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Magnifico

Gli otto del Magnifico 2019

di Daniel “Renberche” | Gli otto del Magnifico 2019

E anche quest’anno ludico, per quanto riguarda il premio Goblin Magnifico, sta volgendo al termine. Dopo mesi di discussioni la nutrita giuria, di cui faccio parte, ha tirato fuori gli otto di questa edizione e ora si prepara al rush finale. Ovviamente vi aspettiamo alla Play di Modena per provare tutti i titoli selezionati e per scoprire quali di questi verrà selezionato come Magnifico. Cosa troverete sui tavoli? Beh leggete e lo scoprirete. Buona lettura!

Capitoli: Parte 1 | Parte 2

Altiplano, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

Dopo il buon successo di Orléans, l’autore tedesco Reiner Stockhausen nel 2017 propone un nuovo titolo che utilizza lo stesso meccanismo di bag building del predecessore: si tratta di Altiplano, ed è edito in Italia da Giochix.it.

Dalla Francia alle Ande, stavolta i giocatori (da 2 a 5) si sfideranno nei panni di artigiani sudamericani in varie attività commerciali. Il fulcro del gioco è proprio recuperare risorse, trasformarle o venderle per ottenere merci pregiate o denaro. Nel sacchetto in dotazione andranno posizionati i dischetti delle risorse e ad ogni turno ne verranno pescati alcuni da destinare a varie azioni. A differenza di Orléans, non c’è più un tabellone centrale, ma 7 aree separate su cui il nostro unico meeple dovrà viaggiare. Trovarsi nel posto giusto al momento giusto è cruciale per poter svolgere le azioni che ci servono.

Progress: Evolution of Technology – Recensione

di Davide “Canopus”

Questo titolo mi fa venire in mente un momento del passato: era l’ultima sezione di corsi universitari prima della pausa estiva, l’anno proprio non me lo ricordo, seguivo il corso di Gestione dell’Innovazione e dei Progetti. Ricordo che era caldo, non come in questi giorni ma abbastanza per fare in modo che gli assistenti del professore riempissero di chiazze le loro camice siglate in modo comico, mentre si agitavano dietro la cattedra. Il professore no, lui aveva probabilmente più di 70’anni e di certo non aveva voglia né di agitarsi né di sudare. Come molti corsi universitari, anche in questo curiosamente la cosa che mi aveva colpito di più fu l’introduzione, probabilmente perché non ero un assiduo frequentatore di corsi. Questa introduzione aveva quel gusto di minestrina quando il professore di turno ti racconta il sommario del corso e a cosa servirà tutta quella roba che andrà a spiegare o che si trova nel libro di cui è l’autore. Insomma, un’introduzione come tante altre, anche relativa ad un argomento interessante se devo essere sincero, ma ad un certo punto quel gentile e mite professore si sporse in avanti dalla cattedra e con lo stesso tono di Fantozzi che si lascia andare ad un commento ben poco ammirevole per la corazzata Kotiomki, esclamò: “E mi rifiuto di pensare che l’innovazione nasca per caso come i funghi, o tutto quello che stiamo a studiare qui non serve ad un fico secco”. Grasse risate da parte di tutti per il tono completamente inaspettato dato lo stile del prof, amplificate quando dal fondo dell’aula qualcuno rispose: “sapevo io che ‘sta roba non serve ad un fico secco (non era proprio fico secco il termine ma ci leggono pure i bambini)”. Chissà cosa avrebbe pensato il mio professore di Progress? Probabilmente non avrebbe apprezzato la meccanica con cui le tecnologie innovative sono rappresentate da carte, pescate in modo casuale, sviluppabili o scartabili per guadagnare conoscenza. Ma forse non gli sarebbe dispiaciuta l’idea di concatenare le varie tecnologie tra loro, così da rendere più semplice lo sviluppo di determinate tecnologie se già se ne hanno sviluppate alcune in precedenza, secondo la logica dell’albero delle tecnologie. Ormai avrete capito di che stiamo parlando, Progress, frutto degli stessi autori del Exodus e portato nel bel paese da Giochix, è un gioco di carte, in teoria un civilizzazione leggera focalizzato sull’aspetto tecnologico, in pratica un astratto. Ma ora affrontiamo questo viaggio attraverso la storia del progresso tecnologico (mi sento un po’ Piero Angela).

