Tag Archives: Asterion Press

On the Board #88: TIME Stories

di Luca “Maledice” Lanara TIME Stories

Il viaggio nel tempo è da sempre uno delle tematiche più care al mondo dei giocatori. Del resto  il cinema e la fantascienza in generale, usa il pretesto dei loop temporali per creare storie piene di colpi di scena ed effetti farfalla. Così Asterion porta in Italia e in italiano questo T.I.M.E. Stories un gioco che ha fatto discutere molto ma che di fatto è entrato in tantissime case di appassionati di giochi da tavolo. Compresa la nostra. Buona Visione…..

Runebound – Tre edizioni e non sentirle

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini Runebound

Io credo di essere nato dall’unione di Ginevra e Lancillotto. Ne sono quasi certo, non solo perché Ditadinchiostro è un nome chiaramente originario di Camelot, ma perché io non so resistere all’avventura. Non posso che essere il discendente di uno dei cavalieri della Tavola Rotonda; il più incosciente, il più imperfetto, il più dilaniato nell’antinomia delle sue diverse anime. Non può che essere quello il mio posto. Un posto vuoto, perché già mi incammino verso il Drago di cui ho sentito parlare. Il cuore è pronto ad affrontarlo, la mente ribelle invece non smette di guardarsi attorno, di guardarsi indietro.

Unboxing: Il Trono Di Spade LCG (II Ed.)

di Luca “Maledice79” Lanara  Trono di sp

In piena sesta stagione della serie TV, non potevamo evitare di aprire questa scatola meravigliosa, targata Trono di Spade. Si tratta di un gioco  deck-building, ambientato naturalmente nell’universo di Martins, ringiovanito da una seconda edizione tutta italiana. Il gioco prevede una battaglia per la conquista dei titoli ma soprattutto del potere indispensabile per vincere. Ovviamente casate come quelle dei Lannister punteranno molto sull’intrigo, gli Stark leali e grandi guerrieri con i lupi e i Targaryen con i devastanti draghi. Insomma voi da che parte state? Buona Visione…

 

Quadropolis - fonte: bgg

On the Board #83: Quadropolis

di Luca “Maledice79” Lanara Quadropolis

Doppio appuntamento Unboxing e On the Board con Quadropolis, ultimo lavoro della Days of Wonder. Nota la cura per grafica e componentistica che di solito la casa editrice mette nei propri lavori mi sono ovviamente fermato per approfondire la questione.

Precedentemente conosciuto come City Mania (e anticipato precedentemente in questo articolo), in Quadropolis ogni giocatore deve costruire la propria metropoli. L’ambientazione per questo è già di per se chiara e non ha bisogno di ulteriori delucidazioni. Andiamo allora a vedere come si sviluppa il gioco. Buona Visione..

On the Board #82: Warhammer Quest The adventure card game

di Luca “Maledice79” Lanara

Warhammer Quest The adventure card game è un gioco di carte cooperativo che porta un manipolo di eroi a uccidere tutto e a esplorare il mondo. Ovviamente stiamo parlando di un titolo Fantasy Flight, molto dadoso, che richiama un papà parecchio conosciuto e idolatrato da molti. Quindi è riuscito questo riadattamento cartaceo a portarci alle origini delle Quest? Buona Visione…

Pandemia: Contagio – Recensione

di Davide “Canopus”

Che Pandemia sia stato un titolo di grandissimo successo credo sia un fatto assodato anche da chi non è amante di questo gioco. Personalmente, io lo adoro, ma rimango molto diffidente quando da un titolo di successo non solo si “estraggono” espansioni, ma se ne derivano anche le immancabili versioni di dadi e di carte. Pandemia non fa eccezione, due espansioni, una versione di dadi, Pandemia: La Cura, e una di carte, Pandemia: Contagio… o forse no! Perché Pandemia: Contagio sarà anche un gioco di carte ma in comune con il suo teorico padre ha solo parte del nome e qualche aspetto grafico. Anche qui non sarebbe una novità se le differenze non fossero tali da abbandonare la meccanica cooperativa di famiglia per abbracciare una ben più conflittuale tutti-contro-tutti e passare al lato “febbricitante” della forza. In Contagio, infatti, non vestiremo i camici da laboratorio di eroi impegnati a salvare il mondo, ma le citomembrane di pericolosi microbi con lo scopo di scatenare malattie e sterminare città in giro per il globo. Certo il tema è decisamente macabro e le battute sul fatto che si tratti di un titolo di maggioranze ed influenza sarebbero sicuramente troppo scontate, ma il risultato finale ammetto essere un gioco interessante, veloce e agguerrito. Rimane che il nome Pandemia sulla scatola è una questione di marketing e se vi volete avvicinare a questo titolo attirati dal fatto che Pandemia vi è piaciuto proprio tanto, vi consiglio prima di leggere questa recensione.

Sfide possibili #1: Twilight Struggle vs Labyrinth

di Daniel “Renberche”

Era meglio Coppi o Bartali? E’ più buona la Coca Cola o la Pepsi? Tanti sono i quesiti che tormentano la società e con questo primo articolo do il via ad una serie di letture mirate a mettere a confronto due giochi da tavolo, similmente a quanto già fatto dal nostro Ditadinchiostro, solo che questa volta gli sfidanti saranno giochi “alla pari”, o più in generale titoli che spesso portano ad un naturale paragone, vuoi perché sono stati fatti dallo stesso autore, trattano temi simili o sono il seguito uno dell’altro. Preciso che altri articoli simili sono presenti anche in Tana dei Goblin, anche se il mio taglio sarà leggermente diverso. Ovviamente la cadenza sarà totalmente casuale, e se avrete suggerimenti e commenti da fare non esitate a scriverli. Buona lettura!

