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Goblins inc. – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Ultimamente sembra che siano tornati alla ribalta i giochi con i goblin e imp, questi ultimi sono creature mitologiche tedesche a metà strada tra folletti e demoni ed esteticamente simili ai goblin. Cosa strana è che la maggior parte dei titoli con questi diavoletti finisce per essere irriverente e demenziale. Giusto per citare altri 2 esempi, che hanno conseguito un discreto successo, si pensi a Dungeon Lords e Dungeon Petz. Ma questi 3 titoli non sono legati solo dalla presenza di grottesche creaturine verdognole dentro la scatola, sono anche tutti e 3 opere dello stesso illustratore, tale David Cochard, che sembra avere una certa predilezione verso il genere fantasy demenziale, e che con questi soggetti sembra cavarsela davvero bene. Questo titolo potrebbe essere il gioco perfetto per provetti ingegneri e amanti dei cartoni animanti con i robot, dato che prevede di costruire robottoni e di farli combattere tra loro. Peccato che, dato che sono costruiti da goblin dementi, i risultati saranno molto diversi dal Mazinger o dall’Eva01 e avrete, piuttosto, a che fare con inguardabili aggregati di tessere e armi improbabili. Ma ora armatevi di cacciavite e nastro adesivo (?) e lasciatemi spiegare come si costruisce un bellissimo ammasso di ferragl… ehm, robot, volevo dire robot! :-)

Dungeon Petz – Recensione

Di Davide “Canopus”

Arriva l’estate è ogni anno l’abbandono di mostri in autostrada è una nota dolente che tinge la bella stagione di orrore e tristezza. Ogni anno esseri tentacolosi e verrucosi creano disordini e code chilometriche in autostrada, mangiando centinaia di valige e portando un sacco di poveri turisti alla follia a causa del traffico, che quasi ti viene da pensare che forse è meglio andare in montagna che tanto di abbronzi lo stesso! (NB: qui noi sdrammatizziamo e ci scherziamo sopra solo ai fini della presentazione della recensione, ma realmente pensiamo che l’abbandono sia un orribile atto di inciviltà e di idiozia. Oltre che una pratica terribilmente pericolosa, basti pensare che negli ultimi 10 anni gli incidenti autostradali causati dall’abbandono hanno coinvolto 4000 persone e causato 200 morti… si, ho la fissa per i numeri!). Quindi, dopo il messaggio demenziale, seguito dal messaggio serio, posso ora annunciare, ancora in modo demenziale, con sommo gaudio che oggi si parla di Dungeon Petz. Titolo degno di nota realizzato da Chvatil, designer ceco (nel senso che proviene dalla Repubblica Ceca, non che non ci vede) dal nome impronunciabile e già autore di un mostro sacro quale Through the Ages: A Story of Civilization. L’autore, con questo titolo, sembra aver cercato di porre rimedio ad alcuni difetti del gioco precedente, scrivo precedente perché effettivamente si tratta di una specie di prequel, Dungeon Lord. I 2 titoli sono entrambi caratterizzati da grafica, realizzata magnificamente da David Cochard, ed ambientazione irriverente e demenziale che fa sicuramente il verso al fantasy più serio. I difetti di Dungeon Lord a cui, presumo, Chvaril abbia cercato di porre rimedio sono: una eccessiva lunghezza della partita, per il genere di gioco, un regolamento non molto elegante, e pieno di eccezioni e regolette, e la completa anti-scalabilità del titolo. Chissà se ci è riuscito? Volete saperlo? Leggete il resto della recensione, se no che la scrivo a fare! Ma, giusto come indizio, vi avviso che Chvatil è anche autore dell’intricatissimo e mentalmente insano Mage Knight. Il prezzo del prodotto sembra parecchio elevato, ma in tedesco costa poco più della metà ed il titolo è indipendente dalla lingua (si, anche io sono senza parole).

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