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La posta di Dita & Max #01

Il successo è stato incredibile. Dalla prima puntata ad oggi abbiamo acceso un cero al giorno al Sig. E. Mail. Se non avesse inventato la posta elettronica, a quest’ora Maledice avrebbe potuto costruire un monumento titanico al Dio Dado (da ora chiamato DD) utilizzando solo la carta da lettere dei lettori. Invece dovrà continuare con le miniature ciancicate dal suo cane, mentre Dita e Max smazzano centinaia di migliaia di milioni di impulsi elettromagnetici tramutati in lettere. Pensate che tutto ciò sia sufficiente? Certo che no: scrivete, scrivete, scrivete! La posta di Dita & Max: info@gioconauta.it

La posta di Dita & Max

Bisogna saper leggere i segnali. E i segnali mostrano inequivocabilmente che i lettori di Gioconauta bramano di confrontarsi con i loro beniamini, così lo abbiamo fatto. In una riunione notturna all’insegna di carboidrati fritti provenienti da ogni dove, abbiamo immaginato una nuova rubrica: La Posta di Gioconauta! Rimaneva da decidere chi avrebbe curato questa finestra sul mondo ludico e per farlo abbiamo usato un metodo German: l’estrazione del fritto più sugnoso dal sacchetto! L’accurata scelta è ricaduta a parimerito su Dita e Max quindi non aspettatevi risposte serie, non fateli arrabbiare ma, soprattutto, non perdete l’occasione di scrivere loro una mail! info@gioconauta.it – Oggetto: La Posta di Dita & Max

Odio a prima vista: fratture nello spazio tempo

di Daniele “ditadinchiostro” e Max “Luna”
di Lunadinchiostro

Alla fine ci siamo incontrati. Le persone incrociano passi, attraversano le stesse stanze e si parlano, ma quante possono dire d’essersi incontrate davvero? Per noi è stato il nero. Pensavo fosse inchiostro, invece era livore quello che ci legava. Chiudi gli occhi. Che cosa vedi?

Le persone incrociano idee, caute prima di sbilanciarsi tastano il terreno per far meno rumore possibile. Ci siamo guardati attorno, tutt’attorno a noi, per scoprirci sotto la stessa luna. Le persone han riguardi ad aprir bocca, ma il tempo è raro e la rabbia brucia, troppa per aspettare. Chiudo gli occhi ed è ancora nero per un po’. Poi le stelle, costellazioni fittizie cercano il mio favore, ma non è così che andrà. Non farmi riaprire gli occhi, potrei esplodere.

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