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Ice Cool - fonte: bgg

Ice Cool – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin Ice Cool

Ice Cool, voluto gioco di parole per richiamare per assonanza il termine High School (scuola superiore), è stato una delle rivelazione per visibilità dell’ultimo Spiel, al punto da presentare, oltre ai tavoli dimostrativi alla AMIGO, anche un intero stand di grandi dimensioni nel padiglione principale. Senza tirare in ballo le classifiche, su cui personalmente non ho alcuna fiducia, posso dirvi che le copie che ho visto girare per la fiera non erano poche, che poi sia una questione di effettivo merito o di ottimo marketing sarà spunto di riflessione durante la recensione. Certo è che la sua fama è giunta fino al nostro bel paese dato che Oliphante ha annunciato da un po’ la localizzazione in italiano. Ice Cool è ambientato in una scuola per pinguini, fatto che spiega l’assonanza, e si basa su una meccanica che in questi tempi va molto di moda nei giochi di abilità: le schicchere (o flick per chi preferisce un termine più tecnico). La sua particolarità rispetto ad altri giochi di schicchere, giusto per fare qualche nome Flick ‘em up e Catacombs, è che in questo gioco non si colpiscono con l’indice dei dischetti ma delle miniaturine a forma di pinguini e “appesantite” sulla base, in modo che dopo il colpo tornino sempre perfettamente in piedi. Questa particolarità tecnica consente delle vere e proprie acrobazie come curve ad effetto, traiettorie a spirale e veri e propri salti per scavalcare pareti o altri pinguini (cliccate qui per stupirvi). Inoltre, il titolo utilizza l’intera scatola, più altre al suo interno, per costruire un’appariscente plancia di gioco dove si svilupperà una meccanica del tipo “prova e prendermi”, cioè un giocatore cercherà di colpire i pinguini avversari prima che questi riescano a completare una sorta di percorso. Vi ho incuriosito abbastanza? Continuiamo…

Gloom – Recensione

di Alessandro “Xander” Sciacqua gloom

Come ammazzare la famiglia e vivere felici.

Appena ho avuto occasione di vedere il gioco sul tavolo mi ha incuriosito molto. I richiami alla famiglia Addams sono lampanti: deliziose famigliole i cui componenti dall’aspetto lugubre e grottesco rallegrano con il loro alone di black humor.

Not Alone: Miniboard #11

di Luca”Maledice” Lanara

La notte è lunga e piena di terrore, soprattutto se vi siete scordati di riempire il serbatoio all’astronave e finite per schiantarvi sul suolo di un pianeta sconosciuto. Sconosciuto e decisamente poco ospitale. I giocatori si ritrovano soli contro l’oscurità e chi la abita: lo stesso pianeta che lentamente ma inesorabile fa vacillare la volontà degli astronauti fino ad assorbire le loro essenze. Riusciranno a resistere nascondendosi fino l’arrivo dei soccorsi o soccomberanno all’entità? Doc e Maledice, abbandonati dai loro stessi compagni, vi raccontano cosa si prova ad essere soli… ma non troppo. Ecco quindi il miniboard di Not Alone: buona visione!

Miniboard #8: Zoom Out

di Luca “Maledice” Lanara Zoom Out

Approdiamo in casa Red Glove con questo simpatico Zoom Out. Si tratta di un gioco di carte e di destrezza, che porta il giocatore a osservare i vari stadi dell’universo. Dal piccolo insetto i giocatori giocheranno carte una dopo l’altra in via crescendo, e proprio come in uno zoom ottico le figure cambiano. Buona Visione…

Miniboard #3: Coloretto

Di Luca”Maledice79″ Lanara Coloretto

E’ dagli albori dei tempi che si parla di Coloretto  ma quanti di voi hanno giocato a questo filler targato Abacus Spiele? Eccolo allora in tutto il suo splendore di gioco vissuto ma pur sempre ancora valido anche dopo 10 anni. Combinare i colori, attraverso la disposizione dei camaleonti sulle scrivanie si è dimostrato affascinante. Sono poche le parole da spendere, ci sono i video per questo e quindi, Buona Visione…

celestia - fonte: bgg

Miniboard #2: Celestia

Di Luca “Maledice” Lanara Celestia

Dopo il gradito esordio con la puntata iniziale dedicata a Welcome to the dungeon, eccoci al secondo episodio di Miniboard con cui daremo spazio ad un altro filler che vede come meccanica principale quella del push your luck, il tutto fra le soffici nuvole del cielo a bordo di una aeromobile che sa molto da ambientazione Steam. Se siete pronti a salire a bordo (e a scendere a tempo debito), allacciate le cinture che si parte con Celestia. Buona Visione.

Welcome to the dungeon - fonte: bgg

Miniboard #1: Welcome to the dungeon

di Luca “Maledice” Lanara Welcome to the dungeon

A grande richiesta… no, in verità non ce l’ha chiesto proprio nessuno, ma visto che molto spesso ci troviamo a giocare anche a filler e party games su cui vorremmo dire la nostra, eccoci oggi a proporre una nuova rubrica dedicata a titoli leggeri e veloci in una veste più immediata e informale (beh in effetti la formalità non è esattamente il nostro forte). E per darvi il giusto bevenuto in questo nuovo angolo, la prima puntata di Miniboard ospita Welcome to the dungeon, gioco targato UPlay Edizioni che ci porterà ad affrontare le terribili creature che abitano le profondità del sottosuolo. Chi sarà il temerario (o lo sfortunato) che affronterà i mostri con le poche risorse che gli sono rimaste addosso per combattere? Ecco tutto quello che vi serve sapere, e forse anche di più… Buona visione!

Dungeon Raiders - fonte: bgg

Dungeon Raiders – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin dungeon raiders

L’apparenza inganna! È questa la prima cosa che ho pensato dopo la mia prima partita a Dungeon Raiders. Confesso che davo davvero poca fiducia al piccoletto (mi riferisco alle dimensioni della scatola) dalla grafica a metà tra il puerile e il demenziale. Invece il gioco c’è, presenta una meccanica elegante e sa divertire. Ed è tutta colpa mia, se mi fossi informato meglio avrei dato un po’ di fiducia in più, soprattutto sapendo che l’autore è quel tale Walker-Harding che ha saputo regalarci altri due gioiellini per divertimento e semplicità, quali Cacao e Sushi Go. O forse no? In fin dei conti non è scritto da nessuna parte che un autore con un buon cv ludico alle spalle non possa produrre qualche ciofeca. Certo, come i due predecessori, Dungeon Raiders non brilla per profondità del regolamento o ambientazione, risultando decisamente un eurogames, più tedesco che americano. Ma fa il suo lavoro tenendo al tavolo fino a 5 giocatori e regalando colpi di scena e sorrisi. Ma bando alle ciance ed entriamo del dungeon…

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