Tag Archives: Blue Orange

Queendomino | La Recensione


di Alberto “Doc” |  QueenDomino

 

Dopo il successo conseguito da Kingomino, Blue Orange ha rilanciato il prodotto in una nuova versione 2.0. Oltre a mettere in pista nuove meccaniche che vanno ad innestarsi sulle solide fondamenta del gioco base, il titolo permette la fusione fra gli elementi delle due scatole per nuove e variegate varianti di gioco. Ecco QueenDomino.

Panic Mansion - fonte: bgg

Panic Mansion – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Perché Panic Mansion mi ha colpito mentre camminavo per i corridoi dell’ultima edizione dello Spiel? Due principali motivi: il primo perché mi ricordava dei vecchi giochi che avevo da piccolo, in cui si faceva correre una pallina su un percorso senza farla cadere in dei buchi, e si sa che ai ricordi dell’infanzia non si può dir di no; la seconda è che non era necessario sedersi per provarlo, giri la scatola e puoi provare direttamente una demo… cosa che trovo davvero una grade idea di marketing! Ma di che si tratta? Il concetto è molto semplice: una scatola rettangolare senza coperchio come plancia per ogni giocatore, al cui interno ci sono 8 stanze quadrate collegate da porte, e lo scopo di spostare nelle varie stanze degli oggetti di diversa forma in base alle indicazioni di un mazzo di carte, il tutto inclinando la scatoletta. Da questa descrizione penserete che possa essere un titolo più adatto ad un pubblico di giovanissimi, in parte forse, ma vi dirò che ho visto 40’enni divertirsi come pazzi con tanto di dileggiamento verso gli avversari. Tra gli autori, Asger Harding Granerud è sicuramente noto per Flamme Rouge, ma in coppia con Daniel Skjold Pedersen ha realizzato 13 Days, 13 Minutes e, con Tascini, A Tale of Pirates. Mentre dell’editore, Blue Orange, direi che dopo Kingdomino non servono molte altre presentazioni. Ma ora vi do il ben venuto nella “dimora del panico”…

Miniboard #05: Dr.Eureka

di Luca “Maledice79” Lanara Dr.Eureka

Per chi di voi ha sempre sognato di essere un piccolo chimico, ma il rischio di esplosioni era troppo alto, abbiamo scovato Dr Eureka! Per giocare non serve conoscere la tavola periodica, ne’ l’ausilio di mascherine e occhialoni: bastano un occhio lesto e un po’ di pratica nel travasare i simpatici elementi chimici a forma di bubblegum. E se siete troppo cervelloni per un gioco di abilità, c’è pure la variante ‘senza mani’. Curiosi? E allora sotto col miniboard di oggi, e buona creazione!

On the Board #79: New York 1901

di Luca” Maledice79″ Lanara

Per fare un grattacielo, ci vuole il ferro, per fare il ferro ci vuole un nano e per farla breve, ci vuole un gioco;  si da il caso che noi ne abbiamo uno!
Gioconauta ha deciso di intraprendere la carriera edile, e dopo aver scoperto che Appalti Imperiali trattava di guerriglie interplanetarie, ha optato per un titolo più solido, che prometteva di far rivivere la corsa al cielo, tra impalcature, lotti da acquistare e molossi di metallo: New York 1901, localizzato da Oliphante. Insomma, se anche voi bramate erigere le vostre moderne torri di Babele, fate un salto con noi a Nuova York, assieme ai più rinomati ingegneri del quartiere. Più Maledice.

Buona visione (dall’alto)….

Photosynthesis, il videotutorial

di Marco “alkyla” Oliva

In Photosynthesis diverse specie di alberi gareggiano per spuntare e avere il predominio nella piccola isola baciata dal sole. Ciascun albero cresce se riceve sole a sufficienza e proietta un’ombra proporzionale alla sua taglia. Quando un albero arriva al termine del suo ciclo vitale, i punti assegnati ai giocatori dipenderanno dalla qualità del terreno dove è cresciuto.
Lo scopo di Photosyntesis è di ottimizzare la crescita dei propri alberi. La partita finisce quando il Sole avrà compiuto 3 giri completi della plancia (la partita si compone quindi di 18 turni).

Tutti i dettagli del funzionamento del gioco in questo nuovo videotutorial di TOCCA A TE

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