Category Archives: Slide

Solenia | La Recensione


di Alberto “Doc” |  Solenia

Per diversi millenni, il piccolo pianeta Solenia ha perso il suo ciclo giorno-notte: il suo emisfero settentrionale è per sempre immerso nell’oscurità e il suo emisfero meridionale è eternamente bagnato dalla luce del sole. La tua missione è portare avanti l’onorevole compito dei tuoi antenati di viaggiare attorno al mondo per consegnare beni essenziali agli abitanti di entrambi gli emisferi. Mentre il popolo del lato diurno vuole che tu trasporti pietre e acqua, rare nel loro emisfero, il popolo della notte ha disperatamente bisogno di legno e grano per sopravvivere. Sii efficiente e supera i tuoi avversari per raccogliere la maggior parte delle stelle d’oro entro la fine del gioco!

 

Miniboard #30: Treasure Island (L’Isola del Tesoro)

di Luca “Maledice” | Treasure Islandicona

La ciurma di Long John Silver si è ammutinata, e lo ha legato come un salame in un fortino abbandonato! Turno dopo turno i vili traditori cercheranno di strappargli di bocca indizi sull’ubicazione del suo tesoro, cercando in lungo e in largo sull’isola seguedo le sue indicazioni.. o depistaggi? Chi lo sa… Il vecchio lupo di mare sta certamente pianificando di fuggire e cercare di recuperare il tesoro per conto suo.

Apokalypsis – Recensione

di Davide “Canopus” | Apokalypsis

Squillino le trombe e si rompano i sigilli, sui vostri tavoli sta per giungere l’Apocalisse. No, non sono in vena di visioni catastrofiche relative ai vostri boardgame, ma oggi vi parlerò di un titolo che prende ispirazione dal libro delle rivelazioni di San Giovanni, Apokalypsis. Credo non serva specificare che il gioco non ha alcun risvolto religioso, ma fa riferimento semplicemente all’opera letteraria in sé. In Apokalypsis vestiremo i dannati panni di angeli caduti occupati a manovrare i cavalieri dell’apocalisse per mietere anime mentre Lucifero e San Michele se le danno di santa ragione, è il caso di dirlo. La prima cosa che mi ha incuriosito di Apokalypsis è la grafica, frutto di Alan d’Amico, artista che personalmente apprezzo molto fin dai robottoni di C.O.A.L., che nelle carte prende la forma di meravigliose vetrate gotiche come quelle che si vedono in molte cattedrali, decisamente d’impatto. La seconda cosa è il logo Sir Chester Cobblepot sulla scatola che, almeno per me, significa che nella maggior parte dei casi troverò più pagine di interessanti approfondimenti dell’ambientazione che di spiegazione effettiva delle regole. Tornando al titolo, Apokalypsis è un gioco di carte in cui, a seconda del cavaliere attivato, potrete eseguire effetti infernali o paradisiaci delle carte in gioco che formano, udite udite, l’orologio della fine dei giorni direttamente sul tavolo. Sono stato abbastanza nebuloso da incuriosirvi? Allora continuiamo la lettura…

Unboxing U-BOOT

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di Luca “Maledice”| U-Boot

Dopo parecchio tempo di attesa arriva in casa Gioconauta il titolo di simulazione più atteso della storia dei sottomarini. Scopriamo insieme il contenuto della scatola e vi rimando ad un infarinatura di storia e di come funziona il gioco se cliccate QUI. Detto questo, buona visione……

Miniboard #29: A Thief’s Fortune

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di Luca “Maledice” | A Thief’s Fortune

Artipia Games ci porta nelle terre misteriose dell’oriente antico. Un ladro in puro stile Prince of Persia si impossessa di una clessidra che permette di viaggiare nel tempo. I giocatori sono chiamati a impostare le varie linee temporali di questo ladro: lo scopo è quello di realizzare il miglior destino possibile realizzando più punti possibili. Direttamente questo gioco di carte in puro stile draft, ci da la possibilità di massimizzare le combo nei migliori dei modi. Buona Visione…….

Gobi | Recensione

di Davide “Canopus” | Gobi

Sarà un po’ per la mia passione per la geografia e i luoghi inesplorati, sarà un po’ per la voglia di un filler che si discosti dalla media, ma all’ultimo Spiel non sono riuscito a fare a meno di buttarmi su Gobi. Per chi non lo sapesse, il deserto del Gobi è il più grande deserto dell’Asia, situato tra Cina e Mongolia, e ha la particolarità di essere per la maggior parte un deserto di pietra e non sabbioso. Nel gioco non troverete nulla di tutto questo purtroppo, le tessere hanno pure un bel sfondo color sabbia alla faccia del deserto roccioso, ma non si può pretendere troppa aderenza all’ambientazione da un filler (ma ne siamo proprio sicuri?), almeno come meccaniche non delude. Gobi è un titolo di piazzamento tessere dove cercherete di riconnettere tra loro le tribù disperse nel deserto in seguito da una tempesta di sabbia. Titolo della casa editrice Capsicum, cha ha avuto modo di farsi conoscere con Noxford e Fleet Commander. Ma ora prepariamoci ad attraversare il deserto del Gobi…

CLASSIFICA 2018 degli autori italiani di giochi da tavolo

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

L’unico modo per normalizzare una follia è dargli continuità. Perseverare in alcuni casi non è diabolico ma terapeutico e gli shock che provocano aritmie cardiache la prima volta che si provano, con l’abitudine tendono a non impattare più in maniera violenta. Poi, con un po’ di fortuna, capita che si compia anche il passo successivo; così, quelle che all’inizio erano follie scioccanti, diventano momenti attesi di cui non si può più fare a meno. Per me la Classifica degli autori italiani di giochi da tavolo è già a questo punto: non vedo l’ora di leggere quella nuova e, appena letta, comincio a pensare a come potrà cambiare l’anno successivo. Non si preoccupi comunque chi è ancora nella fase della tachicardia; questo sito è conforme alle ultime normative in fatto di sicurezza, abbiamo anche un defibrillatore da qualche parte nella sezione download.

Majesty | Recensione

di Davide “Canopus” | Majesty

Il mio rapporto con Majesty è sempre stato in un certo senso conflittuale. Innamoratomi a prima vista allo Spiel di due anni fa, al punto di acquistare la versione tedesca per non aspettare la traduzione in italiano by Asmodee, ho avuto raffreddamenti rapidi e improvvisi ritorni di fiamma nel corso del tempo, motivo per cui ne parlo solo ora. Attirato sulla carta da una meccanica interessante è un autore che apprezzo molto: quel Marc Andrè che ci ha fatto giocare prima a Splendor e poi al meraviglioso (per me almeno) Barony. Majesty si presenta come un titolo di collezionamento set di carte con la “semplice” logica del “più se ne ha più sarà potente l’effetto la prossima volta che si collezionerà una carta dello stesso tipo”. Perché ho avuto alti e bassi? Cosa rende questa semplice meccanica interessante? Dovrete ovviamente continuare a leggere. Nota rilevante, parlo della versione tedesca, ma le regole sono le stesse per tutte le versioni (e mi pare anche i materiali), quindi continuate pure a leggere senza timore alcuno.

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