Tag Archives: Gioco a fazioni

Shadespire | Dicecraft #24

di Luca”Maledice”

Shadespire un tempo era una città  piena di meraviglie e magia, una metropoli che sorgeva sulla terribile terra del Regno della Morte. Innumerevoli razze popolavano le sue mura, e assieme creavano manufatti dalla bellezza e dalla potenza infinita. Il segreto più prezioso della città era il processo della lavorazione del vetro d’ombra, una sostanza miracolosa in grado di conservare eternamente l’essenza spirituale dei morti. In questo modo, i Katophranes al governo di Shadespire vivevano dopo la morte, la loro saggezza custodita nelle profondità di specchi decorati, guizzante in fontane di vetro, pietre cristalline e altre meraviglie. Tale affronto faceva adirare Nagash, Signore della Nonmorte, che desiderava punire gli abitanti della città per averlo privato del suo tributo in anime. Così la città veniva punita e le anime dei caduti non potevano lasciare la Città Riflessa e giungere nell’Aldilà. Nessuno tra quelle mura avrebbe goduto della liberazione della morte. Nagash avrebbe per sempre negato loro tale dono. In questo scenario bande di razze diverse combattono tra di lor per cercare di trovare la via della libertà e trovare riposo. Buona Visione…

Dice Throne: scontro per il trono del re pazzo

di Alberto “Doc”

Dopo quello di spade, i troni fatti di vari oggetti e materiali si sono susseguiti in abbondanza ed ovviamente doveva arrivarne uno anche dedicato ai Dadi… almeno sulla carta. Infatti con Dice Throne non ci dedicheremo a costruire uno scranno con i dadi ma lo dovremo conquistare tirandoli, ovviamente in uno scontro con diversi pretendenti che non ci renderanno di certo la vita facile. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno durante la campagna Kickstarter, il titolo è ormai arrivato su diverse tavole dei giocatori e la casa editrice, Mind Bottling Games,  ha già annunciato una seconda stagione ed una prossima imminente campagna. Meglio allora approfondire casomai la cosa ci stuzzicasse. Regolamento alla mano, vediamo di che si tratta.

The Thing: Infection at Outpost 31

di Alberto “Doc”

La cosa“, un classico della cinematografia anni 80 firmato da John Carpenter (di cui poi nel 2011 è stato fatto un remake), è una ambientazione che fino ad ora non era ancora stata esplorata dagli autori di giochi da tavolo anche se di sicuro non mancano analogie con altre produzioni già uscite sul mercato (come ad esempio Panic Station).  The Thing: Infection at Outpost 31 nasce con lo scopo di farci rivivere proprio la tensione e la paranoia dei film in un titolo in cui dovremo capire di chi e possibile fidarsi e di chi no. Vediamo meglio come funziona.

New Angeles – Recensione

di Max “Luna” Rambaldi – New Angeles

Prima di iniziare, conscia che non tutti bramano i racconti pindarici, lascio una nota a fondo pagina con cifre, statistiche e numerini che piacciono tanto ai german. Per tutti gli altri, buona lettura.

New Angeles. E subito pensi a GTA, the Rock che ricuce faglie all’uncinetto e CSI. Uhhh-ahhhah. Uh-uh.
In teoria non avrei mai dovuto giocarci, a New Angeles. Ma le teorie che ci stanno a fare se non per essere screditate?

Videoanteprima versione italiana di Scythe

di Luca” Maledice79″ Lanara Scythe

“Le ceneri della Grande Guerra ancora scuriscono la neve dell’Europa degli anni ‘20. La città-stato capitalistica conosciuta semplicemente come “La Fabbrica”, che aveva alimentato la guerra con Mech pesantemente armati, ha ora chiuso le sue porte, attirando l’attenzione di molti paesi vicini. Con cinque personaggi da cinque fazioni che convergono su un piccolo ma ambitissimo angolo di terra, chi guadagnerà fama e fortuna per far divenire il proprio impero leader dell’Europa dell’Est?” Così inizia il manuale di questo Scythe, circondato da illustrazioni veramente evocative, in un concept artistico di meravigliosa fattura. Eh sì, a volte i giochi polacchi sembrano belli…

