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Dark Tales: espansioni Biancaneve e Cappuccetto Rosso

di Davide “Canopus”

È passata circa una settimana da quando ho parlato di Dark Tales, è ancora sto fischiettando la sigla di Duck Tales. In quella occasione avevo avanzato la perplessità che il gioco presentasse qualche problema di longevità e richiedesse, anche nel breve termine, continue espansioni diventando una sorta di “macchinetta mangia-soldi”. Ipotesi che sembra supportata dal fatto che il gioco presenta già due espansioni, Biancaneve e Cappuccetto Rosso. Dark Tales è stato presentato ad Essen nel 2014 già con la sua prima espansione, Biancaneve, cosa che in genere fa pensare che il gioco non sia completo e che l’espansione contenga quello che manca. La seconda espansione, Cappuccetto Rosso, invece, è stata presentata durante la Play di Modena nel 2015. Riguardo alle espansioni, nella mia vita di giocatore ho passato due fasi, la prima in cui se acquistavo un gioco poi dovevo avere anche tutte le espansioni relative, badando poco al valore aggiunto che fornivano. Nella seconda, e per mia fortuna attuale, controllo molto cosa mi offre in più un’espansione prima di acquistarla. Sia chiaro, non sono contrario a priori, anzi può essere un meccanismo interessante per mantenere vivo un gioco, ma spesso purtroppo si tratta di aggiunte poco significative, se non pure deleterie, con scopi di marketing, ravvivando il nome di un titolo, o di mungere una mucca a cui probabilmente è rimasto ben poco latte, piuttosto che fornire davvero un miglioramento dell’esperienza ludica. Lo dico perché credo sia giusto sapere la posizione di un recensore su un dato argomento prima di leggere una recensione fortemente inerente a quell’argomento. La questione quindi diventa: “le espansioni di Dark Tales sono elementi per trasformarlo in una macchinetta mangia-soldi?”… io vi consiglio di continuare a leggere e non dare nulla per scontato.

Dark Tales – Recensione

di Davide “Canopus”

Dark Tales è un gioco di carte completamente Made in Italy (per quel che conta in quanto non è per forza garanzia di qualità nel mercato dei boardgame) che ha esordito all’ultimo Essen. Parliamo subito di una questione per me estremamente spinosa, ogni volta che leggo Dark Tales mi viene in mente Duck Tales e nella mia testa parte inesorabilmente per ore la sigla italiana del cartone animato. Sono certo che chi ha scelto il titolo di questo gioco, che sia Zizzi o qualcuno della dV, ha sicuramente avuto la mia stessa reazione passando giorni interi a fischiettare avventure di paperi e guardando il mondo con amara malinconia. Andando oltre la mia follia, riflettevo su una questione relativa all’ambientazione, che spero abbiate capito che è “fiabe e favole” e non “Zio Paperone”. Una volta le fiabe erano qualcosa di relegato al mondo dell’infanzia e fonte di ispirazione per qualche cartone per i più piccoli, Disney insegna. Oggi direi che la tendenza è letteralmente cambiata, con blockbuster hollywoodiani, ma non solo, che almeno una volta all’anno riportano sul grande schermo le favolette con cui mi addormentavo da bambino reinterpretate con cast stellari, effetti speciali e tagli decisamente più adulti e, spesso, macabri (che se fossi ancora un bambino di una certa età non so quanto prenderei sonno a vedere certe cose, in compenso ora che sono grande e grosso mi addormento sul divano mentre li guardo). Credo che a Zizzi, che già ricorderete per la sua partecipazione alla realizzazione di titoli come Al-Rashid e Hiperborea, non sia sfuggito questo trend e abbia avuto un certo lampo di genio nell’affidare la grafica a Daniele Oriuzzo, ottimo artista con esperienza nell’illustrazione di alcune delle carte di Magic. Il risultato è effettivamente in linea con il fenomeno, personaggi fiabeschi in chiave dark e molti vestitini succinti. So cosa state pensando… fiabe + gioco di carte = gioco di narrazione. E invece no! Dark Tales è un gioco rapido e dinamico dove i giocatori pescano carte e giocano carte per attivarne gli effetti e raccogliere punti e oggetti. Editore e distributore la dV Giochi, la stessa di Bang! e Anno Domini, e che negli anni scorsi si era un po’ concentrata su party game e giochi di conoscenza. Commercializzato anche in inglese e con una struttura “modulare”, ossia possibili valanghe di espansioni, al momento in cui scrivo ce ne sono già due, di cui una uscita con il gioco. Ma ora veniamo al dunque, c’era una volta…

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