Sezione: Giochi da Tavolo

Cherry Games #7: Santorini + Holmes: Sherlock & Mycroft

di Max “Luna” Rambaldi & Daniel “Renberche”

Di casa in quartiere, da una cupola a un indizio, quel che conta è capire le mosse dell’avversario per anticiparlo e per dargli il colpo decisivo al momento giusto. In questo cherry games prendiamo in esame un gioco storico recentemente tirato fuori dal freezer e condito con tante salse e di un altro, più recente, dall’ambientazione che richiama all’investigazione ma che in realtà sarà più di gestione degli indizi e di intelligente pianificazione dei nostri detective.

Madeira, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

Quando fu scoperta, l’isola di Madeira era coperta da una folta vegetazione, tanto che gli esploratori le diedero un nome che in portoghese significa legno. Instaurando nuove colture, tra cui grano, canna da zucchero e vitigni, Madeira divenne un importante centro di produzione e maggiore pressione cominciò ad arrivare da parte della Corona portoghese perché sull’isola fiorisse la produttività, il commercio, l’urbanizzazione, la ricchezza.

Miniboard #19: Fabled Fruit

di Luca “Maledice”

L’idea che un gioco si evolva nel tempo e mantenga un cambiamento da partita a partita è sicuramente un’idea intelligente e affascinante, ma è anche innegabile che il sistema Legacy, nome dato a questo meccanismo, comporti un contro non da poco: non si torna indietro. Friedmann Friese della 2F-Spiele, il tizio di Alta Tensione, prova a portarci una versione rigiocabile. Buona Visione..

Alchemidus – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Per chi ha partecipato negli ultimi anni alle edizioni dello Spiel, una delle fiere più importanti a livello mondiale dedicata ai boardgame, ormai una cosa sarà chiara, l’Asia si sta affacciando sempre di più al mercato dei giochi da tavolo. Oggi parlerò di Alchemidus, titolo di carte di origine nipponica che fa parte di una particolare cricca dei puzzle game astratti che potremmo definire “solitari di gruppo”. In genere, quando dico che un titolo è un solitario di gruppo, lo faccio per sottolineare un problema di interazione, in questo caso invece è un effetto voluto. In Alchemidus, come in altri titoli simili, i giocatori sono chiamati a risolvere mentalmente un puzzle, in questo caso definito da un insieme di dadi i cui valori dovranno essere modificati tramite delle carte, mentalmente, senza mettere mano ai componenti di gioco se non per dimostrare la fattibilità e l’efficienza della propria soluzione. Ne consegue che l’interazione è completamente nulla, se non per una questione di velocità di ragionamento, e il numero di giocatori è limitato solo da questioni di “ordine al tavolo”. Ovviamente, anche l’ambientazione è solo una scusante per introdurre la tipologia di enigmi da risolvere. L’autore è Shimpei Sato, ben più conosciuto per Onitama, gioco astratto che ha ottenuto un discreto successo recentemente. Ma bando alle ciance e andiamo a trasmutare…

Principi del Rinascimento, il videotutorial

di Marco “alkyla” Oliva

Principi del Rinascimento è ambientato nel Rinascimento italiano. Ogni giocatore interpreta un Condottiero di una famiglia, come ad esempio Gonzaga o d’Este. Vi sono nel gioco le 5 maggiori città: Venezia, Milano, Firenze, Roma e Napoli. Queste non sono controllate da un particolare giocatore, ma tutti i giocatori possono prendersi a cuore gli “interessi” della città durante lo svolgimento della partita. Ogni città ha diverse tessere, molte delle quali rappresentano un personaggio storico come Lucrezia Borgia o Lorenzo dei Medici. Ogni tessera ha i propri poteri speciali collegati al personaggio raffigurato, quindi Cesare Borgia ti aiuterà negli intrighi, mentre un mercante di Venezia aumenterà le tue entrate. Queste tessere ti forniranno anche punti vittoria a seconda dello status della città al termine del gioco.

Tutti i dettagli del funzionamento del gioco in questo nuovo videotutorial di TOCCA A TE

On the Board #91: FireTeam Zero

On The Board – Fireteam Zero

di Luca “Maledice” Lanara

Nel 1942, quattro soldati svanirono dal programma di formazione del neonato Primo Battaglione Ranger e i loro nomi furono rimossi dalla lista dei partecipanti. Scelti per le loro abilità uniche, avrebbero combattuto in segreto contro sovrannaturali e terrificanti nemici. E questa è la loro storia…” Una simile introduzione mi ha fatto ricordare quella della sigla dell’A-Team. Potevo non approfondire la cosa? Vediamo quello che ci propone questo Fireteam Zero.

Siamo di fronte ad un cooperativo per 2-4 giocatori in cui i protagonisti dovranno affrontare diverse missioni di difficoltà crescente in cui ritagliarsi un percorso fra le orde di mostri che li possa portare a scoprire ed estinguere la fonte di tutto questo male che si è scatenato sulla terra. Buona Visione…

fieldsofgreen

Fields of Green, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

Rielaborare un titolo ambientato nello spazio ed attribuirgli un’ambientazione bucolica sembra una follia, ma è quello che ha fatto Vangelis Bagiartakis partendo dal suo Among the Stars e trasformandolo in Fields of Green. Niente più reattori e cubi di energia, bensì silos, serbatoi, grano e acqua da gestire.

Si inizia con un draft in cui i giocatori (da 2 a 4) scelgono una carta e passano le rimanenti agli altri, partendo da una mano di 6 carte che possono essere campi, bestiame, costruzioni e edifici, tutto il necessario per costruire una fattoria.

Miniboard #17: Level9

di Luca”Maledice”

Gioco astratto che alla fine mi ha sorpreso un po’ tutti. Il gioco si compone di tessere letteralmente a forma di numeri. I giocatori dovranno piazzare a formare una struttura a livelli dove la tessera superiore deve poggiare su almeno due tessere diverse. Fine partita, ossia quando sono piazzate tutte le tessere, ogni tessera vale tanti punti quanto il suo valore per il livello in cui si trova (tenendo conto che il primo livello vale 0). Filler dinamico presentato dalla dVGiochi ecco le nostre  impressioni….

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