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Panic Mansion - fonte: bgg

Panic Mansion – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Perché Panic Mansion mi ha colpito mentre camminavo per i corridoi dell’ultima edizione dello Spiel? Due principali motivi: il primo perché mi ricordava dei vecchi giochi che avevo da piccolo, in cui si faceva correre una pallina su un percorso senza farla cadere in dei buchi, e si sa che ai ricordi dell’infanzia non si può dir di no; la seconda è che non era necessario sedersi per provarlo, giri la scatola e puoi provare direttamente una demo… cosa che trovo davvero una grade idea di marketing! Ma di che si tratta? Il concetto è molto semplice: una scatola rettangolare senza coperchio come plancia per ogni giocatore, al cui interno ci sono 8 stanze quadrate collegate da porte, e lo scopo di spostare nelle varie stanze degli oggetti di diversa forma in base alle indicazioni di un mazzo di carte, il tutto inclinando la scatoletta. Da questa descrizione penserete che possa essere un titolo più adatto ad un pubblico di giovanissimi, in parte forse, ma vi dirò che ho visto 40’enni divertirsi come pazzi con tanto di dileggiamento verso gli avversari. Tra gli autori, Asger Harding Granerud è sicuramente noto per Flamme Rouge, ma in coppia con Daniel Skjold Pedersen ha realizzato 13 Days, 13 Minutes e, con Tascini, A Tale of Pirates. Mentre dell’editore, Blue Orange, direi che dopo Kingdomino non servono molte altre presentazioni. Ma ora vi do il ben venuto nella “dimora del panico”…

13 minuti, la crisi dei missili cubani in una scatoletta

di Daniel “Renberche”

In giorni in cui nel lontano Oriente si lanciano missili in pompa magna, sperando sempre che finiscano in acqua, contro un Occidente che a sua volta risponde a colpi di navi e tweet, una scatoletta richiama ad un’altra crisi missilistica, teoricamente più grave, accaduta decenni fa e che per poco non ha mandato a monte l’intera partita della vita umana sulla Terra.

Flamme Rouge

Sfida all’ultima pedalata con Flamme Rouge

di Daniel “Renberche”

Una delle mie passioni, ben poco corrisposta, è il ciclismo. Purtroppo ha molti lati negativi, quali un’abbronzatura poco raccomandabile, spese non indifferenti, eroici dribbling tra le automobili e grandi faticate per ritrovare la strada di casa. Ed è proprio la fatica una delle risorse che un ciclista deve saper gestire, restando in scia quando può, sfruttando le discese e, senza fare troppi strappi, mantenersi sempre nelle posizioni avanzate per cercare di vincere la tappa. In particolare per i velocisti è fondamentale avere dei compagni di squadra che, indefessi e stoici, gli lanciano verso lo sprint finale, dove a colpi di pedalate e spallate si corre per la vittoria. Dalla lontana e fredda Danimarca ecco un gioco proprio dedicato a queste situazioni.

Buona lettura!

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