Sezione: Recensioni

Alchemidus – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Per chi ha partecipato negli ultimi anni alle edizioni dello Spiel, una delle fiere più importanti a livello mondiale dedicata ai boardgame, ormai una cosa sarà chiara, l’Asia si sta affacciando sempre di più al mercato dei giochi da tavolo. Oggi parlerò di Alchemidus, titolo di carte di origine nipponica che fa parte di una particolare cricca dei puzzle game astratti che potremmo definire “solitari di gruppo”. In genere, quando dico che un titolo è un solitario di gruppo, lo faccio per sottolineare un problema di interazione, in questo caso invece è un effetto voluto. In Alchemidus, come in altri titoli simili, i giocatori sono chiamati a risolvere mentalmente un puzzle, in questo caso definito da un insieme di dadi i cui valori dovranno essere modificati tramite delle carte, mentalmente, senza mettere mano ai componenti di gioco se non per dimostrare la fattibilità e l’efficienza della propria soluzione. Ne consegue che l’interazione è completamente nulla, se non per una questione di velocità di ragionamento, e il numero di giocatori è limitato solo da questioni di “ordine al tavolo”. Ovviamente, anche l’ambientazione è solo una scusante per introdurre la tipologia di enigmi da risolvere. L’autore è Shimpei Sato, ben più conosciuto per Onitama, gioco astratto che ha ottenuto un discreto successo recentemente. Ma bando alle ciance e andiamo a trasmutare…

Touria - fonte: bgg

Touria – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

C’è profumo d’amore e matrimoni nell’aria del regno di Touria, i due figli del re sono in età da marito/moglie e un “folto” numero di eroi si aggira per il regno per dimostrare il proprio valore e avere l’onore di chiedere la mano di uno dei due rampolli dal sangue reale. Per fare questo, però, prima dovranno costruirsi una dote e poi riuscire a trovare i tizi in questione dentro il castello, con il rischio di dover pagare dazi per ogni errore.

Ice Cool - fonte: bgg

Ice Cool – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin Ice Cool

Ice Cool, voluto gioco di parole per richiamare per assonanza il termine High School (scuola superiore), è stato una delle rivelazione per visibilità dell’ultimo Spiel, al punto da presentare, oltre ai tavoli dimostrativi alla AMIGO, anche un intero stand di grandi dimensioni nel padiglione principale. Senza tirare in ballo le classifiche, su cui personalmente non ho alcuna fiducia, posso dirvi che le copie che ho visto girare per la fiera non erano poche, che poi sia una questione di effettivo merito o di ottimo marketing sarà spunto di riflessione durante la recensione. Certo è che la sua fama è giunta fino al nostro bel paese dato che Oliphante ha annunciato da un po’ la localizzazione in italiano. Ice Cool è ambientato in una scuola per pinguini, fatto che spiega l’assonanza, e si basa su una meccanica che in questi tempi va molto di moda nei giochi di abilità: le schicchere (o flick per chi preferisce un termine più tecnico). La sua particolarità rispetto ad altri giochi di schicchere, giusto per fare qualche nome Flick ‘em up e Catacombs, è che in questo gioco non si colpiscono con l’indice dei dischetti ma delle miniaturine a forma di pinguini e “appesantite” sulla base, in modo che dopo il colpo tornino sempre perfettamente in piedi. Questa particolarità tecnica consente delle vere e proprie acrobazie come curve ad effetto, traiettorie a spirale e veri e propri salti per scavalcare pareti o altri pinguini (cliccate qui per stupirvi). Inoltre, il titolo utilizza l’intera scatola, più altre al suo interno, per costruire un’appariscente plancia di gioco dove si svilupperà una meccanica del tipo “prova e prendermi”, cioè un giocatore cercherà di colpire i pinguini avversari prima che questi riescano a completare una sorta di percorso. Vi ho incuriosito abbastanza? Continuiamo…

