Tag Archives: Gioco astratto

Sfide Possibili

Sfide possibili #3: Azul vs Qwirkle

di Daniel “Renberche” | Azul vs Qwirkle

Dopo un bel po’ di tempo ritorno con le Sfide Possibili, questa volta con due titoli astratti che fin da quando ho avuto modo di provarli sono stati subito messi a confronto nella mia testa.
Da una parte le piastrelle portoghesi con un titolo giunto da poco più di un anno sul mercato, dall’altra Qwirkle, un grande classico con più di dieci anni alle spalle. Quale sarà il migliore? Leggete l’articolo e lo scoprirete.

onitama

Onitama, il videotutorial

iconadi Sara “Miss Meeple” Trecate | Onitama

Onitama è un gioco da tavolo strategico e astratto per due soli giocatori. Un sfida di nervi, in cui si attende che qualcuno si esponga facendo un passo in più del dovuto.

Pantone – the Game | recensione a colori

di Max “Luna” Rambaldi | Pantone – the Game

E’ quadrato, colorato e ogni suo dannato pixel è coperto da marchio registrato. Pantone™. Quello sì che è potere, mi basta sentirne il nome per tremare. Pantone. Brrr, dillo di nuovo. Pantone, Pantone, Pantone!

Reef, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

In Reef, i giocatori (da 2 a 4) dovranno costruire la propria barriera corallina personale utilizzando coralli gialli, rossi, verdi e viola da impilare e accostare. Pescando carte obiettivo riceveranno due nuovi coralli e poi otterranno punti vittoria in base alle combinazioni di coralli richieste. E’ necessario un mix di pianificazione e ottimizzazione dei coralli per ottenere il massimo da ogni carta giocata.

santorini

Santorini, il videotutorial

Di Sara “Miss Meeple” Trecate

Santorini ha fatto la sua prima apparizione nel 2004, il gioco aveva materiali minimalisti e la sua natura di gioco astratto era molto evidente. Nel 2016, grazie ad una campagna Kickstarter, Santorini è rinato con nuova grafica e materiali.

Da due a quattro giocatori (ma l’ideale è giocarlo in coppia) controlleranno delle pedine costruttori che si muoveranno su una scacchiera e che cercheranno di costruire le famosi torri bianche con cupole blu tipiche dell’isola greca. Ad ogni turno un costruttore potrà effettuare un movimento in una casella adiacente, e poi costruire un piano di una torre, sempre in una casella adiacente. Salendo un piano alla volta, lo scopo è portare uno dei propri costruttori al piano più alto, senza farsi bloccare dalla costruzione delle cupole.

azul

Azul, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

Nel gioco astratto Azul i giocatori-decoratori saranno impegnati nel realizzare la parete più elegante e colorata del Portogallo. Prelevando piastrelle colorate (che richiamano gli azulejos portoghesi) del tipo e della quantità giusta, potranno “piastrellarle” sulla propria plancia personale.

Miniboard #23: Dragon Castle

di Luca “Maledice”

Avete presente la fine degli anni 90? I bar erano afflitti , da quelli che sono stati i primi touch screen, ovvero videogiochi ricolmi di solitari, trova le differenze e rispondi alla domanda. Tra tutti dalle mie parti spopolo  il  Mah Jong. Non fate i sapientoni, dicendo che c’era anche nelle sale giochi anni 80, perché vi spiazzo subito, rivelandovi che il Mah Jong era un gioco da tavolo per 4 giocatori nato in Cina nel XIX secolo. Invece questo Dragon Castle della Horrible Games, sfrutta le famosi meccaniche aggiungendoci un tocco tutto suo, che porta interessanti varianti e materiali. Ecco la nostra recensione.  Buona Visione…

Alchemidus – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Per chi ha partecipato negli ultimi anni alle edizioni dello Spiel, una delle fiere più importanti a livello mondiale dedicata ai boardgame, ormai una cosa sarà chiara, l’Asia si sta affacciando sempre di più al mercato dei giochi da tavolo. Oggi parlerò di Alchemidus, titolo di carte di origine nipponica che fa parte di una particolare cricca dei puzzle game astratti che potremmo definire “solitari di gruppo”. In genere, quando dico che un titolo è un solitario di gruppo, lo faccio per sottolineare un problema di interazione, in questo caso invece è un effetto voluto. In Alchemidus, come in altri titoli simili, i giocatori sono chiamati a risolvere mentalmente un puzzle, in questo caso definito da un insieme di dadi i cui valori dovranno essere modificati tramite delle carte, mentalmente, senza mettere mano ai componenti di gioco se non per dimostrare la fattibilità e l’efficienza della propria soluzione. Ne consegue che l’interazione è completamente nulla, se non per una questione di velocità di ragionamento, e il numero di giocatori è limitato solo da questioni di “ordine al tavolo”. Ovviamente, anche l’ambientazione è solo una scusante per introdurre la tipologia di enigmi da risolvere. L’autore è Shimpei Sato, ben più conosciuto per Onitama, gioco astratto che ha ottenuto un discreto successo recentemente. Ma bando alle ciance e andiamo a trasmutare…

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