Marco Pranzo e Giochix.it: un incontro che ha fatto la…Historia

di Federico “Kentervin”

Michele Quondam presenta il suo nuovo Historia, in cui ogni giocatore avrà l’onore/onere di far sviluppare la propria civiltà nel corso di 3 Ere, percorrendo 12.000 anni di storia.

Historia è un gioco per 1-5 giocatori che fa della semplicità il suo punto di forza. La durata è contenuta per questo genere di giochi, solo 25 minuti per giocatore e tutto ruota attorno all’oculata gestione dell’unica risorsa del gioco, i Cubi Potere.

Essen 2013: la rappresentativa italiana

di Alberto “Doc”

Spiel 2013 vedrà presenti diverse case editrici italiane pronte a proporre il genio e la fantasia di casa nostra alla fiera di Essen. Siamo ben rappresentati? Io direi proprio di si, sia in termini di quantità, di qualità che di varietà. A ormai poco più di un mese all’inizio della kermesse, vediamo allora cosa metteranno in campo i nostri publisher.

PLAY 2013- seconda puntata: fra fantasy, naufraghi, robottoni e rinascimento

di Alberto “Doc”

E rieccomi a riprendere il resoconto del mio viaggio a PLAY raccontandovi il secondo giorno di fiera, il sabato. Dopo l’antipasto del venerdì siamo ansiosi di iniziare l’esplorazione della fiera e di tutto quello che ci può offrire.
Arriviamo mezzora dopo l’apertura, ci concediamo un giretto per gli stand e il tempo di fare alcuni scambi/acquisti e poi via verso i tavoli da gioco.

Gladiatori – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Le ambientazioni relative al mondo dei gladiatori sono tornate in auge presso il grande pubblico grazie all’ormai famosa serie “Spartacus” (nel 2012 è andata in onda la seconda stagione), da cui è stato recentemente tratto un boardgame. Può quindi nascere il sospetto in noi che questo titolo sia un tentativo di cavalcare l’onda e realizzare un gioco destinato al grande pubblico, una trappola per chi è rimasto affascinato dall’ambientazione e dal mondo dell’arena. Personalmente ho molti dubbi a riguardo: potrebbe anche essere che l’autore, Michele Quondam, già famoso per The Forgotten Planet, abbia scelto una simile ambientazione per questioni di moda, ma il gioco presenta meccaniche completamente incompatibili con il grande pubblico e le famigliole felici. Credo che Gladiatori sia un ottimo titolo per perdere un amico: nel senso che gli regalate il gioco, lui cerca di leggere il manuale e il non capirci nulla lo stresserà al punto tale che non vi vorrà più vedere. Questo è un titolo per giocatori esperti, hardcore, presenta una curva di apprendimento lunghissima (mi ci sono volute 4 partite per comprendere affondo le regole e non commettere errori durante il gioco, oltre a trovare una mia strategia personale e un mio modo di giocare), un manuale ostico e delle meccaniche veramente complesse; le definirei quasi un tentativo accurato di simulare un combattimento nell’arena. Ma una volta che si prende mano vi assicuro che da grande soddisfazione, soprattutto per la parte gdr del gioco che prevederà di crearvi il vostro personaggio e di farlo crescere partita dopo partita durante una campagna. Tecnicamente, si tratterebbe di un gioco di carte, ogni giocatore ha il suo mazzo e gioca carte per muoversi, attaccare e difendersi, ma dato che la possibilità di giocare queste carte, e gli effetti, sono direttamente influenzati dalla posizione delle miniature nell’arena, sono costretto a catalogarlo come gioco da tavolo.

Giochix.it, mai sentito parlare di CO2?

di Luca “Maledice79”

Intervista che conclude il ciclo delle nostre avventure a Lucca. Buona visione come al solito gente!!

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