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Panic Mansion - fonte: bgg

Panic Mansion – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Perché Panic Mansion mi ha colpito mentre camminavo per i corridoi dell’ultima edizione dello Spiel? Due principali motivi: il primo perché mi ricordava dei vecchi giochi che avevo da piccolo, in cui si faceva correre una pallina su un percorso senza farla cadere in dei buchi, e si sa che ai ricordi dell’infanzia non si può dir di no; la seconda è che non era necessario sedersi per provarlo, giri la scatola e puoi provare direttamente una demo… cosa che trovo davvero una grade idea di marketing! Ma di che si tratta? Il concetto è molto semplice: una scatola rettangolare senza coperchio come plancia per ogni giocatore, al cui interno ci sono 8 stanze quadrate collegate da porte, e lo scopo di spostare nelle varie stanze degli oggetti di diversa forma in base alle indicazioni di un mazzo di carte, il tutto inclinando la scatoletta. Da questa descrizione penserete che possa essere un titolo più adatto ad un pubblico di giovanissimi, in parte forse, ma vi dirò che ho visto 40’enni divertirsi come pazzi con tanto di dileggiamento verso gli avversari. Tra gli autori, Asger Harding Granerud è sicuramente noto per Flamme Rouge, ma in coppia con Daniel Skjold Pedersen ha realizzato 13 Days, 13 Minutes e, con Tascini, A Tale of Pirates. Mentre dell’editore, Blue Orange, direi che dopo Kingdomino non servono molte altre presentazioni. Ma ora vi do il ben venuto nella “dimora del panico”…

Boost! – Recensione

di Davide “Canopus”

Di nuovo, per la terza volta nel nostro sito, ci troviamo davanti un giochino, assolutamente filler ed entry level, di abilità e colpo d’occhio con scatola di latta e carte tonde. Abbattuto per il fatto che il mondo non vuole comprendere che le carte tonde e non imbustabili in questo tipo di giochi non sono decisamente il massimo; devo prendere atto che da Dobble in poi c’è stata una sorta di invasione e ne esce uno all’anno nel mercato italiano (in quello mondiale anche più). Il package ormai è diventato il loro marchio: vedi una scatolina tonda in latta e sai che dentro ci troverai un certo numero di carte coloratissime e un piccolo manuale di istruzioni che illustra meccanismi astratti su come utilizzarle, conditi da tutte le varianti che venivano in testa all’autore. Per quanto titoli diversi tra loro, bisogna ammettere che sono “confezionati” con lo stampino, al punto che dopo aver consumato letteralmente Dobble e Sandwich, inizio a chiedermi quanto possa essere il valore aggiuntivo di un ulteriore titolo sulla stessa linea. Con Boost! ho mantenuto il giudizio temporaneamente sospeso, ma dopo aver provato l’ennesimo tondo-carta-abilità-clone all’ultimo Essen, ossia Fruit Salad, la risposta è stata decisamente negativa. Perché sospendo il giudizio su Boost!? Direi che il motivo principale sta nel suo meccanismo banale sulla carta ma implementato nel gioco in modo assolutamente geniale. Boardgamegeek classifica addirittura questo titolo come gioco per bambini, ed in effetti l’età va dai 5 anni in su, personalmente non lo trovo assolutamente un gioco da dare in mano ad un bambino perché ci giochi con i suoi coetanei, ma probabilmente può essere un buon titolo per partite in famiglia che coinvolgono anche i più piccoli.

Boardgame Week: Gollum Mode On!

di Arianna “Arianna”

E poi ci sono quelle settimane in cui apri la home di BoardGameGeek, dai un’occhiata, clicchi su “new tab” e vai dritto dritto a salutare le palle di fieno che rotolano nel deserto cosmico del tuo estratto conto. Detto in modo meno poetico, questa settimana si va sul personale, e il tema dominante sarà “cose che l’Arianna vuole tantissimo”. Perché si sa che autoreferenzialità ed egocentrismo sono tra le virtù più amate (not).

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