Barony – Recensione

di Davide “Canopus”

Giugno 2015, Asterion Gaming Days, quasi mi sedevo contro voglia al tavolo per provare Barony. I commenti di chi lo aveva provato prima di me, malefico Renberche, mi avevano decisamente smontato parlando di un gioco tutto incentrato sul combattimento, risolto tramite la maggioranza di pedine in un’area, e molto freddo e matematico. Di solito il secondo punto per me non è un problema, ma se devo passare tutto il tempo a combattere tendo a trovare l’esperienza ludica un po’ stressante… per la serie interazione diretta si, ma non a farne indigestione. Lo ‘spiegatore’ era in gamba, chiaro e coinciso, inoltre adorava il gioco, cosa che aiuta sempre quando lo si deve spiegare per due giorni di fila a degli estranei. Partita a 3 con io, lui e il Doc. Si inizia come mi aspettavo, titolo calcolatore e matematico, primo posizionamento che tiene conto del vantaggio di iniziare per primi ribilanciando le cose. Dovrebbe essere un controllo territorio ma in realtà la questione non è tanto mantenere le posizioni, quanto guadagnare ‘risorse’ dalla colonizzazione e posizionare alcune strutture in punti cardine per bloccare il passaggio agli avversari. Il combattimento è fondamentale, ma non il centro del gioco e, anzi, non ne facciamo un utilizzo per niente intensivo. La partita fila liscia, nulla lasciato al caso e meccanica assolutamente scacchistica; il gioco termina con una barriera enorme che taglia a metà il tabellone, degna del Trono di Spade, e il Doc che mi soffia la vittoria di una sola mossa, colpa mia che alla fine fui troppo cautelativo ed evitai di rischiare. Mi alzai dal tavolo per nulla sazio, con tanta voglia di rigiocarlo e tentare nuove strategie e configurazioni della mappa per questo titolo dal sapore assolutamente german e un forte retrogusto di scacchi. Per dare qualche dato biografico di Marc André abbiamo già parlato in occasione del suo ottimo Splendor, mentre l’illustratore, Ismaël Pommaz, ha dato la grafica anche al discussissimo Archipelago. Ma ora, messere e messeri, ben venuti nel regno di Barony.

Myrmes - cover

Myrmes – Recensione

di Daniel “Renberche”

Se non avessi studiato ingegneria probabilmente ora sarei un mirmecologo. Potrebbe iniziare così una mia biografia, e probabilmente se mai dovrò scriverla userò quella frase, ma voi avete aperto questa pagina web per leggere del gioco, quello dalla scatola colorata e attraente abitato da simpatici insetti, e di questo credo sia il caso di scrivere.

Five Tribes: I Geni di Naqala – Recensione

di Davide “Canopus”

Quando si percorre l’impervia strada del recensore capita spesso di porsi pippe mentali sulle meccaniche dei giochi, come per esempio se Five Tribes utilizza la meccanica della mancala oppure no. La mancala è una meccanica che trova origine in Africa e Medio Oriente, quindi è già suggestivo che l’ambientazione di Five Tribes sia proprio uno di quei paesi arabi che danno i natali alla mancala, se poi ci mettiamo il fatto che la parola mancala deriva dal termine arabo naqala, la cui traduzione è ‘spostare’, direi che il cerchio si chiude. Giusto per saperne di più, la mancala è una meccanica per cui da una casella si raccolgono tot pezzi e si piazzano nelle caselle successive, uno per casella, finché non terminano, eseguendo un’operazione detta semina, quel che succede dopo in quanto ad eventuali effetti dipende dal tipo di gioco. Il dubbio nasce in me dal fatto che generalmente la mancala si gioca su un percorso circolare o comunque lineare, mentre in Five Tribes ci si muove bidimensionalmente su una griglia di 30 tessere. Detta questa piccola curiosità storica, avevo già avuto modo di provare Five Tribes allo Spiel 2014 e non mi aveva colpito per niente, mi era sembrato decisamente troppo freddo e macchinoso, forse anche colpa del pessimo inglese del dimostratore e dei reference sheet solo in tedesco. Ritrovato agli Asterion Gaming Days a giugno di quest’anno, gli ho dato una seconda possibilità, giusto per essere magnanimo, e non so se parte del merito va anche alla spiegatrice, paradossalmente molto più preparata del tizio di Essen, ma mi è piaciuto tantissimo. L’impressione fu folgorante: un puzzle da risolvere, una matrice di tessere con sopra pedine colorate e bonus, un rebus da risolvere prima e contro gli avversari nel distribuire le pedine così da ottenere il massimo effetto dai bonus e, per finire, un sistema di punteggio che tiene conto praticamente di tutto quello che si fa nel gioco. Certo, il regolamento non era assolutamente semplice ed immediato e le possibilità erano tante, ci sta che spiegato da un tedesco che mastica poco l’inglese non avessi capito poi molto. Mea culpa! Five Tribes è ‘frutto’ di quel Bruno Cathala che già ci ha stupiti con Abyss, Cyclades, Shadows over Camelot e tanti altri, ed edito dalla Days of Wonder, ormai anche questo un altro modo di dire Asmodee. Ovviamente, quel sottotitolo, i geni di Naqala, non si riferisce ad un luogo ma è un riferimento alla mancala, se lo cercate su google maps vi salterà fuori la sede dell’Asterion. Ma ora andiamo a conoscere i geni di Naqala.

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