normale giocatore, darò i mio parere su tutto ciò che ho provato. E siccome, oltre all’ego, ho un altrettanto spropositato spirito critico, non aspettatevi da me il buonismo che spesso contraddistingue i recensori. Ma andiamo per ordine. Per ordine di bellezza. Ah, come dicono quelli bravi: sono pareri derivati soltanto da alcuni turni di gioco.

Runebound – Tre edizioni e non sentirle

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini Runebound

Io credo di essere nato dall’unione di Ginevra e Lancillotto. Ne sono quasi certo, non solo perché Ditadinchiostro è un nome chiaramente originario di Camelot, ma perché io non so resistere all’avventura. Non posso che essere il discendente di uno dei cavalieri della Tavola Rotonda; il più incosciente, il più imperfetto, il più dilaniato nell’antinomia delle sue diverse anime. Non può che essere quello il mio posto. Un posto vuoto, perché già mi incammino verso il Drago di cui ho sentito parlare. Il cuore è pronto ad affrontarlo, la mente ribelle invece non smette di guardarsi attorno, di guardarsi indietro.

Catacombs (third edition) – La porta verso un altro mondo

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini Catacombs

Tutti i giocatori German si somigliano; ogni giocatore American è invece American a modo suo.

Se chiedessimo ai giocatori il motivo principale della loro passione per il gioco da tavolo, potremmo dar vita ad uno studio interessante. Proviamo. Inizio io. Ditadinchiostro gioca per scoprire la porta di acceso ad un altro mondo: la via di campagna che conduce a Frittole, il libro attraverso il quale giungere a Fantàsia, la buca in cui cadere per incontrare il Brucaliffo. L’ho capito da poco. Da quando quella porta l’ho trovata. Da quando ho giocato a Catacombs.

La posta di Dita & Max

Bisogna saper leggere i segnali. E i segnali mostrano inequivocabilmente che i lettori di Gioconauta bramano di confrontarsi con i loro beniamini, così lo abbiamo fatto. In una riunione notturna all’insegna di carboidrati fritti provenienti da ogni dove, abbiamo immaginato una nuova rubrica: La Posta di Gioconauta! Rimaneva da decidere chi avrebbe curato questa finestra sul mondo ludico e per farlo abbiamo usato un metodo German: l’estrazione del fritto più sugnoso dal sacchetto! L’accurata scelta è ricaduta a parimerito su Dita e Max quindi non aspettatevi risposte serie, non fateli arrabbiare ma, soprattutto, non perdete l’occasione di scrivere loro una mail! info@gioconauta.it – Oggetto: La Posta di Dita & Max

Dell’arte, del potere e di altre sottoregole – (A Study in Emerald vs A Study in Emerald)

di Daniele “ditandinchiostro” A Study in Emerald

«Stavo ancora con la Puny, la mia prima moglie, e una sera che eravamo a Portobello di Gallura, dove avevamo una casa, fummo invitati in uno di questi ghetti per ricchi della costa nord. Come al solito, mi chiesero di prendere la chitarra e di cantare, ma io risposi -«Perché, invece, non parliamo?». Era il periodo che Paolo VI aveva tirato fuori la faccenda degli esorcismi, aveva detto che il diavolo esiste sul serio. Insomma a me questa cosa era rimasta nel gozzo e così ho detto: «Perché non parliamo di quello che sta succedendo in Italia?». Macché, avevano deciso che dovessi suonare. Allora mi sono rotto le palle, ho preso una sbronza terrificante, ho insultato tutti e sono tornato a casa. Qui mi sono chiuso nella rimessa e in una notte, da ubriaco, ho scritto Amico fragile. La Puny mi ha stanato alle otto del mattino, non mi trovava né a letto né da nessuna parte, ero ancora nel magazzino che finivo di scrivere.»

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