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Essen 2019 – Filler – #1

di Daniel “Renberche” | Essen 2019 – Filler – #1

Essen è ormai alle porte e come tradizione il prossimo periodo sarà caratterizzato da pletore di anteprime dei titoli in uscita. Per questa edizione ho deciso di realizzare degli articoli inerenti più giochi, come fatto in passato quando iniziai ad occuparmene, dividendoli questa volta per categorie di tempo. Si inizia leggeri con i filler, giochi adatti a riempire uno spazio nell’esperienza ludica, ma spesso ottimo mezzo di divertimento in treno o in soggiorni marittimi. Intanto ecco i primi quattro che ho, a mio gusto casuale, selezionato. Buona lettura!

Spiel’18 – Live Blogging da Essen

di Gioconauta

Arriva ottobre e come ogni anno con la fine del mese si chiude quello che potremmo definire l’anno ludico. Il perché è presto detto, arriva lo Spiel’18. Di che si tratta? È la fiera dei boardgame, per eccellenza, a livello internazionale e planetario, che concentra la maggior parte delle novità del mercato. Snoccioliamo qualche numero per dare l’idea del fenomeno: nel 2017 ha contato 182.000 visitatori e quest’anno saranno presenti 1.100 espositori, da 51 nazioni, concentrati in 72.000 metri quadri. Ma cosa significano questi numeri? In realtà ben poco, danno solo le dimensioni di un evento che si traduce con una sola parola, GIOCARE! Giocare a titoli di ogni genere da ogni parte del mondo, trovare l’editore italiano come quello malese o messicano; giocare a novità, titoli che vedremo nel nostro paese dopo un mese come mai, perle rare in grado di stupire e provabili solo lì (ogni anno becco sempre almeno un titolo che mi ispira senza possibilità di localizzazione o anche solo recupero nel nostro paese), possibilità di vedere il prototipo dalla meccanica assurdamente originale come il futuro vincitore dello Spiel de Jahres (gioco dell’anno tedesco); giocare con chiunque, dal connazionale incontrato per caso e l’appassionato che si è fatto 20 ore d’aereo per venire almeno una volta allo Spiel. Laggiù, ad Essen, nel cuore della Renania Settentrionale, dal 25 al 28 ottobre, verosimilmente più di 180.000 appassionati sfogheranno la loro passione ludica in un evento annuale senza eguali almeno in Europa. Sarà accompagnato come ogni anno da esaltazioni, magari per aver provato il titolo che “da solo merita il viaggio”, e da delusioni, il gioco che si desidera ardentemente andato sold out in poche ore di fiera. Tutto questo e molto di più è lo Spiel. E noi Nauti? Ovviamente ci saremo. Affronteremo con pazienza e coraggio i 1.100 km che ci separano dalla “capitale del gioco” in andata e in ritorno, inarrestabili, implacabili e non so quali altre parole con la i… e potrete seguirci come ogni anno tramite il nostro inimitabile, istantaneo, e non so ancora quali altre parole con la i, Live Blogging. La novità di quest’anno è che ci seguirà fisicamente il nostro Maledice, nella speranza di trovare american interessanti in Germania (sembra un po’ un controsenso) e la nostra Max Luna, intenta a sperimentale sul campo il suo tedesco. Si unirà quindi anche il loro commento ai nostri pensieri istantanei di quel che proviamo, vogliamo e, spesso, bramiamo con ardore e furia omicida figurata. Montate in carrozza, si parte!

