Author Archives: Ditadinchiostro

Giochi di Classifiche

di Daniele “Ditadinchiostro” Ursini

Ad esempio, il Casatiello. Io spunto i giorni sul calendario che mi separano da una Pasqua alla Pasqua successiva. “Ne vuoi ancora?”, “Magari un pezzetto…” ma non è vero, ne mangerei un’altra fetta e poi un’altra, e un’altra. La sensazione di sazietà è un blocco mentale installato dalla natura per limitare la felicità, come i diaframmi degli scooter che da ragazzini cercavamo di smontare di straforo per guadagnare quei dieci chilometri all’ora di pura gioia. Che poi ho scoperto innumerevoli varianti del Casatiello. Il mio è piuttosto classico: salame e pecorino tagliati a cubetti e inglobati in un pane fragrante, appagante come l’abbraccio di un enorme coniglietto pasquale. Ultimamente ne ho però assaggiato un altro che ha distrutto le mie certezze: un’armonia distopica di salame, pancetta, prosciutto e mortadella inglobati in una fusione fredda di formaggi vari che affollano un soffice ciambellone salato. È come passare dal coniglietto pasquale alle conigliette di Play Boy. Ad ogni morso un diverso sapore, indecifrabile e fugace, capace di confondere una mente sempre troppo lenta a registrare i continui input delle papille gustative. Una droga che inebria e ingrassa, che stordisce e stupisce, che istiga e istruisce. Così il calendario resta l’unico carceriere di cui fidarsi e i suoi numeri qualcosa su cui concentrarsi in attesa della prossima sacra infornata.

CLASSIFICA 2017 degli autori italiani di giochi da tavolo

di Daniele “Ditadinchiostro” Ursini

Ci fu un tempo in cui ad incontrare un autore di giochi da tavolo ti tremava il fazzoletto in tasca e dovevi far perno su tutto l’autocontrollo di cui disponevi per evitare di estrarre quel drappo di stoffa con occhi brillanti: “Me lo firmeresti? Non hai la penna? Fa niente, asciugatici il sudore, così avrò qualcosa di più prezioso di una firma”.

Seguì un tempo in cui ad incontrare un autore di giochi ti balenavano in mente immagini di film di zombi e vedevi te stesso scappare da una moltitudine indistinta di esseri esaltati che, arrancando sotto il peso delle loro scatole, cercavano di raggiungerti e avvilupparti con le proprie regole.

Ora sta per giungere il tempo in cui un autore di giochi da tavolo non sarà più uguale a un altro. Un tempo in cui le orde diventeranno più umili ed i fazzoletti si calmeranno stretti nelle tasche, perché solo una manciata di autori avranno il potere di farsi bramare senza dover rincorrere alcuno.

Una Classifica per domarli, una Classifica per trovarli, una Classifica per ghermirli e nell’arte incatenarli.

ANTEPRIMA – Lancillotto

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

“Siete i Cavalieri alla Corte di Re Artù e dovrete dimostrare il vostro coraggio affrontando eroiche imprese… Viaggerete alla ricerca del Graal, in terre lontane, corteggiando dame e affrontando nemici. Solo così riuscirete ad apprendere le Virtù Cavalleresche.
Al vostro fianco il fidato Merlino vi proteggerà, mentre la Dama del Lago potrebbe ricompensarvi con la leggendaria spada Excalibur! Ma attenzione a Morgana! Il vostro obiettivo? Essere nominato Primo Cavaliere – Lancillotto – colui che farà palpitare il cuore della Regina Ginevra!

Lancillotto è il nuovo gioco di Mario Papini, l’autore di culto di Siena e De Vulgari Eloquentia. Un’emozionante e competitiva sfida strategica, senza elementi di casualità.”

La Posta di Dita #02

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

A questo punto le domande sono due: “Che fine ha fatto Max?” e “Perché è passato così tanto tempo dall’ultima Posta?”. Andiamo con ordine. E’ passato tanto tempo perché… Perché ci avete sovraccaricato di lettere e io leggo piuttosto lentamente, aiutandomi col dito. Max, invece. Girano molte voci a riguardo; si dice che ci sia stata una lite furiosa per la supremazia sulla rubrica. Si vocifera che siano volati meeples, quelli verdi addirittura.

I patemi del giovane Dita

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Mi piacerebbe avere dei fans affezionati; lettori talmente rapiti dalle mie parole da attenderle con trepidazione crescente. Li immagino accendere il pc ogni mattina, maledire i tempi di caricamento di Windows mentre una sigaretta spazientita stenta ad accendersi, poi ricaricare il sito di Gioconauta ancora e ancora, perché il nome Ditadinchiostro non appare. Insomma mi piacerebbe essere come Dado Critico che ha folle di donne che inneggiano al suo nome in ogni uscita pubblica. Lo so perché a volte mi infiltro anche io tra loro; ho comprato appositamente un vestitino niente male, a parte che mi ingrossa un po’ i fianchi. Adoro Dado. La sua barba mi commuove più della scena finale di Titanic, non sopporterei di restare mesi senza un suo articolo. Sì, perché è da alcuni mesi che io non pubblico qualcosa. Sono davvero una brutta persona, fate bene a non roteare i reggiseni per me.

Dixit’s legacy – When I Dream VS Dreams

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Suono di campane. A morto. Infiniti rintocchi vibrano lenti. Leggeri persistono nell’aria ad inquinare ricordi. Ci fu un tempo in cui non avresti mai pensato potesse accadere. Il mondo sembrava girare grazie a lui, per lui, con lui. Rintocchi. Ancora rintocchi. È morto. L’aria è di fango. Dixit è morto. E già dalla prima lacrima comincia a sfumare la sua importanza. Quando ti corichi per la notte, con gli occhi gonfi, non è rimasta che un’ombra del capolavoro che fu. E nel sonno inizia la battaglia. Il re è morto, serve un nuovo re. Vampiri irrompono nei sogni. La guerra di potere si combatte nell’inconscio, nello spazio in cui siamo più vulnerabili, nel momento in cui abbiamo più bisogno di Dixit.

essen spiel 16

Essen Spiel 2016: report d’inchiostro

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Se c’è una cosa inconcepibile per un giocatore da tavolo è andare alla fiera di Essen e non fare un report. E’ un po’ come fare l’amore rimanendo in mutande: hai un pensiero in meno ma non te la godi fino in fondo. Perché in fondo quello che davvero gratifica un giocatore è dare il suo parere su un titolo (e poi possederlo, ma questa è un’altra storia); siccome il mio ego è ben al di sopra di quello di un normale giocatore, darò i mio parere su tutto ciò che ho provato. E siccome, oltre all’ego, ho un altrettanto spropositato spirito critico, non aspettatevi da me il buonismo che spesso contraddistingue i recensori. Ma andiamo per ordine. Per ordine di bellezza. Ah, come dicono quelli bravi: sono pareri derivati soltanto da alcuni turni di gioco.

Runebound – Tre edizioni e non sentirle

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini Runebound

Io credo di essere nato dall’unione di Ginevra e Lancillotto. Ne sono quasi certo, non solo perché Ditadinchiostro è un nome chiaramente originario di Camelot, ma perché io non so resistere all’avventura. Non posso che essere il discendente di uno dei cavalieri della Tavola Rotonda; il più incosciente, il più imperfetto, il più dilaniato nell’antinomia delle sue diverse anime. Non può che essere quello il mio posto. Un posto vuoto, perché già mi incammino verso il Drago di cui ho sentito parlare. Il cuore è pronto ad affrontarlo, la mente ribelle invece non smette di guardarsi attorno, di guardarsi indietro.

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