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The loud bird gets the worm… Songbirds!

di Franz “riivaa”

Quando ero piccolo avevo un libro…
Beh a dire il vero ne avevo ben più di uno, ma questo me lo ricordo sempre con un certo calore affettivo.

Si chiamava Uccelli Passeriformi. All’interno di questo volume, una serie di colorate illustrazioni di uccellini venivano accompagnate da illuminanti nozioni naturalistiche su cosa mangiassero, di che colore e dimensione fossero le loro uova e come costruissero il loro nido. Mi piaceva molto quel libro.

Questo prima che scoprissi che mio nonno era cacciatore… e che “poenta e osei” (trad: polenta e uccelli) fosse il piatto nazionale.

Cloudmine - fonte: bgg

Cloud Mine – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Sconsiglio di giocare a Cloud Mine con i vostri amici se non volete indagare troppo le loro menti, quello che scoprirete potrebbe non piacervi. Volete una motivazione a questa mia affermazione? Va bene, ma prima un po’ di informazioni di base. Cloud Mine è un titolo che si basa sull’osservazione delle nuvole e il far indovinare agli altri giocatori a cosa assomigliano, direi quindi che pesca a mani basse da quel filone di titoli deduttivi basati su immagini il cui capostipite ad honorem è l’intramontabile Dixit. Si tratta di un titolo completamente italiano, i cui autori sono Guido Albini e Martino Chiacchiera, quest’ultimo in particolare famoso per essere coautore della fortunata serie Deckscape e di 3 Segreti. La grafica del gioco è stata realizzata da Alan D’Amico, che tra i tanti successi potremmo elencare i robottoni di C.O.A.L. e i tentacoli di Kingsport Festival. Ora, D’Amico in questo titolo ha sicuramente dimostrato di essere un abilissimo illustratore anche disegnando semplicemente nuvole, cosa che ritengo non essere proprio semplicissima, e ha avuto la brillante idea di realizzarle quasi perfettamente simmetriche, come fossero le macchie del test di Rorschach utilizzato in psicologia. Pensateci, vorreste davvero sapere cosa vedono i vostri amici in quelle macchie e indagare l’abisso? A me è successo e abbiamo riso per un’ora, ma poi non siamo stati più gli stessi. Ovviamente scherzo, ma spero di avervi incuriosito…

Miniboard #25: Meeple Circus

di Luca “Maledice”

Spettatori di tutto il mondo affrettatevi, sta per aprire il Meeple Circus. Dove potete trovare uomini forzuti, acrobati rossi dalle mille folli peripezie, pagliacci pronti a cadere al momento giusto, bestie incredibili provenienti dagli angoli più remoti del mondo.  Osservate i cavalli sfilare con sopra donne barbute e uomini calvi. Ma non fatevi ingannare, in Meeple Circus quello che conta è l’abilità manuale maturata in anni di attesa, dei lunghi tempi morti, dei vostri amici German. Scopriamo insieme come funziona. Buona Visione…

Panic Mansion - fonte: bgg

Panic Mansion – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Perché Panic Mansion mi ha colpito mentre camminavo per i corridoi dell’ultima edizione dello Spiel? Due principali motivi: il primo perché mi ricordava dei vecchi giochi che avevo da piccolo, in cui si faceva correre una pallina su un percorso senza farla cadere in dei buchi, e si sa che ai ricordi dell’infanzia non si può dir di no; la seconda è che non era necessario sedersi per provarlo, giri la scatola e puoi provare direttamente una demo… cosa che trovo davvero una grade idea di marketing! Ma di che si tratta? Il concetto è molto semplice: una scatola rettangolare senza coperchio come plancia per ogni giocatore, al cui interno ci sono 8 stanze quadrate collegate da porte, e lo scopo di spostare nelle varie stanze degli oggetti di diversa forma in base alle indicazioni di un mazzo di carte, il tutto inclinando la scatoletta. Da questa descrizione penserete che possa essere un titolo più adatto ad un pubblico di giovanissimi, in parte forse, ma vi dirò che ho visto 40’enni divertirsi come pazzi con tanto di dileggiamento verso gli avversari. Tra gli autori, Asger Harding Granerud è sicuramente noto per Flamme Rouge, ma in coppia con Daniel Skjold Pedersen ha realizzato 13 Days, 13 Minutes e, con Tascini, A Tale of Pirates. Mentre dell’editore, Blue Orange, direi che dopo Kingdomino non servono molte altre presentazioni. Ma ora vi do il ben venuto nella “dimora del panico”…

Topiary

Topiary – Recensione

di Daniel “Renberche”

L’arte topiaria, per chi sa usare solo il decespugliatore in stile Conan il Barbaro è sempre qualcosa di affascinante. Al pari del marmo, ma in forma più ecologica, le sculture di questo tipo sono meta di turisti e curiosi. Riusciremo a disporli in modo tale da far vedere a questi il maggior numero di opere? Buona lettura!

Tutti sotto il tendone con Meeple Circus

di Alberto “Doc”

Le ricerche su quanto di interessante troveremo negli stand delle fiere autunnali prosegue senza sosta. Ed oggi mi fermo in casa Matagot che propone per il momento due titoli e una espansione. Quest’ultima riguarda capitan Sonar mentre venendo alle due novità avremo a che fare con un gioco di esplorazione con piazzamento tessere di nome Okanagan (che non mancherò di approfondire più avanti)  e un titolo di destrezza manuale dai toni sicuramente vivaci di cui vi parlerò in questo pezzo: Meeple Circus.

night clan

Night Clan, tesori e progenie da difendere

di Daniel “Renberche”

Che si giochi per conquistare una donna, saldare una confraternita o difendersi da un Troll, il bluff è sempre un’arma potente. E nel gioco in questione sarà l’arma principale da utilizzare, magari tra una partita a qualche gioco più riflessivo. Buona lettura!

Alchemidus – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Per chi ha partecipato negli ultimi anni alle edizioni dello Spiel, una delle fiere più importanti a livello mondiale dedicata ai boardgame, ormai una cosa sarà chiara, l’Asia si sta affacciando sempre di più al mercato dei giochi da tavolo. Oggi parlerò di Alchemidus, titolo di carte di origine nipponica che fa parte di una particolare cricca dei puzzle game astratti che potremmo definire “solitari di gruppo”. In genere, quando dico che un titolo è un solitario di gruppo, lo faccio per sottolineare un problema di interazione, in questo caso invece è un effetto voluto. In Alchemidus, come in altri titoli simili, i giocatori sono chiamati a risolvere mentalmente un puzzle, in questo caso definito da un insieme di dadi i cui valori dovranno essere modificati tramite delle carte, mentalmente, senza mettere mano ai componenti di gioco se non per dimostrare la fattibilità e l’efficienza della propria soluzione. Ne consegue che l’interazione è completamente nulla, se non per una questione di velocità di ragionamento, e il numero di giocatori è limitato solo da questioni di “ordine al tavolo”. Ovviamente, anche l’ambientazione è solo una scusante per introdurre la tipologia di enigmi da risolvere. L’autore è Shimpei Sato, ben più conosciuto per Onitama, gioco astratto che ha ottenuto un discreto successo recentemente. Ma bando alle ciance e andiamo a trasmutare…

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