Author Archives: riivaa

Lincoln – La secessione a colpi di decostruzione mazzo

di Franz “riivaa”

“Mamma diceva sempre che un uomo ha bisogno di un tanto di giochi e non di più, e il resto serve solo a fare polvere…

Ma sappiamo che il crowdfunding è come una scatola di cioccolatini e non sai mai quello che ti capita!”

Gamefor – Giocatori all’app-ello

di Franz “riivaa”

Nell’ultimo mese ho ripreso in mano “Tu non sei un gadget” di Jaron Lanier. In questo saggio, uno degli sviluppatori pionieri della realtà virtuale, esplica le sue più intime perplessità su come determinate storture informatiche (che oramai si danno per assodate) possano potenzialmente distorcere il modo in cui concepiamo noi stessi e gli altri esseri umani.

Hellboy: The Board Game

di Franz “riivaa”

Dopo Mars Attacks: il gioco di miniature e The Walking Dead: All Out War, la Mantic Games decide di produrre un nuovo gioco su licenza. Questa volta a farla da protagonista è Hellboy e i suoi compagni del BPRD (Ufficio per la ricerca e difesa del paranormale), che dovranno confrontarsi di scenario in scenario contro gli arcani pericoli che popolano il Mignolaverse…

Tramways Engineer’s Workbook : Un tram chiamato librogioco

di Franz “riivaa”

Non ho mai apprezzato adeguatamente il languido piacere della pennica pomeridiana.

Sarà stata colpa del fatto che coincidesse esattamente con il momento in cui mio padre abbandonava i cruciverba durante gli afosi pomeriggi d’estate, permettendomi di praticare la nobile arte dell’enigmistica (clandestinamente e con scarsi risultati).

The loud bird gets the worm… Songbirds!

di Franz “riivaa”

Quando ero piccolo avevo un libro…
Beh a dire il vero ne avevo ben più di uno, ma questo me lo ricordo sempre con un certo calore affettivo.

Si chiamava Uccelli Passeriformi. All’interno di questo volume, una serie di colorate illustrazioni di uccellini venivano accompagnate da illuminanti nozioni naturalistiche su cosa mangiassero, di che colore e dimensione fossero le loro uova e come costruissero il loro nido. Mi piaceva molto quel libro.

Questo prima che scoprissi che mio nonno era cacciatore… e che “poenta e osei” (trad: polenta e uccelli) fosse il piatto nazionale.

Last call for Mysthea

di Franz “riivaa”

Questa è sempre la parte più difficile.

Quando l’iridescenza eterea della Nebulosa del Velo vi solletica il pancino, a stento vi trattenete dallo sprigionare la vostra coscienza in un addensamento percettivo per vederla.

In quel momento, la luce di Icaion si staglia come un brillante sidereo su un mare di nebbia cosmica, pronta ad accogliere la vostra proiezione astrale sulle isole fluttuanti di Mysthea…

Sorcerer City – Condoni edilizi in tempo reale

di Franz “riivaa”

Avete presente le scale di Harry Potter, quelle “a cui piace cambiare”? Ecco, sostituitele con grattacieli specchiati, parchi lussureggianti e godibili villette a schiera… e avrete la Dubai degli anni 2000.

Ma non siamo qui per parlare della più grande oasi ad aria condizionata della penisola arabica, siamo qui per parlare di Sorcerer City, il nuovo gioco di Scott Caputo (Whistle Stop e Völuspá) in questi giorni su Kickstarter.

Cosa c’entra Dubai con Sorcerer City vi chiederete voi. È presto detto.

Palm Island, i tropici in palma di mano

di Franz “riivaa” 

I tavoli sono un’invenzione sopravvalutata… Lo so io, lo sapete voi, lo sanno i tavoli.

Per questo in un’era passata il grande capostipite dei tavoli, un vecchio e nodoso ceppo di quercia, decise di gettarsi tra le lame sacrificali di una cubettificatrice. Da questo sacrificio nacquero i dadi, i cubetti di legno e i meeple, che una volta riunitisi nelle loro preistoriche grotte di cartone diedero inizio alla civiltà dei giochi da tavolo.

Non passò molto prima che questa civiltà riuscì ad addomesticare qualche curioso umano, inducendolo col tempo a convertire altri sapiens al verbo ludico del legno. Da allora, in ogni dove più o meno giovani umani promuovono serate ludiche nelle loro case, aiutando navi di cartone ad attraversare l’oceano del crowdfunding. Questa invasione col tempo ha dato un nuovo senso ad un suppellettile che altrimenti si sarebbe estinto da tempo, il tavolo, che tutt’ora ci domina con la sua statica egemonia.

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