Sezione: Recensioni

The Lost Expedition - fonte: bgg

The Lost Expedition – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

The Lost Expedition parla della spedizione di Percy Harrison Fawcett in Sud America, verso la città di Z, che si ritiene essere uno dei nomi di El Doardo. Ora, sarò poco colto io, ma prima di leggere il regolamento di questo titolo, non sapevo chi fosse questo Fawcett o cosa fosse la città di Z, quindi, anche se come cosa sembra molto autoreferenziale per il nostro hobby, direi che è un ennesimo esempio di come il gioco da tavolo e di società non sia solo allenamento per la mente ma anche una opportunità di arricchimento culturalmente. Frutto della creatività di Peer Sylvester, co-autore di Wir Sind Das Volk!, e illustrato magnificamente (secondo me) da Garen Ewing, è pubblicato dalla Osprey Games, nota in questi giorni anche per Sakura, e presto nel nostro bel paese grazie a Giochix. The Lost Expedition è un titolo di sopravvivenza dalle molteplici modalità di gioco: cooperativo, solitario e uno contro uno. La meccanica di gioco è tanto semplice quanto elegante, avrete delle carte in mano che rappresentano le difficili situazioni che potrete incontrare nel caso voleste attraversare la foresta pluviale all’epoca di Fawcett (intorno al 1925) e sarete voi a scegliere che sfortunati eventi incontrare giocando le carte dalla vostra mano per comporre il percorso del vostro team verso la città di Z. Come dicevo un sistema di gioco semplice e accattivante, oltre ad una gran cura per l’ambientazione. Ma andiamo verso la città di Z sperando di fare una fine molto migliore di Fawcett.

Pocket Mars - Cover italiana

Pocket Mars – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

È un’idea molto romantica pensare che alcuni temi possano comportare una risonanza di pensiero a livello quasi globale, influenzando molteplici settori, dall’arte alla tecnologia, passando anche per realtà più piccole come il settore dei boardgame (che per me ha molto di artistico). Ha qualcosa di rassicurante, quasi dolce, pensare che il fioccare di titoli relativi alla colonizzazione di Marte negli ultimi due anni (Terraforming Mars, First Martians, Martians: A Story of Civilization, Mission to Mars, giusto per citare i più famosi) possa essere non solo il frutto di un processo di emulazione o ispirazione, ma anche il riflesso generale di un risvegliato interesse a tutto tondo per il pianeta rosso (non a caso in questi ultimi due anni è stato pubblicato pure un documentario del National Geographic dal titolo Mars che ha avuto un certo riscontro). Sarebbe altrettanto meraviglioso se quando leggo il titolo di questo gioco, Pocket Mars, non pensassi ad una mini barretta di cioccolata e mou con la densità della malta. Sono proprio arido dentro… o forse no, magari capita anche a voi! Ma tornando al nostro Pocket Mars, il titolo da già un’indicazione: una scatola piccola per un grande contenuto, o almeno parlare di Marte da questa aspettativa. Edito dalla Board&Dice, che di titoli con una piccola scatola ne sa qualcosa grazie ad InBetween, frutto della mente polacca di Michał Jagodziński, che ultimamente ha fatto parlare di sé per il solitario print&play A4 Quest, che di recente ha avuto successo con una riedizione kickstarter e di cui spero poter parlarne al più presto, e portato in Italia da MS Edizioni. Pocket Mars, rapido gioco di carte e di posizionamento cubetti, confesso che è stata davvero una grande sorpresa, e qui spero di avervi incuriosito abbastanza per farvi continuare a leggere… quindi in partenza per Marte!

Deadland - fonte: bgg

Deadland – Recensione gioco in scatola e fumetto

di Davide “Canopus” Tommasin

“Ancora zombi!” è il primo pensiero che ho avuto quando mi sono trovato davanti Deadland, e avevo torto! I motivi sono principalmente due: Deadland fa parte di un progetto più ampio che coinvolge l’affiancamento con un albo a fumetti, cosa che mi ha incuriosito molto, e presenta alcuni aspetti nella meccanica di gioco che mi hanno davvero entusiasmato, in particolare la propagazione dell’epidemia zombificatrice. Ma venendo per ordine, Deadland è un prodotto tutto italiano, pubblicato da Giochi Uniti, che ci catapulterà nella ridente cittadina di Dearland, ora ribattezzata Deadland dato che il 99% degli abitanti sono stati tramutati in non morti, ad aspettare che i soccorsi rispondano alla radio con un messaggio carico di speranza. Il titolo è quindi un cooperativo, che muta in semi-cooperativo nel momento in cui uno o più giocatori diventano degli zombi e iniziano a remare per la fazione opposta… il tutto in continui tentativi di “scansione” dei diversi mazzi di carte che compongono il gioco. Vi ho incuriosito abbastanza? Proseguiamo…

Kill Doctor Lucky - fonte: bgg

Kill Doctor Lucky – Recensione

di Franz “riivaa”

Kill Doctor Lucky è un gioco per 2-8 giocatori della durata media di 45 minuti, frutto della fantasia di James Ernest. La prima pubblicazione del gioco risale al 1996, ma l’edizione della Giochi Uniti che teniamo oggi tra le mani è da considerarsi come il risultato di una riuscita campagna di crowdfunding che risale al 2015 promossa dalla Cheapass Games, casa editrice fondata dal creatore del gioco.