Affiliamo le falci gente perché è ora di Scyhte. In versione Ghenos,quindi tutto italiano, da ora potete chiamarlo SCIIITE. Il gioco sarà disponibile a Lucca 2016 e ne avevamo già anticipato qualcosa sulle regole qua. Quindi questa è un prima impressione di gioco dove abbiamo sondato con mano (così direbbe il Doc) questo gioco. Non è una recensione, ma un’anteprima resa disponibile dal caro amico Willy, che ha messo a repentaglio la prima copia del gioco. La cosiddetta copia “ZERO” (non si finisce ma d’imparare). 5 giocatori schierati, tutto in italiano. Beh buona visione…

Coven: tremate, tremate, le streghe son tornate…

di Alberto “Doc”

Sebbene siamo ancora a “pancia piena” dopo la quantità di novità arrivate a Essen e Lucca, la curiosità non è mai paga di vedere cosa ci aspetta nel prossimo futuro. Vediamo perciò quali altre pubblicazioni ci attendono per questo prossimo 2015. Fra meno di un mese partirà la campagna Kickstarter per Coven, un titolo proposto dalla 8th Summit che ci porterà nel mondo della congrega delle streghe, al servizio di divinità per ritrovarci ancora una volta nella continua lotta fra luce e oscurità.

Goblins inc. – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Ultimamente sembra che siano tornati alla ribalta i giochi con i goblin e imp, questi ultimi sono creature mitologiche tedesche a metà strada tra folletti e demoni ed esteticamente simili ai goblin. Cosa strana è che la maggior parte dei titoli con questi diavoletti finisce per essere irriverente e demenziale. Giusto per citare altri 2 esempi, che hanno conseguito un discreto successo, si pensi a Dungeon Lords e Dungeon Petz. Ma questi 3 titoli non sono legati solo dalla presenza di grottesche creaturine verdognole dentro la scatola, sono anche tutti e 3 opere dello stesso illustratore, tale David Cochard, che sembra avere una certa predilezione verso il genere fantasy demenziale, e che con questi soggetti sembra cavarsela davvero bene. Questo titolo potrebbe essere il gioco perfetto per provetti ingegneri e amanti dei cartoni animanti con i robot, dato che prevede di costruire robottoni e di farli combattere tra loro. Peccato che, dato che sono costruiti da goblin dementi, i risultati saranno molto diversi dal Mazinger o dall’Eva01 e avrete, piuttosto, a che fare con inguardabili aggregati di tessere e armi improbabili. Ma ora armatevi di cacciavite e nastro adesivo (?) e lasciatemi spiegare come si costruisce un bellissimo ammasso di ferragl… ehm, robot, volevo dire robot! :-)

Gladiatori – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Le ambientazioni relative al mondo dei gladiatori sono tornate in auge presso il grande pubblico grazie all’ormai famosa serie “Spartacus” (nel 2012 è andata in onda la seconda stagione), da cui è stato recentemente tratto un boardgame. Può quindi nascere il sospetto in noi che questo titolo sia un tentativo di cavalcare l’onda e realizzare un gioco destinato al grande pubblico, una trappola per chi è rimasto affascinato dall’ambientazione e dal mondo dell’arena. Personalmente ho molti dubbi a riguardo: potrebbe anche essere che l’autore, Michele Quondam, già famoso per The Forgotten Planet, abbia scelto una simile ambientazione per questioni di moda, ma il gioco presenta meccaniche completamente incompatibili con il grande pubblico e le famigliole felici. Credo che Gladiatori sia un ottimo titolo per perdere un amico: nel senso che gli regalate il gioco, lui cerca di leggere il manuale e il non capirci nulla lo stresserà al punto tale che non vi vorrà più vedere. Questo è un titolo per giocatori esperti, hardcore, presenta una curva di apprendimento lunghissima (mi ci sono volute 4 partite per comprendere affondo le regole e non commettere errori durante il gioco, oltre a trovare una mia strategia personale e un mio modo di giocare), un manuale ostico e delle meccaniche veramente complesse; le definirei quasi un tentativo accurato di simulare un combattimento nell’arena. Ma una volta che si prende mano vi assicuro che da grande soddisfazione, soprattutto per la parte gdr del gioco che prevederà di crearvi il vostro personaggio e di farlo crescere partita dopo partita durante una campagna. Tecnicamente, si tratterebbe di un gioco di carte, ogni giocatore ha il suo mazzo e gioca carte per muoversi, attaccare e difendersi, ma dato che la possibilità di giocare queste carte, e gli effetti, sono direttamente influenzati dalla posizione delle miniature nell’arena, sono costretto a catalogarlo come gioco da tavolo.

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