Dalek Dice - fonte: bgg

Dalek Dice – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin Dalek Dice

Quando sulla copertina di un gioco vedo i nomi Maggi e Nepitello confesso che mi viene un certo brivido di terrore mentre alla memoria mi tornano titoli a cui non ho saputo resistere e che poi dentro la scatola invece del regolamento ci trovavo trattati di fisica quantistica. Non dico che fossero “giochi brutti” ma solo “giochi complessi” che potrebbero mettere in difficoltà giocatori di livello hardcore. Mi riferisco soprattutto a Marvel Heroes, Age of Conan e, il più recente ma ammetto anche meno complicato, Venetia. Ma dato che sono un grandissimo fan del Doctor Who (la serie nuova, non quella classica… mea culpa), quando passeggiando per Essen ho visto lo stand della Cubicle 7 Entertainment che era pieno zeppo di immagini delle varie incarnazioni del Dottore e dei suoi nemici più agguerriti (oltre che delle sue compagne) non ho saputo resistere e ho fatto man bassa delle due novità che presentavano, tra cui questo Dalek Dice. Per fortuna, il gioco non appare per nulla complicato (anche perché se riuscivano a realizzare un hardcore game con solo 10 dadi erano davvero dei geni) anzi, direi che le meccaniche sono al limite del banale. Ovviamente, immagino che molti lettori non sappiano molto del Doctor Who e dei suoi nemici più pericolosi (e che personalmente adoro), i Dalek… spenderò qualche parola nel paragrafo ambientazione.

Gloom – Recensione

di Alessandro “Xander” Sciacqua gloom

Come ammazzare la famiglia e vivere felici.

Appena ho avuto occasione di vedere il gioco sul tavolo mi ha incuriosito molto. I richiami alla famiglia Addams sono lampanti: deliziose famigliole i cui componenti dall’aspetto lugubre e grottesco rallegrano con il loro alone di black humor.

Antarctica - fonte: bgg

Antarctica – Recensione

Antarctica di Davide “Canopus” Tommasin Antarctica

Uno degli aspetti più belli del nostro hobby è che spesso basta aprire una scatola per ritrovarsi ovunque. Fuori piove e tu apri una scatola e ti trovi in un paradiso tropicale, viceversa, ed è il nostro caso, fuori c’è un caldo torrido ma ti basta una scatola per trovarti in… Antartide. Un posto che vorrei tanto vedere, ma le crociere per arrivarci sono piuttosto costose economicamente, in termini di tempo e di flessibilità su quando andarci. Dai nostri germanissimi dell’Argentum, se non ci credete guardatevi Yunnan e Hansa Teutonica, arriva questo titolo, ovviamente german, marchiato Chevallier, lo stesso di Abyss per capirci. Personalmente, questo gioco mi fa pensare ad un esercizio molto in voga nei corsi di negoziazione, la “Dollar Auction“, ossia “Asta del dollaro”, che consiste in un battitore che mette all’asta un dollaro e i partecipanti che offrono altri dollari per aggiudicarselo. Sembra una cavolata, se non fosse per il fatto che chi perde l’asta è costretto comunque a pagare la cifra proposta, trasformando l’esercizio in un bagno di sangue nel cercare di rilanciare per far perdere di più agli avversari. Vi ho incuriosito abbastanza? Bene, allora continuate a leggere…

La progettazione dei giochi da tavolo

La progettazione dei giochi da tavolo – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin La progettazione dei giochi da tavolo

Confesso che non è la mia situazione ottimale recensire un libro, nella mia “carriera” da recensore mi è capitato una volta sola ed era un caso piuttosto “ludico”. Ma dato che l’autore è il nostro Walter “Plautus” Nuccio: il nauta che cura la rubrica “La parola al design” dedicata al game design; ho voluto dedicarmi al suo lavoro per esprimere la mia opinione nel modo più imparziale possibile. Prima di proseguire, vorrei fare una premessa, come dice il titolo stesso “La progettazione dei giochi da tavolo” è un libro che come target principale mira ai game designer, o aspiranti tali, e in seconda battuta agli appassionati di giochi. Io parlerò di questo libro in quanto grande appassionato.

The Castles of Burgundy – Recensione

di Sara “Miss Meeple” Trecate The Castles of Burgundy

Introduzione

Risale al 2011 l’uscita di The Castles of Burgundy di Stefan Feld, gioco tutt’oggi molto apprezzato, che ci riporta indietro nel tempo, precisamente nella Borgogna del XV secolo. Nei panni di Signori dell’epoca, saremo impegnati a creare il Feudo più invidiato della Regione. Il titolo ci promette castelli, ma costruiremo molto di più: città, fiumi, pascoli, miniere e progressi scientifici sono i nostri obiettivi. Una pioggia di tessere esagonali, care ai german lovers, saranno gli elementi costitutivi del nostro territorio in rapida espansione. Tempismo e tattica saranno la chiave per far fiorire il nostro Feudo.

Rispolveriamo questo grande classico Feldiano, segnalandovi che proprio quest’anno è uscito anche The Castles of Burgundy: The Card Game, versione compatta dell’originale.

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