Cloudmine - fonte: bgg

Cloud Mine – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Sconsiglio di giocare a Cloud Mine con i vostri amici se non volete indagare troppo le loro menti, quello che scoprirete potrebbe non piacervi. Volete una motivazione a questa mia affermazione? Va bene, ma prima un po’ di informazioni di base. Cloud Mine è un titolo che si basa sull’osservazione delle nuvole e il far indovinare agli altri giocatori a cosa assomigliano, direi quindi che pesca a mani basse da quel filone di titoli deduttivi basati su immagini il cui capostipite ad honorem è l’intramontabile Dixit. Si tratta di un titolo completamente italiano, i cui autori sono Guido Albini e Martino Chiacchiera, quest’ultimo in particolare famoso per essere coautore della fortunata serie Deckscape e di 3 Segreti. La grafica del gioco è stata realizzata da Alan D’Amico, che tra i tanti successi potremmo elencare i robottoni di C.O.A.L. e i tentacoli di Kingsport Festival. Ora, D’Amico in questo titolo ha sicuramente dimostrato di essere un abilissimo illustratore anche disegnando semplicemente nuvole, cosa che ritengo non essere proprio semplicissima, e ha avuto la brillante idea di realizzarle quasi perfettamente simmetriche, come fossero le macchie del test di Rorschach utilizzato in psicologia. Pensateci, vorreste davvero sapere cosa vedono i vostri amici in quelle macchie e indagare l’abisso? A me è successo e abbiamo riso per un’ora, ma poi non siamo stati più gli stessi. Ovviamente scherzo, ma spero di avervi incuriosito…

Kanagawa - fonte: bgg

Kanagawa – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Per chi ha un minimo di dimestichezza con il mondo dell’arte, o una discreta cultura generale, il nome Kanagawa non suonerà di certo nuovo. La Grande Onda di Kanagawa è una delle opere d’arte giapponesi più famose del mondo, opera di Katsushika Hokusai, raffigura una immensa onda che travolge dei pescatori con sfondo il monte Fuji visto dalla prefettura di Kanagawa, appunto. Bruno Cathala (7 Wonders Duel, Kingdomino, Five Tribes, Cyclades, tra gli altri) e Charles Chevalier (Antarctica ed altri), dopo averci portati ormai tre anni fa (sembrano secoli) nelle profondità dei mari con Abyss, ci accompagnano nella scuola di pittura del maestro Hokusai nel tentativo di stupirlo realizzando l’opera più armoniosa. Per farlo dovrete ampliare le vostre competenze pittoriche e, ovviamente, dipingere un’opera. Per ottenere tutto questo avrete bisogno di prendere delle colonne di carte da una tovaglietta di bambù, decidere quali carte utilizzare per incrementare le vostre competenze e quali dipingere (beh, per modo di dire dato che sono xilografie) sulla propria tela, il tutto cercando di rispettare determinati “canoni estetici” per guadagnare diplomi e punti a fine partita. Ma ora prendete i vostri pennelli…

Conquista la Luna - fonte: bgg

Conquista la Luna – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Dagli autori di Ta-Pum!, Fabien Riffaud e Juan Rodriguez, ecco un titolo particolare, Conquista la Luna, dove il nucleo del gioco sono… beh… scale con cui raggiungere la luna ovviamente. Ora, considerando scale di 5 metri e la distanza media tra Terra e Luna, servirebbero solo poco meno di 77 milioni di scale. Ho appena spogliato il titolo di tutto il suo romanticismo? Ops! Perché conquistare la luna con delle scale? Perché un tema simile per un gioco da tavolo? È una bella domanda a cui però non vi è risposta (letteralmente, il regolamento non lo dice). Di certo è un’immagine molto romantica e onirica, spesso utilizzata in filosofia e poesia… Asmodee ne ha fatto un gioco. Ma ora conquistiamo la luna!

Topiary

Topiary – Recensione

di Daniel “Renberche”

L’arte topiaria, per chi sa usare solo il decespugliatore in stile Conan il Barbaro è sempre qualcosa di affascinante. Al pari del marmo, ma in forma più ecologica, le sculture di questo tipo sono meta di turisti e curiosi. Riusciremo a disporli in modo tale da far vedere a questi il maggior numero di opere? Buona lettura!

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