Miniboard #26: Lovecraft Letter

di Luca “Maledice”

Per chi a digiuno del sistema del precedente Love Letter, i giocatori a turno pescano da un mazzo comune una carta numerata da 1 a 8, la aggiungono a quella già in mano e ne giocano una, sfruttandone l’abilità nel tentativo di scoprire la carta in mano agli avversari ed eliminarli dalla manche. Vince la manche l’unico superstite e la partita il primo a vincere 3 manche. Nell’immancabile rivisitazione cthulhiana il mazzo quasi raddoppia, perché si aggiungono le stesse carte da 1 a 8 nella versione “Follia”. Chi ne gioca una è considerato pazzo e d’ora in avanti dovrà fare un check di sanità mentale pescando una carta. Se è una nuova follia, il giocatore è eliminato, altrimenti ne pesca un’altra per proseguire come al solito. Di contro giocare una carta follia consente di accedere ad un’abilità potenziata rispetto alla corrispettiva sana. Vince chi si aggiudica per primo 2 manche da sano o 3 manche da folle. Buona Visione…

Edge of Darkness

Edge of Darkness, massima protezione contro il male

di Daniel “Renberche”

In un mondo di giochi dove le meccaniche vengono ormai messe in secondo piano dalla possibilità di attaccare adesivi su un tabellone (reminiscenza delle figure dei calciatori?) o aprire buste segrete, la AEG prosegue invece con la linea delle carte componibili attraverso le bustine. Sarà questa una scelta di successo o finirà nel dimenticatoio? Buona lettura!

Mystic Vale: Miniboard #14

di Luca “Maledice” Lanara Mystic Vale

E’ tempo di magia sui nostri tavoli. Questa volta ci troviamo con il potere, in puro stile druidico, della natura. Quindi foreste, lupi e spiriti magici ci accompagnano nel nostro campo, per creare una Mistica Vallata (Mystic Vale appunto). Il gioco permette una interessante creazione di carte, il card crafting, che permette di potenziare il nostro masso in modo decisamente originale con il proseguire del gioco. Quindi non un vero deck building, ma un card building. Ecco le nostre impressioni….

Dal volo alla tavola (di gioco) con Flock

di Daniel “Renberche”

Il cinguettare mattutino è una delle miglior natura-sveglia che si possa avere. Gli allegri passerotti che volano di qua e di là son sempre belli da vedere e trovare un nido con delle uova sopra è sempre un motivo di sorpresa. Meno interessante magari il loro sistema di nutrizione basato sui vermi (chissà se qualcuno è mai andare a pesca di rondini) ma non si può essere belli in tutto. Ecco una pre visione di un titolo dalla grafica colorata, in arrivo per quest’anno nelle nostre tavole.

Valley of the Kings: ovvero come preparare il nostro viaggio nell’oltretomba

di Alberto “Doc”

Di giochi ambientati nell’antico Egitto ne esistono davvero parecchi sul mercato, basti solo citare Egizia, Nefertiti, Cleopatra e la società degli architetti giusto per ricordarne alcuni. AEG è pronta ora a proporne uno di nuovo della serie ma dal taglio piuttosto particolare. Si saremo importanti faraoni ma quello che Valley of the Kings ci chiederà come obiettivo sarà quello di scavarci la fossa da soli… Leggiamo meglio… ;)

Seven Seas: il Canto delle Sirene – Recensione

Di Davide “Canopus”

Prendiamo due ambientazioni a caso: la sviluppo di gilde nel medioevo e la costituzione di ciurme di pirati per affrontare incredibili quanto improbabili avventure. Cosa potrebbero avere in comune due giochi con queste due ambientazioni? Dite nulla? E invece il secondo è il restyling puramente grafico del primo! Con gli astratti tutto è possibile. Quindi, se prima raccoglievate gruppi di lavoratori con il medesimo mestiere ma di colore diverso per spenderli e ottenere avanzamenti tecnologici sottoforma di punti, ora raccoglierete pirati con il medesimo ruolo ma di colore diverso per spenderli nel tentativo di affrontare tipiche sciagure di mare, come navi fantasma o sirene. Ma quindi di che si tratta? Un filler di carte da 2 a 4 giocatori piuttosto astratto di collezione carte, abilità speciali e combo. Ma prendete pure posto sul ponte e vedrete…

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